22/05/2026
LO STATO NON PUÒ FINANZIARE CHI HA CAUSATO MOLTE VITTIME SUL LAVORO. IL C.N.A. IN PIAZZA A ROMA IL 26 MAGGIO DAVANTI A MONTECITORIO
Il Coordinamento Nazionale Amianto (C.N.A.) del quale fà parte il GAM sarà presente il 26 Maggio a Roma, davanti alla Camera dei Deputati (in Piazza Capranica), partecipando alla manifestazione indetta da AFeVA e dalla CGIL, insieme alle associazioni territoriali, provenienti da tutta Italia, per gridare il proprio "NO" a una Legge ingiusta e discriminatoria che destina 80 milioni, emanata dal Governo Meloni destinato a coprire le responsabilità dei cantieri navali, condannati per omicidio colposo da sentenze della Cassazione a risarcire le vittime dell’amianto.
Dalla Sardegna, dalla Sicilia, al Friuli Venezia Giulia, le associazioni aderenti al C.N.A. partecipano alla manifestazione indetta da AFeVA e dalla CGIL, “Le risorse pubbliche solo per le vittime e non per i colpevoli delle vittime dell’amianto”, Il C.N.A. – al fianco di AFeVA e della CGIL – esprime forte contrarietà all’assegnazione a Fincantieri di risorse che dovrebbero essere destinate alle vittime dell’amianto, che non hanno avuto indennizzi, perché dipendenti da aziende in subappalto o da tutte le altre aziende, i cui datori di lavoro sono deceduti o incapienti.
“È arrivato il momento che la politica si svegli”, dichiara il C.N.A. in una nota unitaria. “I politici devono finalmente iniziare a interessarsi della salute degli ex esposti, del dramma dei familiari delle vittime e della bonifica urgente del territorio, È inaccettabile che i soldi pubblici della collettività vengano usati per ripianare i risarcimenti per danni da amianto subiti in tribunale da una multinazionale, lasciando indietro migliaia di malati senza tutele adeguate”.
Le associazioni denunciano con forza l'ostinazione della Ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, nel voler erogare queste somme. Si tratta di un'azione portata avanti con fretta ingiustificata, nonostante sia stato presentato un formale esposto alla Commissione Europea volto a verificare la legittimità di quello che appare come un vero e proprio aiuto di Stato illegittimo. Il Ministero ha deciso deliberatamente di non attendere l'esito del pronunciamento di Bruxelles, aggirando di fatto il controllo comunitario e creando un precedente gravissimo: lo Stato che si fa carico dei debiti privati derivanti da condanne per omissione di sicurezza sul lavoro.
La mobilitazione nazionale denuncia una disparità di trattamento insostenibile per il sistema democratico. Le associazioni chiedono a gran voce che i fondi dello Stato vengano convertiti immediatamente in risorse per la salute pubblica, per l'estensione del Fondo Vittime Amianto a tutti i cittadini senza distinzioni di comparto aziendale, e per liberare l'Italia dall'asbesto attraverso bonifiche reali dei siti industriali e civili contaminati.
Il C.N.A., forte dell'unione di tutte le sue sigle da nord a sud del Paese, continuerà a dare battaglia in ogni sede – dalle piazze italiane ai tavoli europei – finché la tutela della vita umana non prevarrà sugli interessi economici dei grandi gruppi industriali.
il C.N.A