Estro-Versi

Estro-Versi L’Associazione di promozione culturale Estro-Versi nasce l’otto marzo del 2010. Ricerca e confronto con altre forme d’arte.

In particolare si pone come obiettivo primario l’utilizzo della poesia come strumento di espressione. L’Associazione persegue le seguenti finalità :
Studio e diffusione della poesia. Promozione di attività artistiche in genere e non solo inerenti alla poesia
(teatro, fotografia, scultura, pittura e tutto quello che riguarda il settore artistico e letterario). Promozione del territorio utilizzan

do le risorse umane, naturalistiche,
artistiche, storiche e culturali in particolare di quelle presenti sul posto,
con la possibilità di organizzare viaggi, visite guidate a mostre a luoghi
d'interesse turistico e culturale da parte di soci e non addetti e preparati a
tale funzione.

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04/05/2025

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La ballata della masturbatrice solitaria
di Anne Sexton
trad. Monica Messa

La fine di una storia è sempre una morte.
Lei è la mia officina. Occhio che scivola.
Dal branco di me stessa, il fiato
trova che te ne sei andato.
Faccio paura a chi mi guarda.
Ma sono sazia.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Dita sulle dita — adesso è mia.
È qui. A un passo. È il mio appuntamento.
La batto come una campana scassata.
Mi sdraio dove tu la cavalcavi.
Mi hai presa in prestito su quel lenzuolo a fiori.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Prendi questa notte, amore,
la stessa che ogni coppia fabbrica
a colpi sotto e sopra,
due corpi gonfi su piume e spugna,
in ginocchio, che spingono, fronte contro fronte.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Mi scavo fuori dal corpo così.
Un miracolo molesto.
Potrei vendere questo mercato di sogni?
Sono stesa. Aperta. Inchiodata.
“La mia piccola prugna”, dicevi.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Poi è arrivata la rivale dagli occhi neri.
La signora d'acqua, sbucata dalla riva.
Pianoforte tra le dita, vergogna sulle labbra,
e voce da flauto.
E io? Una scopa con le ginocchia sfondate.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Lei ti ha preso come si strappa
un vestito a saldo da una gruccia.
Io mi sono spezzata come si spezza la pietra.
Ti ridò i tuoi libri e la roba da pesca.
Il giornale di oggi dice che vi sposate.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Stanotte ragazzi e ragazze sono la stessa cosa.
Si sbottonano. Si slacciano.
Si tolgono le scarpe. Spengono la luce.
Le creature che brillano sono tutte bugiarde.
Si mangiano a vicenda. Sono strapiene.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Originale

The end of the affair is always death.
She’s my workshop. Slippery eye,
out of the tribe of myself my breath
finds you gone. I horrify
those who stand by. I am fed.
At night, alone, I marry the bed.

Finger to finger, now she’s mine.
She’s not too far. She’s my encounter.
I beat her like a bell. I recline
in the bower where you used to mount her.
You borrowed me on the flowered spread.
At night, alone, I marry the bed.

Take for instance this night, my love,
that every single couple puts together
with a joint overturning, beneath, above,
the abundant two on sponge and feather,
kneeling and pushing, head to head.
At night alone, I marry the bed.

I break out of my body this way,
an annoying miracle. Could I
put the dream market on display?
I am spread out. I crucify.
My little plum is what you said.
At night, alone, I marry the bed.

Then my black-eyed rival came.
The lady of water, rising on the beach,
a piano at her fingertips, shame
on her lips and a flute’s speech.
And I was the knock-kneed broom instead.
At night, alone, I marry the bed.

She took you the way a woman takes
a bargain dress off the rack
and I broke the way a stone breaks.
I give back your books and fishing tack.
Today’s paper says that you are wed.
At night, alone, I marry the bed.

The boys and girls are one tonight.
They unbutton blouses. They unzip flies.
They take off shoes. They turn off the light.
The glimmering creatures are full of lies.
They are eating each other. They are overfed.
At night, alone, I marry the bed.

Anne Sexton (1928–1974) è stata una delle voci più intense e controverse della poesia americana del XX secolo. Vincitrice del Premio Pulitzer nel 1967, ha trasformato il proprio dolore personale in una poesia cruda, viscerale e rivoluzionaria. Con uno stile confessionale, ha affrontato temi tabù per l’epoca, come la maternità travagliata, la sessualità femminile, la malattia mentale e la morte, diventando un simbolo della rottura dei limiti imposti alle donne e alla poesia stessa. La scrittura fu per lei una forma di salvezza, un modo per riannodare i frammenti della propria esistenza. La sua vita tormentata si concluse tragicamente nel 1974, ma la forza delle sue parole continua a influenzare generazioni di lettrici e lettori.

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02/04/2025

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“Se sono un poeta o un attore,
non devo scrivere o declamare poesie, ma
viverle”,

scrive Antonin Artaud ad Henri Parisot, dal manicomio di Rodez.

“Quando recito una poesia, non è per essere applaudito,
ma per sentire i corpi di uomini e donne, ho detto corpi, che tremano e vibrano e virano all’unisono col mio,

ci si volge all’anima, alla materializzazione fisica e reale di un essere integrale della poesia.

Voglio che le poesie di François Villon, di Charles Baudelaire, di Edgar Poe o di Gérard de Nerval diventino realtà,

che la vita esca dai libri, dalle riviste, dai teatri, dalle messe che la trattengono, la sconfiggono, la crocefiggono, per lasciarla sfociare, sfogare nell’immagine dei corpi…”

Julio Cortázar

tratto dall’articolo Muerte de Antonin Artaud, sul numero 163 della rivista “Sur” di Victoria Ocampo, nel maggio del 1948

11/03/2025
"La vita facile"è un progetto poetico teatrale che nasce dalla collaborazione tra la Compagnia Fiori blu Elettrico e l'a...
10/03/2025

"La vita facile"è un progetto poetico teatrale che nasce dalla collaborazione tra la Compagnia Fiori blu Elettrico e l'associazione Estro-Versi.
Il titolo dello spettacolo trae spunto dalla raccolta "La vita facile"ma non si limita a questo. E' un racconto scorrevole delicato commuovente e a tratti ironico della "sacra spiritualità pagana"della poetessa dei Navigli.
Prosa poesie e canzoni raccontano un'artista che non si è risparmiata mai nel trasmettere la sua essenza in modo schietto e sincero.
"Mia figlia dice che sono disordinata perché ho paura d'amare;forse ha ragione" una meravigliosa esposizione della sua anima trasparente.
Lo spettacolo è stato già presentato a Milano con la partecipazione di Giuliano Grittini fotografo ufficiale della Merini, a Castello Cabiaglio, all' Alzheimer Fest , Chiostro di Voltorre e presso lo Spazio Vivere con Arte di Castiglione Olona.
Con la partecipazione dell' attrice Eugenia Marcolli,della poetessa Sara Pennacchio e del musicista Silvio Pezza.

Indirizzo

Varese
Varese
21100

Sito Web

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