Lungo la rotta balcanica - Along the Balkan Route

Lungo la rotta balcanica - Along the Balkan Route Nel tentativo di capire il passato, per lavorare sul presente, per costruire il futuro e per comprendere la strada da percorrere assieme.

Siamo un'associazione di Promozione Sociale che supporta le persone in movimento lungo la rotta balcanica e fa attività di sensibilizzazione in Italia sul tema della migrazione, dei diritti umani e dell'anti-discriminazione "Lungo la rotta balcanica" nasce a settembre 2015 a seguito dell’apertura di questa via d’accesso da parte dell’Unione Europea e dell’afflusso in Europa di centinaia di migliai

a di persone attraverso un corridoio legalizzato dalla Grecia all’Austria. Il progetto ha però radici ben più profonde: inizia già nel 2010, nella Siria pre-bellica, nei campi profughi libanesi, turchi, giordani ed egiziani dove migliaia di siriani stavano cercando rifugio in fuga dalla guerra; nel campo al confine libico-tunisino di Choucha, in quello ungherese di Debrecen e si sviluppa dal desiderio di porsi delle domande sui contesti di provenienza, di viaggio e di quali dinamiche si trovino a vivere le persone accolte nelle comunità minori e nei centri di accoglienza per richiedenti asilo in Italia. Nel 2016, dopo numerosi viaggi compiuti lungo la rotta balcanica, dall’apertura a settembre 2015 e anche dopo la chiusura avvenuta a marzo 2016, abbiamo pubblicato il libro “Lungo la rotta balcanica: Viaggio nella Storia dell’Umanità del nostro tempo” edito da Infinito Edizioni per dare voce ai vissuti di donne, uomini e bambini, bloccati tra Grecia, Macedonia, Serbia e Croazia nel fango dei campi profughi e incatenati dalla burocrazia. Abbiamo fatto oltre 50 presentazioni in diverse regioni di Italia incontrando studenti, ricercatori, cittadini impegnati nel proprio territorio, operatori di organizzazioni non governative e di centri di accoglienza, giornalisti e membri di associazioni locali. Dal 2017 collaboriamo come formatori e come accompagnatori a “On the Road. Sulle rotte dei migranti”, un progetto formativo sostenuto dalle province di Trento e Bolzano e dalla Piattaforma delle Resistenze contemporanee che mira a coinvolgere i giovani del territorio in un’esperienza di formazione e di viaggio lungo le principali rotte migratorie verso l’Europa. Abbiamo inoltre svolto formazioni nelle case studentesche di Venezia in collaborazione con la Pastorale Universitaria, in centri di accoglienza del Veneto e del Trentino e in associazioni di promozione sociale e volontariato sul tema delle rotte migratorie, dei diritti umani e dell’anti-discriminazione. Dal 2017 organizziamo viaggi di formazione lungo la rotta balcanica destinati agli operatori dei centri di accoglienza, agli studenti universitari e alle persone interessate al tema, con lo scopo di far conoscere da vicino le storie delle persone che poi ritroviamo nei centri di accoglienza in Italia e per incontrare i gruppi, le associazioni e le organizzazioni non governative che si impegnano ogni giorno nel sostegno alle persone migranti. Ad ottobre 2018, in collaborazione con l'associazione “Tenda per la Pace e i Diritti” abbiamo accompagnato il viaggio rivolto agli studenti delle scuole superiori all'interno del progetto “Memoria e impegno, confini e nazionalismi nel sud-est europeo tra passato, presente e futuro”. Di fronte alle politiche migratorie sempre più restrittive attuate nell’est Europa, alle grandi reti di solidarietà di sostegno ai migranti e al silenzio assordante dei media italiani su questi temi, ci siamo resi conto che documentare e monitorare i cambiamenti silenziosi di questa rotta è di fondamentale importanza per chi ogni giorno lavora nei centri di accoglienza italiani, per chi si impegna attivamente come cittadino nel proprio territorio, per chi si