ACM Vasto

ACM Vasto Associazione di Competenze Multidisciplinari L’A.C.M. Lgs. n° 81/2008);
· Couseling;
· Coaching. (Toyota Production System);
· T.P.M.

(Associazione di Competenze Multidisciplinari) nasce con l’obiettivo di fornire alle aziende servizi specialistici e qualificati per rispondere alle crescenti esigenze del mercato e dei suoi clienti attraverso strumenti organizzativi di conoscenza, innovazione ed esperienza orientati alla creazione di valore per il sistema di riferimento. attraverso la propria organizzazione, caratterizzata da un

a molteplicità di esperienze, ampiezza e varietà di offerte, aggiorna continuamente le proprie conoscenze al fine di sviluppare nuove idee per affrontare con successo il cambiamento repentino delle necessità e dei bisogni del mercato di riferimento. opera con committenze diversificate per dimensione e settore di attività, fornendo un valido supporto nella gestione del cambiamento e nel superamento delle criticità, contribuendo così alla creazione di competitività e valore d’impresa.

- Le competenze di ACM -

FORMAZIONE/CONSULENZA PER LO SVILUPPO
Gestione per lo sviluppo delle risorse e dell’organizzazione:
· Valutazione delle prestazioni e competenze;
· Attivazione e gestione di gruppi di empowered;
· Bilancio delle competenze;
· Studi e piani di sviluppo carriera;
· Studi e sistemi premianti in base alle performance e agli obiettivi aziendali;
· Stress da lavoro correlato (D. Somministrazione e assistenza nell’utilizzo di:
· Test psico/attitudinali e di personalità;
· Colloqui individuali e di gruppo;
· Assessment Center. CONSULENZA ORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE
· Check up aziendale;
· Lean Manufacturing;
· Lean Production;
· Lean Thinking;
· Lean Operation;
· Tecniche di Metodi e Tempi;
· Project Management;
· T.P.S. (Total Productive Maintenance);
· Supply Chain;
· Riorganizzazione dei processi aziendali;
· World Class Manufacturing. CONSULENZA DIREZIONALE
Strategie
· Pianificazione strategica e studi di fattibilità;
· Analisi e valutazione degli investimenti;
· Contabilità analitica ed industriale;
· Accordi commerciali e partnership. Operatività Aziendale
· Sistemi di qualità per la certificazione:
· Sistemi di gestione ambientale:
· Sistemi di gestione della sicurezza:
· Energy Management;
· Miglioramento dell’organizzazione aziendale;
· Analisi e controllo dei costi;
· Il controllo di gestione;
· Marcature CE - Tracciabilità prodotto - ISO/TS 16949.

𝗜𝗹 𝟱 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼: 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮 𝗨𝗦𝗔-𝗖𝗶𝗻𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗺𝗯𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗱𝘂...
03/09/2026

𝗜𝗹 𝟱 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼: 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮 𝗨𝗦𝗔-𝗖𝗶𝗻𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗺𝗯𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗮, 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗟𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝘀𝘁𝗿𝗶. 𝗔𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮, 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗹𝘂𝗻𝗮𝗿𝗶.

La prossima grande sfida geopolitica potrebbe non giocarsi soltanto sulla Terra, ma anche a centinaia di migliaia di chilometri di distanza. La Luna è tornata al centro della competizione internazionale e la nuova corsa al satellite naturale della Terra apre interrogativi che vanno ben oltre la ricerca scientifica e l’esplorazione spaziale.

Chi controllerà le tecnologie e le infrastrutture spaziali? Chi avrà accesso alle risorse lunari? Quale sarà il ruolo delle grandi potenze e quale quello delle aziende private? E soprattutto: la nuova conquista dello spazio potrà modificare gli equilibri geopolitici, economici e strategici sulla Terra?

Sono alcune delle domande alle quali cercherà di rispondere il Convegno "La nuova corsa alla Luna e la geopolitica dello Spazio", in programma sabato 5 settembre 2026, alle ore 17.30, nella Sala Pinacoteca di Palazzo d'Avalos - Meraviglia d'Abruzzo della Città del Vasto. Ingresso libero.

Un appuntamento di divulgazione scientifica che assume, alla luce degli scenari internazionali attuali, un significato che va ben oltre l’astronomia. La Luna diventa infatti il punto di osservazione privilegiato per comprendere le trasformazioni tecnologiche, economiche e geopolitiche che stanno già interessando il nostro pianeta.

- 𝗖𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗮𝗴𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗲𝗿𝗮 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲 -

A confrontarsi su questi temi saranno personalità provenienti da ambiti diversi, proprio per offrire al pubblico una lettura multidisciplinare del fenomeno.

🌗 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗖𝗮𝗿𝗮𝘃𝗲𝗼, astrofisica di fama internazionale, già dirigente di ricerca all’INAF e attuale Presidente della Società Astronomica Italiana (SAIt), porterà il pubblico dentro le grandi questioni dell’esplorazione e della ricerca spaziale.

