ACM Vasto

Indicazioni

ACM Vasto Associazione di Competenze Multidisciplinari L’A.C.M. Lgs. n° 81/2008);
· Couseling;
· Coaching. (Toyota Production System);
· T.P.M.

(Associazione di Competenze Multidisciplinari) nasce con l’obiettivo di fornire alle aziende servizi specialistici e qualificati per rispondere alle crescenti esigenze del mercato e dei suoi clienti attraverso strumenti organizzativi di conoscenza, innovazione ed esperienza orientati alla creazione di valore per il sistema di riferimento. attraverso la propria organizzazione, caratterizzata da una molteplicità di esperienze, ampiezza e varietà di offerte, aggiorna continuamente le proprie conoscenze al fine di sviluppare nuove idee per affrontare con successo il cambiamento repentino delle necessità e dei bisogni del mercato di riferimento. opera con committenze diversificate per dimensione e settore di attività, fornendo un valido supporto nella gestione del cambiamento e nel superamento delle criticità, contribuendo così alla creazione di competitività e valore d’impresa.

- Le competenze di ACM -

FORMAZIONE/CONSULENZA PER LO SVILUPPO
Gestione per lo sviluppo delle risorse e dell’organizzazione:
· Valutazione delle prestazioni e competenze;
· Attivazione e gestione di gruppi di empowered;
· Bilancio delle competenze;
· Studi e piani di sviluppo carriera;
· Studi e sistemi premianti in base alle performance e agli obiettivi aziendali;
· Stress da lavoro correlato (D. Somministrazione e assistenza nell’utilizzo di:
· Test psico/attitudinali e di personalità;
· Colloqui individuali e di gruppo;
· Assessment Center. CONSULENZA ORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE
· Check up aziendale;
· Lean Manufacturing;
· Lean Production;
· Lean Thinking;
· Lean Operation;
· Tecniche di Metodi e Tempi;
· Project Management;
· T.P.S. (Total Productive Maintenance);
· Supply Chain;
· Riorganizzazione dei processi aziendali;
· World Class Manufacturing. CONSULENZA DIREZIONALE
Strategie
· Pianificazione strategica e studi di fattibilità;
· Analisi e valutazione degli investimenti;
· Contabilità analitica ed industriale;
· Accordi commerciali e partnership. Operatività Aziendale
· Sistemi di qualità per la certificazione:
· Sistemi di gestione ambientale:
· Sistemi di gestione della sicurezza:
· Energy Management;
· Miglioramento dell’organizzazione aziendale;
· Analisi e controllo dei costi;
· Il controllo di gestione;
· Marcature CE - Tracciabilità prodotto - ISO/TS 16949.

Ci sono mostre che si visitano e altre che, una volta usciti dalla sala, continuano ad accompagnarci. Quella di MIRTA MA...
19/09/2026

Ci sono mostre che si visitano e altre che, una volta usciti dalla sala, continuano ad accompagnarci. Quella di MIRTA MARANCA, ospitata nella Sala “R. Bontempo” di Palazzo d’Avalos dal 13 al 20 settembre 2026, appartiene certamente a questa seconda categoria.

Domani, 20 settembre, cala il sipario su un’esposizione che in questi giorni ha richiamato una buona presenza di pubblico, suscitando interesse e apprezzamento per le opere delle artiste presenti. Per Mirta Maranca, tuttavia, questa mostra ha assunto anche un significato più intimo e personale.

Nel suo percorso artistico trova infatti spazio il ricordo della madre, Diana Varanese, oggi scomparsa. Una presenza che non è più fisica, ma che continua a vivere nella memoria, negli affetti e in quella particolare sensibilità che l’artista riesce a trasferire nelle proprie opere.

L’arte diventa così un ponte tra ciò che è stato e ciò che continua a essere. Un linguaggio capace di custodire un affetto, dare forma ai ricordi e trasformare il dolore dell’assenza in qualcosa che può essere condiviso e arrivare agli altri.

È forse proprio questa capacità di comunicare emozioni uno degli aspetti che più hanno colpito il pubblico. I visitatori hanno potuto soffermarsi davanti a opere capaci di raccontare, attraverso linguaggi e sensibilità differenti, mondi personali che finiscono per incontrare sentimenti universali: l’amore, la memoria, l’assenza, il tempo e il bisogno di conservare ciò che ci è caro.

La Sala “R. Bontempo” di Palazzo d’Avalos ha fatto da cornice a questo incontro tra arte, memoria e pubblico, confermando ancora una volta quanto le iniziative culturali possano trasformarsi in autentici momenti di condivisione e partecipazione.

Alla vigilia della conclusione della mostra, l’ACM, organizzatrice dell’evento, ha voluto rivolgere a Mirta Maranca un sentito ringraziamento per aver offerto al pubblico non soltanto le proprie opere, ma anche una parte del proprio mondo interiore.