trova a convivere nella propria città con persone che hanno vissuti e storie di vita che ci sembrano così difficili da immaginare. Per poter svolgere un lavoro di qualità e per meglio comprendere natura e dinamiche di questi fenomeni, abbiamo deciso di vivere questi luoghi, stando sul campo in maniera continuativa ed entrando a stretto contatto con le realtà che intendiamo analizzare. Per questo da aprile 2018 ci siamo trasferiti rispettivamente in Bosnia e in Grecia per oltre un anno per svolgere attività di ricerca, monitoraggio, redazione di articoli ma soprattutto per impegnarci in prima persona nelle attività di sostegno alle persone migranti attraverso un lavoro sociale e umano nelle rispettive realtà. Particolare attenzione viene data alle storie delle persone in movimento e di chi si impegna ogni giorno nelle reti informali di solidarietà. Scopo del progetto è quello di addentrarsi nelle dinamiche di queste realtà, dandosi il tempo di vivere i luoghi e riacquistando quella orizzontalità perduta nei rapporti con le persone e con gli spazi. Rientrati in Italia, nel 2019 abbiamo tenuto numerosi incontri e dibattiti sul tema delle rotte migratorie in diverse regioni italiane in collaborazione con associazioni, comitati e organizzazioni locali e tra il 2019 e il 2020 abbiamo iniziato a fare laboratori interattivi sul tema del viaggio, della migrazione e dei diritti umani all'interno delle scuole secondarie superiori con lo scopo di fare memoria del presente e di contrastare l'emergere di intolleranza, discorsi d'odio e discriminazioni. Contemporaneamente abbiamo ideato, prodotto e autofinanziato la mostra “Panta Rei: vite migranti lungo la rotta balcanica”, per raccontare con strumenti nuovi le principali tappe del viaggio via terra lungo la rotta balcanica da parte di chi cerca di raggiungere l’Europa. La mostra è stata concepita come un vero percorso didattico e attraverso l'uso di materiale originale (mappe, pannelli esplicativi, foto, audio e video), di oggetti ritrovati lungo i Paesi della rotta balcanica appartenuti a persone migranti e di momenti interattivi sensoriali e olfattivi, si pone l'obiettivo di in-formare sulla migrazione di oggi, di costruire uno spazio di incontro e riflessione sul tema dei diritti e della libertà di movimento e di renderla un luogo dove custodire e trasmettere la memoria del presente alle nuove generazioni. Abbiamo inoltre effettuato numerose formazioni per studenti universitari, operatori sanitari e operatori delle comunità minori e dei centri di accoglienza di richiedenti asilo sulle condizioni di vita dei migranti sulla rotta balcanica, sulle dinamiche di un campo profughi e sulla tutela e la protezione delle persone richiedenti asilo e rifugiate. Siamo parte di “RiVolti ai Balcani”, una rete della società civile nata ad ottobre 2019 composta da 34 associazioni e realtà che mira a denunciare le violenze che subiscono le persone migranti nei Paesi della rotta balcanica. A giugno 2020 la rete ha pubblicato un dossier “I migranti senza diritti nel cuore dell'Europa” di cui siamo co-autori, come anche dell'aggiornamento pubblicato a gennaio 2021 e del dossier "Bosnia e Erzegovina, la mancata accoglienza" e "Lipa, il campo dove fallisce l'Europa". Lungo la rotta balcanica è anche un blog che vuole essere una piattaforma dove poter trovare racconti dal campo, storie di vita delle persone migranti e di chi si spende ogni giorno al loro fianco e contatti e risorse sulle realtà associative presenti nei vari Paesi toccati da questo flusso migratorio. Ad ottobre 2017 ci siamo costituiti come Associazione “Lungo la rotta balcanica - Along the Balkan route”, registrata all'albo del Comune di Venezia. A dicembre 2017 il Comune di Cesena ha conferito all’APS Lungo la rotta balcanica il Premio “Cesena Città per la Pace 2017”.