🪐 𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗕𝗮𝗰𝗰𝗮𝗿𝗶, laureato in Ingegneria Fisica al Politecnico di Milano, CEO e Co-Founder, esperto e studioso di astrofisica e membro dell’ADRAM (Associazione di Divulgazione e Ricerca Astronomica Molisana), contribuirà ad approfondire gli aspetti tecnologici e scientifici della nuova sfida lunare.

🚀 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗧𝗵𝗶𝗲𝗿𝗿𝘆, meteorologo e laureato in Fisica, dopo attività di ricerca sui cambiamenti climatici si occupa oggi di previsioni operative in ambito istituzionale presso il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile ed è conduttore della trasmissione GEO per gli aspetti climatici. Il suo intervento permetterà di collegare la conoscenza dello spazio e dell’atmosfera alla tutela del nostro pianeta.

🛰️ 𝗘𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼 𝗖𝗼𝘇𝘇𝗶, giornalista, autore e conduttore di 'Countdown - Dallo Spazio alla Terra' su Sky TG24, già vicedirettore di Zero e collaboratore di Wired Italia, Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore, affronterà il tema dello spazio nella sua dimensione tecnologica, culturale e geopolitica.

🔭 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗲𝗹𝗹𝗶, medico radiologo e appassionato fotografo, autore di immagini astronomiche di grande suggestione, tra cui la fotografia della “Luna rossa” premiata dalla NASA come 'Astronomy Picture of the Day', accompagnerà infine il pubblico attraverso la dimensione più emozionale e spettacolare dell’osservazione lunare.

📌 Palazzo d’Avalos, p.zza Lucio Valerio Pudente 5, Vasto (CH)

Dal 31 agosto al 7 settembre, nelle Sale Roberto Bontempo di Palazzo d’Avalos a Vasto, la mostra “Segreti dell’Oriente” ...
28/08/2026

Dal 31 agosto al 7 settembre, nelle Sale Roberto Bontempo di Palazzo d’Avalos a Vasto, la mostra “Segreti dell’Oriente” presenta la ricerca di ALICE VERVERIS, artista di origine greca attiva in Abruzzo, che guarda alla grande tradizione orientale della porcellana per costruire un linguaggio personale e contemporaneo, nel quale tecnica, memoria e cultura si incontrano.

La storia della porcellana è profondamente legata alle grandi civiltà dell’Estremo Oriente. Per secoli le tecniche della sua lavorazione e della cottura, la preparazione degli impasti e l’arte della decorazione hanno costituito un patrimonio di conoscenze prezioso, custodito e tramandato attraverso generazioni.

La leggerezza, la luminosità, la purezza delle superfici e la straordinaria capacità di accogliere colori e decorazioni hanno fatto della porcellana una materia capace di esercitare un fascino profondo anche sull’Occidente.

È proprio verso questa lunga storia che Alice Ververis rivolge il proprio sguardo.

La sua ricerca parte dalla materia e dal gesto manuale. La tecnica non è soltanto padronanza del mestiere, ma diventa strumento di espressione: lavorare la porcellana significa conoscerne il carattere, rispettarne i tempi, comprenderne i limiti e accettare anche quella parte di imprevedibilità che accompagna ogni trasformazione attraverso il fuoco.

Mano, materia e fuoco diventano così i protagonisti di un dialogo continuo.

La porcellana, infatti, non è una materia docile. Richiede precisione, esperienza e pazienza. Modellazione, essiccazione, decorazione e cottura costituiscono un percorso nel quale ogni passaggio può modificare il risultato finale.

E poi c’è il fuoco.

È il momento nel quale il progetto dell’artista incontra qualcosa che non può essere completamente controllato. La materia cambia, reagisce, talvolta sorprende. L’opera nasce proprio da questo equilibrio sottile tra intenzione e trasformazione.

In questo rapporto sembra riaffiorare qualcosa dello spirito più antico dell’arte ceramica: l’artista non impone semplicemente una forma alla materia, ma impara a dialogare con essa.

📌 Palazzo d’Avalos, p.zza Lucio Valerio Pudente 5, Vasto (CH)

A Vasto Marina, negli accoglienti spazi del Lido “Da Mimì”, ha preso vita “LIMEN”, la mostra d’arte di Valeria Verlengia...
25/08/2026

A Vasto Marina, negli accoglienti spazi del Lido “Da Mimì”, ha preso vita “LIMEN”, la mostra d’arte di Valeria Verlengia. Un’iniziativa che è nata nel segno della sperimentazione e da un’idea semplice, ma significativa: portare l’arte fuori dai luoghi tradizionalmente deputati alla sua esposizione, per avvicinarla direttamente alle persone e inserirla nella dimensione quotidiana dell’incontro.

Non è casuale il titolo scelto dall’artista. “LIMEN”, in latino, significa soglia: indica un confine, ma soprattutto il punto in cui quel confine può essere attraversato. È uno spazio di passaggio, di apertura, di relazione tra ciò che sta da una parte e ciò che si trova oltre.

