Closer

Closer Closer è un’associazione culturale no-profit impegnata a creare un laboratorio culturale permanente contro ogni forma di esclusione e marginalizzazione.

Closer è un'associazione culturale nata a Venezia nel 2016. Closer promuove attività culturali dove è più difficile. Ovunque lo stato sociale mostri i suoi limiti, con un focus sull’ambito carcerario. Ovunque lungo i confini nazionali, con un focus sulla regione Veneto. Closer si impegna a intervenire attraverso l’organizzazione di workshop ed eventi finalizzati a includere ciò che è sempre stato

escluso; si impegna a realizzare progetti di natura sociale rivolti alla cittadinanza, l’esclusa meno consapevole. Arte per chi l’ha sempre desiderato, tecnologia per chi non ha mai potuto: potere imparare è l’unico — vero — potere. Closer è stata fondata a Venezia nel 2016 da:
Leonardo Azzolini
Leonardo Nadali
Nicolò Porcelluzzi
Giulia Ribaudo
Luca Ruffato
Federico Tanozzi

negli anni si sono unite: Francesca Massarenti, Geraldina Rozzi, Giulia Zornetta, Severino Antonelli. Dal novembre 2020, Closer ha una newsletter mensile che si chiama PIOMBI. PIOMBI raccoglie storie, poesie, parole e testimonianze sul carcere in Italia, nel mondo, nei libri, nei film. Ci si può iscrivere qui: https://bit.ly/38OF9ee.

Valeria Verdolini sarà la quarta docente di Oltre il carcere, il corso con cui Closer prova a interrogare i linguaggi at...
27/08/2026

Valeria Verdolini sarà la quarta docente di Oltre il carcere, il corso con cui Closer prova a interrogare i linguaggi attraverso cui raccontiamo il carcere, la giustizia e i diritti.

Valeria Verdolini è ricercatrice universitaria, sociologa e attivista. È presidente di Antigone Lombardia e autrice di Abolire l’impossibile (add editore , 2025).

La sua lezione partirà da questa domanda:
Come si racconta qualcosa che siamo abituati a considerare inevitabile? E quali parole servono per rendere immaginabile il suo superamento?

Perché abbiamo scelto proprio lei:
Perché prima ancora di immaginare un mondo senza carcere dobbiamo riuscire a mettere in discussione l’idea che il carcere sia necessario.

Dettagli sulla lezione:
12 ottobre 2026
18.30–20.00
Online

Tutte le informazioni sul corso OLTRE IL CARCERE sono disponibili al link in bio.

È arrivato l’ultimo numero di PIOMBI è la newsletter di Closer, raccoglie storie, poesie, parole e testimonianze sul car...
25/08/2026

È arrivato l’ultimo numero di PIOMBI è la newsletter di Closer, raccoglie storie, poesie, parole e testimonianze sul carcere in Italia, nel mondo, nei libri, nei film.
L’estate più calda di sempre sta giungendo al termine e la nuova stagione politica sembra preannunciare un autunno di tempeste metaforiche e non. Per aiutarvi a godervi le ultime giornate lunghe di un’estate troppo breve (con un pensiero a chi è detenuto/a, e in questo clima di torrido oscurantismo soffre più di tutti) pubblichiamo un bel racconto di Giacomo Giossi , coordinatore di The Italian Review e collaboratore di numerose riviste e giornali. Una riflessione che dal crimine e dai criminali parla di sé e del proprio ruolo nella società. La poesia è di Stefano Calafiore.

Il 2 settembre ci trovate nel programma del Cinema Galleggiante a Venezia (Microclima Venezia ), dalla piattaforma galleggiante posta nel mezzo della laguna racconteremo i nostri 10 anni di attività di Closer, siamo già emozionate.

Per leggere il pezzo, link in bio.

Andrea Oleandri sarà il terzo docente di Oltre il carcere, il corso con cui Closer prova a interrogare i linguaggi attra...
18/08/2026

Andrea Oleandri sarà il terzo docente di Oltre il carcere, il corso con cui Closer prova a interrogare i linguaggi attraverso cui raccontiamo il carcere, la giustizia e i diritti.

