Carlo Viggiani

Carlo Viggiani Nasce e vive a Venaria Reale (TO),
Lavora nel campo della chimica ambientale presso Edison Regea.

Da anni attivo politicamente con Sinistra Civica, dove ha svolto il ruolo di referente. Si è candidato alle comunali del 2020, ottenendo 34 preferenze.

🛑 Anche su Facebook gli annunci di lavoro dovranno indicare lo stipendio! Da domani cambia tutto. 💶​Da domani, 7 giugno,...
06/06/2026

🛑 Anche su Facebook gli annunci di lavoro dovranno indicare lo stipendio! Da domani cambia tutto. 💶
​Da domani, 7 giugno, le nuove regole sulla trasparenza retributiva entrano in vigore, e segnano l'inizio di una vera e propria "operazione verità" sul nostro mercato del lavoro.
​Questa norma non è solo un fatto tecnico, ma ha il potere di smontare pezzo per pezzo la narrazione di chi ripete che "la gente non ha più voglia di lavorare". Mostrando le carte in tavola fin dal primo contatto, avremo finalmente un parametro inequivocabile: se un annuncio va costantemente deserto, sarà sotto gli occhi di tutti che il problema non è la mancanza di volontà, ma la proposta di standard salariali orari palesemente inadeguati, una dinamica che colpisce duramente soprattutto i settori dei servizi.
​Ma c'è un altro aspetto fondamentale: questa norma rappresenta un freno strutturale al lavoro nero e allo sfruttamento.
Costringere a pubblicare la cifra crea uno standard minimo percepito e toglie spazio vitale a chi pubblica annunci volutamente vaghi. Finisce l'era degli specchietti per le allodole, usati per attirare i candidati ai colloqui e poi tentare di imporre condizioni precarie o accordi "fuori busta" al ribasso.
​La trasparenza fa emergere la realtà alla luce del sole. I numeri scoperti ci danno una fotografia esatta di come viene trattato il lavoro oggi: è uno strumento d'azione potente, perché le istanze di chi lavora hanno bisogno di appoggiarsi su dati reali per essere poi trasformate in tutele e leggi concrete.
​Cosa ne pensate? Sarà la volta buona per cambiare registro? Parliamone nei commenti! 👇

🚨 Il Lavoro al Centro: Venaria Renda Chiara la sua Posizione 🚨​Venaria non è solo lo struscio, il turismo o le vetrine d...
02/06/2026

🚨 Il Lavoro al Centro: Venaria Renda Chiara la sua Posizione 🚨
​Venaria non è solo lo struscio, il turismo o le vetrine di viale Buridani. Venaria è fatta di quartieri periferici, di cittadini che faticano e di lavoratrici e lavoratori che oggi si trovano a dover difendere la propria dignità. Lo sciopero degli addetti Borello contro le imposizioni del colosso Unes ci impone di prendere una posizione netta. È arrivato il momento di fare vedere da che parte stiamo.
​✊ Un Appello alle Forze Progressiste
Non possiamo lasciare i dipendenti e le rappresentanze sindacali a combattere questa battaglia da soli. I sindacati sono una linea di difesa essenziale: organizzano i presidi, scioperano e contrattano fino all'ultimo millimetro. Ma la cruda realtà è che il sindacato non scrive le leggi.
​È indispensabile, e non più rimandabile, che le forze politiche progressiste cambino registro e si facciano carico di questa situazione, lavorando fianco a fianco con le parti sociali. Quando viene a mancare una rappresentanza partitica capace di raccogliere le istanze di chi lavora per tradurle in riforme e diritti, il mercato del lavoro diventa una giungla. Serve una convergenza reale attraverso:
​Supporto attivo: Presenza costante ai presidi e sostegno pubblico alle mobilitazioni.
​Azione istituzionale: Portare la voce di questi lavoratori (molti dei quali venariesi) dentro le istituzioni, dai consigli comunali e regionali fino al Parlamento.
​Visione politica strutturale: Creare un fronte unito contro le logiche di mero profitto della grande distribuzione, impedendo che fusioni milionarie generino dipendenti di "serie B" privati di ticket restaurant e diritti integrativi.
​Il nuovo punto vendita atteso in Piazza Michelangelo non può essere celebrato solo come un successo urbanistico per il quartiere Salvo D'Acquisto. Deve nascere e operare su basi di assoluta giustizia sociale ed equità contrattuale.
​Basta passerelle, servono fatti. Noi stiamo con chi lavora e difende i propri diritti.