Ed è proprio l’apertura verso l’esterno una condizione essenziale per una cultura che voglia continuare a evolversi. Significa riconoscere al dialogo e alla cultura ciò che profondamente li accomuna: l’essere una trama aperta, mai definitivamente compiuta, continuamente disponibile al confronto e all’incontro con l’altro.

È un significato che interpreta pienamente anche lo spirito di questa mostra. “LIMEN” non è soltanto una soglia fisica tra uno spazio e l’altro, ma una soglia culturale: quella che l’arte attraversa quando abbandona, anche solo temporaneamente, i luoghi consueti dell’esposizione per incontrare persone, ambienti e sensibilità differenti.

Dallo spazio espositivo alla spiaggia, dalla dimensione formale del vernissage alla spontaneità di un incontro in riva al mare, l’arte di Valeria Verlengia è diventata così occasione di dialogo. Ed è forse questa la sfida più autentica di “LIMEN”: non racchiudere l’arte entro un confine, ma trasformare il confine stesso in un luogo d’incontro.

È, in fondo, anche l’obiettivo dell’ACM, che con questa iniziativa ha scelto di sperimentare una modalità diversa di proporre e vivere l’arte. Per una volta si lasciano le sale prestigiose, i luoghi storici e gli spazi espositivi di Vasto per andare incontro al pubblico in un ambiente quotidiano, informale e inconsueto: quello di uno stabilimento balneare.

Che cosa ci si attendeva da questa esperienza? Innanzitutto, suscitare curiosità verso un’arte capace di uscire dai propri spazi abituali e verificare se esista il desiderio di fermarsi davanti a un’opera, osservarla e lasciarsi coinvolgere anche in una situazione del tutto spontanea, magari semplicemente in costume da bagno.

Non si tratta, naturalmente, di dissacrare l’arte o di sottrarle valore. Al contrario, significa provare a restituirle una dimensione più immediata e vicina alle persone, liberandola, almeno per una volta, dalla necessaria mediazione di esperti, critici e addetti ai lavori.

Perché l’arte non ha necessariamente bisogno di grandi apparati o solenni cornici: ha bisogno soprattutto di partecipazione, curiosità, attenzione. Ha bisogno di qualcuno disposto a fermarsi, a guardare, a interrogarsi e, magari, a confrontarsi con l’artista e con le sue opere.

Anche una conversazione semplice, spontanea, lontana da ogni tono cattedratico, può diventare un momento autentico di avvicinamento all’arte. Forse, anzi, proprio nella libertà di uno sguardo non condizionato e nella naturalezza di un incontro può nascere una relazione nuova e personale con l’opera.

Saranno le risultanze di questa prima esperienza a dirci quanto una formula del genere possa essere efficace e quale interesse possa suscitare nel pubblico. Ma la sperimentazione, in fondo, comincia proprio da qui: dalla disponibilità ad attraversare una soglia e a verificare che cosa possa accadere dall’altra parte.

L’ACM desidera pertanto ringraziare Valeria Verlengia, che ha accolto con entusiasmo questa diversa modalità di proporre la propria arte, mettendo le sue opere a disposizione di un’esperienza certamente originale.

Un ringraziamento particolare va inoltre all’artista per aver scelto di realizzare sul posto una nuova opera, che sarà poi donata al Lido “Da Mimì”: un segno concreto destinato a rimanere nel luogo che ha accolto la mostra e, insieme, una testimonianza dell’incontro e della collaborazione nati intorno a “LIMEN”.

Perché, talvolta, attraversare una soglia significa semplicemente creare le condizioni perché qualcosa di nuovo possa accadere.

Il 22 e 23 agosto 2026 il Lido “Da Mimì” di Vasto Marina ospiterà la mostra di VALERIA VERLENGIA, artista che ha fatto d...
21/08/2026

Il 22 e 23 agosto 2026 il Lido “Da Mimì” di Vasto Marina ospiterà la mostra di VALERIA VERLENGIA, artista che ha fatto del mare uno dei temi privilegiati della propria ricerca pittorica.

C’è un mare che si guarda e un mare che si sogna. È proprio lungo questo sottile confine tra realtà e immaginazione che si muove la pittura di Valeria Verlengia, artista sensibile alle suggestioni dell’Impressionismo e alle molteplici espressioni del linguaggio figurativo contemporaneo.

Le sue opere saranno protagoniste, il 22 e 23 agosto 2026, di una mostra al Lido “Da Mimì” di Vasto Marina: un incontro particolarmente suggestivo, quello tra il mare reale e il mare dipinto, capace di trasformare il paesaggio in una dimensione intima, fantastica e profondamente emozionale.

Il mare è il soggetto privilegiato, anche se non esclusivo, della ricerca di Verlengia. Nelle sue marine l’acqua non sovrasta mai le vele al vento: sembra piuttosto accoglierle, accompagnandole verso una dimensione sospesa, avvolta da una fiabesca iridescenza. Onde, barche, vele e cielo entrano così in una composizione nella quale il dato reale progressivamente si trasfigura, lasciando spazio al sogno.

