Comitato Bandiera Italiana 17 marzo

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Dal 1997 la Lega Nord organizza, la seconda domenica di settembre, una “Festa dei popoli padani”, che si conclude a Venezia, in Riva dei 7 Martiri; fin dalla prima occasione una donna veneziana, Lucia Massarotto, espose alla finestra, proprio di fronte al palco della manifestazione leghista, la bandiera italiana. Il volgare commento di Umberto Bossi è ormai ben noto, ma non ha indotto Lucia a des

istere e così, ogni anno, l’esposizione del tricolore si è ripetuta. Nel 2010 un’altra donna, Annamaria Beccaris, ha lanciato l’idea di “fare come Lucia”, di invitare i veneziani ad esporre la bandiera italiana il 12 settembre, per accogliere il raduno leghista con una sobria manifestazione di italianità. Si è, allora, costituito un Comitato di cittadini, che si sono impegnati a realizzare la proposta; pur senza voler dare all’iniziativa una appartenenza politica, si è richiesto a partiti e associazioni di collaborare all’organizzazione, trovando l’adesione di PD, PSI, IDV, RC, SEL, Verdi, UDC, ANPI. Tale collaborazione ha permesso di distribuire, nei campi veneziani, più di 1500 bandiere e di sollecitare i veneziani ad esporle; il 12 settembre a Venezia il cosiddetto “popolo padano” ha trovato ad accoglierlo una sfilata di tricolori. L’iniziativa ha avuto una notevole risonanza sui media locali e nazionali. Dopo questo successo i promotori hanno pensato che ci fossero le condizioni per trasformare una singola iniziativa in un movimento permanente; si è voluto, così, riscattare il tricolore da un malinteso significato nazionalista, riportandolo a simbolo di un sentimento di unità e di affermazione e difesa dei valori della Costituzione nata dalla Resistenza. Nasce, così, il “Comitato Bandiera Italiana – 17 marzo”, in ricordo della data nella quale, 150 anni or sono, l’Italia diventa Stato nazionale unitario. L'associazione potrà dare la sua collaborazione ad altri soggetti associativi per lo sviluppo di iniziative che si inquadrino nei suoi fini, mantenendo sempre la più completa indipendenza. Ultimo ma non meno importante, da molti anni ci pregiamo di far parte del "Coordinamento Nazionale Associazioni Risorgimentali" con il quale ci pregiamo di collaborare. Il Presidente dell'associazione
Oliviero Cassarà
Presidente Onorario Cino Casson

24/08/2026

**𝐂𝐨𝐫𝐫𝐢 𝐍𝐚𝐝𝐢𝐚, 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐢! 𝐕𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐞. 🏃‍♀️🔥🇮🇹**

Pelle d'oca. Orgoglio puro. Il volto di un’Italia che corre forte, che non ha paura di nessuno e che vince con il sorriso. 🏃‍♀️🔥 La vittoria di Nadia Battocletti agli Europei è stata un’impresa epica, una di quelle cavalcate leggendarie che lasciano senza fiato e che stampano il tuo nome nella storia dello sport. Una dimostrazione di potenza, testa e cuore che ha fatto ba***re all'unisono il petto di un Paese intero.

Ma questo trionfo immenso è molto più di una medaglia d'oro: è il manifesto luminoso dell'Italia di oggi. Cresciuta nella nostra provincia, Nadia unisce il talento coltivato sul territorio a una visione splendidamente cosmopolita. Figlia di papà italiano e di mamma di origine marocchina, Nadia è una ragazza musulmana praticante: la sua storia è la prova più bella e potente che non esiste alcuna antitesi tra le proprie radici culturali o religiose e l'amore viscerale per la maglia azzurra.

