30/08/2026
La storia inizia con una “magia” del professore di applicazione tecniche delle scuole medie che mostra, a un gruppo di ragazzini dodicenni, come si sviluppa una pellicola fotografica. Tra questi giovani studenti c’è anche Alex Ruffini di Sacca Fisola. Alex è ora tra i più amati fotografi dalle rockstar di cui è anche grande amico. Apprezzato negli Stati Uniti e in Inghilterra, lui continua a vivere a Sacca Fisola, nell’ “isola che non c’è”. Lavora con il fratello che fa il trasportatore con le barche e la fotografia più che un lavoro e un’ “immensa passione”. Ha raccolto oltre mille pletri autografati dai più grandi chitarristi dell’hard rock, possiede almeno cinquecento bacchette da batteria e infiniti “feticci” da rockettari. Tutti regali degli amici musicisti. Dopo la magia del professore di applicazioni tecniche, l’avventura fotografica inizia con una macchinetta fotografica russa che il nonno ha portato a casa dalla prigionia durante la Seconda guerra mondiale. E poi la musica e i concerti, il primo a dieci anni all’Arsenale. «Un concerto dei Pooh, vera pecca della mia vita da amante del rock», dice ora ridendo. Nemmeno adolescente i veri concerti. A 12 anni l’incontro che segna la sua vita: i Kiss. Rimane colpito dal connubio tra musica e scenografia. Le prime foto da fans sotto al palco nei concerti di mezza Europa. La passione diventa sempre più forte e lui diventa free lance. Il suo talento viene apprezzato dagli stessi musicisti. Ecco allora che al suo telefono chiamano: Chris Slade, Eric Martin, Joe Satriani, Tracii Guns, Paul Stanley. Tanto per ricordarne alcuni. Diventa amico di molti di loro che quando vengono in Italia lo chiamano, non solo per le foto che non realizza in veri e propri studi e che nemmeno ritocca in post produzione. Lo scatto lo ha in mente e non ha bisogno di sedute logoranti: prendere o lasciare quel che vien fuori. Vale anche per le rockstar che in gran parte lo apprezzano per questo. Ma nonostante tutto ciò, è rimasto a vivere a Sacca Fisola e ricorda: «Non c’è un posto migliore di Venezia per vivere».