Carlo Viggiani

Indicazioni

Carlo Viggiani Nasce e vive a Venaria Reale (TO),
Lavora nel campo della chimica ambientale presso Edison Regea.

Da anni attivo politicamente con Sinistra Civica, dove ha svolto il ruolo di referente. Si è candidato alle comunali del 2020, ottenendo 34 preferenze.

10/07/2026

Seveso, 1976: Il Ricatto Inaccettabile tra Salute e Produzione
Esattamente 50 anni fa, il 10 luglio 1976, il cielo della Brianza si riempì di un veleno silenzioso. Il disastro dell'ICMESA non è solo un capitolo buio della nostra storia; è una tragedia che, ancora oggi, continua a presentare il conto.
I numeri a lungo termine tracciano un quadro spietato. Gli studi epidemiologici, condotti per decenni sui residenti esposti alla diossina TCDD, hanno confermato conseguenze sanitarie persistenti: un eccesso di mortalità per neoplasie del tessuto linfatico ed emopoietico (come leucemie, mielomi e linfomi) e un marcato aumento dei decessi per malattie cardiovascolari nel primo decennio successivo all'incidente. Tra le donne residenti nelle aree contaminate, si è registrato anche un incremento della mortalità per diabete. Fatto ancora più inquietante, l'esposizione ha alterato persino la genetica delle generazioni successive, provocando un'anomalia nel rapporto tra i sessi alla nascita, con un numero significativamente maggiore di figlie femmine nate da padri esposti alla nube tossica. A questo si sommano le cicatrici incancellabili dei quasi 200 casi accertati di cloracne, che sfigurarono in gran parte i bambini nei giorni immediatamente successivi all'esplosione.
Tutto questo ci sbatte in faccia le enormi responsabilità che un territorio si assume quando accoglie insediamenti industriali ad altissimo rischio. L'Italia, purtroppo, conosce fin troppo bene questo macabro ricatto. Pensiamo all'Eternit di Casale Monferrato: la produzione è finita, lo stabilimento è chiuso, eppure il territorio e le famiglie continuano ancora oggi, decennio dopo decennio, a pagare un tributo di sangue devastante a causa dell'amianto.
Oggi, nel 2026, commemoriamo Seveso non solo per guardare al passato, ma per guardare a un presente che continua a sanguinare. Le tragedie legate al lavoro e alla produzione non sono un retaggio del Novecento. I dati confermano che ancora oggi continuiamo a registrare stragi inaccettabili: nel 2025 i casi mortali complessivi sul lavoro in Italia sono stati 1.093. Oltre 1.000 persone all'anno continuano a morire, pagando il prezzo più estremo.
Nessuna comunità e nessun lavoratore dovrebbe mai trovarsi nella condizione di dover scegliere tra il diritto al lavoro e il diritto alla vita. Serve una politica strutturale e intransigente, capace di imporre controlli ferrei, perché il lavoro deve dare dignità e benessere, non togliere il respiro.

🏫 CHIUSURA SCUOLE "A. GRAMSCI": LA CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATAIl Comune di Venaria Reale ha approvato la chiusura de...
10/07/2026

