Bre-VE Associazione delle Locazioni Turistiche Brevi a Venezia

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14/10/2026

Buongiorno Presidente.

Giorgio Spaziani Testa è lucidamente sempre sul pezzo
14/10/2026

Giorgio Spaziani Testa è lucidamente sempre sul pezzo

𝗣𝗥𝗢𝗣𝗘𝗥𝗧𝗬 𝗗𝗔𝗬𝗦 𝟮𝟬𝟮𝟲Bre-VE sarà presente all’evento Property Days in programma il 9 e 10 novembre presso l’M9 di Mestre.𝙋𝙚...
10/10/2026

𝗣𝗥𝗢𝗣𝗘𝗥𝗧𝗬 𝗗𝗔𝗬𝗦 𝟮𝟬𝟮𝟲

Bre-VE sarà presente all’evento Property Days in programma il 9 e 10 novembre presso l’M9 di Mestre.

𝙋𝙚𝙧𝙘𝙝𝙚́ 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚𝙘𝙞𝙥𝙖𝙧𝙚?

L’evento rappresenta un’importante occasione di incontro, approfondimento e formazione per chi gestisce immobili destinati agli affitti brevi e turistici, confrontandosi ogni giorno con mille incombenze, attività e complessità.
Sarà un’opportunità per confrontarsi con esperti del settore, acquisire nuove competenze, trovare spunti per far crescere e migliorare la propria attività e approfondire i temi che ci riguardano da vicino.

𝙑𝙞 𝙖𝙨𝙥𝙚𝙩𝙩𝙞𝙖𝙢𝙤!
𝙡’𝙞𝙨𝙘𝙧𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙚̀ 𝙂𝙍𝘼𝙏𝙐𝙄𝙏𝘼!

𝗠𝗜 𝗖𝗔𝗦𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗘𝗦 𝗧𝗨 𝗖𝗔𝗦𝗔La casa è un bene acquistato da un privato grazie ai propri risparmi oppure ereditato: in entrambe...
10/10/2026

𝗠𝗜 𝗖𝗔𝗦𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗘𝗦 𝗧𝗨 𝗖𝗔𝗦𝗔

La casa è un bene acquistato da un privato grazie ai propri risparmi oppure ereditato: in entrambe i casi, rappresenta il frutto dei sacrifici di qualcuno.

La nostra Costituzione tutela il diritto al lavoro, ad una retribuzione dignitosa, al risparmio e alla proprietà privata. Riconosce inoltre la libertà dell'iniziativa economica privata. Investire e realizzare un profitto non sono, quindi, una colpa, né il profitto è una parolaccia, purché si operi nel rispetto delle leggi. L'obiettivo dovrebbe essere quello di consentire alle persone di costruire la propria autonomia economica, senza dipendere necessariamente dall'assistenza pubblica.

Se, invece, guardiamo alla realtà rispetto ai principi costituzionali, allora sì, siamo nei guai. Ci sono persone che lavorano ma percepiscono retribuzioni insufficienti rispetto al costo della vita, che non riescono a risparmiare e, men che meno, a investire.

In Italia, dal dopoguerra, la proprietà della casa ha rappresentato un obiettivo centrale per le famiglie. I dati ISTAT del Censimento permanente del 2023 confermano questa tendenza: il 73,9% delle famiglie vive in un'abitazione di proprietà, il 19,6% in affitto e il 6,5% in abitazioni occupate ad altro titolo, come l'uso gratuito. Un dato che testimonia quanto la casa di proprietà sia radicata nella nostra società.

C'è poi un altro aspetto da non sottovalutare: l'invecchiamento della popolazione italiana. Nei prossimi decenni, il ricambio generazionale e le successioni ereditarie potrebbero modificare significativamente il mercato immobiliare. Ma non è affatto scontato che tutte queste abitazioni vengano vendute o affittate, né che si trovino nei luoghi in cui le persone ne hanno bisogno. Il problema, quindi, non riguarda soltanto il numero complessivo delle case disponibili, ma anche la loro distribuzione, le condizioni in cui si trovano e la possibilità concreta di accedervi.

È faciloneria ridurre la crisi abitativa a una responsabilità generalizzata dei proprietari privati.! La difficoltà di trovare una casa a prezzi accessibili è reale, ma richiede politiche strutturali, investimenti e una visione di lungo periodo, non la ricerca di un capro espiatorio.

