23/03/2025
Angela Chito l'ha vissuto in questo modo. Grazie Angela.
Sboccia la Primavera Poetica a Venosa.
Nel cuore del borgo oraziano, dove la storia e la poesia si intrecciano come fili d’oro, la Giornata Mondiale della Poesia prende vita in un’atmosfera incantata. Dal portale del prestigioso Hotel Orazio, di Dino e Filomena Lacolla, fremono penduli fiori, simbolo di una rinascita culturale che profuma di versi e armonie. Un drappo sventola fiero, annunciando una serata che celebra l’arte in tutte le sue forme.
L’evento, promosso dall’Associazione Familiari Antistigma Alda Merini, con la sua presidentessa, la Dott.ssa Maria Antonietta Dicorato, con passione introduce il pubblico in questo viaggio poetico. La serata si apre con la voce intensa di Annamaria Rigillo, che interpreta magistralmente “Sono nata il 21 a primavera” di Alda Merini.
Varcata la soglia dell’hotel, si viene trasportati in un altro tempo: la hall, illuminata da luci soffuse, si trasforma in un caffè letterario degli anni ’20, dove le parole vibrano nell’aria come note leggere. I soffitti affrescati, con putti e dame immerse in giardini celestiali, fanno da cornice a una serata di emozioni e bellezza. Nel silenzio carico di attesa, le prime note di "Amapola" si diffondono dolcemente nella sala, suonate con maestria da Michele Chito alla fisarmonica. Il suono caldo e avvolgente dello strumento trasporta il pubblico in un’atmosfera sognante, sospesa tra nostalgia e passione.
Una ballerina entra in scena. Con passi leggeri e movimenti soavi, il suo corpo racconta la musica: le braccia si aprono come petali di un fiore, i piedi sfiorano il pavimento con grazia, mentre la melodia del tango avvolge ogni suo gesto. La danza diventa poesia visiva, un dialogo intimo tra il suono della fisarmonica e l’eleganza del movimento e ogni nota guida un passo, ogni pausa un respiro.
Finale struggente: l’ultima nota vibra nell’aria, la ballerina si ferma in una posa sospesa, come un sussurro lasciato al vento. Un attimo di silenzio... e poi un applauso scrosciante che rompe l’incantesimo, consacrando la bellezza di questo incontro tra musica e danza.
Il momento teatrale regala brividi e suggestioni. Simonetta Rizzitiello interpreta con intensità Alda Merini, riportando in vita la poetessa attraverso le sue parole cariche di verità e dolore. Poi, in un sussurro delicato, risuona la lingua francese con “Cet amour” di Jacques Prévert, un inno all’amore eterno e Chiara Lostaglio dà voce a Patrizia Cavalli, con versi intrisi di ironia e dolce malinconia.
Gli ospiti dell’Associazione partecipano con letture libere, creando un momento di condivisione autentica, dove ogni voce diventa parte di un unico grande coro poetico. È il trionfo della parola, il suo potere di unire e dare voce a chi spesso resta inascoltato.
La voce intensa di Annamaria Rigillo accarezza le anime con un’interpretazione sentita de “La Cura” di Franco Battiato, seguita da “Cos’è l’amor” di Vinicio Capossela. La musica avvolge gli spettatori, creando un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà.
Le arti si fondono in un abbraccio magico quando entrano in scena i ballerini della Scuola di Ballo ArteDanza di Carmen Vella, danzando con grazia e passione, dando corpo e movimento alle emozioni evocate dalla musica. I ballerini scivolano leggeri sul pavimento, dipingendo nell’aria la melodia con i loro passi eleganti. La danza e la musica si intrecciano in un dialogo muto e intenso.
A suggellare questa notte di emozioni, la serata si chiude con una proiezione di frammenti di film storici, il cui fil rouge è l’amore in tutte le sue forme. Immagini, parole, musica e danza si fondono in un’unica, irripetibile armonia, lasciando nel cuore del pubblico il sapore dolce di una primavera poetica appena sbocciata.
Un lungo applauso rompe l’incantesimo, sigillando una serata che resterà impressa nella memoria come un verso delicato che sfiora il cuore. Venosa, per una notte, è stata culla della poesia e dell’arte, testimone di un incontro tra anime che si riconoscono nei versi e nella bellezza condivisa.