L’atletica e lo sport sono arrivati prima della politica, abbattendo ogni barriera e ridefinendo il concetto di un’«italianità» moderna, plurale, fiera. Grazie Nadia per averci fatto piangere di gioia e per aver raccontato, con i tuoi occhi e la tua determinazione, la parte migliore di tutti noi. 🇮🇹💙

La scomparsa del Professor Antonio Rosino lascia nella nostra Associazione un vuoto profondo: nel cuore di chi ha avuto ...
17/08/2026

La scomparsa del Professor Antonio Rosino lascia nella nostra Associazione un vuoto profondo: nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo, ma anche nell’intera comunità veneziana e nel mondo degli scacchi, che in lui riconoscevano un punto di riferimento insostituibile. Antonio era, nel senso più autentico del termine, una persona perbene. Un amico sincero, un intellettuale generoso, un veneziano d’altri tempi: mai retorico, sempre impegnato, con lo sguardo lucido e appassionato rivolto alla sua città e al mondo.

Uomo di solidi principi civili, è stato tra i soci fondatori del **Comitato Bandiera Italiana 17 marzo**, incarnando con naturalezza un profondo senso del dovere, della memoria storica e della responsabilità civica. Negli ultimi anni l’età e la salute non gli permettevano più di partecipare ai nostri incontri, ma desiderava essere sempre informato, partecipe, vicino. Tutti gli anni, il 25 aprile, Antonio ci dava il permesso di esporre dalla sua terrazza affacciata su Strada Nova la nostra gigantesca **bandiera di Daniele Manin**: un gesto semplice e prezioso, che raccontava più di mille parole il suo amore per Venezia, per la libertà e per la storia civile del nostro Paese.

# # L’ultimo saluto
La cerimonia in forma civile si terrà giovedì 20 agosto alle ore 11:00, nell’androne della **Chiesa dell’Ospedale Civile di Venezia**. Sarà l’occasione per stringerci intorno ai suoi cari e dedicargli un ultimo, grato pensiero.


🇮🇹 𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐄̀ 𝐑𝐄𝐒𝐏𝐎𝐍𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀̀, 𝐍𝐎𝐍 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐀𝐋𝐆𝐈𝐀 (𝐸 𝐿𝐸 𝑃𝑅𝑂𝑀𝐸𝑆𝑆𝐸 𝑉𝐴𝑁𝑁𝑂 𝑀𝐴𝑁𝑇𝐸𝑁𝑈𝑇𝐸)In merito alle recenti polemiche che hann...
03/08/2026

🇮🇹 𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐄̀ 𝐑𝐄𝐒𝐏𝐎𝐍𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀̀, 𝐍𝐎𝐍 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐀𝐋𝐆𝐈𝐀 (𝐸 𝐿𝐸 𝑃𝑅𝑂𝑀𝐸𝑆𝑆𝐸 𝑉𝐴𝑁𝑁𝑂 𝑀𝐴𝑁𝑇𝐸𝑁𝑈𝑇𝐸)

In merito alle recenti polemiche che hanno coinvolto la comunità di San Donà, riteniamo doveroso offrire una riflessione trasparente e netta. Ieri mattina, in Piazza Indipendenza, il nostro presidente Oliviero Cassarà si è presentato per un confronto pubblico sul tema della memoria e della storia, a seguito del post relativo alla nascita di Benito Mussolini pubblicato dal consigliere comunale Gabriele De Rosa. Il consigliere, tuttavia, ha scelto di non presentarsi.

Come "Comitato Bandiera Italiana 17 marzo" ribadiamo un principio fondamentale: **la ricerca storica non può e non deve essere confusa con la celebrazione nostalgica**.

*«Isolare la nascita di Mussolini presentandola come una "nota biografica asettica" è un'operazione di normalizzazione attraverso l'omissione. La storia è contesto e separare il dittatore dalle leggi razziali, dall'alleanza nazista e dalla fine della democrazia non è divulgazione, ma falsa oggettività.»*

Chi siede nelle istituzioni giura sulla Costituzione nata dalla Resistenza e ha il dovere morale e politico della responsabilità. Non si possono sollecitare commenti nostalgici con leggerezza.