Andrea Oleandri è giornalista e da 12 anni Responsabile Comunicazione di Antigone . Ha collaborato come freelance con diverse testate e cura la rubrica Notizie dal carcere su lavialibera . È co-direttore della Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili (CILD ) e membro del board della Civil Liberties Union for Europe (Liberties ).

La sua lezione partirà da questa domanda:
Come si costruisce un discorso pubblico sui diritti capace di uscire dalla propria bolla e mettere in discussione le narrazioni dominanti?

Perché abbiamo scelto proprio lui:
Perché i diritti riguardano tutti, soprattutto quando pensiamo che riguardino solo gli altri.

Dettagli sulla lezione:
5 ottobre 2026
Online

Tutte le informazioni sul corso OLTRE IL CARCERE sono disponibili al link in bio.

Nel 1890 Vincent van Gogh dipinge La ronda dei carcerati, a partire da un’incisione di Gustave Doré.Uomini camminano in ...
17/08/2026

Nel 1890 Vincent van Gogh dipinge La ronda dei carcerati, a partire da un’incisione di Gustave Doré.

Uomini camminano in cerchio dentro un cortile.
Uno dietro l’altro.
Lo spazio è stretto, i muri altissimi.
Il movimento esiste, ma non porta da nessuna parte.

Sono passati centotrentasei anni.

Il rapporto di metà anno di Antigone ci dice che oggi nelle carceri italiane ci sono 64.741 persone per 46.343 posti effettivamente disponibili. Il tasso reale di sovraffollamento è arrivato al 139,7%, il più alto dal 2013.

Nel 44% degli istituti visitati da Antigone ci sono celle in cui lo spazio calpestabile è inferiore a tre metri quadrati a persona.

In estate, nelle celle sovraffollate, le temperature possono superare i 40 gradi. Scuole e attività rallentano e aumenta il tempo trascorso dentro.

Nei primi sette mesi del 2026 almeno 38 persone si sono suicidate in carcere. La più giovane aveva 21 anni.

Conosciamo queste condizioni, le misuriamo, le documentiamo, ma continuiamo a chiamarle pena rieducativa.
E continuiamo a costruire sicurezza aggiungendo persone a quel cerchio.

*

Vincent van Gogh, La ronda dei carcerati (da Doré), 1890, olio su tela, 80 × 64 cm, Museo Puškin, Mosca.

Isabella De Silvestro sarà la seconda docente di Oltre il carcere, il corso con cui Closer prova a interrogare i linguag...
11/08/2026

Isabella De Silvestro sarà la seconda docente di Oltre il carcere, il corso con cui Closer prova a interrogare i linguaggi attraverso cui raccontiamo il carcere, la giustizia e i diritti.

Isabella è giornalista e autrice. Ha ideato, scritto e narrato Gattabuia, podcast in due stagioni sul mondo della detenzione prodotto da Domani ed Emons Record. Realizza inchieste e reportage su disuguaglianze, diritti umani e carcere per quotidiani e riviste. Nel 2024 ha vinto il Premio nazionale Marco Toresini per il giornalismo d’inchiesta.

La sua lezione partirà da questa domanda:
Cosa significa dare voce alle storie altrui? Come si restituisce la complessità di una storia senza sostituire la propria voce a quella di chi l’ha vissuta?

Perché abbiamo scelto proprio lei:
Perché ogni voce a cui scegliamo di dare spazio cambia anche la storia che siamo in grado di raccontare.

Dettagli sulla lezione:
28 settembre 2026
Online

Tutte le informazioni sul corso OLTRE IL CARCERE sono disponibili al link in bio

Il 10 agosto è il Prison Justice Day.Nasce in Canada nel 1976, dopo la morte in carcere di Eddie Nalon, detenuto nel pen...
10/08/2026

Il 10 agosto è il Prison Justice Day.

