15/07/2026
Esiste un momento in cui l’arte supera la dimensione della semplice espressione estetica per diventare memoria condivisa, coscienza civile e racconto identitario di una comunità. È quanto è accaduto nelle sale “Roberto Bontempo” di Palazzo d'Avalos - Meraviglia d'Abruzzo, dove il vernissage della mostra “L’Arma dei Carabinieri raccontata dall’Arte” ha trasformato una ricorrenza istituzionale in un intenso momento di partecipazione collettiva e riflessione.
L’occasione è stata il 165° anniversario della fondazione della Luogotenenza dei Carabinieri di Vasto, una ricorrenza che la città ha scelto di celebrare non soltanto attraverso il linguaggio della memoria ufficiale, ma affidandosi alla forza universale dell’arte, capace di parlare prima al cuore e poi alla ragione.
Le sale del Palazzo si sono animate di un’atmosfera composta e solenne. Il silenzio rispettoso dei visitatori, le uniformi dell’Arma accanto agli abiti degli artisti, la presenza delle istituzioni insieme ai cittadini hanno restituito l’immagine di una comunità consapevole del valore della cultura come strumento privilegiato per custodire e tramandare la propria storia.
Tra le tele illuminate dalla luce estiva filtrata dalle finestre del Palazzo, ogni opera sembrava instaurare un dialogo con l’osservatore, raccontando episodi, emozioni e valori appartenenti al patrimonio morale dell’intero Paese.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione di Competenze Multidisciplinari (ACM), in collaborazione con il Comune di Vasto e con l’Associazione Nazionale Carabinieri, nasce da un’intuizione semplice ma profondamente significativa: celebrare un’Istituzione che da oltre due secoli accompagna la storia italiana attraverso lo sguardo e la sensibilità degli artisti.
Ventidue pittori, provenienti da diverse regioni italiane, hanno raccolto questa sfida culturale interpretando il tema con linguaggi differenti e personali. Un particolare ringraziamento va agli artisti partecipanti: Silvana Altigondo, Anna Rita Angiolelli, Grazia Barbieri, Veronica Chinnici, Rosa Cianciosi, Dino Cipriani, Alberto Conte, Lucyna Ewa Czub, Marinella Debbia, Angela Di Giovannantonio, Franco Di Nicola, Silvana Di Paola, Cesare Giuliani, Pietro Iezzi, Elisa Lavazza, Gianni Madonna, Lisa Marfisi, Lorella Ragnatelli, Armada Sbardellini, Eleonora Scarano, Filippo Stivaletta, Valli Valentini e Carlo Fantauzzi.
Ne è nata una mostra corale e sorprendente, nella quale convivono realismo e simbolismo, memoria storica e interpretazione contemporanea. Alcune opere ripercorrono episodi emblematici della lunga storia dell’Arma; altre si soffermano sul volto umano del Carabiniere, sulla quotidianità del servizio e sul rapporto di fiducia costruito negli anni con le comunità locali. Altre ancora affidano al linguaggio della metafora il compito di rappresentare valori universali come legalità, sacrificio, giustizia e prossimità.
Non si tratta di una mostra celebrativa nel senso più tradizionale del termine, ma di un vero e proprio percorso civile, nel quale l’arte diventa interprete di valori che spesso rischiano di rimanere confinati nelle formule della retorica istituzionale. Qui, invece, quei valori assumono forma, colore e materia, trasformandosi in immagini capaci di suscitare emozione e riflessione.
Nel suo intervento inaugurale, il Presidente dell’ACM Carlo Viggiano ha sottolineato come alcune ricorrenze meritino di essere affidate alla sensibilità degli artisti, perché «l’arte possiede la straordinaria capacità di custodire la memoria e consegnarla alle generazioni future». Un principio che attraversa l’intera esposizione, dove ogni dipinto diventa testimonianza di riconoscenza verso donne e uomini che quotidianamente operano con discrezione, senso del dovere e spirito di servizio.
