22/09/2026
🇮🇹 𝐋𝐀 𝐕𝐄𝐑𝐆𝐎𝐆𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐂𝐎𝐑𝐓𝐀 - 𝗜𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗹'𝗮𝗻𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗿𝗮𝘇𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶, 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗼 "𝗗𝘂𝗰𝗲, 𝗗𝘂𝗰𝗲" 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗱𝗶𝗼 𝗣𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗩𝗲𝗻𝗲𝘇𝗶𝗮.
Desideriamo richiamare l'attenzione su un episodio avvenuto sabato sera allo stadio Penzo durante la partita Venezia-Lazio. Il nostro presidente Oliviero, presente in curva nord come abbonato del Venezia Calcio, ha distintamente udito provenire dal settore ospiti il coro "Duce, Duce", rivolto alla figura di Benito Mussolini.
Non si tratta di un fatto da archiviare come semplice folklore calcistico o come una provocazione da stadio. Esiste infatti un contesto storico che rende questo episodio particolarmente grave. Il giorno precedente, il 18 settembre, ricorreva l'85° anniversario del discorso pronunciato da Mussolini a Trieste, con il quale il regime fascista annunciò pubblicamente le leggi razziali contro gli ebrei italiani. Una delle pagine più oscure e vergognose della nostra storia nazionale, il momento in cui discriminazione, razzismo e persecuzione divennero politica dello Stato. Per questo appare incomprensibile come ancora oggi si possa inneggiare al "Duce" ignorando il peso storico e morale di quel richiamo.
Non è possibile separare la figura di Mussolini dalle sue responsabilità: dalla soppressione delle libertà democratiche alle guerre del regime, fino alle leggi razziali che colpirono migliaia di cittadini italiani. Il problema non è soltanto il coro ascoltato sugli spalti. Il problema è l'assuefazione. È il silenzio. È l'idea che certi richiami possano essere considerati normali, goliardici o persino innocui...non lo sono!
A ottantacinque anni da quel tragico passaggio della nostra storia, sentire ancora cori di esaltazione del fascismo dovrebbe suscitare indignazione in chiunque abbia a cuore la memoria storica, la dignità umana e i valori democratici sanciti dalla Costituzione repubblicana. Ignorare questi episodi sarebbe un errore e minimizzarli sarebbe peggio. Per questo auspichiamo una chiara e ferma presa di posizione da parte del mondo sportivo, delle istituzioni e di tutte le forze democratiche.
Ci sono momenti in cui tacere è una scelta. E ci sono momenti in cui parlare diventa un dovere.