🏫 CHIUSURA SCUOLE "A. GRAMSCI": LA CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA
Il Comune di Venaria Reale ha approvato la chiusura definitiva delle scuole dell'infanzia e primaria "Antonio Gramsci" situate in via Motrassino n. 10.
La decisione è stata formalizzata con la Delibera di Giunta Comunale N. 138 del 02/07/2026. La soppressione dei due plessi sarà effettiva a partire dall'inizio dell'anno scolastico 2027/2028.
Ecco i dettagli del provvedimento approvato dalla Giunta:
* Le motivazioni: Il documento ufficiale cita un "trend demografico in costante flessione negativa" con un numero di iscritti non sufficiente a garantire classi autonome. La chiusura viene inoltre motivata con la necessità di ottimizzare le risorse di edilizia scolastica e razionalizzare i costi di gestione degli immobili comunali.
* L'accorpamento degli alunni: A partire dall'anno scolastico 2027/2028, la classe della scuola primaria "Gramsci" sarà accorpata alla scuola primaria "Rigola", al fine di garantire la continuità del servizio scolastico.
* Il futuro dell'edificio: L'immobile di via Motrassino resterà parzialmente funzionante per ospitare le aule concesse in uso alla Città Metropolitana di Torino a servizio del Liceo statale "F. Juvarra", con una concessione valida fino alla conclusione dell'anno scolastico 2028/2029. Si evidenzia inoltre che l'edificio presenta parti danneggiate che necessiterebbero di ulteriori interventi di ristrutturazione.
* Le scuole dell'infanzia limitrofe: Per quanto riguarda i minori nella fascia 3-6 anni, il documento precisa che nel quartiere di Altessano e in quelli limitrofi resteranno attive le scuole dell'infanzia "H.C. Andersen", "W. Disney" e "G. Rodari".
LE RESPONSABILITÀ E IL RISCHIO EFFETTO DOMINO
Le colpe di questa situazione non sono certamente attribuibili al Sindaco: la denatalità e la crisi sono dinamiche ampie. Ma non possiamo nemmeno pensare che questa chiusura sia una sorpresa: è, a tutti gli effetti, la cronaca di una morte annunciata. I cali di iscritti e le necessità strutturali erano noti da tempo.
Tuttavia, ognuno deve fare la sua parte. Un'Amministrazione ha il dovere di attuare politiche attive prima che i plessi si svuotino. Attenzione a leggere questa notizia come un fatto isolato, perché il rischio di un effetto domino è reale. Se non si interviene immediatamente con scelte politiche ben precise per tutelare i servizi, l'edilizia residenziale e il nostro territorio, il destino è già delineato. Senza un cambio di rotta, istituti come la scuola De Amicis potrebbero presto rischiare di fare la stessa fine.

⚠️ Attenzione: se preferisci continuare a vivere nell'illusione, fermati qui e scorri oltre. Non leggere questo post. La...
10/07/2026

⚠️ Attenzione: se preferisci continuare a vivere nell'illusione, fermati qui e scorri oltre. Non leggere questo post. La verità fa male e potrebbe rovinarti la giornata. ⚠️

Sei ancora qui? Bene. Allora sveglia.
Quello che leggi sui social non è reale. Sei convinto di discutere con persone vere? Ti sbagli di grosso.
Buona parte dei commenti, delle tendenze e dei post più virali è creata da bot e troll. Profili fantasma pilotati da algoritmi per un solo scopo: manipolare la tua mente, polarizzare le tue idee e farti credere che il mondo sia un posto disperato.
Ci vogliono isolati, arrabbiati e rassegnati. Ma questo è, appunto, Il Grande Bluff. Un immenso castello di carte.
I social sono finzione. Un teatro dell'assurdo progettato unicamente per rubare la tua attenzione. La verità è che il mondo non si cambia con un "clic" dal divano. Il futuro non si costruisce indignandosi sotto un post o firmando una petizione online che nessuno leggerà mai.
Non arrenderti al loro gioco. Un mondo migliore esiste, ma è fuori da questo schermo.
La storia si scrive guardandosi negli occhi. La realtà si cambia nelle piazze, con i corpi, con le voci, con la presenza reale e il confronto autentico.
Riprenditi la tua mente. Esci.
Condividi questo messaggio... solo se sei umano.
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🛑 Anche su Facebook gli annunci di lavoro dovranno indicare lo stipendio! Da domani cambia tutto. 💶​Da domani, 7 giugno,...
06/06/2026

🛑 Anche su Facebook gli annunci di lavoro dovranno indicare lo stipendio! Da domani cambia tutto. 💶
​Da domani, 7 giugno, le nuove regole sulla trasparenza retributiva entrano in vigore, e segnano l'inizio di una vera e propria "operazione verità" sul nostro mercato del lavoro.
​Questa norma non è solo un fatto tecnico, ma ha il potere di smontare pezzo per pezzo la narrazione di chi ripete che "la gente non ha più voglia di lavorare". Mostrando le carte in tavola fin dal primo contatto, avremo finalmente un parametro inequivocabile: se un annuncio va costantemente deserto, sarà sotto gli occhi di tutti che il problema non è la mancanza di volontà, ma la proposta di standard salariali orari palesemente inadeguati, una dinamica che colpisce duramente soprattutto i settori dei servizi.
​Ma c'è un altro aspetto fondamentale: questa norma rappresenta un freno strutturale al lavoro nero e allo sfruttamento.
Costringere a pubblicare la cifra crea uno standard minimo percepito e toglie spazio vitale a chi pubblica annunci volutamente vaghi. Finisce l'era degli specchietti per le allodole, usati per attirare i candidati ai colloqui e poi tentare di imporre condizioni precarie o accordi "fuori busta" al ribasso.
​La trasparenza fa emergere la realtà alla luce del sole. I numeri scoperti ci danno una fotografia esatta di come viene trattato il lavoro oggi: è uno strumento d'azione potente, perché le istanze di chi lavora hanno bisogno di appoggiarsi su dati reali per essere poi trasformate in tutele e leggi concrete.
​Cosa ne pensate? Sarà la volta buona per cambiare registro? Parliamone nei commenti! 👇
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🚨 Il Lavoro al Centro: Venaria Renda Chiara la sua Posizione 🚨​Venaria non è solo lo struscio, il turismo o le vetrine d...
02/06/2026