🎨 La pittura di Verlengia nasce proprio dall’incontro tra ragione e sentimento, visibile e invisibile, realtà e immaginazione. Il paesaggio marino non coincide soltanto con ciò che l’occhio osserva: diventa percezione personale, memoria, emozione. È l’elaborazione fantastica di un mondo conosciuto che, attraverso la pittura, viene ogni volta reinventato.

A guidare questa trasformazione è soprattutto il colore. Il celeste del mare sembra innalzarsi verso il cielo in uno slancio quasi irrefrenabile, mentre le diverse tonalità restituiscono all’acqua una vitalità che supera la semplice rappresentazione naturalistica. Il mare diventa allora spazio dell’anima, superficie sulla quale affiorano emozioni, ricordi, desideri e un profondo senso di libertà.

Davanti alle opere di Valeria Verlengia si percepisce anche una particolare felicità del dipingere: un piacere autentico dell’espressione, libero da intenti speculativi. Le vele, le onde, le imbarcazioni e gli scorci marini non sono semplicemente immagini, ma frammenti di una visione interiore che l’artista offre allo sguardo di chi osserva.

Ed è forse proprio qui uno degli aspetti più interessanti della sua ricerca: nella capacità di mettere in relazione ciò che appare con ciò che rimane invisibile. I colori, intensi e vibranti, acquistano un significato che oltrepassa la pura dimensione estetica: coinvolgono i sensi, raggiungono la sfera più istintiva della percezione e suscitano nello spettatore una risposta emotiva immediata.

Ne nasce un mare fatto di colore, movimento e poesia, nel quale lo sguardo può perdersi e, allo stesso tempo, ritrovare qualcosa di profondamente personale.

La mostra al Lido “Da Mimì” sarà dunque un invito a fermarsi davanti a queste immagini e a lasciarsi attraversare dalla loro atmosfera. Un’occasione per osservare il mare attraverso gli occhi di un’artista che non si limita a rappresentarlo, ma lo reinventa facendone un luogo dell’immaginazione e dell’interiorità.

Per due giorni, il 22 e 23 agosto, il mare dipinto da Valeria Verlengia incontrerà quello reale di Vasto Marina. Due orizzonti si troveranno così a dialogare attraverso la luce e il colore: quello che si apre davanti ai nostri occhi e quello, più segreto, che ciascuno custodisce dentro di sé.

Perché, in fondo, è proprio questa la forza della pittura di Valeria Verlengia: non mostrarci soltanto il mare, ma ricordarci che esistono infiniti modi di guardarlo e, soprattutto, di sognarlo.

📌 Lido Da Mimì, Lungomare E. Cordella, Vasto Marina (CH).

L’arte possiede una singolare prerogativa: non coincide mai con il tempo della sua esposizione. Le mostre si aprono e si...
07/08/2026

L’arte possiede una singolare prerogativa: non coincide mai con il tempo della sua esposizione. Le mostre si aprono e si chiudono secondo un calendario; le opere, invece, continuano a vivere nella memoria di chi le ha incontrate. È qui che passa la differenza tra un evento e un’esperienza: l’evento termina, l’esperienza rimane.

Con il finissage di lunedì 10 agosto 2026, alle ore 18.30, presso la Sala Espositiva “La Rotonda” di Vasto Marina, si conclude la mostra personale di Katia Koudachova, un percorso espositivo che ha saputo instaurare un dialogo intenso e autentico tra pittura, paesaggio e identità del luogo.

Le opere esposte non si limitano a rappresentare il mare: ne restituiscono il respiro. L’Adriatico, con la sua luce mutevole e il suo orizzonte sempre aperto, diventa materia pittorica e, insieme, spazio interiore. In questo racconto per immagini, i trabocchi emergono come protagonisti assoluti: non semplici architetture legate alla pesca, ma presenze sospese tra terra e mare, monumenti silenziosi alla memoria dell’uomo, straordinarie sintesi di ingegno, fatica e armonia con la natura.

Chi percorre la Via Verde della Costa dei Trabocchi conosce bene quella sensazione difficile da tradurre in parole. Davanti a queste costruzioni protese sull’acqua, il passo rallenta quasi spontaneamente, come se il paesaggio chiedesse rispetto prima ancora di essere contemplato. I trabocchi non appartengono soltanto alla geografia abruzzese: appartengono a un immaginario più vasto, profondamente mediterraneo. Sono luoghi dell’attesa e della contemplazione, spazi nei quali il tempo sembra sottrarsi alla frenesia contemporanea per ritrovare il ritmo antico del vento e delle maree.

Katia Koudachova ha saputo cogliere questa dimensione senza cedere alla semplice descrizione. La sua pittura non documenta il paesaggio: lo interpreta. Ogni tela oltrepassa il dato naturale per trasformarlo in esperienza emotiva. La luce non si limita a illuminare le cose, ma sembra rivelarne l’essenza; il colore non riproduce semplicemente il reale, bensì ne evoca la memoria più intima.