Oggi celebriamo gli 80 anni dal primo voto alle donne, un traguardo storico fondamentale. Ma il diritto di voto doveva e...
02/06/2026

Oggi celebriamo gli 80 anni dal primo voto alle donne, un traguardo storico fondamentale. Ma il diritto di voto doveva essere un punto di partenza, non di arrivo. Guardandoci intorno, è evidente che c'è ancora molto, troppo da fare.
​La vera emancipazione non si ferma alle urne, ma passa per un profondo cambiamento culturale. Finché continueremo a pensare che la cura della casa e della famiglia sia un dovere esclusivamente femminile, la parità resterà solo sulla carta. Lava, stira, cucina, gestisci la scuola, incastra gli orari dello sport dei figli... è un carico materiale e mentale enorme. È logico che poi manchi il tempo materiale per tutto il resto. Come si può parlare di pari opportunità in queste condizioni?
​Non possiamo certo aspettarci che siano le visioni conservatrici a farsi artefici di questa rivoluzione culturale, scardinando uno status quo che a loro fa comodo.
​La vera forza del cambiamento risiede nelle giovani generazioni. Sono loro il nostro futuro, e per questo devono essere sostenute, incoraggiate e lasciate libere di costruire dinamiche nuove, basate su una condivisione reale. La Repubblica si costruisce ogni giorno, a partire dalla mentalità dentro le nostre case. 🇮🇹⚖️

🌹 "Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarn...
30/05/2026

🌹 "Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità."
​Oggi, 30 maggio, a 102 anni da questo coraggioso discorso pronunciato alla Camera, guardiamo a quello scranno che da pochi giorni porta finalmente il nome di Giacomo Matteotti. Una targa di ottone segna il luogo esatto da cui, sfidando continue interruzioni e minacce, denunciò le violenze fasciste e difese il libero Parlamento.
​Eppure, le immagini della cerimonia istituzionale ci consegnano una scena che fa riflettere: i banchi di Fratelli d'Italia rimasti semivuoti. Un'assenza parziale, ma politicamente rumorosa, nel momento in cui le massime istituzioni dovrebbero stringersi all'unanimità attorno ai valori fondanti della nostra Repubblica.
​Un'assenza che si inserisce in un clima generale preoccupante. Perché il dissenso lo si può soffocare in molti modi. Se ieri si usava la violenza fisica, oggi assistiamo a un lento, strisciante e costante tentativo di zittire e delegittimare chi alza la voce. Basta leggere i commenti carichi di insofferenza e denigrazione sotto i post che raccontano scioperi e manifestazioni per capire come si stia cercando di far passare per "disturbo" o "reato" quello che è un sacrosanto diritto democratico.
​Di fronte a questi banchi mezzi vuoti e a questo clima, crolla miseramente la retorica qualunquista del "sono tutti uguali".
​No, non sono tutti uguali. Non lo erano nel 1924, quando c'era chi usava la forza per zittire le opposizioni e chi, come Matteotti, ha scelto di difendere la libertà a costo della vita. E non lo sono oggi. C'è chi onora la nostra storia democratica e antifascista, e chi sceglie l'ambiguità, diserta i luoghi della memoria condivisa e coltiva l'insofferenza per chiunque non si allinei.
​Ricordare Matteotti davanti a quella targa non è solo un omaggio al passato, ma un monito per il presente: chi si volta dall'altra parte di fronte alla storia non è, e non sarà mai, uguale a chi la difende.

🏥 CASA DI COMUNITÀ: IL TRASFERIMENTO CHE NASCONDE IL FALLIMENTO (E I NODI IRRISOLTI)​La tanto sbandierata Casa di Comuni...
22/05/2026

