- Dal momento della sua creazione, il progetto che vede il “No Lost Land” in prima linea per la difesa degli esemplari più infelici della razza Terranova, ha avuto una costante e felice evoluzione. Se noi fondatori da un lato non possiamo che rattristarci nel constatare che l’aumento numerico e la notorietà del Terranova ha portato ad una considerevole crescita del fenomeno dell’abbandono e del ma
ltrattamento, dall’altra possiamo constatare con soddisfazione, e - perché no - con una punta di commozione, che gli sfortunati esemplari di cui il “No Lost Land” si é preso cura hanno potuto godere d’un destino assai più felice di quanto osassimo sperare all’inizio della nostra “avventura” di salvataggio in extremis.
- Da che l’attività del “No Lost Land” si è concretamente avviata - infatti
- e grazie soprattutto al coerente, generoso, pragmatico impegno di tutti i responsabili ed i simpatizzanti, questa istituzione è divenuta così nota nel mondo cinofilo da far sì che, non appena un cane di Terranova viene a trovarsi in
condizione d’abbandono in qualsiasi parte del territorio nazionale, subito la autorità preposte gliene danno avviso e subito la nostra organizzazione
si mette in moto, perfettamente in grado di affrontare ciascun caso e di provvedere alla sua risoluzione.
- Risultato, questo, che si deve al buon lavoro finora svolto da tutti, ma soprattutto all’impegno dei nostri Soci e dei Gruppi di Lavoro ai quali va un grazie speciale per l’attenta, sollecita e costante opera di collegamento con le pubbliche Istituzioni da un lato, dall’altro con il nucleo centrale dei preposti al programma
di recupero.