Vienna rappresenta un esempio concreto. La sua politica di edilizia sociale, avviata già negli anni Venti del Novecento e sviluppata ulteriormente nel dopoguerra, ha puntato sulla costruzione di alloggi comunali e sul sostegno all'edilizia cooperativa e senza fini di lucro. L'obiettivo è offrire abitazioni accessibili a una parte ampia della popolazione, riducendo la dipendenza esclusiva dal mercato privato.

È una strada che meriterebbe di essere studiata seriamente anche in Italia: non per contrapporre il pubblico al privato, ma per costruire un sistema nel quale possano coesistere proprietà privata, mercato immobiliare e un'offerta adeguata di alloggi a canoni sostenibili.

La casa è un bene fondamentale per la vita delle persone. Per questo la politica dovrebbe affrontare il problema con serietà, mettendo in campo soluzioni concrete anziché alimentare contrapposizioni tra cittadini e scaricare su questi ultimi il peso delle proprie responsabilità.

Trasformare un problema strutturale in uno scontro tra proprietari e inquilini non risolve la crisi abitativa. La rinvia soltanto.

E questo, francamente, è abbastanza vergognoso.

Molto interessanti sono le motivazioni. Date un'occhiata 😉
09/10/2026

Molto interessanti sono le motivazioni. Date un'occhiata 😉

La Consulta dà ragione a Fratelli d’Italia: basta con le restrizioni ideologiche contro gli affitti brevi! 🇮🇹
La Corte costituzionale ha smontato la legge dell’Emilia-Romagna, confermando ciò che diciamo da sempre: bloccare i proprietari con forzature urbanistiche e divieti sproporzionati viola la Costituzione e la libertà d'impresa.
Non si combatte l'overtourism penalizzando le famiglie che integrano il reddito o imponendo regole assurde che discriminano chi affitta casa rispetto ad altre strutture. Servono buon senso, valorizzazione dei borghi e tutela della proprietà privata, non divieti calati dall'alto.
Avanti così, dalla parte di chi produce e fa viaggiare l'Italia!
ALBAA - Associazione Laziale Bed e Breakfast Affittacamere e AffiniANBBA Abruzzo Associazione Nazionale B&B, Affittacamere, Case Vacanze e LTProlocaturAGGE Associazione Gruppo Gestori ExtralberghieriFederazione Nazionale Associazioni Ricettività Extralberghiera FAREBre-VE Associazione delle Locazioni Turistiche Brevi a VeneziaAssociazione ABBAV - B&B, Alloggi turistici ed Appartamenti del VenetoAssociazione Italiana Gestori Affitti Brevi - AIGABAssociazione Locatori Turistici VenetoDipartimento Turismo Fratelli d’ItaliaGianluca Caramanna

ZCZC IPN 216 POL --/T AFFITTI BREVI: CONSULTA "ILLEGITTIME RESTRIZIONI EMILIA-ROMAGNA" ROMA (ITALPRESS) - Con la sentenza numero 164, depositata oggi, la Corte costituzionale ha accolto il ricorso proposto dal Presidente del Consiglio dei ministri contro gli articoli 4 e 5 della legge della Regione Emilia-Romagna numero 10 del 2025 (Disciplina degli immobili destinati a locazione breve in Emilia-Romagna). "La prima norma - spiega la Consulta in una nota - individuava, nell'ambito della categoria funzionale turistico-ricettiva, la specifica destinazione d'uso urbanistica denominata locazione breve, assoggettando quindi a titolo edilizio il mutamento d'uso di un'unitaÌ immobiliare da diversa categoria funzionale verso la destinazione locazione breve. La seconda norma prevedeva che i comuni potessero individuare, nei propri strumenti di pianificazione urbanistica, ambiti determinati del territorio comunale nei quali l'insediamento della destinazione d'uso locazione breve era subordinato all'osservanza di specifiche condizioni". La Corte ha dichiarato infondate le censure avanzate per violazione della competenza legislativa statale in materia di "tutela della concorrenza", mentre ha accolto quelle relative alla violazione degli articoli 3 e 41 della Costituzione. (ITALPRESS) - (SEGUE). sat/com 09-Ott-26 11:13 NNNN