«Grazie Mirta per la bellezza delle tue opere, per le emozioni che hai saputo trasmettere e per aver condiviso con noi il tuo mondo artistico. Ti aspettiamo alla prossima mostra», è il messaggio dell’ACM.

L’augurio è dunque quello di ritrovare presto Mirta in una nuova esposizione: con nuove opere, nuove emozioni e nuove storie da raccontare, ma con la stessa sensibilità che ha accompagnato questa esperienza a Palazzo d’Avalos.

Perché il valore dell’arte non si misura soltanto attraverso gli occhi di chi la osserva, ma anche in ciò che riesce a lasciare nell’animo di chi guarda. E quando un’opera riesce a trasformare un ricordo in emozione, quel ricordo trova un altro modo per continuare a vivere.

📸 Foto di Carlo Ciancio che ringraziamo per la condivisione.

📌 Palazzo d’Avalos, p.zza Lucio Valerio Pudente 5, Vasto (CH)

Ci sono legami che nemmeno il tempo riesce a spezzare. E quando le parole non bastano più a raccontarli, può essere l’ar...
13/09/2026

Ci sono legami che nemmeno il tempo riesce a spezzare. E quando le parole non bastano più a raccontarli, può essere l’arte a continuare a parlare.

È questo il significato più profondo di “Talis Mater… Due anime, la stessa luce”, la mostra che, dal 13 al 21 settembre 2026, sarà ospitata nella suggestiva Sala “R. Bontempo” di Palazzo d’Avalos, a Vasto, e che riunirà le opere di MIRTA MARANCA e di sua madre, DIANA VARANESE.

Un’esposizione fortemente voluta da Mirta per ricordare la madre, scomparsa poco meno di un anno fa. Ma, forse ancora di più, per continuare a sentirla vicina.

Non è un passaggio di testimone artistico. Non è una successione.
È un dialogo.

Diana e Mirta sono due artiste diverse, ciascuna con il proprio percorso, il proprio linguaggio e la propria sensibilità. Eppure, tra i loro mondi, corre un filo profondo: l’amore per la pittura che Diana ha trasmesso alla figlia, insieme alla cura della tecnica, all’attenzione per i soggetti e, soprattutto, a un modo particolare di guardare il mondo, cercandone la bellezza anche nelle cose più semplici.

Mirta ha seguito negli anni la propria strada, diventando la “pittrice-pellegrina” che attraverso colori, figure, danze e paesaggi racconta il mondo, la memoria e le emozioni.

Ma gli insegnamenti di sua madre sono rimasti dentro di lei.

Come restano dentro di noi le cose davvero importanti.

🎨 Diana amava dipingere paesaggi, figure femminili, soggetti sacri e ballerine. Ma amava soprattutto i luoghi della memoria, a cominciare da Campolieto, il paese della sua infanzia.

Da bambina lo osservava affacciata al balcone della casa dei nonni. Da quello sguardo, rimasto vivo negli anni, è nato Dal balcone, il libro nel quale ha raccolto e raccontato i ricordi della propria infanzia. Fu Mirta a incoraggiarla a portarlo a termine, perché quelle immagini, quelle storie e quelle emozioni non andassero perdute.

Ed è proprio a Campolieto che, anni dopo, memoria e pittura si sono incontrate ancora una volta.

Mirta ha fotografato i ruderi delle vecchie case, i muri segnati dal tempo che sembravano custodire ancora voci, vite e storie. Poi ha portato quelle immagini sulla tela.

Attraverso il colore, quelle case sono tornate a vivere.

E forse è racchiuso proprio in questo gesto il senso più intimo della mostra.

Perché Mirta non dipinge soltanto un luogo.

Dipinge la memoria di sua madre.

🖌️ A Palazzo d’Avalos si incontreranno così due mondi artistici distinti.

Due mani, due sensibilità, due stagioni della vita.

Eppure, una stessa luce.

È la luce che Diana ha acceso con la sua passione per l’arte e che Mirta, nel corso del proprio cammino, ha custodito e trasformato in qualcosa di nuovo, autentico e profondamente personale.

Per questo “Talis Mater… Due anime, la stessa luce” non racconta soltanto la storia di una madre e di una figlia.

Racconta qualcosa di più universale: ciò che una madre può lasciare dentro una figlia, a volte senza nemmeno saperlo. Un modo di guardare. Di sentire. Di riconoscere la bellezza. E di continuare a cercarla.

Diana oggi non è più accanto a Mirta.

Ma sarà nelle sue tele.
Nei ricordi.
Nei colori.
In quello sguardo che continua a posarsi sul mondo cercando, come un tempo, qualcosa da trasformare in pittura.

E così, dal 13 al 21 settembre, nella Sala “R. Bontempo” di Palazzo d’Avalos, madre e figlia torneranno idealmente a incontrarsi.

