09/06/2026
🔥 Eccoci tornati con un nuovo appuntamento del nostro format “Sputo Fatti”.
Parliamo di gestione delle risorse idriche o di un sistema che fa acqua da tutte le parti? 💧 Per il nostro appuntamento dedicato all’emergenza idrica nei Castelli Romani, analizziamo i dati preoccupanti e i paradossi gestionali che minacciano il nostro territorio. Sì, perché tra fondi PNRR al palo e nuovi progetti energivori, la situazione è a dir poco critica.
📊 I numeri non mentono: l’Italia ha ottenuto 194,4 miliardi dal PNRR, ma l’ammontare dei progetti avviati è di soli 167,5 miliardi, lasciando 30 miliardi inutilizzati. Per quanto riguarda le infrastrutture idriche, la spesa effettiva per la riduzione delle perdite è al palo: risulta speso solo il 48,6% delle risorse disponibili. Il 61,3% degli investimenti in infrastrutture primarie è ancora da spendere. E la scadenza per la rendicontazione dei progetti è fissata per il secondo trimestre del 2026. A che punto siamo davvero? 📄
🚫 Le priorità (sbagliate): Mentre le nostre condotte storiche continuano a perdere acqua in modo massiccio, ACEA e il Comune di Roma continuano a perseverare nello sfruttamento intensivo delle risorse già compromesse delle falde e dei laghi. Si fa passare questa gestione come a tutela degli interessi locali, ma la realtà è che si cerca acqua per far funzionare progetti come il nuovo inceneritore, il cui fabbisogno idrico sarà imponente (per confronto, il termovalorizzatore di Brescia consuma 770.000 metri cubi di acqua all’anno). Ma era davvero questa la priorità per il nostro territorio?🤷🏻♀️
Toppe anziché soluzioni: I pochi cantieri visibili sono toppe temporanee, spesso eseguite in modo approssimativo (basti guardare alle riparazioni a Frascati e in via della Caranella a Velletri), che portano a nuovi interventi continui nello stesso punto senza mai risolvere le perdite in modo definitivo. Un quadro confuso e contraddittorio che non offre nessuna prospettiva di aumento dei flussi idrici a breve per la zona.
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