ZCZC IPN 217 POL --/T AFFITTI BREVI: CONSULTA "ILLEGITTIME RESTRIZIONI EMILIA-ROMAGNA"-2- La Corte ha sottoposto le norme impugnate a un test di proporzionalità, ritenendo che "lo scopo perseguito (la limitazione dell'overtourism) sia meritevole di protezione, ma che l'articolo 4 sia sproporzionato rispetto a quel fine, in quanto valevole per l'intero territorio regionale. Inoltre, l'articolo 4 determina una disparità irragionevole fra i gestori di locazioni turistiche e i gestori di strutture ricettive extra-alberghiere, in quanto l'obbligo di passaggio dalla destinazione residenziale alla categoria turistico-ricettiva grava solo sui primi, benché le locazioni turistiche possano essere anche sporadiche, mentre le strutture extra-alberghiere devono essere gestite in forma imprenditoriale". Quanto all'articolo 5, la Corte ha rilevato che "il vizio accertato con riferimento all'articolo 4 si riflette sull'articolo 5, che è volto a regolare l'"insediamento dell'uso locazione breve", cioè della nuova destinazione d'uso introdotta dall'articolo 4". (ITALPRESS). sat/com 09-Ott-26 11:13 NNNN

𝗥𝗜𝗖𝗘𝗩𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗘 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗛𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗨𝗡 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗘𝗦𝗦𝗔𝗡𝗧𝗘 𝗔𝗥𝗧𝗜𝗖𝗢𝗟𝗢 𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗔 𝗡𝗜𝗖𝗢𝗟𝗔 𝗙𝗨𝗟𝗟𝗜𝗡, 𝗠𝗘𝗠𝗕𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗠𝗨𝗡𝗜𝗖𝗜𝗣𝗔𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗗𝗜 𝗩𝗘𝗡...
08/10/2026

𝗥𝗜𝗖𝗘𝗩𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗘 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗛𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗨𝗡 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗘𝗦𝗦𝗔𝗡𝗧𝗘 𝗔𝗥𝗧𝗜𝗖𝗢𝗟𝗢 𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗔 𝗡𝗜𝗖𝗢𝗟𝗔 𝗙𝗨𝗟𝗟𝗜𝗡, 𝗠𝗘𝗠𝗕𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗠𝗨𝗡𝗜𝗖𝗜𝗣𝗔𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗗𝗜 𝗩𝗘𝗡𝗘𝗭𝗜𝗔, 𝗜𝗡 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗔 𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗥𝗧𝗜𝗖𝗢𝗟𝗢 𝗔𝗣𝗣𝗔𝗥𝗦𝗢 𝗦𝗨 𝗟𝗔 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗔 𝗩𝗘𝗡𝗘𝗭𝗜𝗔 𝗠𝗔𝗥𝗧𝗘𝗗𝗜’ 𝟲 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘

L’indice della Nuova Venezia fa acqua da tutte le parti
Proviamo a fare una cosa semplice: prendere i numeri pubblicati dalla Nuova Venezia e applicarli a dati verificabili.

Gli unici dati certi che abbiamo sono quelli ufficiali del Ministero delle Finanze sui redditi dichiarati e quelli del Comune di Venezia sul numero dei residenti. Da qui ricaviamo un reddito medio per residente e applichiamo gli indici pubblicati dal giornale.

Il risultato è piuttosto curioso.

Per il Lido Centro, con un indice di 9,8, l’abitazione presa implicitamente a riferimento vale circa 223 mila euro. A Malamocco, con indice 8,1, circa 185 mila euro.

A questo punto rivolgo volentieri un appello alla Nuova Venezia: se riesce a trovarmi una casa in centro al Lido a 223 mila euro, o meglio ancora a Malamocco a 185 mila, mi faccia sapere. Potrei essere seriamente interessato.

Meno entusiasmo, invece, per Cannaregio: con indice 19,5 il valore implicito della casa arriva a circa 529 mila euro. Se quello è il “bilocale” preso a riferimento, personalmente passo.

Ma va chiarita soprattutto una cosa: questo non è l’indice della Comunità europea. È l’indice pubblicato dalla Nuova Venezia sulla base di una simulazione. Il criterio europeo è molto più complesso: considera il reddito disponibile pro capite, un’abitazione di dimensione media, l’andamento nel tempo, domanda e offerta e altri parametri. Non basta prendere un prezzo, dividerlo per un reddito e assegnare un numero al quartiere.