Nasce in Canada nel 1976, dopo la morte in carcere di Eddie Nalon, detenuto nel penitenziario di Millhaven. L’anno successivo, durante una giornata di sciopero e digiuno organizzata in sua memoria, si ricordò anche Bobby Landers, morto nello stesso istituto.

Da allora, ogni 10 agosto, in molte carceri le persone detenute rifiutano di lavorare e di mangiare. Fuori, associazioni e attivisti organizzano incontri, presìdi e iniziative pubbliche.

È una giornata nata dentro il carcere.

Per ricordare chi in carcere è morto e per rendere visibile ciò che il carcere tende a sottrarre allo sguardo: le sue condizioni materiali, la violenza, l’isolamento, le morti.

Il Prison Justice Day mette in discussione il carcere stesso, la sua pretesa di produrre sicurezza attraverso la segregazione e la punizione.

Da cinquant’anni, il 10 agosto questa domanda arriva da dentro le prigioni.

L’immagine è di Rocky Dobey per la serie Celebrate People’s History Poster Series.

Luigi Mastrodonato sarà il primo docente di OLTRE IL CARCERE, il corso con cui Closer prova a interrogare i linguaggi at...
04/08/2026

Luigi Mastrodonato sarà il primo docente di OLTRE IL CARCERE, il corso con cui Closer prova a interrogare i linguaggi attraverso cui raccontiamo il carcere, la giustizia e i diritti.

Luigi Mastrodonato è giornalista, si occupa di marginalità, carceri e abusi di potere. Collabora con Internazionale e altre testate ed è autore e voce del podcast Tredici, prodotto da Il Post, che ricostruisce la strage penitenziaria del 2020.

La sua lezione partirà da questo domanda:
Qual è il confine tra informare e spettacolarizzare? Come si tengono insieme responsabilità, fatti e narrazione?

Perché abbiamo scelto proprio lui:
Perché il modo in cui raccontiamo una storia finisce per determinarne anche il significato.

Dettagli sulla lezione:
21 settembre 2026
Online
Tutte le informazioni sul corso OLTRE IL CARCERE sono disponibili al link in bio.

Nell’ultimo numero di PIOMBI troverete un pezzo di Matteo Moca , commissionato quando il governo aveva appena introdotto...
27/07/2026

Nell’ultimo numero di PIOMBI troverete un pezzo di Matteo Moca , commissionato quando il governo aveva appena introdotto una novità destinata a cambiare qualcosa di molto concreto nella vita delle carceri italiane: i nuclei investigativi della Polizia penitenziaria potranno svolgere operazioni sotto copertura all’interno degli istituti.

Significa che un agente potrà entrare in carcere assumendo un’altra identità. Potrà presentarsi come una persona detenuta, un educatore, un volontario, un operatore sanitario. Figure diverse, accomunate da una cosa fondamentale: sono persone con cui, dentro un carcere, si costruiscono relazioni.

È questo il punto che ci interessa.

Il carcere è già un luogo attraversato dal sospetto. Ogni gesto viene osservato, ogni movimento autorizzato, ogni relazione sottoposta a regole e controlli. Introdurre la possibilità che chi ti sta accanto possa essere lì sotto copertura aggiunge qualcosa: rende potenzialmente sospetta la relazione stessa di chi dovrebbe aiutare nel percorso di riabilitazione.

Per raccontare la figura della spia, Matteo Moca è partito da qualcuno che con il nome di questa newsletter ha parecchio a che fare, Giacomo Casanova.
Trecento anni fa nasceva a Venezia un uomo che sarebbe stato detenuto ai Piombi, sarebbe riuscito a evadere e, qualche anno dopo, avrebbe lavorato come spia per la Serenissima. Detenuto, fuggiasco, informatore. Moca attraversa le molte vite di Casanova per raccontare una figura che continua ad affascinarci: la spia, colui che entra in relazione con qualcuno nascondendo lo scopo per cui quella relazione esiste.

Oggi quella figura entra formalmente anche nelle carceri italiane.

