04/05/2026
Per il nuovo numero PIOMBI, la newsletter di Closer, abbiamo rivolto alcune domande a due candidati sindaco di Venezia, Andrea Martella per il centrosinistra e Simone Venturini per il centrodestra.
Abbiamo scelto di rivolgerci ai due principali candidati, in quanto espressione delle coalizioni che oggi strutturano in modo più netto il confronto politico cittadino. Una scelta che risponde all’esigenza di mantenere il dialogo concentrato e accessibile, evitando una frammentazione che rischierebbe di disperdere il senso e la profondità delle domande, così come delle risposte.
Vogliamo spostare il focus di un dibattito pubblico che troppo spesso si limita a discutere come rendere il carcere più efficiente, più ordinato, più sicuro, ponendo invece l’attenzione sui perché e sulle condizioni che continuano a riempirlo: povertà, dipendenze, sofferenza psichica, violenza, precarietà abitativa, esclusione sociale, accesso diseguale ai diritti. È lì che riteniamo un’amministrazione comunale possa incidere in modo decisivo.
Una città può agire prima dell’ingresso in carcere e dopo l’uscita. Può investire in casa, lavoro, salute mentale, riduzione del danno, politiche di genere, sostegno alle famiglie, continuità dei percorsi terapeutici e sociali, accesso ai documenti, opportunità concrete di reinserimento. Può scegliere se lasciare che le fragilità diventino destini oppure costruire alternative praticabili.
È da questa convinzione che nasce questa doppia intervista. Non ci interessa aggiungere il tema carcere all’elenco delle promesse elettorali. Ci interessa capire se esiste una visione politica capace di tenere insieme i diversi interventi dentro una direzione comune: rendere il carcere sempre meno necessario e rendere Venezia una città più giusta, più capace di cura, più democratica.
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