Per questo sarebbe utile che la Nuova Venezia spiegasse esattamente quale casa abbia preso a riferimento in ogni zona, quanti metri quadrati abbia, quale prezzo sia stato utilizzato e quale definizione di reddito.

Perché, allo stato, quei numeri appaiono molto precisi nei decimali, ma assai meno precisi quando si prova a ricostruire da dove arrivino.

E se il modello ci dice contemporaneamente che in centro al Lido esiste una casa da 223 mila euro, a Malamocco una da 185 mila e a Cannaregio un bilocale da oltre mezzo milione, qualche domanda sulla metodologia è più che legittima.

Altrimenti il rischio è che, più che un indice europeo sullo stress abitativo, sembri un indice Nuova Venezia costruito con parametri scelti in modo un po’ troppo disinvolto.

Nicola Fullin

𝗚𝗟𝗜 𝗦𝗧𝗨𝗗𝗜 𝗗𝗜 𝗙𝗘𝗗𝗘𝗥𝗔𝗟𝗕𝗘𝗥𝗚𝗛𝗜… 𝗦𝗧𝗨𝗗𝗜: 𝗦𝗜 𝗙𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗗𝗜𝗥𝗘!In questi giorni stanno circolando diversi articoli sugli studi condot...
03/10/2026

𝗚𝗟𝗜 𝗦𝗧𝗨𝗗𝗜 𝗗𝗜 𝗙𝗘𝗗𝗘𝗥𝗔𝗟𝗕𝗘𝗥𝗚𝗛𝗜… 𝗦𝗧𝗨𝗗𝗜: 𝗦𝗜 𝗙𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗗𝗜𝗥𝗘!

In questi giorni stanno circolando diversi articoli sugli studi condotti da Federalberghi in merito alle locazioni brevi.

Persino una testata come Il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo su «questi studi» che, da quanto leggiamo, sembrano rappresentare la solita contronarrazione rispetto alla realtà dei numeri. Ma non addentriamoci troppo nella questione: lo abbiamo già fatto tante volte.

Nell’articolo c’è una frase davvero sbalorditiva, che recita:
«Ma il punto, dice Federalberghi, è che più di due terzi degli annunci (il 67,5%) “sono pubblicati da persone che amministrano più alloggi, con casi limite di soggetti che gestiscono più di 15 mila alloggi”, il che smentirebbe la tesi che gli affitti brevi servono a integrare i redditi bassi. “Non è vero”, sostiene l’associazione».

Ora, è davvero sorprendente leggere un ragionamento del genere. Ma lo è ancora di più se proviamo a capire quale sia la società che gestisce queste migliaia di appartamenti. Noi non l’abbiamo trovata!

Ma, al di là di questo, fa sorridere la tesi secondo cui questi dati smentirebbero il fatto che le locazioni brevi possano rappresentare una forma di integrazione di un reddito basso!

Punto 1. Le società di gestione sono tali proprio perché gestiscono immobili di terze persone, vale a dire proprietari che possiedono una seconda casa e non possono occuparsi personalmente della sua gestione. Cosa se ne deduce? A voi la risposta.

Punto 2. Gli stessi albergatori, legittimamente, qui a Venezia sono diventati gestori e proprietari di attività di locazione breve, aggirando, di fatto, la delibera blocca-alberghi.

Punto 3. Anche in altre città italiane, gli alberghi hanno ampliato la propria capacità ricettiva grazie all'utilizzo delle locazioni brevi.

Punto 4. Il caso Montedomini (Firenze, sindaca Funaro, PD, ricordate?), ma sarebbe più corretto parlare di scandalo, è emblematico di ciò che sta accadendo e di chi sta facendo pressione per mettere le mani sulle seconde case!

Punto 5. Venessia.com, una realtà tutta veneziana, pubblica un post sull'argomento come se non fosse a conoscenza di ciò che sta realmente accadendo!

Conclusione: prima di scrivere di studi condotti ad hoc, prima di affermare cose così lontane dalla realtà, sarebbe opportuno farsi qualche domanda e, soprattutto, darsi una risposta sincera.