🏥 CASA DI COMUNITÀ: IL TRASFERIMENTO CHE NASCONDE IL FALLIMENTO (E I NODI IRRISOLTI)
​La tanto sbandierata Casa di Comunità di Venaria Reale cambia sede ancor prima di nascere. Ai cittadini viene comunicato che gli sportelli di via Zanellato vengono "temporaneamente" spostati al Polo sanitario fino a settembre. Ma le persone meritano chiarezza, non l'ennesima soluzione tampone senza un cronoprogramma certo.
​E finalmente, verrebbe da dire, si parla di qualcosa che non sia solo viale Buridani!
​📌 La fine degli alibi
Dopo le inaugurazioni in p***a magna e le fotografie di rito del centrodestra, oggi regna l'assenza totale di certezze. E di fronte a questo pasticcio, l'amministrazione comunale resta in silenzio senza pretendere risposte da Regione e Asl To3. Viene spontaneo chiedersi: allora forse la comoda narrazione del "non è competenza mia" è improvvisamente cambiata?
​⚠️ IL VERO DATO POLITICO E IL PROBLEMA VIABILITÀ
Il disegno nascosto dietro questi continui rinvii è ormai chiaro: tutto andrà a finire al Polo sanitario.
Ma se la direzione era questa, l'ampliamento di via Don Sapino avrebbe dovuto avere la priorità assoluta per garantire un accesso dignitoso e funzionale a una struttura che dovrà assorbire tutto il carico. Invece, nessuna programmazione.
​Nel frattempo, stiamo assistendo a un pericoloso svuotamento del territorio:
​L'ospedale di piazza Annunziata ha già subito un cambio di destinazione d'uso, nella palese speranza che venga semplicemente venduto al miglior offerente.
​La struttura di via Silva rischia di fare la stessa identica fine, allungando così la triste lista degli edifici lasciati all'abbandono nel nostro centro storico.
​Quando viene a mancare un riferimento politico che porti avanti le reali istanze di chi lavora e vive la città, i risultati sono questi: zero visione, servizi smantellati pezzo per pezzo e lo scaricabarile come unico metodo di governo.
​Venaria Reale non può continuare a vivere di annunci. Abbiamo diritto a una viabilità adeguata e a servizi certi, vicini e funzionanti.

22/05/2026

Se ascoltiamo i palazzi della politica, va tutto a gonfie vele. Ci raccontano, sia a livello nazionale che cittadino, di una Venaria che non ha mai vissuto un tale benessere. Che questa è l'unica ricetta possibile.
​Ma i cittadini non hanno i paraocchi. La propaganda si ferma dove inizia la vita reale delle famiglie.
​La realtà che viviamo ogni giorno racconta un'altra storia:
🔴 Benzina e gasolio che hanno sfondato il tetto dei 2 euro.
🔴 Spesa quotidiana e beni di prima necessità quasi raddoppiati.
🔴 E il dato più doloroso: famiglie che oggi sono costrette a rinunciare alle cure.
​Politica non significa fare l'ordinaria amministrazione o vendere slogan. Politica significa scegliere le priorità e saper guardare in faccia la realtà.
​E allora parliamo di fatti concreti:
❌ Venaria aveva un ospedale, oggi non lo ha più.
❌ Il poliambulatorio è diventato quasi irraggiungibile per chi è più fragile.
❌ Strade fondamentali e attese dai quartieri, come via Don Sapino, continuano a essere ignorate.
​Di fronte a queste domande, l'unica risposta di chi governa sono i muri alzati, gli insulti o l'accusa di "rosicare". Chi non ha argomenti per confrontarsi, reagisce così.
​Diceva Don Milani che “niente è più ingiusto che fare parti uguali tra disuguali”. Venaria ha una storia operaia, una storia di dignità e di lavoro. Una buona amministrazione ha il dovere di essere equa e cosciente, di difendere i lavoratori dipendenti, i cassintegrati, i precari e chi fa più fatica.
​Il 24 e 25 maggio la parola passa finalmente agli elettori. Alziamo l'asticella. Scegliamo una città che rimetta al centro la sanità pubblica, l'equità sociale e i bisogni reali delle persone.
​Cambiamo rotta, insieme. 🗳️ Rose e spine si decidono adesso.

22/05/2026

✊ Il mio intervento alla serata "Lavoro, Sviluppo, Tutela e Diritti" a Venaria Reale.
​Sono nato a Venaria e ci vivo da cinquant’anni. Mio padre, con un solo stipendio da operaio, ha comprato casa per sé e per i suoi figli. Oggi, nel 2026, una realtà del genere sembra fantascienza. Ci siamo quasi rassegnati all'idea che i diritti basilari siano un’utopia.
​Nel mio intervento ho voluto smontare alcuni luoghi comuni e accendere un faro sulle emergenze reali del nostro territorio:
​🛑 Le sfide del lavoro, oggi:
​⚖️ Salario Minimo e Tutele: Com’è possibile che nel 2026 parliamo ancora di un salario minimo fermo a 9€ stabiliti nel 2018? Abbiamo bisogno di un sistema di rivalutazione automatica per dare dignità a tutti i lavoratori.
​🛡️ La sicurezza vera unisce il lavoro: Spesso la destra parla di sicurezza solo in termini di controllo. Per noi la vera sicurezza passa per la salute nei luoghi di lavoro e per il diritto di ricevere cure adeguate quando necessario. Venaria ha già pagato un prezzo troppo alto in termini di vittime (penso all'Ipcad di Ciriè o al Cinema Statuto).
​🚴 Riders e sfruttamento moderno: Il turismo a Venaria sta crescendo, ma porta con sé l’ombra del "lavoro grigio". I riders sono il simbolo di una flessibilità esasperata che diventa precarietà assoluta: corrono senza tutele, gestiti dagli algoritmi. Il profitto non può valere più della dignità umana.
​🤰 Il lavoro non ha genere (Art. 37): Dobbiamo promuovere una cultura della condivisione e della conciliazione, che non deleghi la cura alla sola madre ma che protegga la famiglia in tutte le sue forme, garantendo ai minori un futuro libero dallo sfruttamento.
​💬 Le istituzioni devono dare risposte concrete, non un semplice "arrangiati". Una forza progressista ha il dovere di non lasciare indietro nessuno, rendendo visibile ciò che oggi si vuole rendere invisibile.

