25/08/2023
24 GIUGNO 2023
Insieme per la Costituzione manifestazione nazionale Salute diritto fondamentale delle persone e delle comunità
Intervento di Maria Grazia Giannichedda
So che tra di voi in questa bella piazza che sfida il caldo ci sono molti operatori della
salute mentale, ci sono persone che la sofferenza mentale la conoscono per esperienza diretta, ci sono familiari e attivisti di associazioni tutte persone con cui
abbiamo fatto, in tutto o in parte, il percorso di liberazione dal manicomio che era
iniziato con Franco Basaglia negli anni ’60, che è proseguito con le lotte per la
riforma e poi con quelle per la sua realizzazione.
Noi che abbiamo fatto questa strada insieme condividiamo da tempo due sentimenti:
uno di orgoglio, uno di preoccupazione, che non è recente e che negli ultimi tempi è
diventata molto forte, e sta diventando indignazione, rabbia.
L’orgoglio ci viene dall’aver contribuito in modo determinante a rendere più civile il
nostro paese, un po’ più vicino ai principi e alle aspirazioni della Costituzione:
abbiamo ottenuto l’eliminazione degli ospedali psichiatrici e dei loro costosi orrori;
abbiamo dimostrato con i fatti “che si può assistere la persona f***e in un altro modo”, per usare parole di Basaglia, che concludeva dicendo che “la testimonianza è
fondamentale perché ora si sa che cosa si può fare”, cosa ci può essere al posto del
manicomio e dei suoi succedanei.
Nei vent’anni dopo la riforma, mentre i manicomi si chiudevano, nasceva il sistema
pubblico dei servizi di salute mentale, un sistema – lo sappiamo bene - distribuito in
modo diseguale come sempre nel nostro paese, un sistema disomogeneo degli
orientamenti: da una parte servizi accoglienti, vicini alle persone e alle comunità,
ricchi di inventiva e capaci di attivare risorse; dall’altra, poco più in là, servizi troppo vicini alla cultura del manicomio e ai suoi mezzi.
Ovvero chi voleva fare faceva, nessun governo del sistema in 40 anni, salvo pochi
brevi momenti tra la fine degli anni ’90 e il nuovo millennio.
Ma da una decina d’anni questo sistema in faticoso mutamento, con grandi e
riconosciute innovazioni e molte aree oscure, viene aggredito da tagli di risorse, da
provvedimenti che lo stravolgono, da scelte che lo affossano, da campagne che lo
diffamano. Anche le nostre lotte contro il suo deteriorarsi rischiano ogni volta di
essere usate per alimentare il suo discredito.
Di qui la nostra preoccupazione, e la rabbia.
Oggi, mentre crescono le sofferenze sociali (povertà con e senza lavoro, precarietà,
solitudini) e cresce così anche la sofferenza mentale, il sistema pubblico della salute
mentale, già sotto finanziato, viene ulteriormente impoverito.
Diventa drammaticamente reale, attuale il rischio che venga sprecato il patrimonio di
pratiche e di idee che il nostro paese ha realizzato in 40 anni grazie alla fatica, alla
generosità e all’intelligenza di tanti.
C’è il rischio reale che il futuro della salute mentale rinasca da quelle radici del
passato che non sono state tagliate, e concretamente che si diffondano quei “manicomietti” piccoli e privati che stiamo vedendo crescere qua e là.
E’ necessario un rilancio forte e rapido del sistema pubblico della salute mentale, con
maggiori risorse e trasformazione degli assetti.
Non possiamo accettare che venga sprecato il patrimonio di realizzazioni e di
competenze che oggi ancora esistono e resistono.
Per questo siamo qui con tutti voi, e ci saremo anche al prossimo appuntamento di
settembre.
Rivedi l'intervento
La diretta della Manifestazione nazionale in difesa del diritto alla salute delle persone e nei luoghi di lavoro e per la difesa e rilancio del Servizio Sani...