23/09/2026

𝗔𝗙𝗙𝗢𝗥𝗗𝗔𝗕𝗟𝗘 𝗛𝗢𝗨𝗦𝗜𝗡𝗚 𝗔𝗖𝗧

Seguiamo Giorgio Spaziani Testa per i suoi puntuali commenti su un tema così determinante per il nostro Paese e ringraziamo il Governo per la posizione assunta al riguardo

𝗔𝗙𝗙𝗢𝗥𝗗𝗔𝗕𝗟𝗘 𝗛𝗢𝗨𝗦𝗜𝗡𝗚 𝗔𝗖𝗧, 𝗜𝗟 𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗢 𝗠𝗔𝗭𝗭𝗜 𝗛𝗔 𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔𝗧𝗢 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗠𝗔𝗧𝗧𝗜𝗡𝗔 𝗟𝗘 𝗔𝗦𝗦𝗢𝗖𝗜𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗟𝗢𝗖𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗕𝗥𝗘𝗩𝗜Si è svolto ...
16/09/2026

𝗔𝗙𝗙𝗢𝗥𝗗𝗔𝗕𝗟𝗘 𝗛𝗢𝗨𝗦𝗜𝗡𝗚 𝗔𝗖𝗧, 𝗜𝗟 𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗢 𝗠𝗔𝗭𝗭𝗜 𝗛𝗔 𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔𝗧𝗢 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗠𝗔𝗧𝗧𝗜𝗡𝗔 𝗟𝗘 𝗔𝗦𝗦𝗢𝗖𝗜𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗟𝗢𝗖𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗕𝗥𝗘𝗩𝗜

Si è svolto questa mattina il tavolo di confronto, convocato dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, con le associazioni rappresentative delle locazioni brevi per discutere insieme il contenuto dell’Affordable Housing Act, il tassello operativo del Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, varato a dicembre 2025 e presentato dalla Commissione europea il 9 settembre scorso.

Un tavolo di condivisione critica sui contenuti del documento e sulle possibili ripercussioni per i cittadini della Comunità europea. Lo stesso ministro Mazzi si è dichiarato contrario ai contenuti del documento.

Ringraziamo il ministro per l’invito, per aver aperto questo tavolo di confronto e per aver deciso di renderlo permanente.

𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗣𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢 Postiamo qui sotto il link all’articolo de Il Corriere della Sera, che spiega mo...
05/09/2026

𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗣𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢

Postiamo qui sotto il link all’articolo de Il Corriere della Sera, che spiega molto bene di cosa Dan Jørgensen, Commissario europeo per l'Energia e l'Edilizia abitativa, è riuscito a distruggere con la bozza nell’ Affordable Housinhìg Act: il disastro economico che toccherà milioni di cittadini dell’Unione Europea, un impatto negativo su turismo e bilancia dei pagamenti in barba agli investimenti fatti da milioni di famiglie, con la proliferazione del sommerso che invece di contrastare, viene alimentato proprio con queste improvvide manovre politiche che avvantaggiano solo la lobby degli albergatori, senza alcun concreto risultato di soluzione per residenti, residenzialità e il mercato immobiliare verrà distrutto, con ulteriori danni proprio al sistema Italia.

𝗨𝗡𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗕𝗜𝗦𝗢𝗚𝗡𝗔 𝗙𝗔𝗥𝗘, 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗢𝗟𝗔: leggi di tutela per locatori e locatari (proprietari e affittuari, così non ci si sbaglia), e lo stress abitativo svanisce in colpo d’occhi, ma tra politiche green sulla casa e limitazioni di ogni sorta al mercato immobiliare, l’impressione è che sia ben altro dietro!

https://www.corriere.it/economia/affitti/26_settembre_04/affitti-brevi-il-piano-ue-ecco-dove-i-comuni-potranno-imporre-lo-stop-a-locazioni-e-vendite-82832ae1-7864-4e63-9bc5-cf77480cdxlk.shtml?refresh_ce

La bozza dell’«Affordable Housing Act» apre a restrizioni sugli affitti turistici e sull’acquisto di seconde case nelle aree sotto stress abitativo. Esclusa la prima casa. Aigab: «A rischio milioni di posti letto»

Indirizzo

Dorsoduro 3488/u
Venice
30123

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