Non nel segno di un’eredità artistica da raccogliere, ma di un amore che continua a vivere e a trasformarsi.

Perché alcune persone non se ne vanno davvero.

Restano nella luce che hanno acceso dentro di noi.

📌 Palazzo d’Avalos, p.zza Lucio Valerio Pudente 5, Vasto (CH)

La Luna torna al centro della scena internazionale e, con essa, si riapre una partita che va ben oltre la dimensione sci...
07/09/2026

La Luna torna al centro della scena internazionale e, con essa, si riapre una partita che va ben oltre la dimensione scientifica e tecnologica, coinvolgendo interessi economici, strategie geopolitiche e nuovi equilibri tra le grandi potenze. È stato questo il filo conduttore dell’incontro “La nuova corsa alla Luna e la geopolitica dello Spazio”, promosso dall’ACM con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo della Città del Vasto e ospitato nella Sala Pinacoteca di Palazzo d’Avalos.

Una serata dedicata all’astrofisica e alle nuove frontiere dell’esplorazione spaziale, ma soprattutto un’occasione per interrogarsi su ciò che il ritorno dell’uomo sulla Luna potrà significare per il nostro futuro. A dialogare con il pubblico sono stati esponenti del mondo della divulgazione scientifica, della tecnologia e della fotografia astronomica, chiamati a raccontare, ciascuno dalla propria prospettiva, una nuova stagione della conquista dello spazio.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti del presidente dell’ACM, Carlo Viggiano, seguiti da quelli istituzionali dell’assessore Nicola Della Gatta, che ha sottolineato l’importanza di portare nel dibattito culturale temi di grande attualità scientifica e tecnologica, affrontando questioni complesse come l’astrofisica e l’Intelligenza Artificiale con rigore e capacità divulgativa.

Il primo intervento è stato affidato a Patrizia Caraveo, che ha concentrato la propria relazione sul ritorno alla Luna e sulle conseguenze che questa nuova stagione dell’esplorazione spaziale potrebbe determinare sul piano internazionale. Il nostro satellite, infatti, non rappresenta più soltanto il traguardo di una sfida scientifica: attorno alla Luna si stanno ridefinendo interessi strategici, ambizioni economiche e rapporti di forza tra le grandi potenze.

Un tema che ha trovato un interessante contrappunto nell’intervento di Emilio Cozzi. Il dialogo tra i due relatori, attraverso un’alternanza di prospettive e interpretazioni, ha reso particolarmente vivace il confronto, offrendo al pubblico diverse chiavi di lettura per comprendere scenari, opportunità e interrogativi legati alla nuova corsa allo spazio.

Dalla geopolitica alla tecnologia, il passo è stato naturale. Alberto Baccari ha approfondito il ruolo che l’Intelligenza Artificiale potrà assumere nelle prossime missioni lunari, spostando lo sguardo dal presente alle modalità con cui potranno essere progettate, organizzate e gestite le missioni del futuro. Un settore nel quale l’IA è destinata ad avere un peso sempre maggiore, ampliando le capacità operative e aprendo prospettive fino a pochi anni fa difficili da immaginare.

La serata ha quindi cambiato prospettiva, passando dalla ricerca scientifica alla fotografia e all’osservazione dei fenomeni naturali. Attraverso una sequenza di immagini di grande suggestione, Filippo Thiery ha accompagnato il pubblico alla scoperta di eclissi, aurore, fenomeni atmosferici e grandi eventi naturali, mostrando quanto l’osservazione del cielo possa diventare uno strumento per comprendere meglio anche ciò che accade sul nostro pianeta.

A chiudere gli interventi è stato Marco Bellelli, con una raccolta di fotografie dedicate alle eclissi lunari e ad altri fenomeni astronomici. Immagini capaci di coniugare il valore della documentazione scientifica con la forza dell’esperienza estetica, restituendo al pubblico tutta la straordinaria bellezza del cielo e dei suoi fenomeni.

Proprio il dialogo tra scienza, tecnologia e immagini ha rappresentato uno degli elementi distintivi dell’incontro. Un percorso che ha condotto il pubblico dalla geopolitica delle missioni lunari alle possibili applicazioni dell’Intelligenza Artificiale, fino alla meraviglia dell’osservazione astronomica, mostrando come discipline e linguaggi apparentemente lontani possano contribuire insieme a raccontare il futuro dell’esplorazione spaziale.

Al termine degli interventi, spazio alle fotografie di rito e alla premiazione dei relatori, prima dei saluti conclusivi e dell’arrivederci alla prossima edizione.

L’ACM guarda infatti già ai prossimi appuntamenti, con l’obiettivo di mantenere alto il livello degli ospiti e dei temi proposti e di continuare a offrire occasioni di incontro tra il pubblico e i protagonisti della ricerca e della divulgazione scientifica. L’auspicio è di poter portare nuovamente a Vasto personalità di primo piano e, magari, anche protagonisti direttamente legati alla storia e al futuro dell’esplorazione lunare.