🚨 Il Lavoro al Centro: Venaria Renda Chiara la sua Posizione 🚨
​Venaria non è solo lo struscio, il turismo o le vetrine di viale Buridani. Venaria è fatta di quartieri periferici, di cittadini che faticano e di lavoratrici e lavoratori che oggi si trovano a dover difendere la propria dignità. Lo sciopero degli addetti Borello contro le imposizioni del colosso Unes ci impone di prendere una posizione netta. È arrivato il momento di fare vedere da che parte stiamo.
​✊ Un Appello alle Forze Progressiste
Non possiamo lasciare i dipendenti e le rappresentanze sindacali a combattere questa battaglia da soli. I sindacati sono una linea di difesa essenziale: organizzano i presidi, scioperano e contrattano fino all'ultimo millimetro. Ma la cruda realtà è che il sindacato non scrive le leggi.
​È indispensabile, e non più rimandabile, che le forze politiche progressiste cambino registro e si facciano carico di questa situazione, lavorando fianco a fianco con le parti sociali. Quando viene a mancare una rappresentanza partitica capace di raccogliere le istanze di chi lavora per tradurle in riforme e diritti, il mercato del lavoro diventa una giungla. Serve una convergenza reale attraverso:
​Supporto attivo: Presenza costante ai presidi e sostegno pubblico alle mobilitazioni.
​Azione istituzionale: Portare la voce di questi lavoratori (molti dei quali venariesi) dentro le istituzioni, dai consigli comunali e regionali fino al Parlamento.
​Visione politica strutturale: Creare un fronte unito contro le logiche di mero profitto della grande distribuzione, impedendo che fusioni milionarie generino dipendenti di "serie B" privati di ticket restaurant e diritti integrativi.
​Il nuovo punto vendita atteso in Piazza Michelangelo non può essere celebrato solo come un successo urbanistico per il quartiere Salvo D'Acquisto. Deve nascere e operare su basi di assoluta giustizia sociale ed equità contrattuale.
​Basta passerelle, servono fatti. Noi stiamo con chi lavora e difende i propri diritti.
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Oggi celebriamo gli 80 anni dal primo voto alle donne, un traguardo storico fondamentale. Ma il diritto di voto doveva e...
02/06/2026

Oggi celebriamo gli 80 anni dal primo voto alle donne, un traguardo storico fondamentale. Ma il diritto di voto doveva essere un punto di partenza, non di arrivo. Guardandoci intorno, è evidente che c'è ancora molto, troppo da fare.
​La vera emancipazione non si ferma alle urne, ma passa per un profondo cambiamento culturale. Finché continueremo a pensare che la cura della casa e della famiglia sia un dovere esclusivamente femminile, la parità resterà solo sulla carta. Lava, stira, cucina, gestisci la scuola, incastra gli orari dello sport dei figli... è un carico materiale e mentale enorme. È logico che poi manchi il tempo materiale per tutto il resto. Come si può parlare di pari opportunità in queste condizioni?
​Non possiamo certo aspettarci che siano le visioni conservatrici a farsi artefici di questa rivoluzione culturale, scardinando uno status quo che a loro fa comodo.
​La vera forza del cambiamento risiede nelle giovani generazioni. Sono loro il nostro futuro, e per questo devono essere sostenute, incoraggiate e lasciate libere di costruire dinamiche nuove, basate su una condivisione reale. La Repubblica si costruisce ogni giorno, a partire dalla mentalità dentro le nostre case. 🇮🇹⚖️
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🌹 "Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarn...
30/05/2026

