04/06/2026
Ci sono mondi che sembrano lontani.
Il nido, con i bambini che scoprono tutto per la prima volta.
Il centro diurno anziani, con persone che portano con sé storie, ricordi, tempi diversi.
E poi ci sono i nostri ragazzi, che in questi mondi entrano non da spettatori, ma da protagonisti.
In questi giorni alcune esperienze dei nostri CSE ci hanno ricordato una cosa semplice e preziosa: l’inclusione non è solo “essere accolti”, ma anche portare qualcosa agli altri.
Al nido Riccio Spino, con la storia di Billaró e il Circo, i nostri educatori e ragazzi hanno regalato ai bambini un momento di racconto, gioco, colore e meraviglia.
Al centro diurno anziani di Inzago, l’esperienza canora del CSE Da Vinci ha portato musica, presenza e condivisione.
Contesti diversi, età diverse, bisogni diversi.
Ma lo stesso filo: incontrarsi, riconoscersi, stare bene insieme.
Per noi queste sono piccole grandi immagini di comunità: quando ciascuno può uscire dal proprio spazio abituale e portare il proprio contributo, anche i luoghi di cura diventano luoghi di relazione.
Perché l’inclusione, quando funziona davvero, non mette qualcuno “dentro” qualcosa.
Fa incontrare mondi diversi.
E li rende un po’ più vicini.