Estro-Versi

Indicazioni

Estro-Versi L’Associazione di promozione culturale Estro-Versi nasce l’otto marzo del 2010. Ricerca e confronto con altre forme d’arte.

In particolare si pone come obiettivo primario l’utilizzo della poesia come strumento di espressione. L’Associazione persegue le seguenti finalità :
Studio e diffusione della poesia. Promozione di attività artistiche in genere e non solo inerenti alla poesia
(teatro, fotografia, scultura, pittura e tutto quello che riguarda il settore artistico e letterario). Promozione del territorio utilizzando le risorse umane, naturalistiche,
artistiche, storiche e culturali in particolare di quelle presenti sul posto,
con la possibilità di organizzare viaggi, visite guidate a mostre a luoghi
d'interesse turistico e culturale da parte di soci e non addetti e preparati a
tale funzione.

https://www.facebook.com/share/1EJNeb7Rzi/
04/05/2025

https://www.facebook.com/share/1EJNeb7Rzi/

La ballata della masturbatrice solitaria
di Anne Sexton
trad. Monica Messa

La fine di una storia è sempre una morte.
Lei è la mia officina. Occhio che scivola.
Dal branco di me stessa, il fiato
trova che te ne sei andato.
Faccio paura a chi mi guarda.
Ma sono sazia.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Dita sulle dita — adesso è mia.
È qui. A un passo. È il mio appuntamento.
La batto come una campana scassata.
Mi sdraio dove tu la cavalcavi.
Mi hai presa in prestito su quel lenzuolo a fiori.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Prendi questa notte, amore,
la stessa che ogni coppia fabbrica
a colpi sotto e sopra,
due corpi gonfi su piume e spugna,
in ginocchio, che spingono, fronte contro fronte.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Mi scavo fuori dal corpo così.
Un miracolo molesto.
Potrei vendere questo mercato di sogni?
Sono stesa. Aperta. Inchiodata.
“La mia piccola prugna”, dicevi.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Poi è arrivata la rivale dagli occhi neri.
La signora d'acqua, sbucata dalla riva.
Pianoforte tra le dita, vergogna sulle labbra,
e voce da flauto.
E io? Una scopa con le ginocchia sfondate.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Lei ti ha preso come si strappa
un vestito a saldo da una gruccia.
Io mi sono spezzata come si spezza la pietra.
Ti ridò i tuoi libri e la roba da pesca.
Il giornale di oggi dice che vi sposate.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Stanotte ragazzi e ragazze sono la stessa cosa.
Si sbottonano. Si slacciano.
Si tolgono le scarpe. Spengono la luce.
Le creature che brillano sono tutte bugiarde.
Si mangiano a vicenda. Sono strapiene.
Di notte, da sola, sposo il letto.

Originale

The end of the affair is always death.
She’s my workshop. Slippery eye,
out of the tribe of myself my breath
finds you gone. I horrify
those who stand by. I am fed.
At night, alone, I marry the bed.

Finger to finger, now she’s mine.
She’s not too far. She’s my encounter.
I beat her like a bell. I recline
in the bower where you used to mount her.
You borrowed me on the flowered spread.
At night, alone, I marry the bed.

Take for instance this night, my love,
that every single couple puts together
with a joint overturning, beneath, above,
the abundant two on sponge and feather,
kneeling and pushing, head to head.
At night alone, I marry the bed.

I break out of my body this way,
an annoying miracle. Could I
put the dream market on display?
I am spread out. I crucify.
My little plum is what you said.
At night, alone, I marry the bed.

Then my black-eyed rival came.
The lady of water, rising on the beach,
a piano at her fingertips, shame
on her lips and a flute’s speech.
And I was the knock-kneed broom instead.
At night, alone, I marry the bed.

She took you the way a woman takes
a bargain dress off the rack
and I broke the way a stone breaks.
I give back your books and fishing tack.
Today’s paper says that you are wed.
At night, alone, I marry the bed.

The boys and girls are one tonight.
They unbutton blouses. They unzip flies.
They take off shoes. They turn off the light.
The glimmering creatures are full of lies.
They are eating each other. They are overfed.
At night, alone, I marry the bed.