La comunità del veneto orientale ha pagato un prezzo altissimo per la libertà: ricordiamo, tra i tanti, il meccanico sandonatese **Giovanni Tronco**, arrestato proprio a San Donà dai fascisti l'11 gennaio 1944 e fucilato a soli 39 anni per aver difeso la libertà di tutti noi. Ridurre quel periodo a un capitolo da osservare con distacco significa insultare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita.

Noi continueremo a presidiare le piazze e la memoria collettiva, con la fermezza dei valori costituzionali e la forza della storia. La prossima volta che qualcuno chiederà un confronto, noi ci saremo... sperando di trovare anche l'interlocutore!😉

⚫ 𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐚𝐥𝐠𝐢𝐚: 𝐞̀ 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀.A San Donà di Piave (Ve), un post del consigliere De Rosa ha presentat...
01/08/2026

⚫ 𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐚𝐥𝐠𝐢𝐚: 𝐞̀ 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀.

A San Donà di Piave (Ve), un post del consigliere De Rosa ha presentato la nascita di Mussolini come una “nota biografica asettica”.
Un gesto che ha scatenato polemiche e commenti nostalgici (“Onore!”) sotto la foto.

📜 Ma la storia non è un elenco neutro di date: è contesto.
Separare Mussolini dalle leggi razziali, dall’alleanza nazista e dalla fine della democrazia non è divulgazione, ma falsa oggettività.

Chi siede nelle istituzioni giura sulla Costituzione nata dalla Resistenza.
Ha il dovere della responsabilità, non quello di normalizzare o solleticare nostalgie.

🕯️ Questa comunità ha pagato un prezzo altissimo per la libertà.
Giovanni Tronco, meccanico sandonatese, fu arrestato l’11 gennaio 1944 e fucilato a 39 anni per aver difeso la democrazia.
Ridurre il fascismo a un capitolo neutro significa insultare la sua memoria e quella di tutte le vittime.

🔴 Studiare il fascismo senza giudizio critico significa tradire la memoria di chi ha pagato con la vita.
La libertà che oggi viviamo è fragile: difenderla vuol dire non accettare mai l’indifferenza.

 # ✋🟦**𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐋’𝐔𝐒𝐎 𝐒𝐓𝐑𝐔𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐆𝐎𝐍𝐅𝐀𝐋𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐀𝐍 𝐌𝐀𝐑𝐂𝐎**🟦✋ # # 🦁🔥 **Il Gonfalone non è un trofeo politico. È storia. È...
29/07/2026

# ✋🟦**𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐋’𝐔𝐒𝐎 𝐒𝐓𝐑𝐔𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐆𝐎𝐍𝐅𝐀𝐋𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐀𝐍 𝐌𝐀𝐑𝐂𝐎**🟦✋

# # 🦁🔥 **Il Gonfalone non è un trofeo politico. È storia. È identità. È dialogo.

**La visita del vicesindaco di San Donà di Piave, **Alessandro Meneguz (Lega)**, a Villeneuve‑sur‑Lot ha riportato al centro un tema essenziale: **il rispetto dei simboli civici**. Durante il gemellaggio, Meneguz ha scelto di donare il **Gonfalone di San Marco**, sostenendo che il tricolore sarebbe “inflazionato” e che la bandiera veneziana sarebbe “più ricca di storia”.

👉 Un simbolo civico non è un marchio di partito.
👉 È un’eredità collettiva.
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# # ⚠️ **𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐨 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐞𝐠𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚**

Il gesto non è isolato.
Al *Remigration Summit / Padroni a casa nostra* del 18 aprile 2025, il Gonfalone veniva brandito come simbolo identitario in chiave anti‑immigrazione. In questo contesto, il gesto di Meneguz appare come un **uso politico** coerente con una linea che tenta di trasformare un simbolo civico in un vessillo di contrapposizione.
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# # 🌍 **𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐬𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚**

📌 **San Marco** era nato in **Nord Africa**, cresciuto tra Cirene e Gerusalemme: oggi verrebbe definito *straniero*.
📌 Il celebre **Leone alato di Piazza San Marco** è un antico manufatto **asiatico**, arrivato lungo la Via della Seta.

