01/04/2026
L'interno del Duomo di San Gimignano ospita una ricca decorazione ad affresco, con episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento. Le scene della Passione di Cristo, datate tra il 1335 e il 134, sono opera del pittore senese Lippo Memmi e della sua bottega.
Il momento della cattura di Cristo nell'orto del Getsemani è rappresentata con particolare violenza, Al centro c'è la figura di Cristo, che Giuda abbraccia con violenza, spingendo a forza la faccia contro il suo viso. Il suo bacio non ha nulla di amichevole, poichè serve per indicare ai soldati rioman il'uomo da arrestare. Mentre gli Apostoli fuggono terrorizzati verso sinistra, gli armati si stringono attorno a Gesù in un mucchio disordinato di elmi, scudi, lance e torce accese. I pochi volti che si distinguono nella folla hanno fattezze distorte dalla rabbia e dalla violenza.
Intanto in primo piano si svolge un'altra scena di violenza. Uno degli Apostoli, invece di scegliere la fuga, si getta sugli aggressori stringendo la spada. Il pittore gli dà le fattezze di San Pietro, seguendo il testo del Vangelo di Giovanni "Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: “Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?”.