🌹 "Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità."
​Oggi, 30 maggio, a 102 anni da questo coraggioso discorso pronunciato alla Camera, guardiamo a quello scranno che da pochi giorni porta finalmente il nome di Giacomo Matteotti. Una targa di ottone segna il luogo esatto da cui, sfidando continue interruzioni e minacce, denunciò le violenze fasciste e difese il libero Parlamento.
​Eppure, le immagini della cerimonia istituzionale ci consegnano una scena che fa riflettere: i banchi di Fratelli d'Italia rimasti semivuoti. Un'assenza parziale, ma politicamente rumorosa, nel momento in cui le massime istituzioni dovrebbero stringersi all'unanimità attorno ai valori fondanti della nostra Repubblica.
​Un'assenza che si inserisce in un clima generale preoccupante. Perché il dissenso lo si può soffocare in molti modi. Se ieri si usava la violenza fisica, oggi assistiamo a un lento, strisciante e costante tentativo di zittire e delegittimare chi alza la voce. Basta leggere i commenti carichi di insofferenza e denigrazione sotto i post che raccontano scioperi e manifestazioni per capire come si stia cercando di far passare per "disturbo" o "reato" quello che è un sacrosanto diritto democratico.
​Di fronte a questi banchi mezzi vuoti e a questo clima, crolla miseramente la retorica qualunquista del "sono tutti uguali".
​No, non sono tutti uguali. Non lo erano nel 1924, quando c'era chi usava la forza per zittire le opposizioni e chi, come Matteotti, ha scelto di difendere la libertà a costo della vita. E non lo sono oggi. C'è chi onora la nostra storia democratica e antifascista, e chi sceglie l'ambiguità, diserta i luoghi della memoria condivisa e coltiva l'insofferenza per chiunque non si allinei.
​Ricordare Matteotti davanti a quella targa non è solo un omaggio al passato, ma un monito per il presente: chi si volta dall'altra parte di fronte alla storia non è, e non sarà mai, uguale a chi la difende.
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🏥 CASA DI COMUNITÀ: IL TRASFERIMENTO CHE NASCONDE IL FALLIMENTO (E I NODI IRRISOLTI)​La tanto sbandierata Casa di Comuni...
22/05/2026

🏥 CASA DI COMUNITÀ: IL TRASFERIMENTO CHE NASCONDE IL FALLIMENTO (E I NODI IRRISOLTI)
​La tanto sbandierata Casa di Comunità di Venaria Reale cambia sede ancor prima di nascere. Ai cittadini viene comunicato che gli sportelli di via Zanellato vengono "temporaneamente" spostati al Polo sanitario fino a settembre. Ma le persone meritano chiarezza, non l'ennesima soluzione tampone senza un cronoprogramma certo.
​E finalmente, verrebbe da dire, si parla di qualcosa che non sia solo viale Buridani!
​📌 La fine degli alibi
Dopo le inaugurazioni in p***a magna e le fotografie di rito del centrodestra, oggi regna l'assenza totale di certezze. E di fronte a questo pasticcio, l'amministrazione comunale resta in silenzio senza pretendere risposte da Regione e Asl To3. Viene spontaneo chiedersi: allora forse la comoda narrazione del "non è competenza mia" è improvvisamente cambiata?
​⚠️ IL VERO DATO POLITICO E IL PROBLEMA VIABILITÀ
Il disegno nascosto dietro questi continui rinvii è ormai chiaro: tutto andrà a finire al Polo sanitario.
Ma se la direzione era questa, l'ampliamento di via Don Sapino avrebbe dovuto avere la priorità assoluta per garantire un accesso dignitoso e funzionale a una struttura che dovrà assorbire tutto il carico. Invece, nessuna programmazione.
​Nel frattempo, stiamo assistendo a un pericoloso svuotamento del territorio:
​L'ospedale di piazza Annunziata ha già subito un cambio di destinazione d'uso, nella palese speranza che venga semplicemente venduto al miglior offerente.
​La struttura di via Silva rischia di fare la stessa identica fine, allungando così la triste lista degli edifici lasciati all'abbandono nel nostro centro storico.
​Quando viene a mancare un riferimento politico che porti avanti le reali istanze di chi lavora e vive la città, i risultati sono questi: zero visione, servizi smantellati pezzo per pezzo e lo scaricabarile come unico metodo di governo.
​Venaria Reale non può continuare a vivere di annunci. Abbiamo diritto a una viabilità adeguata e a servizi certi, vicini e funzionanti.
​

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Venaria Reale
10078

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