Per approfondire che cosa questo significhi, consigliamo di ascoltare il webinar tenuto da Susanna Ronconi sul tema degli agenti sotto copertura e di aderire all’appello “Contro il carcere del sospetto”.

Link in bio per leggere l’ultimo numero e per iscriversi alla nostra newsletter.

Oltre il carcere: linguaggi e narrazioni per nuovi immaginari di giustizia, diritti e istituzioni Corso per saper comuni...
25/07/2026

Oltre il carcere: linguaggi e narrazioni per nuovi immaginari di giustizia, diritti e istituzioni Corso per saper comunicare l’istituzione, i diritti, la giustizia, le ingiustizie.

LINK per iscriversi in bio

Voler superare il carcere implica anche intervenire sui linguaggi che lo rendono intelligibile perchè le parole che decidiamo di utilizzare selezionano, semplificano e producono realtà. Definiscono chi è visibile, chi è legittimo, chi resta fuori campo.

Il discorso pubblico sul carcere è spesso attraversato da lessici che irrigidiscono - sicurezza, emergenza, devianza - e che finiscono per chiudere il campo delle possibilità, rendendo l’istituzione necessaria e le storie delle persone detenute raccontabili solo in forme stereotipate. In questo senso, consideriamo che il linguaggio sia uno spazio di produzione politica.

Il corso si colloca dentro questa tensione. Vogliamo che comunicare diventi pratica critica, un esercizio di disallineamento rispetto alle narrazioni dominanti, per aprire altre grammatiche, altri immaginari, altre possibilità di senso. Perché è solo intervenendo su ciò che può essere detto - e su come può essere detto - che diventa possibile iniziare a pensare, e quindi a costruire, forme diverse di giustizia.

Programma

Il corso si articola in cinque incontri, ognuno dedicato a un diverso linguaggio e a una diversa pratica del raccontare il carcere.

1. La scrittura – reportage e denuncia
Qual è il confine tra informare e spettacolarizzare? Come si tengono insieme responsabilità, fatti e narrazione?
Con Luigi Mastrodonato.

2. La voce – podcast e narrazione sonora
Come si costruisce un racconto attraverso la voce? Come si restituisce complessità senza appropriarsi delle storie altrui?
Con Isabella De Silvestro.

3. La comunicazione pubblica – media e social
Come si costruisce un discorso pubblico sui diritti? Quali strategie permettono di spostare l’immaginario dominante?
Con Andrea Oleandri.

4. Il linguaggio – categorie, immaginari, possibilità
In che modo le parole producono realtà? Come si possono disinnescare le categorie che chiudono e aprire nuovi spazi di senso?
Con Valeria Verdolini.

5. Pratica e restituzione
Uno spazio labo

SVENTOLA cosa: un workshop di decorazione ventagli contro il caldo, il carcere e altre disgraziequando: 21 luglio h18.30...
09/07/2026

SVENTOLA

cosa: un workshop di decorazione ventagli contro il caldo, il carcere e altre disgrazie
quando: 21 luglio h18.30
dove: centro anziani di Santa Marta
chi: Closer in collaborazione con l’illustratrice Camilla Pintonato

Anche quest’estate il caldo sta rendendo ancora più dure le condizioni di vita dentro le carceri italiane, dove sovraffollamento, assenza di ventilazione e spazi chiusi trasformano le alte temperature in un ulteriore elemento di sofferenza quotidiana.

Come l’anno scorso, abbiamo deciso di donare dei ventagli alle donne ristrette alla Giudecca. Questa volta, però, vogliamo farlo coinvolgendovi in un workshop di decorazione dei ventagli insieme all’illustratrice Camilla Pintonato: un momento per stare insieme, riflettere collettivamente sulle condizioni della detenzione estiva e costruire un gesto concreto di attenzione e vicinanza.

Dobbiamo realizzare circa 100 ventagli (poi speriamo che per luglio ci sia un’amnistia 🙂).

Grazie Giulia De Benedetto

Indirizzo

Venice

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