Anne Sexton (1928–1974) è stata una delle voci più intense e controverse della poesia americana del XX secolo. Vincitrice del Premio Pulitzer nel 1967, ha trasformato il proprio dolore personale in una poesia cruda, viscerale e rivoluzionaria. Con uno stile confessionale, ha affrontato temi tabù per l’epoca, come la maternità travagliata, la sessualità femminile, la malattia mentale e la morte, diventando un simbolo della rottura dei limiti imposti alle donne e alla poesia stessa. La scrittura fu per lei una forma di salvezza, un modo per riannodare i frammenti della propria esistenza. La sua vita tormentata si concluse tragicamente nel 1974, ma la forza delle sue parole continua a influenzare generazioni di lettrici e lettori.

https://www.facebook.com/share/p/18TriAg11f/
02/04/2025

https://www.facebook.com/share/p/18TriAg11f/

“Se sono un poeta o un attore,
non devo scrivere o declamare poesie, ma
viverle”,

scrive Antonin Artaud ad Henri Parisot, dal manicomio di Rodez.

“Quando recito una poesia, non è per essere applaudito,
ma per sentire i corpi di uomini e donne, ho detto corpi, che tremano e vibrano e virano all’unisono col mio,

ci si volge all’anima, alla materializzazione fisica e reale di un essere integrale della poesia.

Voglio che le poesie di François Villon, di Charles Baudelaire, di Edgar Poe o di Gérard de Nerval diventino realtà,

che la vita esca dai libri, dalle riviste, dai teatri, dalle messe che la trattengono, la sconfiggono, la crocefiggono, per lasciarla sfociare, sfogare nell’immagine dei corpi…”

Julio Cortázar

tratto dall’articolo Muerte de Antonin Artaud, sul numero 163 della rivista “Sur” di Victoria Ocampo, nel maggio del 1948

11/03/2025
"La vita facile"è un progetto poetico teatrale che nasce dalla collaborazione tra la Compagnia Fiori blu Elettrico e l'a...
10/03/2025

"La vita facile"è un progetto poetico teatrale che nasce dalla collaborazione tra la Compagnia Fiori blu Elettrico e l'associazione Estro-Versi.
Il titolo dello spettacolo trae spunto dalla raccolta "La vita facile"ma non si limita a questo. E' un racconto scorrevole delicato commuovente e a tratti ironico della "sacra spiritualità pagana"della poetessa dei Navigli.
Prosa poesie e canzoni raccontano un'artista che non si è risparmiata mai nel trasmettere la sua essenza in modo schietto e sincero.
"Mia figlia dice che sono disordinata perché ho paura d'amare;forse ha ragione" una meravigliosa esposizione della sua anima trasparente.
Lo spettacolo è stato già presentato a Milano con la partecipazione di Giuliano Grittini fotografo ufficiale della Merini, a Castello Cabiaglio, all' Alzheimer Fest , Chiostro di Voltorre e presso lo Spazio Vivere con Arte di Castiglione Olona.
Con la partecipazione dell' attrice Eugenia Marcolli,della poetessa Sara Pennacchio e del musicista Silvio Pezza.

https://www.facebook.com/share/1DV4XG6F3A/
18/12/2024

https://www.facebook.com/share/1DV4XG6F3A/

Cos’è che uccide l’amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose. Non spianarti la strada, non prepararti la tavola. Sceglierti per abitudine e non per desiderio, passare davanti al fioraio senza accorgermene. Lasciare i piatti da lavare, il letto da rifare, ignorarti al mattino, usarti la notte. Desiderare un’altra persona mentre ti bacio sulla guancia. Dire il tuo nome senza ascoltarlo, dare per scontato che sia mio diritto pronunciarlo.

Jeanette Winterson

https://www.facebook.com/share/p/1BC93etEte/
10/12/2024

https://www.facebook.com/share/p/1BC93etEte/

[ Mi trovate al lavoro; perdonate la polvere sulla camicetta. Scolpisco il marmo da sola.]

La signorina Camille Claudel ci consegna opere che superano, per la capacità inventiva e la potenza dell’esecuzione, tutto quello che ci si può aspettare da una donna.

Odile Ayral-Clause, da Camille Claudel - Traduzione di Simona Giordano

Desiderava, sopra ogni cosa, allontanarsi dall’ombra di Rodin, essere riconosciuta come un’artista con il proprio stile distinto e originale. Nel 1893, quando aveva appena iniziato a lavorare da sola, mostrò alcuni schizzi e idee al fratello. “Vedi – spiegava- non assomigliano più in niente a Rodin.

