Ricoclaun odv

Ricoclaun odv L'associazione di volontariato Ricoclaun, si occupa di clownterapia presso il territorio di Vasto, in ospedale, case famiglia, rsa, ecc. Barkmann et al.

L'associazione di volontariato http://www.ricoclaun.it/ Ricoclaun, ha sede a Vasto, ed è formata da volontari clown di corsia, volontari clown della gioia (per eventi esterni), volontari che si occupano di aspetti tecnico-burocratico e volontari sostenitori. Si occupa di clownterapia nel territorio vastese. In particolare in tutti i reparti dell'ospedale di Vasto, presso il reparto di riabilitaz

ione del San Francesco, presso la Rsa di Sant'Onofrio, nella casa famiglia Genova Rulli, e dove c'è bisogno di un sorriso. Si cimentano in gag, giochi di prestigio, sculture con palloncini e così via. Li accolgono l’entusiasmo dai più piccoli e il divertito stupore degli adulti, li compensano a volte una risata, a volte il cenno di un sorriso. Non occorre essere artisti per diventare volontari clown, e neppure essere medici: è sufficiente avere voglia di giocare e di mettersi in gioco, di guardare il mondo con allegria e di donare un pò del proprio tempo. La squadra di clown che entra , sia in corsia che in altre realtà, è sempre composta da un minimo di due ad un massimo di quattro clown. Il primo passo che fanno i nostri volontari, per agire e imparare a coordinare l'attività di clown-volontario, è di frequentare un Corso di Formazione per clown (20 ore ) dove si possono acquisire alcune tecniche di mimo, di improvvisazione, comunicazione verbale e non verbale, gags, tecnica di burattini, favolistica, ecc. Il Corso permette anche di imparare a relazionarsi serenamente con persone costrette a soggiornare in ambienti dove regna la sofferenza, portando gioia, allegria, senza "strafare" e soprattutto divertendosi a portare divertimento. Al corso segue un periodo di tirocinio durante il quale il volontario tirocinante viene accompagnato in corsia da volontari già “formati”, per imparare a mettere in pratica le tecniche apprese durante la formazione in aula, e momenti formativi periodici per un totale di impegno di 100 ore annue. Il volontario entra nel reparto “in punta di piedi” e come prima visita si reca dal personale medico o infermieristico per chiedere se è possibile in quel giorno effettuare servizio. Questo è un passo fondamentale dal momento che potrebbero esserci degenti in particolari situazioni critiche. Si entra in punta di piedi, mandando avanti il clown più esperto da noi soprannominato clown Angelo, che entra nella stanza osservando attentamente la situazione e chiede il permesso di entrare, se la situazione non permette, se i pazienti non gradiscono, si esce senza insistere. In caso affermativo si entra nella stanza, ci si presenta, si chiede il nome, l'età, senza però mai riferirsi alla malattia, e il paese di provenienza. Questa piccola intervista serve ai clown per cominciare a conoscere il paziente. Capire il carattere del paziente bambino o adulto è molto importante perché le visite dei volontari-clown sono sempre "personalizzate". Si passa poi allo spettacolino: i clown aprono le loro borse da dove esce un'infinità di giochi come palline da giocoliere, giochi di magia, pupazzi parlanti, oggetti dai mille rumori, strumentini musicali, ecc. Inizia così una sorta di complicità tra i clown ed i pazienti che si lasciano trasportare in un mondo di fantasia evadendo dalla realtà ospedaliera. Nei reparti per adulti è spesso gradito lo spettacolino di revival musicale o giochi di intrattenimento musicale (musichiere…) anche e soprattutto in dialetto. Il giorno della visita dei volontari-clown in tutto l’ospedale regna il buon umore. Durante le visite dei Volontari-clown, i bambini ridono e i medici e le infermiere sorridono, e così anche i genitori ritrovano il coraggio di sostenere i loro figli nel cammino verso la guarigione. Numerosi studi nella letteratura hanno dimostrato come la clown terapia sia un attività terapeutica che può essere di supporto alla medicina, in quanto favorisce il benessere personale attraverso diverse modalità,risultando un efficace strategia per fronteggiare lo stress,riducendo gli effetti nocivi per la salute. Conosciuta anche come comico terapia o terapia del sorriso, la clown terapia si fonda sulle proprietà curative e taumaturgiche della risata applicata in campo medico e in vari contesti di disagio. Negli anni 70 Patch Adams vide gli effetti positivi del sorriso nelle relazioni d’aiuto,dimostrando che la risata oltre ad essere contagiosa è in grado di suscitare gioia e piacere,innescando negli individui effetti psico-fisici positivi. L’umorismo è stato considerato da Martin e Lefcourt (1983) come stimolo, processo mentale, risposta e come intervento terapeutico. Gli Autori hanno dimostrato che ha un effetto significativo nella relazione fra eventi stressanti e disturbi dell’umore, dimostrando che individui con un elevato senso dell’umorismo hanno meno disturbi rispetto a quelli che ne appaiano privi. L’umorismo svolge un ruolo importante per migliorare la qualità della vita nelle istituzioni sanitarie, può essere un’utile strategia utilizzata dai pazienti per gestire la propria condizione un efficace strumento per contrastare lo stress della vita ospedaliera quindi come strategia per ridurre l’ansia nei bambini ospedalizzati. (2013) affermano che i clown dottori rappresentano un valido aiuto per i bambini nel moderare l’ansia, lo stress,la tristezza, sostenendo in tal modo il processo di guarigione. Il lavoro specifico di un clown può essere descritto secondo gli Autori attraverso 3 modelli:

