03/02/2025
Il cielo notturno perduto
Anche nelle località più isolate dell'Italia peninsulare, a causa dell'inquinamento luminoso il cielo notturno è almeno due volte più brillante di quanto dovrebbe essere. Molti non se ne accorgono perché non c'è più un termine di paragone con un cielo notturno incontaminato, ma la differenza è enorme. Non solo a occhio n**o ma anche per chi fa fotografia astronomica.
In questa immagine mostro un confronto tra due foto eseguite con la stessa strumentazione, una dall'Umbria sotto un cielo di campagna piuttosto scuro in una rara serata con trasparenza eccezionale (classe Bortle 4) e l'altra dal cielo incontaminato del deserto di Atacama (classe Bortle 1) in una notte qualsiasi. La regione fotografata è quella della nebulosa di Orione, che raggiunge altezze simili sull'orizzonte di entrambe le località. L'esposizione per entrambe le foto è stata di 10 minuti ed è stato applicato solo uno stretch per far emergere i dettagli deboli, nessun'altra elaborazione.
Come si può vedere, l'immagine scattata dal deserto di Atacama ha potuto catturare molti più dettagli deboli, non presenta gradienti di luminosità dovuti all'inquinamento luminoso e ha di conseguenza un segnale nettamente più alto.
So che per molti questo confronto può sembrare scontato e superfluo, ma credo che sia bene avere in mente, soprattutto per chi vuole fare fotografia astronomica, quanto segnale semplicemente non si può catturare anche spostandoci nei luoghi più scuri dell'Italia. Non sto dicendo che fare fotografia astronomica dall'Italia non sia possibile, ma che ci dobbiamo rassegnare a non sfruttare mai in pieno il potenziale della nostra strumentazione.
Sotto questo punto di vista, i nostri amici sardi sono i più fortunati. I migliori cieli della Sardegna, benché non incontaminati, sono circa solo (si fa per dire) il 50% più luminosi di un cielo perfetto.