Rodin: «Tutti sembrano convinti che la signorina Claudel sia ancora la mia protetta, e invece è solo un’artista incompresa, può vantarsi di aver avuto contro gli amici scultori e gli altri che mi hanno sempre ostacolato, Non scoraggiamoci, caro amico, perché sono sicuro che alla fine avrà successo, ma certo, la povera artista sarà triste ancora più triste a quel punto, conoscendo meglio la vita, essendo piena di rimorsi e rimpiangendo la fierezza d’artista e la sua onestà nel lavoro, rimpiangendo di aver impiegato tutte queste forze in una lotta e per una gloria troppo tardiva che vi ripaga con la malattia.»

Camille: «A dire il vero, preferirei fare un mestiere più seducente, che attira il mondo anziché farlo scappare. Se avessi ancora il tempo di cambiare corporazione lo farei. Avrei fatto meglio a comprarmi dei bei vestiti e dei bei cappelli che facessero risaltare le mie qualità naturali invece di dedicarmi alla mia passione per costruzioni di dubbio gusto e gruppi più o meno arcigni. Quest’arte sciagurata è più adatta alle grandi barbe e alle brutte racchie che a una donna relativamente ben fornita dalla natura. Perdonate queste riflessioni amare e tardive, che non addolciranno certo quei mostri villani che mi hanno lanciata su questa pericolosa china»

Un giorno Rodin venne a farmi visita e d’un tratto lo vidi fermarsi, immobile, d’avanti a questo ritratto, contemplandolo, accarezzando dolcemente il metallo e piangendo. Sì, piangendo. Come un bambino. Sono quindici anni che è morto. E oggi posso dire che ha amato solo voi, Camille, sempre e soltanto voi.

Ci sono due modi per eliminare una persona dalla società. Uno è l’omicidio. L’altro è l’internamento in ospedale psichiatrico, successivamente modificato, alla bisogna, all’isolamento.

Qui è tutto un piangere, un cantare, urlare a squarciagola dal mattino alla sera e dalla sera alla mattina. Ci sono creature talmente fastidiose e nocive che non le sopportano nemmeno i genitori. E per quale motivo sono costretta a sopportarle io?… Quanto è seccante stare in mezzo a tutto questo, devi tirarmi fuori di qui, sono quattordici anni che vivo sequestrata! Reclamo a gran voce la mia libertà.

Sono sprofondata in un abisso, vivo in un mondo così curioso, così strano. Del sogno che è stata la mia vita, questo è l’incubo.

§

Camille Claudel è ricordata come la talentuosa scultrice francese che da giovanissima intrecciò una tormentata relazione con Auguste Rodin. Ma Camille, carattere indipendente e irrequieto, è stata soprattutto una donna emancipata che ha sfidato le convenzioni sociali e culturali della sua epoca, soccombendo infine psicologicamente sotto il peso della riprovazione pubblica, dei pregiudizi atavici e delle privazioni materiali. Turbata dal suo anticonformismo, la famiglia reagì alle sue crisi facendola internare in una casa di cura per malati di mente, dove rimase fino alla morte. Odile Ayral-Clause, dopo anni di studi, riesce finalmente a riscattare Camille dallo stereotipo dell'eroina tragica e a consegnarci quella che può essere considerata la biografia definitiva di una grande artista. L'autrice ricostruisce, infatti, l'ambiente artistico della Parigi di fine Ottocento e gli ostacoli contro i quali la scultrice si è dovuta scontrare; si sofferma sulla storia familiare e racconta gli affetti; analizza le cause della malattia, approfondendo le circostanze della sua detenzione grazie ai documenti d'archivio. Ne esce così un libro tanto appassionante quanto accurato, uno strumento per conoscere davvero uno dei personaggi più affascinanti dell'arte moderna.

Castelvecchi ed.

https://www.facebook.com/share/14qEQaCV61/
06/12/2024

https://www.facebook.com/share/14qEQaCV61/

🍃 La poesia sembra sempre più riacquisire un proprio peso specifico nelle modalità di riappropriazione efficace di una primordiale funzione orale e fatica e come performance poetica trova linfa rinnovata nella disponibilità vieppiù inclusiva della nostra drammaturgia.

