25/04/2026
Condividiamo una riflessione legata al progetto “Per non dimenticare”, nata proprio dall’ascolto della testimonianza di Giacomina.
Parole che aiutano a comprendere ancora di più il valore della memoria e del 25 aprile.
Vedere queste commuoversi, nel ricordare fatti accaduti più di 80 anni fa, porta alla mente il verso“Ho visto piangere un gigante, figurati se non piango io”, canzone di Paolo Jannacci. Loro sono deigiganti per età, resistenza e saggezza. Sono come dei padri e delle madri (o dei nonni) che ciricordano come può essere crudele la vita, ma che bisogna lottare sempre, in ogni circostanza, peressa. Il fatto che, lacrime o incrinatura della voce, emergano ancora al racconto di accaduti cosìdistanti, lascia stupefatti.
Quanto deve essere drammatico vivere momenti dai quali l’emozioneprovata non andrà più via? Nulla riesce a ledere quel legame tra avvenimento e sofferenza.Sentimenti che li fanno quasi apparire bambini indifesi, da far venir la voglia di abbracciarli perproteggerli. Sembrano dei giovani figli, come potevano essere allora, alla fine della guerra.
Il progetto di cui fa parte questa nuova intervista, proposta oggi, si chiama “Per non dimenticare”, ilquale era nato nel 2021 e aveva visto molti interpreti, motivo per cui si è utilizzato il pluraleinizialmente. Il titolo è eloquente, sta a significare che bisogna ricordare il 25 aprile 1945 come datafondante dell’Italia odierna. Perché con essa finiva il conflitto, grazie alla vittoria contro ilnazifascismo. Perché celebra il giorno della rinascita del nostro popolo, libero dalla dittatura, edell’avvicendamento di un nuovo futuro dal seguente nome: Repubblica Parlamentare Unitaria.
“Per non dimenticare” ha anche l’intento di approfittare di queste testimonianze per cercare ditoccare da più vicino la tragedia delle armi e di un regime che per un opinione o etnia o generepoteva ucciderti. Riflettere che le libertà vanno protette e il rispetto deve essere promosso versochiunque, anche perché quel qualcuno un giorno potresti essere tu stesso.
“Per non dimenticare” vuole servire a stimolare l’empatia presente in ognuno di noi, per cercare diopporsi al nuovo sorgere di colonialismi, atteggiamenti autocratici, arroganti o di odio. Il nostrobenessere ci ha certamente impigriti, la televisione blinda i sensi da ogni sgradevolezza e sminuiscela portata degli eventi ma i bambini nelle guerre attuali piangono come il nipote, di due anni, della Signora Giacomina. Tutti dovremmo, come esercizio, provare a percepire cosa avrà vissuto Lei avederlo strillare mentre era costretto a sfollare nell’ entroterra ligure. Noi che giustamente al primolamento del nostro pargolo accorriamo al suo cospetto.
“Per non dimenticare” è anche un ringraziamento a tutti i partigiani, alle donne e uomini che hannolottato in ogni modo per permetterci di vivere in una Patria dove i diritti fondamentali sonopermessi a chiunque.
Grazie, per esempio, a Piero Gobetti, ucciso a 25 anni (nel 2026 ricorre il centesimo anno dalla suamorte) per volere di Mussolini visto che la sua penna, il suo pensiero liberale e democratico gli incurvano troppa paura.
Viva 25 aprile, viva l' Italia!