Cinema Senza Diritti

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Cinema Senza Diritti Cinema Senza Diritti nasce a Venezia come rassegna cinematografica palestinese. Un popolo che sopravvive sotto occupazione da 70 anni non gode di diritti.

Abbiamo deciso di farla diventare una pagina virtuale così che possa fungere anche da strumento utile a tutti coloro i quali abbiano voglia di entrare in questo mondo. Questo popolo senza terra e senza stato ha trovato nel cinema uno strumento per far sentire la propria voce. Il cinema palestinese è più vivo e attivo che mai e nel panorama della cinematografia mondiale sta attirando sempre più interesse per le condizioni stesse in cui nasce. Il cinema palestinese, infatti, è costretto a “sperimentare” così come la Palestina è costretta a inventare e sperimentare forme di lotta sempre diverse per ribadire il suo diritto all’esistenza e alla resistenza. Per questo motivo la cinematografia palestinese si sviluppa in film e documentari e, sempre più frequentemente, in fiction documentaristiche (o docu-film) con un linguaggio interpretativo in cui le voci reali continuano e completano la narrazione scenica. Nostro compito vuole essere quello di dare più spazio possibile a queste voci troppo spesso oggetto di censura e di un processo di marginalizzazione che le vorrebbe costrette all'oblio. Oltre alle rassegne che costruiremo sul territorio veneziano, anche grazie alla collaborazione con Festival già ben radicati in Italia come Al Ard Doc Film Festival, troverete sulle nostre finestre virtuali molti approfondimenti e recensioni sul cinema palestinese.

24/09/2026
20/09/2026

Announcing Festival Updates and Submissions Opening Al Ard Film Festival is pleased to announce the official call for submissions for its upcoming 23rd edition. For over two decades, our platform has been dedicated to sharing impactful stories from Palestine and the broader Arab world. As we prepare...

Alla presentazione di Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor alla Mostra del Cinema di Venezia sventolava la bandiera pales...
11/09/2026

Alla presentazione di Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor alla Mostra del Cinema di Venezia sventolava la bandiera palestinese.

Pur apprezzando la denuncia di Yuval Abraham e Rachel Szor che nel film Naza documentano la barbarie del genocidio, nelle loro dichiarazioni commettono l'errore di ricondurre tutto a "un gruppo di persone" infatti hanno dichiarato: "Abbiamo realizzato questo film spinti dal dovere di usare la nostra posizione di israeliani per analizzare i sistemi dietro all’uccisione di massa di civili palestinesi di cui il nostro Paese è responsabile. Durante le riprese negli ultimi tre anni, ci siamo trovati a porci le stesse domande della generazione dei nostri nonni e di tutto il Novecento: *come può un gruppo di persone permettere la totale disumanizzazione di un altro?* Come funziona dall'interno un sistema del genere?..."

Il genocidio e la pulizia etnica sono portati avanti da un sistema che investe e plasma l'intera società israeliana, la travalica e trova sostegno nell'internazionale nera del colonialismo di insediamento.
Semmai un "piccolo gruppo" all'interno di Israele ne prende le distanze. Se non abbiamo chiara la distinzione di questa percentuale siamo ciechi

Comitato Permanente Contro Le Guerre E Il Razzismo
Docenti per Gaza

Con l'inizio del nuovo anno scolastico anche noi Cinema Senza Diritti invitiamo i/le docenti a non dimenticare Gaza e la...
08/09/2026

Con l'inizio del nuovo anno scolastico anche noi Cinema Senza Diritti invitiamo i/le docenti a non dimenticare Gaza e la Palestina, invitiamo a rilanciare il movimento di solidarietà e anticolonialista perché dalla scuola deve partire un segnale forte di contrasto a una politica che vuole ridurre la scuola stessa e la didattica a spazi censurati e silenziati.
Tra le buone pratiche da condividere nelle classi i film che parlano di Palestina.
La nostra rassegna annuale si rivolge proprio a* docenti perché il Cinema resta una risorsa fondamentale.