🗣𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗥𝗢𝗟𝗔 𝗡𝗨𝗗𝗔, 𝗽𝗲𝗿𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗻𝗰𝗲 𝗽𝗼𝗲𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗗𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗧𝗼𝗺𝗮𝘀𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗲 𝗚𝗶𝗴𝗶 𝗦𝗽𝗲𝗱𝗮𝗹𝗲, in questa seconda edizione, si propone di segnalare, per la prima volta in Italia, il senso di questa tendenza inequivocabile, chiaramente rintracciabile nel teatro di narrazione, in particolare nelle sue declinazioni dell’epos arcaico.

🕕 10 dicembre ore 10:30
𝙈𝙀𝙇𝙊𝙎 – 𝙆𝙤𝙪𝙧𝙤𝙨 𝙙𝙞 𝙎𝙞𝙘𝙞𝙡𝙞𝙖
di e con Gaspare Balsamo – produzione Mobilità delle Arti

🕕 13 dicembre ore 10:30
𝙈𝘼𝙏𝙍𝙄𝙈𝙊𝙉𝙄𝙊 𝘾𝙊𝙉 𝘿𝙄𝙊. 𝙑𝙖𝙨𝙡𝙖𝙫 𝙉𝙞𝙯̌𝙞𝙣𝙨𝙠𝙞𝙟 𝙚 𝙡𝙖 𝙩𝙧𝙖𝙨𝙛𝙞𝙜𝙪𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙙𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙞𝙣 𝙡𝙪𝙘𝙚.
di e con Vito di Bernardi – produzione Statale 114

🕕 16 dicembre ore 10:30
𝙇𝑨 𝑪𝘼𝑵𝙕𝑶𝙉𝑬 𝑫𝙄 𝙊𝑹𝙇𝑨𝙉𝑫𝙊 𝙈𝒂𝙧𝒕𝙞𝒓𝙞𝒐 𝒆 𝑽𝙚𝒏𝙙𝒆𝙩𝒕𝙖 𝙙𝒆𝙞 𝘾𝒓𝙞𝒔𝙩𝒊𝙖𝒏𝙞 𝙖 𝙍𝒐𝙣𝒄𝙞𝒔𝙫𝒂𝙡𝒍𝙚
di e con Giovanni Calcagno – produzione La Casa dei Santi

🕕 19 dicembre ore 10:30
𝘾𝙄𝘾𝙀𝙍𝙊𝙉𝙀 𝙀 𝙄 𝙎𝙄𝘾𝙄𝙇𝙄𝘼𝙉𝙄 𝘾𝙊𝙉𝙏𝙍𝙊 𝙑𝙀𝙍𝙍𝙀
𝘿𝙪𝙚𝙢𝙞𝙡𝙖 𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙙𝙞 𝙥𝙤𝙩𝙚𝙧𝙚 𝙘𝙤𝙧𝙧𝙪𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙚 𝙜𝙞𝙪𝙨𝙩𝙞𝙯𝙞𝙖
di e con Alfonso Veneroso – produzione Figli d’Arte Cuticchio

🗓 dal 10 al 19 dicembre
📍 DAMS - COSPECS UniMe | Via Concezione, 6 Messina
🚩ingresso libero

𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗥𝗢𝗟𝗔 𝗡𝗨𝗗𝗔
performance poetiche a cura di Dario Tomasello e Gigi Spedale
è presentata all'interno del progetto 𝗘𝗣𝗜𝗖 - 𝗘𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗣𝗲𝗿𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗱𝗶 𝗜𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲 di Mana Chuma Teatro

https://www.facebook.com/share/p/1CHaB4uVTz/
05/12/2024

https://www.facebook.com/share/p/1CHaB4uVTz/

Tu te ne vai e mentre te ne vai
mi dici: «Mi dispiace».
Pensi così di darmi un po’ di pace.
Mi prometti un pensiero costante struggente
quando sei sola e anche tra la gente.
Mi dici: «Amore mio mi mancherai.
E in questi giorni tu cosa farai?»
Io ti rispondo: «Ti avrò sempre presente,
avrò il pensiero pieno del tuo niente».

Patrizia Cavalli, dalla raccolta 'L'io singolare proprio mio', 1992

*Ritratto di Patrizia Cavalli, Fotografia di Paola Agosti, 1983

Indirizzo

Varese
Varese
21100

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Estro-Versi pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi