07/08/2026
📋 La legge 17 marzo 2026, n. 40 (GU n. 74 del 30 marzo, in vigore dal 14 aprile) riscrive parti del Codice dei beni culturali.
Tre i movimenti principali: più spazio ai privati nella gestione del patrimonio pubblico, meno passaggi autorizzativi per spostare e prestare le opere, e una nuova strategia nazionale chiamata «Italia in scena».
L'effetto più visibile? Dal 14 aprile un comune può chiedere in prestito opere conservate nei depositi statali — a patto di avere un museo pubblico con direttore, un progetto culturale e spazi idonei. Tutti i costi restano a carico del richiedente.
Il termine di 90 giorni per pubblicare l'elenco delle opere «idonee alla circolazione» è scaduto a metà luglio: è il primo banco di prova della riforma.
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