Grazie a per i loro suggerimenti

Docenti per Gaza

08/06/2026

Negli ultimi due anni le autrici palestinesi sono riuscite a realizzare film importanti in condizioni quasi impossibili Leggi

08/06/2026

Negli ultimi due anni le autrici palestinesi sono riuscite a realizzare film importanti in condizioni quasi impossibili. Leggi l'articolo di Catherine Cornet. http://intern.az/1QqB

Per il suo documentario "Voci di Gaza", il regista Paolo Pandin  ha intrapreso un percorso di ricerca incontrando giovan...
08/06/2026

Per il suo documentario "Voci di Gaza", il regista Paolo Pandin ha intrapreso un percorso di ricerca incontrando giovani palestinesi arrivati da Gaza durante il genocidio e palestinesi di Gaza residenti in Italia da tempo. Attraverso le loro voci prende forma il ritratto di una Gaza precedente al 7 ottobre, ma già segnata da decenni di attacchi, assedio e occupazione.
Nei ricordi che si intrecciano tra generazioni affiora una memoria collettiva di oppressione e perdita, ma soprattutto di resilienza: la volontà ostinata di continuare a vivere, raccontarsi e resistere.
La nostra rassegna Cinema Senza Diritti ha scelto questo documentario per dare appuntamento in autunno per la 10. edizione



Al Ard Film Festival
Comitato Permanente Contro Le Guerre E Il Razzismo
Arci Luigi Nono - Giudecca
Lungo la rotta balcanica - Along the Balkan Route

Un importante appuntamento per la nostra rassegna Cinema Senza Diritti Domenica 7 giugno h.18 al CZ della Giudecca - Ven...
30/05/2026

Un importante appuntamento per la nostra rassegna Cinema Senza Diritti
Domenica 7 giugno h.18 al CZ della Giudecca - Venezia
Proiezione del documentario Voci di Gaza realizzato da Paolo Pandin che ha intervistato alcuni palestinesi di Gaza che vivono sul nostro territorio da molto tempo e altri che sono riusciti a uscire dall'inferno del genocidio.
A seguire cena di autofinanziamento.

Comitato Permanente Contro Le Guerre E Il Razzismo
Arci Luigi Nono - Giudecca
Arabook
Lungo la rotta balcanica - Along the Balkan Route

Al Ard Film Festival

Comitato Permanente Contro Le Guerre E Il Razzismo   Alla Berlinale, festival del cinema, la regista tunisina Kaouther B...
22/02/2026

Comitato Permanente Contro Le Guerre E Il Razzismo


Alla Berlinale, festival del cinema, la regista tunisina Kaouther Ben Hania - invitata a ricevere il prestigioso premio "Most Valuable Film" durante il gala di "Cinema for Peace" per la sua opera The Voice of Hind Rajab - ha offerto una lezione magistrale di coerenza etica. Il momento culminante della protesta di Ben Hania è avvenuto sul palco del gala berlinese. La regista ha rifiutato di portare a casa la statuetta del premio dopo aver appreso che, nella stessa serata, l'organizzazione intendeva onorare il generale israeliano in pensione Noam Tibon per il suo ruolo in un documentario sugli eventi del 7 ottobre.
Ben Hania ha motivato così il suo rifiuto:
“Buonasera. Stasera provo più un senso di responsabilità che di gratitudine. La voce di Hind Rajab non parla solo di una bambina. Parla del sistema che ha reso possibile il suo assassinio. Quello che è successo a Hind non è un'eccezione. Fa parte di un genocidio. E stasera, a Berlino, ci sono persone che hanno fornito una copertura politica a questo genocidio. Presentando il massacro di civili come “legittima difesa”, come “circostanze complesse”. Denigrando coloro che protestano. Ma come forse sapete, la pace non è un profumo che si spruzza sulla violenza per far sentire il potere raffinato e a proprio agio. E il cinema non è un'operazione di riciclaggio dell'immagine. Se parliamo di pace, dobbiamo parlare di giustizia. Giustizia significa responsabilità. Senza responsabilità non c'è pace. L'esercito israeliano ha ucciso Hind Rajab; ha ucciso la sua famiglia; ha ucciso i due paramedici venuti a salvarla, con la complicità dei governi e delle istituzioni più potenti del mondo. Mi rifiuto di accettare che la loro morte diventi lo sfondo di un discorso educato sulla pace. Non finché le strutture che hanno reso possibile tutto questo rimarranno intatte. Quindi stasera non porterò a casa questo premio. Lo lascio qui, come promemoria. E quando la pace sarà perseguita come un obbligo legale e morale, radicato nella responsabilità per genocidio, allora tornerò ad accettarlo con gioia. Grazie mille. Grazie.”

Indirizzo

Venice

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