Un Santo africano.
Un Leone asiatico.
Una storia che parla di **migrazioni, incontri, contaminazioni**.

𝐔𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐆𝐨𝐧𝐟𝐚𝐥𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥’𝐢𝐦𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧 **𝐜𝐨𝐫𝐭𝐨𝐜𝐢𝐫𝐜𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞**.
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# # 🇮🇹🦁 **Tricolore e Gonfalone: un’unione storica**
Nel **1848**, **Daniele Manin** unì il Leone di San Marco e il tricolore in un unico vessillo:
**libertà, unità nazionale, identità condivisa.**
Separarli oggi significa ignorare una delle pagine più alte della nostra storia civile.
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# # 📣 **𝐂𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨**

Il Gonfalone **non è un trofeo politico**,
non è un vessillo da brandire in manifestazioni ideologiche.

È un simbolo che parla di:
✨ apertura
✨ storia
✨ dialogo
Valori che non trovano spazio nella linea politica proposta dalla Lega, né nelle scelte locali né negli eventi nazionali che essa promuove.
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# # 🟨 **La forza del Gonfalone sta nella sua verità storica. Non nell’uso di parte.**

21/07/2026

✒️ 𝗨𝗡 𝗟𝗜𝗠𝗜𝗧𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜 𝗗𝗢𝗩𝗘𝗩𝗔 𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥𝗔𝗥𝗘

⚠️ Violenza simbolica, romanità strumentale, degrado del dibattito pubblico.

🟥 Ci sono episodi che impongono una presa di posizione netta.
Il video diffuso da Roberto Vannacci non è solo un concentrato di violenza simbolica, volgarità e delegittimazione delle istituzioni: è anche l’ennesimo tentativo di costruire una estetica del potere che richiama, in modo distorto, l’immaginario dell’antica Roma.

Condanne a morte simulate, gesti osceni, linguaggi muscolari: tutto concorre a un messaggio che non ha nulla a che vedere con la satira o con il legittimo diritto di critica.
È un modo di fare politica che degrada il dibattito pubblico e normalizza la violenza come linguaggio.

🟦 La romanità usata come arma politica
L’estrema destra contemporanea — e il fascismo prima di essa — ha spesso utilizzato l’antica Roma come strumento di propaganda, trasformando un patrimonio storico complesso in un repertorio di simboli di forza, dominio e virilità.

🏛️ Mussolini parlava di “nuova romanità” per legittimare il proprio potere.
🏛️ Le adunate, le divise, le scenografie monumentali evocavano un passato idealizzato e piegato alle esigenze del regime.
🏛️ La romanità diventava una scenografia politica, non un riferimento culturale.

Oggi assistiamo a una versione aggiornata di quella stessa operazione:
la romanità come estetica della forza, come linguaggio di sopraffazione, come immaginario di guerra permanente.

Il video di Vannacci si inserisce perfettamente in questa logica: non è solo violento, è teatralmente violento, costruito per evocare un’idea di potere che si impone attraverso la minaccia, la punizione, la virilità ostentata.

🟩 Quando la storia viene deformata, la democrazia si indebolisce
L’antica Roma è stata molte cose: repubblica, impero, laboratorio giuridico, crocevia di culture.
Ridurla a un catalogo di simboli muscolari significa tradire la storia e usarla come strumento di intimidazione politica.

Il fascismo lo fece per legittimare la propria violenza.
Oggi, chi ripropone quella estetica — anche solo in forma scenica — contribuisce a un clima che normalizza l’idea che la forza sia un argomento politico.

E questo è un limite che non possiamo permetterci di superare.

🟨 La responsabilità delle istituzioni
Chi ricopre cariche pubbliche ha il dovere di custodire il linguaggio democratico, non di deformarlo.
Simulare esecuzioni, usare gesti osceni, evocare un passato militarizzato per costruire consenso non è solo inopportuno: è profondamente lesivo della cultura repubblicana.