❌ IL SILENZIO CHE CI UCCIDE: SE LA POLITICA RINUNCIA AL LAVORO, VENARIA REALE DIVENTA UN DORMITORIO 🚗📉​Mentre la Francia...
20/05/2026

❌ IL SILENZIO CHE CI UCCIDE: SE LA POLITICA RINUNCIA AL LAVORO, VENARIA REALE DIVENTA UN DORMITORIO 🚗📉
​Mentre la Francia festeggia l'accordo tra Stellantis e Dongfeng che porterà la produzione delle auto elettriche cinesi a Rennes, l'Italia assiste passiva all'ennesimo schiaffo industriale. Ma smettiamola di dare la colpa solo al destino o ai manager. La verità è il frutto di una scelta politica precisa.
​🇪🇺 In Europa si investe, in Italia si assiste
​C'è una differenza fondamentale tra noi e gli altri grandi Paesi europei, ed è tutta politica:
​Francia e Germania difendono i propri lavoratori e la propria sovranità industriale entrando direttamente con quote e partecipazione statale nei capitali dell'automotive.
​L'Italia ha scelto diversamente, preferendo restare a guardare da bordo campo.
​La responsabilità è comune, da destra a sinistra: per decenni la politica ha abdicato al proprio ruolo di guida, limitandosi a gestire l'ordinario senza una visione strategica di lungo periodo.
​E la colpa è anche un po' nostra. Ci siamo cullati nell'illusioni che la cassa integrazione potesse durare per sempre, anestetizzando la mobilitazione. Ma gli ammortizzatori sociali non creano futuro: coprono solo i dettagli di un lento, inesorabile declino.
​📊 I numeri del disastro (Senza contare l'impatto dell'IA)
​I dati degli ultimi vent'anni parlano chiaro e fotografano lo svuotamento del nostro patrimonio industriale, prima ancora che l'Intelligenza Artificiale arrivi a ridefinire l'intera filiera:
​La produzione auto in Italia è crollata dal picco storico di oltre 1,5 milioni di veicoli all'anno a una realtà che oggi fatica a superare i 400-500 mila veicoli.
​L'occupazione a Mirafiori è passata dagli oltre 50.000 operai e tecnici dei tempi d'oro a meno di 12.000 lavoratori effettivi oggi.
​Dietro questo crollo non ci sono solo fredde statistiche. Ci sono le piccole e medie imprese della componentistica dell'indotto torinese che chiudono i battenti, e ci sono centinaia di famiglie che perdono il proprio reddito.
​📍 L'impatto su Venaria: Il lavoro non è solo turismo
​Questo terremoto industriale arriva dritto al cuore di Venaria Reale. Non siamo un'isola felice.
​Politica non significa fare la manutenzione ordinaria o tappare le buche dell'asfalto. Politica significa avere una visione.
​Nel programma elettorale del centrodestra a Venaria, il concetto di "lavoro" sembra ridotto esclusivamente al commercio e al turismo, liquidando la crisi industriale con la scusa che "lo sviluppo economico e le crisi aziendali non sono di competenza del Comune".
​Non è così. Un'amministrazione locale ha il dovere di difendere il proprio tessuto sociale. Non si può accettare che Venaria si trasformi in un comune dormitorio o che viva solo di turismo stagionale e precario.
​Abbiamo bisogno di lavoro stabile, di difendere le tutele di chi già opera nell'indotto e di creare opportunità reali per i nostri figli, affinché non debbano emigrare per trovare un'occupazione dignitosa. Se la politica locale rinuncia a lottare per il lavoro produttivo, si dichiara sconfitta in partenza. È il momento di alzare la testa e pretendere una visione diversa.
​💬 Cosa ne pensi? Può una città come Venaria sopravvivere rinunciando a difendere il lavoro industriale e il suo indotto? Scrivi la tua opinione nei commenti.

Indirizzo

Venaria Reale
10078

Sito Web

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