Perché la nuova corsa alla Luna è già iniziata. E ciò che accadrà lassù potrebbe contribuire a ridisegnare, molto più di quanto immaginiamo, gli equilibri e le prospettive del nostro futuro sulla Terra.

📸 Foto di Carlo Ciancio che ringraziamo per la condivisione.

Il Convegno "La nuova corsa alla Luna e la geopolitica dello Spazio",  in programma domani 𝟱 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟳.𝟯𝟬, ...
04/09/2026

Il Convegno "La nuova corsa alla Luna e la geopolitica dello Spazio", in programma domani 𝟱 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟳.𝟯𝟬, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗣𝗶𝗻𝗮𝗰𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗱'𝗔𝘃𝗮𝗹𝗼𝘀 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝗩𝗮𝘀𝘁𝗼, è un appuntamento di divulgazione scientifica che assume, alla luce degli scenari internazionali attuali, un significato che va ben oltre l’astronomia. La Luna diventa infatti il punto di osservazione privilegiato per comprendere le trasformazioni tecnologiche, economiche e geopolitiche che stanno già interessando il nostro pianeta.

🚀 La competizione spaziale del XXI secolo presenta analogie con quella che caratterizzò la Guerra Fredda, ma è allo stesso tempo profondamente diversa.

Se negli anni Sessanta la sfida era soprattutto tra Stati Uniti e Unione Sovietica, oggi il quadro è molto più articolato. 𝗟𝗮 𝗖𝗶𝗻𝗮 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮 𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶 𝘁𝗮𝗶𝗸𝗼𝗻𝗮𝘂𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗟𝘂𝗻𝗮 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝟮𝟬𝟯𝟬, mentre gli Stati Uniti proseguono con il programma Artemis. Parallelamente, aziende private come SpaceX e Blue Origin stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nello sviluppo delle tecnologie spaziali.

L'obiettivo non è più soltanto “arrivare” sulla Luna. La parola chiave è permanenza.

Costruire una presenza stabile significa sviluppare infrastrutture, utilizzare risorse, creare nuove tecnologie e preparare missioni verso lo spazio profondo. Significa, inevitabilmente, confrontarsi con 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗲, 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲.

È proprio questo uno degli aspetti che caratterizzerà il convegno: 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝘃𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗽𝗲𝗿𝗰𝘂𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮.

🌗 Il seminario proporrà anche una riflessione sul rapporto tra esplorazione spaziale, clima e ambiente.

Lo spazio rappresenta infatti uno straordinario punto di osservazione del nostro pianeta e delle sue trasformazioni. Ma la nuova corsa alla Luna pone anche una questione fondamentale: 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼 𝘀𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗲𝘅𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗰𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗹𝗲 𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗺𝗼 𝗲 𝘀𝗮𝗰𝗰𝗵𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮?

La Luna, con le sue risorse e il crescente interesse economico che suscita, potrebbe diventare uno dei primi banchi di prova di una nuova concezione della presenza umana nello spazio.

𝗘𝘀𝗽𝗹𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲, 𝗱𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲, 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝗿𝗲. 𝗖𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲, 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝗿𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗲. 𝗖𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗲𝗿𝗲, 𝗺𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗿𝗶𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲.

Vi aspettiamo!

ℹ️ 5 settembre 2026 - ore 17.30 Palazzo d’Avalos - Sala
Pinacoteca. Ingresso libero.

📌 Palazzo d’Avalos, p.zza Lucio Valerio Pudente 5, Vasto (CH)

𝗜𝗹 𝟱 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼: 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮 𝗨𝗦𝗔-𝗖𝗶𝗻𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗺𝗯𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗱𝘂...
03/09/2026

𝗜𝗹 𝟱 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼: 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮 𝗨𝗦𝗔-𝗖𝗶𝗻𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗺𝗯𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗮, 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗟𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝘀𝘁𝗿𝗶. 𝗔𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮, 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗹𝘂𝗻𝗮𝗿𝗶.

La prossima grande sfida geopolitica potrebbe non giocarsi soltanto sulla Terra, ma anche a centinaia di migliaia di chilometri di distanza. La Luna è tornata al centro della competizione internazionale e la nuova corsa al satellite naturale della Terra apre interrogativi che vanno ben oltre la ricerca scientifica e l’esplorazione spaziale.

Chi controllerà le tecnologie e le infrastrutture spaziali? Chi avrà accesso alle risorse lunari? Quale sarà il ruolo delle grandi potenze e quale quello delle aziende private? E soprattutto: la nuova conquista dello spazio potrà modificare gli equilibri geopolitici, economici e strategici sulla Terra?

Sono alcune delle domande alle quali cercherà di rispondere il Convegno "La nuova corsa alla Luna e la geopolitica dello Spazio", in programma sabato 5 settembre 2026, alle ore 17.30, nella Sala Pinacoteca di Palazzo d'Avalos - Meraviglia d'Abruzzo della Città del Vasto. Ingresso libero.

