06/09/2026
È arrivato un numero speciale di PIOMBI perchè dobbiamo condividere con voi un traguardo importante; quest’anno Closer compie dieci anni.
Abbiamo deciso di ricordarcelo al Cinema Galleggiante, uno dei luoghi che negli ultimi anni ci ha permesso di portare fuori dal carcere qualcosa di quello che accade dentro e che, anche quest’anno, ci ha dato la possibilità di raccontarci dalla piattaforma posizionata in mezzo alla laguna, davanti a spettatrici e spettatori seduti nelle loro barche. Abbiamo letto Default, un testo che abbiamo scritto provando a raccontare in che modo questi dieci anni ci hanno cambiate.
Abbiamo scelto questo titolo perché punire, escludere, rinchiudere sono alcune delle impostazioni di default del mondo che la storia della nostra società ha costruito. Modi di rispondere a ciò che percepiamo come pericoloso, deviante, difficile, che abbiamo imparato a considerare naturali al punto da non accorgerci quasi più che sono delle scelte.
Il carcere, in questo senso, non è un mondo separato dal nostro. Anzi, è uno dei luoghi in cui queste logiche diventano più visibili. Ma le stesse logiche attraversano continuamente la società fuori: stabiliscono chi merita fiducia, chi una seconda possibilità, chi può sbagliare, chi deve essere allontanato, chi consideriamo responsabile della propria condizione.
In questi dieci anni il confronto diretto con l’istituzione carceraria, ma soprattutto con le donne che la abitano, ci ha costrette molte volte a riconoscere anche i nostri default. A scoprire quanto di quello che pensavamo sul carcere, sulla colpa, sulla sicurezza, sulla libertà e persino sulle persone che avremmo incontrato lì dentro fosse già stato scritto prima ancora di attraversare quella porta.
Non volevamo fare un bilancio dei primi dieci anni di Closer e nemmeno raccontare le storie delle donne detenute. Default è un testo fatto di frammenti di quello che l’incontro ha prodotto tra loro e noi: vicinanze e distanze, identificazioni e differenze, affetto, disagio, paura, desiderio, vergogna, contraddizioni. E soprattutto della consapevolezza di una differenza che non possiamo cancellare: noi possiamo scegliere di entrare e, soprattutto, siamo libe