È forse proprio qui che va cercata una delle ragioni della favorevole accoglienza riservata alla mostra.

La critica e gli organi di stampa hanno riconosciuto la solidità della ricerca artistica, la coerenza del linguaggio pittorico e la qualità tecnica dell’esecuzione. Ma uno dei riconoscimenti più significativi è arrivato da coloro che troppo spesso vengono considerati lontani dai linguaggi dell’arte: i giovani.

Vederli sostare davanti ai dipinti, discutere, interrogarsi e confrontarsi sulle immagini, sottraendosi almeno per un momento alla velocità della comunicazione digitale, rappresenta uno dei segnali più incoraggianti che un’esposizione possa offrire. Significa che la pittura conserva intatta la capacità di generare domande. E quando un’opera suscita interrogativi invece di limitarsi a offrire risposte, continua a essere profondamente contemporanea.

Ogni artista conosce, infine, il sentimento ambiguo del finissage. Non è soltanto nostalgia e non è semplicemente soddisfazione. È qualcosa di più sottile: la consapevolezza che le opere stanno per lasciare il luogo nel quale, attraverso lo sguardo degli altri, hanno trovato una nuova voce.

Finché rimane nello studio, un dipinto appartiene soprattutto al suo autore. Quando incontra il pubblico, invece, comincia una seconda esistenza: diventa patrimonio di interpretazioni, emozioni e ricordi che l’artista non può più governare. È forse questo uno dei destini più alti dell’opera d’arte: emanciparsi dal proprio creatore per continuare a vivere nello sguardo degli altri.

Ma anche chi guarda ne esce, in qualche misura, trasformato.

Forse il visitatore non ricorderà ogni tela. Conserverà però una particolare vibrazione della luce, il profilo essenziale di un trabocco contro il cielo, un riflesso del mare che sembra dissolversi nel colore. Immagini destinate a riaffiorare quando tornerà a percorrere la Via Verde e, osservando i trabocchi reali, riconoscerà qualcosa che aveva già incontrato - forse senza saperlo - nella pittura.

È questa una delle forze più profonde dell’arte autentica: modificare il nostro modo di guardare il mondo. Dopo l’incontro con un’opera capace di lasciare un segno, anche il paesaggio cambia. Non perché sia diverso il mare, né perché siano mutati il cielo o l’orizzonte, ma perché è cambiato il nostro sguardo.

Il finissage del 10 agosto non rappresenta, dunque, soltanto la conclusione di un percorso espositivo. È piuttosto il momento in cui un’esperienza collettiva comincia a trasformarsi in memoria individuale. Le pareti della sala torneranno presto al silenzio, ma le immagini continueranno il loro viaggio: nei ricordi dei visitatori, nel percorso dell’artista e nella coscienza di un territorio che, attraverso la pittura, ha trovato una nuova forma per raccontarsi.

Perché il mare non termina sulla linea dell’orizzonte.

E una mostra, quando riesce davvero a lasciare una traccia, non finisce il giorno in cui chiude. Comincia forse proprio allora: nel tempo lungo della memoria, dove l’arte continua, silenziosamente, a compiere il proprio destino.

📌 Sala espositiva "La Rotonda", Lungomare E. Cordella, Vasto Marina (CH).

Dal 1° al 10 agosto 2026, la Sala Espositiva "La Rotonda" di Vasto Marina ospiterà la mostra personale dell'artista biel...
31/07/2026

Dal 1° al 10 agosto 2026, la Sala Espositiva "La Rotonda" di Vasto Marina ospiterà la mostra personale dell'artista bielorussa KATIA KOUDACHOVA, un percorso espositivo dedicato ai trabocchi e al mare della Via Verde, simboli della Costa dei Trabocchi e dell'identità culturale abruzzese.

L'inaugurazione si terrà sabato 1° agosto alle ore 18.00, offrendo al pubblico l'occasione di scoprire una raccolta di opere che raccontano il fascino del mare Adriatico attraverso la sensibilità e il linguaggio pittorico dell'artista. Nelle sue tele, i trabocchi non sono soltanto antiche macchine da pesca, ma diventano emblemi di storia, memoria e tradizione, immersi in paesaggi ricchi di luce, colore ed emozione.

L'iniziativa nasce dalla volontà del Consorzio Vivere Vasto Marina, che ha promosso la mostra con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale del territorio attraverso il linguaggio universale dell'arte. Il progetto si inserisce nel programma delle attività dedicate alla promozione della città e della sua vocazione turistica, offrendo a residenti e visitatori un'occasione per riscoprire la bellezza della costa attraverso un'interpretazione artistica originale e suggestiva.