Un appuntamento di divulgazione scientifica che assume, alla luce degli scenari internazionali attuali, un significato che va ben oltre l’astronomia. La Luna diventa infatti il punto di osservazione privilegiato per comprendere le trasformazioni tecnologiche, economiche e geopolitiche che stanno già interessando il nostro pianeta.

- 𝗖𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗮𝗴𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗲𝗿𝗮 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲 -

A confrontarsi su questi temi saranno personalità provenienti da ambiti diversi, proprio per offrire al pubblico una lettura multidisciplinare del fenomeno.

🌗 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗖𝗮𝗿𝗮𝘃𝗲𝗼, astrofisica di fama internazionale, già dirigente di ricerca all’INAF e attuale Presidente della Società Astronomica Italiana (SAIt), porterà il pubblico dentro le grandi questioni dell’esplorazione e della ricerca spaziale.

🪐 𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗕𝗮𝗰𝗰𝗮𝗿𝗶, laureato in Ingegneria Fisica al Politecnico di Milano, CEO e Co-Founder, esperto e studioso di astrofisica e membro dell’ADRAM (Associazione di Divulgazione e Ricerca Astronomica Molisana), contribuirà ad approfondire gli aspetti tecnologici e scientifici della nuova sfida lunare.

🚀 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗧𝗵𝗶𝗲𝗿𝗿𝘆, meteorologo e laureato in Fisica, dopo attività di ricerca sui cambiamenti climatici si occupa oggi di previsioni operative in ambito istituzionale presso il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile ed è conduttore della trasmissione GEO per gli aspetti climatici. Il suo intervento permetterà di collegare la conoscenza dello spazio e dell’atmosfera alla tutela del nostro pianeta.

🛰️ 𝗘𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼 𝗖𝗼𝘇𝘇𝗶, giornalista, autore e conduttore di 'Countdown - Dallo Spazio alla Terra' su Sky TG24, già vicedirettore di Zero e collaboratore di Wired Italia, Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore, affronterà il tema dello spazio nella sua dimensione tecnologica, culturale e geopolitica.

🔭 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗲𝗹𝗹𝗶, medico radiologo e appassionato fotografo, autore di immagini astronomiche di grande suggestione, tra cui la fotografia della “Luna rossa” premiata dalla NASA come 'Astronomy Picture of the Day', accompagnerà infine il pubblico attraverso la dimensione più emozionale e spettacolare dell’osservazione lunare.

📌 Palazzo d’Avalos, p.zza Lucio Valerio Pudente 5, Vasto (CH)

Dal 31 agosto al 7 settembre, nelle Sale Roberto Bontempo di Palazzo d’Avalos a Vasto, la mostra “Segreti dell’Oriente” ...
28/08/2026

Dal 31 agosto al 7 settembre, nelle Sale Roberto Bontempo di Palazzo d’Avalos a Vasto, la mostra “Segreti dell’Oriente” presenta la ricerca di ALICE VERVERIS, artista di origine greca attiva in Abruzzo, che guarda alla grande tradizione orientale della porcellana per costruire un linguaggio personale e contemporaneo, nel quale tecnica, memoria e cultura si incontrano.

La storia della porcellana è profondamente legata alle grandi civiltà dell’Estremo Oriente. Per secoli le tecniche della sua lavorazione e della cottura, la preparazione degli impasti e l’arte della decorazione hanno costituito un patrimonio di conoscenze prezioso, custodito e tramandato attraverso generazioni.

La leggerezza, la luminosità, la purezza delle superfici e la straordinaria capacità di accogliere colori e decorazioni hanno fatto della porcellana una materia capace di esercitare un fascino profondo anche sull’Occidente.

È proprio verso questa lunga storia che Alice Ververis rivolge il proprio sguardo.

La sua ricerca parte dalla materia e dal gesto manuale. La tecnica non è soltanto padronanza del mestiere, ma diventa strumento di espressione: lavorare la porcellana significa conoscerne il carattere, rispettarne i tempi, comprenderne i limiti e accettare anche quella parte di imprevedibilità che accompagna ogni trasformazione attraverso il fuoco.

Mano, materia e fuoco diventano così i protagonisti di un dialogo continuo.

La porcellana, infatti, non è una materia docile. Richiede precisione, esperienza e pazienza. Modellazione, essiccazione, decorazione e cottura costituiscono un percorso nel quale ogni passaggio può modificare il risultato finale.

E poi c’è il fuoco.

È il momento nel quale il progetto dell’artista incontra qualcosa che non può essere completamente controllato. La materia cambia, reagisce, talvolta sorprende. L’opera nasce proprio da questo equilibrio sottile tra intenzione e trasformazione.