La democrazia non vive di spettacoli di forza.
Vive di rispetto, di misura, di responsabilità.

🟪 Un appello alla chiarezza
Ci auguriamo che tutte le forze politiche prendano le distanze da quanto accaduto, senza ambiguità.
Non per convenienza, ma per difendere un principio fondamentale:

💬 La violenza — simbolica o reale — non può diventare linguaggio politico.

Difendere il rispetto delle istituzioni significa difendere la nostra democrazia.
E la storia ci insegna che quando si comincia a giocare con la violenza, anche solo come estetica, il passo successivo è sempre più pericoloso.

𝐁𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐢 “𝐛𝐢𝐬𝐧𝐨𝐧𝐧𝐢 𝐬𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢”. 𝐕𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐥𝐞𝐦𝐨𝐬𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐩𝐥𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚. 🇺🇸🇮🇹🔥L’Ambasciatore americ...
16/07/2026

𝐁𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐢 “𝐛𝐢𝐬𝐧𝐨𝐧𝐧𝐢 𝐬𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢”. 𝐕𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐥𝐞𝐦𝐨𝐬𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐩𝐥𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚. 🇺🇸🇮🇹🔥

L’Ambasciatore americano Tilman Fertitta, intervistato dal *Corriere della Sera*, ci racconta che ama l’Italia: ci viene “spessissimo”, adora il cibo 🍝, la gente 🤝, l’arte 🎨, e ricorda che il suo bisnonno partì da Cefalù nel 1887.
Tutto molto commovente.
Peccato che sia solo **fumo negli occhi** per distrarci dalla realtà. 💨
La realtà è che Fertitta è il volto di un’amministrazione, quella di Donald Trump, che calpesta sistematicamente i nostri interessi commerciali 💼, ci minaccia con dazi devastanti 💣 e tratta i partner europei come vassalli da spremere.
Questo non è affetto: è **doppiopesismo parassitario**. ⚠️

👉 **Soft power turistico** — ci usano come parco giochi per le vacanze 🏖️ e bacino per i loro studenti 🎓.
👉 **Complimenti di facciata** — pacche sulle spalle 👋 e nostalgia folkloristica.
👉 **Pressione economica** — quando si parla di business e geopolitica, l’America First ci passa sopra come un bulldozer. 🚜

Caro Ambasciatore, se ama così tanto l’Italia ❤️🇮🇹, lo dimostri fermando i dazi che rischiano di mettere in ginocchio le nostre imprese 🏭, invece di fare sfilate in yacht ⛵, interviste nostalgiche 📰 e passerelle mediatiche 📸.
Il sangue siciliano non si usa come scudo per giustificare le sberle di Washington. 🩸✋

E già che **domani sarà a Venezia** 🌉, glielo ricordiamo direttamente:
**l’Italia non è una colonia turistica** disposta a farsi trattare a pesci in faccia 🐟 in cambio di un complimento alla carbonara.
È ora che l'Italia smetta di fare lo zerbino 🧹 e pretenda il rispetto che meritiamo. ✊🇮🇹

Per questo **invitiamo tutti coloro che credono sia il momento di esigere rispetto a essere presenti domani alle 18.00 in Campo San Zaccaria**.
📍 *Campo San Zaccaria*
🕕 *Ore 18.00*
✊ *Facciamoci vedere. Facciamoci sentire. Facciamoci valere.*

Voi tollerate ancora questa diplomazia ipocrita o è il momento di ti**re fuori gli attributi? 👇🔥

✊🇮🇹 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐀𝐍𝐓𝐈𝐅𝐀𝐒𝐂𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐄 𝐌𝐈𝐒𝐔𝐑𝐀 𝐕𝐄𝐍𝐄𝐙𝐈𝐀𝐍𝐀!𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐍𝐎 𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞.🚢 𝐔𝐧 𝐦𝐞𝐠𝐚‑𝐲𝐚𝐜𝐡𝐭 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐬...
14/07/2026

✊🇮🇹 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐀𝐍𝐓𝐈𝐅𝐀𝐒𝐂𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐄 𝐌𝐈𝐒𝐔𝐑𝐀 𝐕𝐄𝐍𝐄𝐙𝐈𝐀𝐍𝐀!
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐍𝐎 𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞.

