20/09/2026
Dal quotidiano la PREALPINA 20/09/2026
Riccardo Prando
«Rivendichiamo di essere ciò che siamo»: il messaggio da Villa RecalcatiIncontro promosso dal presidente della Provincia Marco Magrini con don Stefano Guarinelli e con Italo Carloni (associazione A.Ge.D.O.) per parlare di affettività e di orientamento sessuale
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20 Settembre 2026 PDF/Stampa
«Rivendichiamo di essere ciò che siamo»: il messaggio da Villa RecalcatiI relatori al convegno di Villa Recalcati
«Rivendichiamo di essere ciò che siamo». Affermazione forte e forse scontata in tanti casi, non sempre però quando c’è di mezzo l’orientamento sessuale. Ne ha parlato venerdì sera a Villa Recalcati don Stefano Guarinelli, professore della Pontificia Università Gregoriana di Roma, al convegno “Vivere insieme, pensando, realizzando ponti” voluto dalla Provincia, in occasione del centenario dell’ente, insieme ad A.Ge.Do Varese, Associazione di Genitori di parenti, amiche e amici di persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender.
Il tema complesso degli affetti
Tema quanto mai vario e complesso, quello degli affetti, letteralmente esploso negli ultimi anni con i cambiamenti culturali e le manifestazioni pubbliche a cominciare dai pride (nei quali non tutti si riconoscono a causa di certa volgarità che in alcuni casi li caratterizza). Il presidente di Provincia, Marco Magrini, ha avuto il coraggio di mettere in campo pubblicamente un argomento che crea divisioni. Egli stesso ne è stato vittima quando, in un paio di occasioni, ha negato il riconoscimento dell’ente al Pride di Varese, contrariamente a quanto ha fatto il collega sindaco del capoluogo, Davide Galimberti. Tra il pubblico (meno numeroso, per la verità, di quanto ci si attendeva) anche due esponenti, su fronti diversi, di Regione Lombardia, Emanuele Monti e Samuele Astuti.
La verità che destabilizza
Il sacerdote ha elargito a piene mani la sua competenza in materia, passando più volte dalla situazione italiana a quella statunitense, arrivando a concludere che «la posizione individuale e pubblica sul problema degli orientamenti sessuali è una questione di identità, perché nel confronto con l’altro che avvertiamo come diverso, ciascuno intende difendere ciò che è». Da cui l’alta conflittualità che ne deriva anche all’interno della Chiesa. «Sappiano poco sia dell’omosessualità sia dell’eterosessualità. La Chiesa fa fatica sul tema perché esso stesso destabilizza alcune identità, sia virtuose come la famiglia o meno come il potere maschile. Del resto, l’omosessualità è molto diffusa anche dentro la Chiesa perché non tiene conto a sufficienza del legame stabilito dalla relazione affettiva». Grande preparazione ed eloquenza, quella manifestata dal rappresentante del Clero.
Non sono tutti etero
Il moderatore dell’incontro e direttore di Prealpina, Silvestro Pascarella, ha poi sollecitato («quanto la nostra società è davvero aperta verso la questione dell’orientamento sessuale?») Italo Carloni, appassionato presidente di A.Ge.Do. «Non si sceglie di essere omosessuale, perché esserlo è una sofferenza. Il bullismo non è una partita solo fra bullo e bullizzato, c’è di mezzo il pubblico: il bullo senza la gente non esiste. Nel momento in cui l’Oms nel 1990 ha dichiarato che l’omosessualità non è una malattia e nel 2018 ha fatto lo stesso con le persone trans avrebbe dovuto cambiare qualcosa. Non è che le persone non hanno provato ad essere etero, è che non lo sono. Per questo deve valere il principio che ognuno deve poter fare ciò che vuole».
Il dilemma della normalità
Tematiche divisive e non potrebbe essere altrimenti dato che toccano nel profondo la persona. S’è parlato di disagio giovanile, di mancanza di ascolto da parte degli adulti, di difficoltà generazionali, di famiglia profondamente cambiata nell’arco di meno di un secolo. C’è da chiedersi, però, se tutto questo sia sufficiente a giustificare espressioni forti come «libertà di fare ciò che si vuole» e «chi ha detto che l’eterosessualità sia la normalità?». Quasi che l’esistenza stessa del mondo non dipendesse, in linea diretta, proprio dalla relazione fra un uomo e una donna.