– utilizzando le arti dello spettacolo, come ad esempio la magia, giochi di prestigio;

– attraverso l’umorismo;

– come alleati che offrono sostegno emotivo al paziente. Dionigi (2014) sostiene che la figura del clown dottore fa leva sulla resilienza, affermando che da una lato mira alla distrazione e alla sostituzione temporanea di un’emozione negativa con una positiva, e dall’altro lato prevede l’utilizzo di clownerie. Il termine clown dottore è stato scelto per due motivi: clown perché opera attraverso le arti della clownerie, e dottore perché agisce in stretto contatto con l’equipe ospedaliera indossando un camice bianco come i dottori, ma colorato e personalizzato con disegni attinenti al nome del clown stesso, come per sdrammatizzare la figura del medico verso il quale il paziente si predispone con minore paura e le cure mediche alle quali il degente è sottoposto (Simonds e Warren, 2003). La formazione del clown secondo Lecop (2000) si basa sull’utilizzo di una maschera, tecniche di mimo, il lavoro sullo spazio, sul movimento concentrandosi sulla camminata e sulla postura. Al clown viene chiesto di interpretare se stesso facendo emergere così la parte ingenua e autoironica dell’artista. Il lavoro su di sé sottolinea i lati ridicoli che già esistono in ognuno di noi ma vengono accettati attraverso una drammatizzazione teatrale. Il percorso formativo si concentra su tre livelli d’intervento (Pino,2010) :

Competenze professionali, come la padronanza degli strumenti operativi armonizzati e integrati nella propria struttura personale e umana;
Conoscenze e abilità, che permettono di mediare culturalmente e in modo codificato la realtà sulla quale si interviene;
Talenti personali, come creatività, lucidità, stile personale e relazionale. Viene chiesta una plasticità emozionale in quanto il clown deve essere capace di rimanere in equilibrio fra la performance artistica e la prestazione d’aiuto. Deve sapersi collocare in un contesto dove emerge dolore e sofferenza attraverso l’umorismo, sapendo prevedere e gestire gli interventi in base alla situazione dei degenti che incontrerà. La formazione prevede competenze teatrali e di clownerie oltre a insegnare la tecnica del clown questa fase è volta alla ricerca del proprio clown interiore. Ad esso è importante acquisire competenze socio-psicopedagogiche, facendo leva sulla componente umana, in particolare all’ascolto empatico, alla soggettività della persona coinvolta e al contesto in cui la relazione avviene. Ed infine la formazione comprende la parte pratica la quale deve essere condotta in forma sia laboratoriale sia di tirocinio nelle strutture.

È importante che il clown acquisisca delle competenze psicologiche necessarie in grado di trasformare lo stato emotivo del paziente, portandolo a sviluppare un pensiero divergente e proattivo nei confronti della malattia e soprattutto di aiutarlo a sdrammatizzare la propria condizione. Secondo l’Autore formare persone in clown dottori significa accompagnarle in un percorso di rielaborazione della propria personalità che porta a prendere consapevolezza e confidenza con la parte più nascosta di sé. I clown dottori agiscono sempre nel rispetto del lavoro dei medici e degli altri operati sanitari lavorando sempre in coppia secondo un impianto artistico che si basa sulle figure del clown Bianco e dell’Augusto. Il clown Bianco rappresenta la coscienza, l’autorità mentre l’Augusto rappresenta la goffaggine, l’imprevedibilità e l’ingenuità. Attraverso la personificazione di questi due ruoli che i clown dottori riescono a svolgere la loro funzione psicopedagogica. Il lavoro di coppia aiuta ad affrontare situazioni stressanti, limitando l’insorgenza della sindrome da burnout .Gli strumenti terapeutici del clown non si basano solo sull’umorismo e la risata ma comprendono anche strumenti come la dramma terapia, la facilitazione dell’incontro con il paziente nel mondo dell’immaginazione. La costruzione di una realtà immaginaria che consente al paziente di trasformare in parte anche quella reale, consentendo di migliorare la sua condizione emotiva e fisica. Un altro aspetto in comune alla dramma terapia è che il clown gioca sempre un o più ruoli e invita il paziente a fare altrettanto, partecipando al suo gioco e qualsiasi tipo di storia che viene costruita insieme al paziente si basa sull’improvvisazione.

04/09/2026
Un' ondata di allegria con i clown Broccolo e Fiorellina in pediatria e ginecologia nell'ospedale di Vasto. La clowntera...
31/08/2026

Un' ondata di allegria con i clown Broccolo e Fiorellina in pediatria e ginecologia nell'ospedale di Vasto. La clownterapia Ricoclaun dopo la pausa estiva ricomincia...

