12/08/2026
CONCERTI AL PARCO: PRIMA IL PROGETTO, POI L'ANNUNCIO
L’Heineken Jammin’ Festival appartiene a una stagione precisa del mercato musicale. A Mestre, nel 2008, arrivò a vendere circa 115 mila biglietti in tre giorni; nel 2010 si puntava a oltre 100 mila presenze in quattro giornate. Ma già allora gli organizzatori sottolineavano quanto fosse difficile sostenere in Italia un festival di quelle dimensioni: e nel 2009 l’evento saltò perché non si era riusciti a costruire una line-up adeguata. Dopo il 2011, il festival lasciò Mestre e nel 2013 venne definitivamente cancellato anche per ragioni economiche e per la difficoltà di mettere insieme un cartellone all’altezza.
È proprio per questo che bisogna capire quale modello di evento si vuole costruire, per quale pubblico, con quali artisti, con quali numeri e con quale equilibrio economico. Non basta riproporre il nome di un festival che appartiene a quindici anni fa.
E poi c’è il parco.
Un grande concerto non lascia un'area verde esattamente come l’ha trovata: montaggio e smontaggio delle strutture, mezzi pesanti, afflusso e deflusso di decine di migliaia di persone, calpestio, rifiuti, rumore e pressione sul suolo producono impatti che possono essere temporanei e in parte reversibili, ma che vanno prima misurati e poi circoscritti.
Per San Giuliano vanno predisposti:
* una valutazione puntuale dell’impatto sul parco, con modalità di protezione, ripristino e relativi costi;
* uno studio della mobilità, perché non possiamo chiedere ai residenti di pagare il prezzo organizzativo di un grande evento con traffico, parcheggi e viabilità fuori controllo;
* un quadro economico trasparente, che dimostri sostenibilità, costi pubblici e privati, ricavi attesi e responsabilità dell’organizzatore;
* un’istruttoria trasparente, discussa nelle sedi istituzionali e non costruita a posteriori attraverso gli annunci.