🚢 𝐔𝐧 𝐦𝐞𝐠𝐚‑𝐲𝐚𝐜𝐡𝐭 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐬𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢.
L’arrivo a Venezia dell’ambasciatore USA Tillman Fertitta, a bordo di un mega‑yacht di 117 metri dal valore di 450 milioni di dollari, non è un dettaglio mondano. Mentre i cittadini devono rispettare regole rigide per partecipare al Redentore, il colosso dell’ambasciatore occuperà una riva centrale, sottraendo spazio e visibilità ai residenti. Un gesto che sa di arroganza del potere.

⚓ 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚.
Come ha ricordato Gian Antonio Stella dalle pagine del Corriere della Sera, Venezia ha sempre contenuto il lusso per proteggere la dignità dello spazio pubblico. Nel 1562 la Repubblica impose alle gondole il colore nero per evitare ostentazioni. La gondola nera è sobrietà, equilibrio, comunità.
Il mega‑yacht di Fertitta è l’opposto:
potere economico che si impone sul paesaggio e sulla festa dei veneziani.

🗣️ 𝐒𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚: 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐥𝐨𝐠𝐚𝐧.
Gli slogan forti (“F**k Trump”, “F**k Fertitta”) hanno fatto discutere.
Ma la protesta è sostenuta da molti cittadini e nasce da una preoccupazione reale: la difesa dello spazio pubblico e dei valori della città.

𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐚𝐠𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢.
💰𝐅𝐞𝐫𝐭𝐢𝐭𝐭𝐚: 𝐥’𝐞𝐦𝐚𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐮𝐦𝐩𝐢𝐬𝐦𝐨.
Fertitta non è un diplomatico di carriera: è un magnate miliardario, sostenitore delle politiche aggressive di Donald Trump.
La sua nomina è frutto di una diplomazia che privilegia ricchezza privata e muscolarità internazionale. La sua presenza a Venezia non rappresenta la diplomazia, ma un modello di potere.

⚠️ 𝐋𝐚 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐂𝐄 𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚.
Il contesto politico da cui proviene Fertitta è segnato dalla crescente militarizzazione degli apparati civili USA. Le "gesta" dell'ICE hanno fatto discutere. Impossibile non vedere un’analogia con le squadracce fasciste del ventennio, che usavano la forza come intimidazione politica. E per Venezia questo è ancora più doloroso: in Riva dei Sette Martiri furono uccisi sette giovani partigiani e proprio li l'ambasciatore trumpiano vorrebbe posizionarsi con il suo yacht.

🌐 𝐔𝐧 𝐟𝐢𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚 𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐚𝐦𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚𝐧𝐞.
In molte città degli Stati Uniti, migliaia di persone hanno protestato contro le derive autoritarie dell’amministrazione Trump.
Quel dissenso, nato dall’altra parte dell’oceano, crea oggi un filo invisibile che unisce Venezia a chi, in America, ha difeso la democrazia contro la cultura del potere che Fertitta rappresenta.

📌 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞.
La presenza dell’ambasciatore Fertitta, con il suo yacht simbolo di ricchezza e influenza, non è un episodio mondano, è un segnale politico e culturale che Venezia ha il dovere di denunciare. La città del Redentore, con la sua storia di sobrietà, misura e dignità, non può essere ridotta a palcoscenico per l’ostentazione del potere.


⚠️ IL VERO PERICOLO PER LA NOSTRA CULTURA? GLI ESTREMISMI (DI OGNI COLORE).Oggi la cultura è diventata un campo di batta...
10/07/2026

⚠️ IL VERO PERICOLO PER LA NOSTRA CULTURA? GLI ESTREMISMI (DI OGNI COLORE).

