05/06/2026
La basilica di San Pietro di Castello è di grande importanza per la storia di Venezia: sede vescovile dipendente dal patriarcato di Grado dal 775 al 1451, poi cattedrale e sede patriarcale fino al 1807 (quando il titolo passò a San Marco), la basilica di San Pietro sorge nell’antica isola di Olivolo, ora Castello, in quello che fu il primo insediamento abitativo e il primo centro religioso, politico e commerciale della città.
Notevole l’altar maggiore in marmi policromi intagliati, del 1649, realizzato su disegno di Baldassarre Longhena e contenente un’urna con le spoglie del primo Patriarca di Venezia, San Lorenzo Giustiniani.
Tra le opere di maggior spicco presenti nella chiesa, possiamo ricordare nelle cappelle a destra e a sinistra del presbiterio, rispettivamente, il capolavoro di Pietro Liberi (1660) Il castigo dei serpenti e la singolare grande croce in legno e in rame sbalzato, frutto di un assemblaggio di parti romanico-bizantine e del XIV secolo.
Di grande importanza sono inoltre le cappelle Vendramin e Lando, poste nel braccio sinistro del transetto: la prima è opera di Baldassarre Longhena e conserva il bel dipinto di Luca Giordano rappresentante la Madonna col bambino e anime purganti (1650); la seconda, in forme tardo gotiche, custodisce la pala a mosaico di Arminio Zuccato (ma su cartone di Tintoretto), oltre ad un notevolissimo frammento di mosaico romano, testimonianza dell’antichissima storia di questa basilica, sulla predella dell’altare.