In questo rapporto sembra riaffiorare qualcosa dello spirito più antico dell’arte ceramica: l’artista non impone semplicemente una forma alla materia, ma impara a dialogare con essa.

📌 Palazzo d’Avalos, p.zza Lucio Valerio Pudente 5, Vasto (CH)

A Vasto Marina, negli accoglienti spazi del Lido “Da Mimì”, ha preso vita “LIMEN”, la mostra d’arte di Valeria Verlengia...
25/08/2026

A Vasto Marina, negli accoglienti spazi del Lido “Da Mimì”, ha preso vita “LIMEN”, la mostra d’arte di Valeria Verlengia. Un’iniziativa che è nata nel segno della sperimentazione e da un’idea semplice, ma significativa: portare l’arte fuori dai luoghi tradizionalmente deputati alla sua esposizione, per avvicinarla direttamente alle persone e inserirla nella dimensione quotidiana dell’incontro.

Non è casuale il titolo scelto dall’artista. “LIMEN”, in latino, significa soglia: indica un confine, ma soprattutto il punto in cui quel confine può essere attraversato. È uno spazio di passaggio, di apertura, di relazione tra ciò che sta da una parte e ciò che si trova oltre.

Ed è proprio l’apertura verso l’esterno una condizione essenziale per una cultura che voglia continuare a evolversi. Significa riconoscere al dialogo e alla cultura ciò che profondamente li accomuna: l’essere una trama aperta, mai definitivamente compiuta, continuamente disponibile al confronto e all’incontro con l’altro.

È un significato che interpreta pienamente anche lo spirito di questa mostra. “LIMEN” non è soltanto una soglia fisica tra uno spazio e l’altro, ma una soglia culturale: quella che l’arte attraversa quando abbandona, anche solo temporaneamente, i luoghi consueti dell’esposizione per incontrare persone, ambienti e sensibilità differenti.

Dallo spazio espositivo alla spiaggia, dalla dimensione formale del vernissage alla spontaneità di un incontro in riva al mare, l’arte di Valeria Verlengia è diventata così occasione di dialogo. Ed è forse questa la sfida più autentica di “LIMEN”: non racchiudere l’arte entro un confine, ma trasformare il confine stesso in un luogo d’incontro.

È, in fondo, anche l’obiettivo dell’ACM, che con questa iniziativa ha scelto di sperimentare una modalità diversa di proporre e vivere l’arte. Per una volta si lasciano le sale prestigiose, i luoghi storici e gli spazi espositivi di Vasto per andare incontro al pubblico in un ambiente quotidiano, informale e inconsueto: quello di uno stabilimento balneare.

Che cosa ci si attendeva da questa esperienza? Innanzitutto, suscitare curiosità verso un’arte capace di uscire dai propri spazi abituali e verificare se esista il desiderio di fermarsi davanti a un’opera, osservarla e lasciarsi coinvolgere anche in una situazione del tutto spontanea, magari semplicemente in costume da bagno.

Non si tratta, naturalmente, di dissacrare l’arte o di sottrarle valore. Al contrario, significa provare a restituirle una dimensione più immediata e vicina alle persone, liberandola, almeno per una volta, dalla necessaria mediazione di esperti, critici e addetti ai lavori.

Perché l’arte non ha necessariamente bisogno di grandi apparati o solenni cornici: ha bisogno soprattutto di partecipazione, curiosità, attenzione. Ha bisogno di qualcuno disposto a fermarsi, a guardare, a interrogarsi e, magari, a confrontarsi con l’artista e con le sue opere.

Anche una conversazione semplice, spontanea, lontana da ogni tono cattedratico, può diventare un momento autentico di avvicinamento all’arte. Forse, anzi, proprio nella libertà di uno sguardo non condizionato e nella naturalezza di un incontro può nascere una relazione nuova e personale con l’opera.

Saranno le risultanze di questa prima esperienza a dirci quanto una formula del genere possa essere efficace e quale interesse possa suscitare nel pubblico. Ma la sperimentazione, in fondo, comincia proprio da qui: dalla disponibilità ad attraversare una soglia e a verificare che cosa possa accadere dall’altra parte.

L’ACM desidera pertanto ringraziare Valeria Verlengia, che ha accolto con entusiasmo questa diversa modalità di proporre la propria arte, mettendo le sue opere a disposizione di un’esperienza certamente originale.

Un ringraziamento particolare va inoltre all’artista per aver scelto di realizzare sul posto una nuova opera, che sarà poi donata al Lido “Da Mimì”: un segno concreto destinato a rimanere nel luogo che ha accolto la mostra e, insieme, una testimonianza dell’incontro e della collaborazione nati intorno a “LIMEN”.

Perché, talvolta, attraversare una soglia significa semplicemente creare le condizioni perché qualcosa di nuovo possa accadere.