Oggi la cultura è diventata un campo di battaglia politico. 💥
🛑 Da una parte, gli eccessi del "woke" che, in nome del politicamente corretto, rischiano di cancellare il passato e censurare i classici solo perché non rispecchiano la morale di oggi.
🔥 Dall'altra parte, la destra estrema e il nazionalismo becero, che non sono meno pericolosi. Anzi.
Parlano tanto di "civiltà italiana", ma poi riducono la nostra storia a slogan o alla retorica del Ventennio. Facendo così, fanno un danno mostruoso:

🏛️ La finta storia di Roma: Roma è diventata immortale perché era aperta, pragmatica, capace di unire e assorbire popoli diversi. Non cercava una fantomatica "purezza del sangue". Eppure, per decenni, la propaganda l'ha dipinta come se fosse il "fascismo del mondo antico".
🧠 I giganti dimenticati: Questa retorica ignora geni universali come Dante, Leonardo o Marco Polo (che con la Cina ci dialogava e commerciava).
⚔️ I veri eroi svalutati: Sminuiscono persino figure come Garibaldi — un italiano vero che ha combattuto sul campo per la libertà di altri popoli — per preferire una visione chiusa e aggressiva.
Strumentalizzano la tradizione e persino il Cristianesimo in funzione "anti-straniero", dimenticando che la loro vera radice è sempre stata l'universalismo. Questa non è cultura: è propaganda che distrugge l'arte, la bellezza e la complessità. ❌

🌍 Un problema globale:
Succede ovunque. Lo abbiamo visto con i danni del trumpismo alla tradizione americana, con il putinismo in Russia che rispolvera un demone come Stalin, o con le derive della destra israeliana. Quando la politica estremista si appropria della cultura, la uccide. Questa gente sta alla civiltà occidentale come i talebani stanno alle Mille e una Notte.

💡 La soluzione?
Dobbiamo difendere la nostra civiltà e ritrovare un equilibrio. La nostra storia è fatta di incontri, scambi, sfumature e bellezza. Non lasciamola in mano a chi vuole usarla solo come un'arma per dividerci.

🌍 IL MONDIALE DEI PADRONI: IL CALCIO DIVENTA UNA COLONIA 🏟️🇺🇸4 luglio, Houston. Ottavi di finale: in campo ci sono Maroc...
08/07/2026

🌍 IL MONDIALE DEI PADRONI: IL CALCIO DIVENTA UNA COLONIA 🏟️🇺🇸

4 luglio, Houston. Ottavi di finale: in campo ci sono Marocco 🇲🇦 e Canada 🇨🇦. Due nazioni che con gli Stati Uniti non c'entrano nulla. Spalti gremiti, cori, bandiere.
Poi, improvvisamente, dagli altoparlanti parte “The Star-Spangled Banner”. L'inno americano. 📣❌
Nessun errore tecnico. Una scelta sistematica e deliberata. Siccome è il Giorno dell'Indipendenza USA, la FIFA decide che il mondo intero deve fermarsi a omaggiare la bandiera a stelle e strisce. Anche chi, in quel momento, sta giocando un'altra partita.
Questo non è patriottismo. Questo è colonialismo culturale. 🎭⛓️
Il messaggio è di una violenza simbolica disarmante: il mondo entra nello stadio solo dopo aver baciato i piedi al padrone di casa. Una sottomissione identitaria che calpesta la neutralità dello sport. Persino il Canada, co-ospitante del torneo, viene ridotto a semplice comparsa.
E la FIFA di Infantino? Zitta e complice. Il calcio non è più uno sport globale, ma una franchigia geopolitica dove le regole valgono solo per i deboli e si cancellano con una telefonata dei potenti. 📱💼
“Tutte le nazioni sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre.”
Hanno trasformato il Mondiale in una ratifica di potere. Tifate pure, ma solo dopo il segnale acustico. 📢👇
Tu cosa ne pensi di questa deriva? Lascia un commento.

Indirizzo

Campiello Delle Erbe 2003, S. Polo
Venice
30125

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