La presenza del Generale di Corpo d’Armata Nicola Massimo Masciulli, Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden”, ha conferito alla manifestazione un particolare rilievo istituzionale. Accanto a lui erano presenti il Generale della Riserva Gianfranco Rastelli, il Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri Giuseppe Galante, il Sindaco di Vasto Francesco Menna, l’Assessore alla Cultura Nicola Della Gatta, rappresentanti delle autorità civili e militari e numerosi cittadini, uniti in un momento capace di coniugare il rigore della celebrazione con la partecipazione emotiva.
Particolarmente significativo il momento delle premiazioni, che ha assunto il valore di un gesto simbolico di riconoscenza. Il maestro pirografo Alberto Conte ha voluto rendere omaggio al Generale Nicola Massimo Masciulli attraverso una propria opera, consegnata quale segno di gratitudine per l’alto servizio svolto dall’Arma dei Carabinieri a favore del Paese.
Una seconda opera è stata donata alla violinista concertista Mariabeatrice Pietroiusti, protagonista di un’esibizione musicale che ha impreziosito il vernissage con rara eleganza e intensità.
Un ulteriore gesto di grande sensibilità è arrivato dall’artista Marinella Debbia che, impossibilitata a partecipare personalmente, ha affidato al Presidente dell’ACM Carlo Viggiano la consegna di una sua opera destinata ai Carabinieri di Vasto. Un dono dal forte valore simbolico, rivolto idealmente a tutti i militari che ogni giorno operano al servizio della collettività. Un gesto che ha immediatamente trovato il consenso e l’adesione di numerosi altri artisti espositori.
La musica ha completato il racconto della serata. Le interpretazioni dell’Inno d’Italia e del "Va’ pensiero" di Giuseppe Verdi, eseguite al violino da Mariabeatrice Pietroiusti, hanno avvolto gli ambienti di Palazzo d’Avalos in un’atmosfera di intensa suggestione, creando un dialogo armonioso tra arti figurative e musica. Le note del violino hanno accompagnato il percorso dei visitatori, trasformando la visita in un’esperienza immersiva in cui emozione e contemplazione si sono unite in un’unica armonia.
Importante anche il contributo della curatrice Marianna Della Penna, che ha saputo costruire un percorso espositivo coerente e coinvolgente, capace di mettere in relazione le opere in una narrazione continua dedicata ai valori della legalità, del servizio e della memoria.
Nel rivolgere i ringraziamenti conclusivi, il Presidente Viggiano ha voluto evidenziare il ruolo fondamentale del Comune di Vasto, dell’Assessorato alla Cultura, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, del personale museale di Palazzo d’Avalos e degli artisti dell’ACM, giunti da numerose regioni italiane per contribuire a un progetto capace di unire qualità artistica e alto valore civile.
Ma il significato più autentico della mostra risiede forse proprio nella sua capacità di ricordare come la cultura possa essere uno strumento concreto di cittadinanza attiva. Le opere esposte non raccontano soltanto l’Arma dei Carabinieri: raccontano il rapporto profondo tra lo Stato e i cittadini, il valore della fiducia, il senso del dovere e la responsabilità condivisa di custodire libertà e convivenza democratica.
È questo il messaggio che accompagna il visitatore al termine del percorso espositivo: la consapevolezza che l’arte, quando incontra la memoria e il servizio alle istituzioni, supera i confini della rappresentazione per trasformarsi in patrimonio civile.
Con questa mostra, Vasto conferma ancora una volta la propria vocazione culturale, dimostrando che la bellezza può diventare occasione di riflessione, strumento di identità collettiva e ponte tra storia, emozione e futuro.
📸 Foto di Carlo Ciancio che ringraziamo per la condivisione.
📌 Palazzo d’Avalos, p.zza Lucio Valerio Pudente 5, Vasto (CH)