Il 22 e 23 agosto 2026 il Lido “Da Mimì” di Vasto Marina ospiterà la mostra di VALERIA VERLENGIA, artista che ha fatto d...
21/08/2026

Il 22 e 23 agosto 2026 il Lido “Da Mimì” di Vasto Marina ospiterà la mostra di VALERIA VERLENGIA, artista che ha fatto del mare uno dei temi privilegiati della propria ricerca pittorica.

C’è un mare che si guarda e un mare che si sogna. È proprio lungo questo sottile confine tra realtà e immaginazione che si muove la pittura di Valeria Verlengia, artista sensibile alle suggestioni dell’Impressionismo e alle molteplici espressioni del linguaggio figurativo contemporaneo.

Le sue opere saranno protagoniste, il 22 e 23 agosto 2026, di una mostra al Lido “Da Mimì” di Vasto Marina: un incontro particolarmente suggestivo, quello tra il mare reale e il mare dipinto, capace di trasformare il paesaggio in una dimensione intima, fantastica e profondamente emozionale.

Il mare è il soggetto privilegiato, anche se non esclusivo, della ricerca di Verlengia. Nelle sue marine l’acqua non sovrasta mai le vele al vento: sembra piuttosto accoglierle, accompagnandole verso una dimensione sospesa, avvolta da una fiabesca iridescenza. Onde, barche, vele e cielo entrano così in una composizione nella quale il dato reale progressivamente si trasfigura, lasciando spazio al sogno.

🎨 La pittura di Verlengia nasce proprio dall’incontro tra ragione e sentimento, visibile e invisibile, realtà e immaginazione. Il paesaggio marino non coincide soltanto con ciò che l’occhio osserva: diventa percezione personale, memoria, emozione. È l’elaborazione fantastica di un mondo conosciuto che, attraverso la pittura, viene ogni volta reinventato.

A guidare questa trasformazione è soprattutto il colore. Il celeste del mare sembra innalzarsi verso il cielo in uno slancio quasi irrefrenabile, mentre le diverse tonalità restituiscono all’acqua una vitalità che supera la semplice rappresentazione naturalistica. Il mare diventa allora spazio dell’anima, superficie sulla quale affiorano emozioni, ricordi, desideri e un profondo senso di libertà.

Davanti alle opere di Valeria Verlengia si percepisce anche una particolare felicità del dipingere: un piacere autentico dell’espressione, libero da intenti speculativi. Le vele, le onde, le imbarcazioni e gli scorci marini non sono semplicemente immagini, ma frammenti di una visione interiore che l’artista offre allo sguardo di chi osserva.

Ed è forse proprio qui uno degli aspetti più interessanti della sua ricerca: nella capacità di mettere in relazione ciò che appare con ciò che rimane invisibile. I colori, intensi e vibranti, acquistano un significato che oltrepassa la pura dimensione estetica: coinvolgono i sensi, raggiungono la sfera più istintiva della percezione e suscitano nello spettatore una risposta emotiva immediata.

Ne nasce un mare fatto di colore, movimento e poesia, nel quale lo sguardo può perdersi e, allo stesso tempo, ritrovare qualcosa di profondamente personale.

La mostra al Lido “Da Mimì” sarà dunque un invito a fermarsi davanti a queste immagini e a lasciarsi attraversare dalla loro atmosfera. Un’occasione per osservare il mare attraverso gli occhi di un’artista che non si limita a rappresentarlo, ma lo reinventa facendone un luogo dell’immaginazione e dell’interiorità.

Per due giorni, il 22 e 23 agosto, il mare dipinto da Valeria Verlengia incontrerà quello reale di Vasto Marina. Due orizzonti si troveranno così a dialogare attraverso la luce e il colore: quello che si apre davanti ai nostri occhi e quello, più segreto, che ciascuno custodisce dentro di sé.

Perché, in fondo, è proprio questa la forza della pittura di Valeria Verlengia: non mostrarci soltanto il mare, ma ricordarci che esistono infiniti modi di guardarlo e, soprattutto, di sognarlo.

📌 Lido Da Mimì, Lungomare E. Cordella, Vasto Marina (CH).

L’arte possiede una singolare prerogativa: non coincide mai con il tempo della sua esposizione. Le mostre si aprono e si...
07/08/2026

L’arte possiede una singolare prerogativa: non coincide mai con il tempo della sua esposizione. Le mostre si aprono e si chiudono secondo un calendario; le opere, invece, continuano a vivere nella memoria di chi le ha incontrate. È qui che passa la differenza tra un evento e un’esperienza: l’evento termina, l’esperienza rimane.

Con il finissage di lunedì 10 agosto 2026, alle ore 18.30, presso la Sala Espositiva “La Rotonda” di Vasto Marina, si conclude la mostra personale di Katia Koudachova, un percorso espositivo che ha saputo instaurare un dialogo intenso e autentico tra pittura, paesaggio e identità del luogo.

