13/01/2026
È appena terminato il nostro ultimo Amaro Radicale, in compagnia di Jalal Saraji, presidente dell’Associazione Democratica degli Iraniani di Venezia.
La situazione in è in continua evoluzione: le grandi manifestazioni contro il regime proseguono, sia nella capitale Teheran sia in molte altre aree del Paese, mentre la repressione si fa ogni giorno più brutale.
Internet è in larga parte bloccato dalle autorità, e gran parte delle informazioni che riusciamo a raccogliere ci arrivano grazie ai video e ai racconti che i manifestanti riescono a far circolare aggirando la censura.
Jalal, di origini curdo-iraniane, vive in Italia dalla fine degli anni Settanta ed è da sempre impegnato in forme di attivismo a sostegno del popolo iraniano. Grazie alla sua testimonianza appassionata e lucida, abbiamo approfondito cosa significhi vivere sotto il regime degli Ayatollah e, prima ancora, cosa volesse dire vivere durante la monarchia dello Scià.
In un contesto in cui il sistema dell’informazione rende spesso difficile comprendere fino in fondo le vicende di altri Paesi, e di fronte a una reazione ancora troppo tiepida della comunità internazionale, il nostro ospite, conversando con Mattia Da Re e Marco Vincenzi, ci ha aiutato a ricostruire il percorso che ha portato alle proteste di queste settimane e a capire perché una parte significativa dei manifestanti invochi il ritorno del figlio dello Scià.
Un quadro che, pur con un messaggio finale di ottimismo e speranza, lascia aperto un interrogativo fondamentale: dove porteranno queste proteste? Il popolo iraniano riuscirà finalmente a conquistare un futuro di pace e di libertà, migliore dell’attuale?
🇮🇷 In Iran, da oltre due settimane, migliaia di persone sono tornate in piazza. È diventata la protesta antigovernativa più vasta degli ultimi anni: una sf...