19/09/2026
Ci sono mostre che si visitano e altre che, una volta usciti dalla sala, continuano ad accompagnarci. Quella di MIRTA MARANCA, ospitata nella Sala “R. Bontempo” di Palazzo d’Avalos dal 13 al 20 settembre 2026, appartiene certamente a questa seconda categoria.
Domani, 20 settembre, cala il sipario su un’esposizione che in questi giorni ha richiamato una buona presenza di pubblico, suscitando interesse e apprezzamento per le opere delle artiste presenti. Per Mirta Maranca, tuttavia, questa mostra ha assunto anche un significato più intimo e personale.
Nel suo percorso artistico trova infatti spazio il ricordo della madre, Diana Varanese, oggi scomparsa. Una presenza che non è più fisica, ma che continua a vivere nella memoria, negli affetti e in quella particolare sensibilità che l’artista riesce a trasferire nelle proprie opere.
L’arte diventa così un ponte tra ciò che è stato e ciò che continua a essere. Un linguaggio capace di custodire un affetto, dare forma ai ricordi e trasformare il dolore dell’assenza in qualcosa che può essere condiviso e arrivare agli altri.
È forse proprio questa capacità di comunicare emozioni uno degli aspetti che più hanno colpito il pubblico. I visitatori hanno potuto soffermarsi davanti a opere capaci di raccontare, attraverso linguaggi e sensibilità differenti, mondi personali che finiscono per incontrare sentimenti universali: l’amore, la memoria, l’assenza, il tempo e il bisogno di conservare ciò che ci è caro.
La Sala “R. Bontempo” di Palazzo d’Avalos ha fatto da cornice a questo incontro tra arte, memoria e pubblico, confermando ancora una volta quanto le iniziative culturali possano trasformarsi in autentici momenti di condivisione e partecipazione.
Alla vigilia della conclusione della mostra, l’ACM, organizzatrice dell’evento, ha voluto rivolgere a Mirta Maranca un sentito ringraziamento per aver offerto al pubblico non soltanto le proprie opere, ma anche una parte del proprio mondo interiore.
«Grazie Mirta per la bellezza delle tue opere, per le emozioni che hai saputo trasmettere e per aver condiviso con noi il tuo mondo artistico. Ti aspettiamo alla prossima mostra», è il messaggio dell’ACM.
L’augurio è dunque quello di ritrovare presto Mirta in una nuova esposizione: con nuove opere, nuove emozioni e nuove storie da raccontare, ma con la stessa sensibilità che ha accompagnato questa esperienza a Palazzo d’Avalos.
Perché il valore dell’arte non si misura soltanto attraverso gli occhi di chi la osserva, ma anche in ciò che riesce a lasciare nell’animo di chi guarda. E quando un’opera riesce a trasformare un ricordo in emozione, quel ricordo trova un altro modo per continuare a vivere.
📸 Foto di Carlo Ciancio che ringraziamo per la condivisione.
📌 Palazzo d’Avalos, p.zza Lucio Valerio Pudente 5, Vasto (CH)