«Abbiamo desiderato fortemente questa mostra – dichiara il Presidente del Consorzio Vivere Vasto Marina, dott. Piergiorgio Molino – perché Katia Koudachova rappresenta un esempio straordinario di come l'arte riesca a superare ogni confine geografico e culturale. Pur provenendo dalla Bielorussia, una nazione priva di sbocchi sul mare, ha saputo innamorarsi della nostra costa e tradurre sulla tela l'essenza del mare Adriatico, la poesia dei trabocchi e il fascino della Via Verde. Le sue opere dimostrano quanto la bellezza del territorio vastese sia capace di parlare a chiunque, indipendentemente dalle proprie origini. Attraverso il suo sguardo, Vasto e la Costa dei Trabocchi diventano un patrimonio universale, capace di emozionare e raccontare la nostra identità con il linguaggio senza confini dell'arte.»

La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Vasto, attraverso l'Assessorato alla Cultura e al Turismo guidato da Nicola Della Gatta, a conferma del valore culturale dell'iniziativa. Il coordinamento è affidato al Consorzio Vivere Vasto Marina, mentre l'organizzazione è curata dall'Associazione Competenze Multidisciplinari (ACM), che ha arricchito il programma con un'importante attività formativa dedicata ai più giovani.

Nel corso della manifestazione, infatti, l'ACM organizzerà un laboratorio di pittura rivolto ai giovani ospiti delle concessioni balneari di Vasto Marina. Il laboratorio sarà condotto dagli artisti Katia Koudachova e Gianni Madonna, che accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle tecniche pittoriche e dell'osservazione del paesaggio marino, stimolando creatività, sensibilità artistica e conoscenza del territorio.

L'esperienza si concluderà l'8 agosto 2026 con una cerimonia durante la quale tutti i partecipanti riceveranno una medaglia ricordo del soggiorno nella Città del Vasto, quale simbolico riconoscimento di un percorso che unisce arte, cultura, formazione e valorizzazione del territorio.

La mostra sarà visitabile dal 1° al 10 agosto 2026, tutti i giorni dalle ore 18.00 alle ore 24.00, presso la Sala Espositiva "La Rotonda" di Vasto Marina.

L'iniziativa rappresenta un invito a vivere l'arte come strumento di conoscenza e valorizzazione del territorio, dove il mare e i trabocchi diventano protagonisti di un racconto capace di coniugare tradizione, identità e bellezza. Grazie anche al laboratorio dedicato ai più giovani, la manifestazione assume un significativo valore educativo, contribuendo a trasmettere alle nuove generazioni il rispetto e l'amore per il patrimonio paesaggistico e culturale della Costa dei Trabocchi.

La mostra e le attività collaterali si inseriscono nel calendario degli eventi dell'estate vastese, offrendo a cittadini e turisti un'esperienza culturale di qualità che celebra il territorio attraverso l'arte, la creatività e l'accoglienza.

📌 Sala espositiva "La Rotonda", Lungomare E. Cordella, Vasto Marina (CH).

Si chiude domenica 19 luglio 2026, con un pomeriggio dedicato all'arte e alla musica, il doppio appuntamento espositivo ...
17/07/2026

Si chiude domenica 19 luglio 2026, con un pomeriggio dedicato all'arte e alla musica, il doppio appuntamento espositivo ospitato nella Sala Pinacoteca di Palazzo d'Avalos. A partire dalle ore 18.30 il pubblico potrà partecipare al finissage delle mostre "A Sense of Place" e "L'Arma dei Carabinieri raccontata dall'Arte", due esposizioni che nelle scorse settimane hanno offerto percorsi artistici differenti, accomunati dalla capacità di raccontare il presente attraverso il linguaggio dell'arte.

Le due mostre sono state organizzate dall'Associazione di Competenze Multidisciplinari (ACM), con il patrocinio e il supporto dell'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Vasto e con la preziosa collaborazione del Generale della Riserva Gianfranco Rastelli, promotore dell'iniziativa dedicata all'Arma dei Carabinieri e figura determinante per la realizzazione del progetto.

Da una parte, "A Sense of Place" propone una riflessione sul senso di appartenenza, sul paesaggio e sull'identità, attraverso opere che indagano il rapporto tra uomo, memoria e territorio. Dall'altra, "L'Arma dei Carabinieri raccontata dall'Arte" riunisce artisti chiamati a confrontarsi con i valori della legalità, del servizio e della vicinanza ai cittadini, in occasione del 165° anniversario della fondazione della Luogotenenza dei Carabinieri di Vasto.

Il finissage rappresenterà un momento di incontro tra artisti e pubblico, offrendo l'opportunità di condividere riflessioni e impressioni sulle opere esposte e di salutare due iniziative che hanno contribuito ad arricchire la programmazione culturale estiva di Palazzo d'Avalos, confermandone il ruolo di luogo privilegiato di dialogo tra arte, storia e comunità.

Ad accompagnare il percorso espositivo sarà un raffinato momento musicale dal vivo con Enzo Cirone al sax, Fabrizio Pellicciotti al pianoforte e Jacopo Pellicciotti al basso. I tre musicisti proporranno un repertorio capace di dialogare con le atmosfere delle esposizioni, creando un suggestivo intreccio tra musica e arti visive.

La serata sarà anche l'occasione per rivolgere un sentito ringraziamento a tutti gli artisti che, con la qualità delle loro opere e la disponibilità dimostrata, hanno contribuito al successo delle due mostre.

Un particolare riconoscimento è rivolto al Direttivo dell'Associazione di Competenze Multidisciplinari (ACM), coordinato dal vicepresidente Antonio Leonardo Rosati, che ancora una volta si è distinto per l'efficienza organizzativa, lo spirito di collaborazione e il costante impegno nella realizzazione delle iniziative culturali dell'associazione.

Un ringraziamento speciale va inoltre alla curatrice degli eventi, la poetessa Marianna Della Penna, il cui lavoro di coordinamento artistico e culturale ha contribuito in modo significativo alla riuscita delle esposizioni, valorizzando il dialogo tra gli artisti, i contenuti delle opere e il rapporto con il pubblico.

L'appuntamento è dunque per domenica 19 luglio 2026, alle ore 18.30, nella Sala Pinacoteca di Palazzo d'Avalos, per celebrare la conclusione di due esposizioni che hanno lasciato un segno nella stagione culturale estiva della città, in un'atmosfera di condivisione, arte e musica.

L'ingresso è libero.

📌 Palazzo d’Avalos, p.zza Lucio Valerio Pudente 5, Vasto (CH)

Cinquant’anni di pittura autentica per PAUL CRITCHLEY, sempre fedele a una ricerca originale e mai condizionata dalle mo...
16/07/2026

Cinquant’anni di pittura autentica per PAUL CRITCHLEY, sempre fedele a una ricerca originale e mai condizionata dalle mode, rappresentano il percorso di un artista laureato in arte, capace di coniugare la sensibilità macchiaiola con il rigore del verismo e una straordinaria genialità compositiva.

Si concluderà il giorno 19 luglio la mostra personale dell’artista, durata tre settimane, nelle suggestive sale del Palazzo d’Avalos, a Vasto, un’esperienza che ha consentito al pubblico di apprezzarne il suo percorso artistico di grande spessore umano e culturale.

➡️ Leggi l'articolo:
https://ilnuovoonline.it/2026/07/16/paul-critchley-lartista/

Esiste un momento in cui l’arte supera la dimensione della semplice espressione estetica per diventare memoria condivisa...
15/07/2026

Esiste un momento in cui l’arte supera la dimensione della semplice espressione estetica per diventare memoria condivisa, coscienza civile e racconto identitario di una comunità. È quanto è accaduto nelle sale “Roberto Bontempo” di Palazzo d'Avalos - Meraviglia d'Abruzzo, dove il vernissage della mostra “L’Arma dei Carabinieri raccontata dall’Arte” ha trasformato una ricorrenza istituzionale in un intenso momento di partecipazione collettiva e riflessione.

L’occasione è stata il 165° anniversario della fondazione della Luogotenenza dei Carabinieri di Vasto, una ricorrenza che la città ha scelto di celebrare non soltanto attraverso il linguaggio della memoria ufficiale, ma affidandosi alla forza universale dell’arte, capace di parlare prima al cuore e poi alla ragione.

Le sale del Palazzo si sono animate di un’atmosfera composta e solenne. Il silenzio rispettoso dei visitatori, le uniformi dell’Arma accanto agli abiti degli artisti, la presenza delle istituzioni insieme ai cittadini hanno restituito l’immagine di una comunità consapevole del valore della cultura come strumento privilegiato per custodire e tramandare la propria storia.

Tra le tele illuminate dalla luce estiva filtrata dalle finestre del Palazzo, ogni opera sembrava instaurare un dialogo con l’osservatore, raccontando episodi, emozioni e valori appartenenti al patrimonio morale dell’intero Paese.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione di Competenze Multidisciplinari (ACM), in collaborazione con il Comune di Vasto e con l’Associazione Nazionale Carabinieri, nasce da un’intuizione semplice ma profondamente significativa: celebrare un’Istituzione che da oltre due secoli accompagna la storia italiana attraverso lo sguardo e la sensibilità degli artisti.

Ventidue pittori, provenienti da diverse regioni italiane, hanno raccolto questa sfida culturale interpretando il tema con linguaggi differenti e personali. Un particolare ringraziamento va agli artisti partecipanti: Silvana Altigondo, Anna Rita Angiolelli, Grazia Barbieri, Veronica Chinnici, Rosa Cianciosi, Dino Cipriani, Alberto Conte, Lucyna Ewa Czub, Marinella Debbia, Angela Di Giovannantonio, Franco Di Nicola, Silvana Di Paola, Cesare Giuliani, Pietro Iezzi, Elisa Lavazza, Gianni Madonna, Lisa Marfisi, Lorella Ragnatelli, Armada Sbardellini, Eleonora Scarano, Filippo Stivaletta, Valli Valentini e Carlo Fantauzzi.

Ne è nata una mostra corale e sorprendente, nella quale convivono realismo e simbolismo, memoria storica e interpretazione contemporanea. Alcune opere ripercorrono episodi emblematici della lunga storia dell’Arma; altre si soffermano sul volto umano del Carabiniere, sulla quotidianità del servizio e sul rapporto di fiducia costruito negli anni con le comunità locali. Altre ancora affidano al linguaggio della metafora il compito di rappresentare valori universali come legalità, sacrificio, giustizia e prossimità.

Non si tratta di una mostra celebrativa nel senso più tradizionale del termine, ma di un vero e proprio percorso civile, nel quale l’arte diventa interprete di valori che spesso rischiano di rimanere confinati nelle formule della retorica istituzionale. Qui, invece, quei valori assumono forma, colore e materia, trasformandosi in immagini capaci di suscitare emozione e riflessione.

Nel suo intervento inaugurale, il Presidente dell’ACM Carlo Viggiano ha sottolineato come alcune ricorrenze meritino di essere affidate alla sensibilità degli artisti, perché «l’arte possiede la straordinaria capacità di custodire la memoria e consegnarla alle generazioni future». Un principio che attraversa l’intera esposizione, dove ogni dipinto diventa testimonianza di riconoscenza verso donne e uomini che quotidianamente operano con discrezione, senso del dovere e spirito di servizio.

La presenza del Generale di Corpo d’Armata Nicola Massimo Masciulli, Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden”, ha conferito alla manifestazione un particolare rilievo istituzionale. Accanto a lui erano presenti il Generale della Riserva Gianfranco Rastelli, il Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri Giuseppe Galante, il Sindaco di Vasto Francesco Menna, l’Assessore alla Cultura Nicola Della Gatta, rappresentanti delle autorità civili e militari e numerosi cittadini, uniti in un momento capace di coniugare il rigore della celebrazione con la partecipazione emotiva.

Particolarmente significativo il momento delle premiazioni, che ha assunto il valore di un gesto simbolico di riconoscenza. Il maestro pirografo Alberto Conte ha voluto rendere omaggio al Generale Nicola Massimo Masciulli attraverso una propria opera, consegnata quale segno di gratitudine per l’alto servizio svolto dall’Arma dei Carabinieri a favore del Paese.

Una seconda opera è stata donata alla violinista concertista Mariabeatrice Pietroiusti, protagonista di un’esibizione musicale che ha impreziosito il vernissage con rara eleganza e intensità.

Un ulteriore gesto di grande sensibilità è arrivato dall’artista Marinella Debbia che, impossibilitata a partecipare personalmente, ha affidato al Presidente dell’ACM Carlo Viggiano la consegna di una sua opera destinata ai Carabinieri di Vasto. Un dono dal forte valore simbolico, rivolto idealmente a tutti i militari che ogni giorno operano al servizio della collettività. Un gesto che ha immediatamente trovato il consenso e l’adesione di numerosi altri artisti espositori.

La musica ha completato il racconto della serata. Le interpretazioni dell’Inno d’Italia e del "Va’ pensiero" di Giuseppe Verdi, eseguite al violino da Mariabeatrice Pietroiusti, hanno avvolto gli ambienti di Palazzo d’Avalos in un’atmosfera di intensa suggestione, creando un dialogo armonioso tra arti figurative e musica. Le note del violino hanno accompagnato il percorso dei visitatori, trasformando la visita in un’esperienza immersiva in cui emozione e contemplazione si sono unite in un’unica armonia.

Importante anche il contributo della curatrice Marianna Della Penna, che ha saputo costruire un percorso espositivo coerente e coinvolgente, capace di mettere in relazione le opere in una narrazione continua dedicata ai valori della legalità, del servizio e della memoria.

Nel rivolgere i ringraziamenti conclusivi, il Presidente Viggiano ha voluto evidenziare il ruolo fondamentale del Comune di Vasto, dell’Assessorato alla Cultura, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, del personale museale di Palazzo d’Avalos e degli artisti dell’ACM, giunti da numerose regioni italiane per contribuire a un progetto capace di unire qualità artistica e alto valore civile.

Ma il significato più autentico della mostra risiede forse proprio nella sua capacità di ricordare come la cultura possa essere uno strumento concreto di cittadinanza attiva. Le opere esposte non raccontano soltanto l’Arma dei Carabinieri: raccontano il rapporto profondo tra lo Stato e i cittadini, il valore della fiducia, il senso del dovere e la responsabilità condivisa di custodire libertà e convivenza democratica.

È questo il messaggio che accompagna il visitatore al termine del percorso espositivo: la consapevolezza che l’arte, quando incontra la memoria e il servizio alle istituzioni, supera i confini della rappresentazione per trasformarsi in patrimonio civile.

Con questa mostra, Vasto conferma ancora una volta la propria vocazione culturale, dimostrando che la bellezza può diventare occasione di riflessione, strumento di identità collettiva e ponte tra storia, emozione e futuro.

📸 Foto di Carlo Ciancio che ringraziamo per la condivisione.

📌 Palazzo d’Avalos, p.zza Lucio Valerio Pudente 5, Vasto (CH)

Indirizzo

Via Niccolò Machiavelli, 25
Vasto
66054

Sito Web

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