Le opere esposte non si limitano a rappresentare il mare: ne restituiscono il respiro. L’Adriatico, con la sua luce mutevole e il suo orizzonte sempre aperto, diventa materia pittorica e, insieme, spazio interiore. In questo racconto per immagini, i trabocchi emergono come protagonisti assoluti: non semplici architetture legate alla pesca, ma presenze sospese tra terra e mare, monumenti silenziosi alla memoria dell’uomo, straordinarie sintesi di ingegno, fatica e armonia con la natura.

Chi percorre la Via Verde della Costa dei Trabocchi conosce bene quella sensazione difficile da tradurre in parole. Davanti a queste costruzioni protese sull’acqua, il passo rallenta quasi spontaneamente, come se il paesaggio chiedesse rispetto prima ancora di essere contemplato. I trabocchi non appartengono soltanto alla geografia abruzzese: appartengono a un immaginario più vasto, profondamente mediterraneo. Sono luoghi dell’attesa e della contemplazione, spazi nei quali il tempo sembra sottrarsi alla frenesia contemporanea per ritrovare il ritmo antico del vento e delle maree.

Katia Koudachova ha saputo cogliere questa dimensione senza cedere alla semplice descrizione. La sua pittura non documenta il paesaggio: lo interpreta. Ogni tela oltrepassa il dato naturale per trasformarlo in esperienza emotiva. La luce non si limita a illuminare le cose, ma sembra rivelarne l’essenza; il colore non riproduce semplicemente il reale, bensì ne evoca la memoria più intima.

È forse proprio qui che va cercata una delle ragioni della favorevole accoglienza riservata alla mostra.

La critica e gli organi di stampa hanno riconosciuto la solidità della ricerca artistica, la coerenza del linguaggio pittorico e la qualità tecnica dell’esecuzione. Ma uno dei riconoscimenti più significativi è arrivato da coloro che troppo spesso vengono considerati lontani dai linguaggi dell’arte: i giovani.

Vederli sostare davanti ai dipinti, discutere, interrogarsi e confrontarsi sulle immagini, sottraendosi almeno per un momento alla velocità della comunicazione digitale, rappresenta uno dei segnali più incoraggianti che un’esposizione possa offrire. Significa che la pittura conserva intatta la capacità di generare domande. E quando un’opera suscita interrogativi invece di limitarsi a offrire risposte, continua a essere profondamente contemporanea.

Ogni artista conosce, infine, il sentimento ambiguo del finissage. Non è soltanto nostalgia e non è semplicemente soddisfazione. È qualcosa di più sottile: la consapevolezza che le opere stanno per lasciare il luogo nel quale, attraverso lo sguardo degli altri, hanno trovato una nuova voce.

Finché rimane nello studio, un dipinto appartiene soprattutto al suo autore. Quando incontra il pubblico, invece, comincia una seconda esistenza: diventa patrimonio di interpretazioni, emozioni e ricordi che l’artista non può più governare. È forse questo uno dei destini più alti dell’opera d’arte: emanciparsi dal proprio creatore per continuare a vivere nello sguardo degli altri.

Ma anche chi guarda ne esce, in qualche misura, trasformato.

Forse il visitatore non ricorderà ogni tela. Conserverà però una particolare vibrazione della luce, il profilo essenziale di un trabocco contro il cielo, un riflesso del mare che sembra dissolversi nel colore. Immagini destinate a riaffiorare quando tornerà a percorrere la Via Verde e, osservando i trabocchi reali, riconoscerà qualcosa che aveva già incontrato - forse senza saperlo - nella pittura.

È questa una delle forze più profonde dell’arte autentica: modificare il nostro modo di guardare il mondo. Dopo l’incontro con un’opera capace di lasciare un segno, anche il paesaggio cambia. Non perché sia diverso il mare, né perché siano mutati il cielo o l’orizzonte, ma perché è cambiato il nostro sguardo.

Il finissage del 10 agosto non rappresenta, dunque, soltanto la conclusione di un percorso espositivo. È piuttosto il momento in cui un’esperienza collettiva comincia a trasformarsi in memoria individuale. Le pareti della sala torneranno presto al silenzio, ma le immagini continueranno il loro viaggio: nei ricordi dei visitatori, nel percorso dell’artista e nella coscienza di un territorio che, attraverso la pittura, ha trovato una nuova forma per raccontarsi.

Perché il mare non termina sulla linea dell’orizzonte.

E una mostra, quando riesce davvero a lasciare una traccia, non finisce il giorno in cui chiude. Comincia forse proprio allora: nel tempo lungo della memoria, dove l’arte continua, silenziosamente, a compiere il proprio destino.

📌 Sala espositiva "La Rotonda", Lungomare E. Cordella, Vasto Marina (CH).

Indirizzo

Via Niccolò Machiavelli, 25
Vasto
66054

Sito Web

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