12/06/2026
Concludiamo il ciclo di post sull’astronomia multimessaggero con l’ultima grande fonte di informazioni sui fenomeni astrofisici: i raggi cosmici. Questi messaggeri attraversano la Terra continuamente, trasportando dettagli sui fenomeni astrofisici più estremi ed esotici del nostro universo. 🌌
I raggi cosmici sono particelle provenienti dallo spazio che viaggiano a velocità elevatissime, prossime a quella della luce. Possono avere origine dal Sole, dall'esplosione di stelle molto grandi o dalle zone vicine ai buchi neri, dove fortissimi campi magnetici accelerano la materia ad altissime energie.
La loro scoperta risale al 1912 e si deve agli studi di due scienziati: l'italiano Domenico Pacini e l'austriaco Victor Hess. All'epoca gli studiosi cercavano di capire l'origine della radioattività naturale e avevano formulato due ipotesi: secondo la prima, essa proveniva dai materiali radioattivi presenti all'interno della Terra; stando alla seconda, aveva origine nello spazio. Gli esperimenti dei due scienziati dimostrarono che era corretta la seconda ipotesi. Hess osservò che la radioattività aumentava salendo in quota con una mongolfiera, mentre Pacini scoprì che diminuiva immergendosi sott'acqua. Questi risultati portarono alla conclusione che una parte della radioattività proveniva dall'esterno dell'atmosfera terrestre, cioè dai raggi cosmici.
Nello spazio, i raggi cosmici sono costituiti principalmente da protoni (circa il 90%) e da nuclei di elio (quasi il 10%), ma comprendono anche elettroni, neutrini e piccole quantità di antimateria. Quando raggiungono l'atmosfera terrestre, queste particelle si scontrano con le molecole dell'aria e danno origine a una serie di nuove particelle, chiamate raggi cosmici secondari, che continuano a propagarsi verso il suolo.
I raggi cosmici sono ancora oggi oggetto di numerose ricerche. Tra queste, gli scienziati stanno cercando di capire come possano favorire la produzione dei nuclei di condensazione che portano alla formazione delle nubi. Di conseguenza, un maggior numero di raggi cosmici può portare alla formazione di più nuvole basse.