25/08/2026

Il ricordo del terremoto del Centro Italia del 2016 porta con sé un dolore ancora vivo. Una tragedia immane, fatta di vite spezzate, distruzione e ferite che hanno toccato il cuore di tutti noi.

Tra i tanti ricordi di quei giorni intensi e drammatici, ce n'è uno in particolare che mi torna in mente con forza. Qualche settimana dopo il sisma, ricevetti un messaggio da clown Margherito di Bergamo, conosciuto nel 2003 in pediatria durante il primo ricovero di mio figlio Enrico.

«Rosaria, questa volta dovete occuparvene voi, siete più vicini», mi scrisse.
Intendeva dire che la Ricoclaun doveva portare la clownterapia tra le persone terremotate.
«Ma non so neanche dove sono!» risposi sorpresa.
E lui: «Te lo dico io, sono a San Benedetto del Tronto»

Non era una sfida facile, tutt'altro. Ma ci siamo messe subito in moto. Chiamai Lulù: «Dobbiamo contattare San Benedetto e capire dove sono alloggiati». Lulù chiamò il Sindaco e, con il suo accordo, ci coordinammo con la Protezione Civile e con la direzione dell'Hotel Relax, dove era ospitata la maggior parte dei bambini.

Per sostenere le spese e affittare un pulmino da 8 posti, creammo una bellissima rete di sinergia con l'associazione Sorridere Sempre di Termoli e organizzammo una "Partita del Cuore". Da quel momento, ogni fine settimana, il sabato o la domenica, eravamo lì.

È stato un percorso profondo e non privo di difficoltà, che ci ha trasformati. Abbiamo imparato ad accogliere il dolore e la rabbia delle persone, costruendo sul campo, in quelle lunghe e intense giornate, una "clownterapia laboratoriale" che è diventata un patrimonio d'esperienza prezioso anche per le nostre attività successive.

A distanza di anni da quella tragedia, resta forte la consapevolezza di quanto la vicinanza, l'ascolto e il dono di un sorriso possano fare la differenza anche nelle ore più buie. ❤️

Nasce oggi un nuovo progetto grazie alla collaborazione con Zona Locale, uno spazio dove poter raccontare periodicamente...
15/08/2026

Nasce oggi un nuovo progetto grazie alla collaborazione con Zona Locale, uno spazio dove poter raccontare periodicamente il volontariato del nostro territorio.
Tutte le associazioni che volessero raccontarsi possono contattarmi per evidenziare la loro storia, i loro progetti, le loro idee a favore della comunità

Associazioni, persone, progetti, idee, eventi, criticità e sogni: ogni quindici giorni Zonalocale darà voce alla solidarietà nel Vastese

IL SORRISO CHE GUARISCE… ha iniziato il suo viaggio!Ieri, 14 agosto, alla Villa Comunale di Vasto, nell’ambito del Festi...
15/08/2026

IL SORRISO CHE GUARISCE… ha iniziato il suo viaggio!

Ieri, 14 agosto, alla Villa Comunale di Vasto, nell’ambito del Festival del Benessere, si è svolta con grande partecipazione ed entusiasmo la presentazione del mio nuovo libro “Il sorriso che guarisce”, edito da Ianieri Editore.

È stato davvero emozionante vedere tanti bambini attenti, curiosi e coinvolti. Attraverso il Kamishibai, e grazie alle bellissime immagini realizzate da Monica Calabrese, la storia ha preso vita davanti ai loro occhi, trasformando la presentazione in un piccolo viaggio fatto di colori, emozioni e sorrisi.

Questo libro nasce da un desiderio molto importante: raccontare ai bambini il valore della clownterapia, aiutandoli ad avvicinarsi con delicatezza anche a temi come la malattia, l’ospedale, la paura e la fragilità, scoprendo quanto possano essere potenti la vicinanza, il coraggio, la solidarietà e, naturalmente, un sorriso donato al momento giusto.

È un libro bilingue italiano-inglese, pensato per essere letto, condiviso e vissuto, con tanti giochi e attività finali che continuano il viaggio anche dopo l’ultima pagina.

Ma Il sorriso che guarisce porta con sé anche un valore ancora più grande: la solidarietà. ❤️
Tutto il ricavato sarà destinato a sostenere i tanti progetti della Ricoclaun odv , perché ogni copia possa trasformarsi concretamente in nuovi sorrisi, nuove iniziative e nuovi momenti di cura attraverso la clownterapia.

Grazie di cuore a tutti coloro che ieri hanno condiviso con me questa prima, bellissima tappa.
Grazie ai bambini, alle famiglie, agli amici, i clown Ricoclaun, a chi crede che un sorriso possa davvero fare la differenza.

Questo è solo l’inizio del viaggio…
e spero che Il sorriso che guarisce possa entrare in tante case, scuole e cuori. ❤️

Perché un libro può raccontare una storia.
Ma può anche diventare un gesto concreto d’amore.

Indirizzo

Via Santa Caterina Da Siena
Vasto
66054

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