18/06/2026

Venezia, i ricordi del giornalista Mehdi Hosseini, due mesi nella prigione di Evin. «Sentivamo la preghiera del mattino e sapevamo che ci sarebbe stata un'impiccagione». Oggi è cittadino italiano

15/06/2026
Nuove morti a causa del regime di frontiera europeo, al confine sloveno croato, e nuove sepolture, di cui non si prendon...
08/06/2026

Nuove morti a causa del regime di frontiera europeo, al confine sloveno croato, e nuove sepolture, di cui non si prendono carico le istituzioni ma avvengono grazie a un grande lavoro dal basso.
Diamo sostegno agli amici di SOS Balkanroute

03/06/2026

Da No Name Kitchen

La violenza fisica, la negligenza medica e l’isolamento geografico non sono difetti del sistema di frontiere europeo. Le frontiere dell’Europa sono progettate per logorare e spezzare le persone. Da quasi un decennio documentiamo esattamente come ciò avvenga.
Mentre il nuovo Patto dell’UE tenta di legalizzare la violenza alle frontiere, stiamo pubblicando tre nuove indagini. Attraverso centinaia di pagine di testimonianze autentiche e senza filtri, i nostri tre nuovi rapporti mettono in luce la violenza deliberata della “Fortezza Europa”: la negligenza medica utilizzata come arma, i minori non accompagnati intrappolati e spinti al limite a Ceuta e un isolamento geografico sistematico progettato per tenere le persone lontane e alimentare lo sfruttamento lavorativo.
Unitevi a noi nei prossimi tre giovedì per il lancio in diretta delle indagini:
🔴 4 giugno: Blocked from Care (Esclusi dalle cure)
🔴 11 giugno: Sobrevivir al Limbo (Sopravvivere al limbo)
🔴 19 giugno: Fuori Rotta
Abbiamo raccolto queste prove non solo per documentare, ma per reagire e opporci. Unitevi alla lotta.

Registratevi agli eventi dal vivo qui:
https://forms.gle/j5iBNXNmRXiyHQu46

30/05/2026
La Ong Collective Aid ha pubblicato un durissimo rapporto sulla struttura nella zona Est di Sarajevo. Basato su intervis...
15/05/2026

La Ong Collective Aid ha pubblicato un durissimo rapporto sulla struttura nella zona Est di Sarajevo. Basato su interviste con ex-detenuti, organizzazioni locali e internazionali, e richieste di accesso agli atti al Servizio per gli affari degli stranieri bosniaco, illumina per la prima volta in modo sistemico le violazioni di diritti a cui sono sottoposte migliaia di persone che vi sono transitate dal 2018. È uno snodo chiave per le brutali politiche dell’Unione europea e dei suoi “return hub”

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Importantissimo report redatto da Collective Aid sulle condizioni di Lukavica, nell'unico ufficiale centro detentivo per...
13/05/2026

Importantissimo report redatto da Collective Aid sulle condizioni di Lukavica, nell'unico ufficiale centro detentivo per persone migranti situato in Bosnia ed Erzegovina a Sarajevo Est (Republika Srpska)

https://www.collectiveaidngo.org/blog/2026/4/6/inside-lukavica-bosnias-immigration-detention-black-box-what-our-new-report-will-reveal?fbclid=IwY2xjawRw8YRleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAAR7io1sHZ7N1WY2WQL5nE1YI4AAiHu_g0OoyoR4pCZPqbG-bHKiLDhLgdSdBOQ_aem_p3ZHVjg8nnvck__arqw6jg

This blog post spotlights Bosnia's Lukavica Detention Center, the country's sole immigration facility, where 4,631 people, including 115 children, were held from 2018-2024 amid EU-backed expansions and lax oversight. It contrasts official claims of safeguards with detainee testimonies of degrading c

Abbiamo avuto il piacere di avere con noi Murat Cinar durante il festival della rotta balcanica e le formazioni sui Paes...
12/05/2026

Abbiamo avuto il piacere di avere con noi Murat Cinar durante il festival della rotta balcanica e le formazioni sui Paesi di origine di richiedenti asilo e minori non accompagnati. Buona parte dei suoi interventi sono contenuti in questo articoli

Le relazioni tra Turchia e Unione europea non sono nuove. Ankara è stata sempre un partner economico, militare e geostrategico dell’Unione europea. Nel 1963 si firma l’Accordo di Associazione tra Turchia e CEE, che prevedeva la possibilità di un’adesione futura. Nel 1987 la Turchia presenta ...

12/05/2026

Indirizzo

Campo Saffa, Cannaregio 387/i
Venice
30121

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