Borgo di Laturo

Borgo di Laturo L'associazione Amici di Laturo nasce per dare nuova vita a Laturo, borgo abbandonato fra i monti dell’appennino abruzzese e raggiungibile solo a piedi.

Tutta la nostra storia e il nostro lavoro qui —> www.borgodilaturo.it Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso, al confine tra l’Abruzzo e le Marche, sorge un piccolo paesino, considerato tra i più belli e suggestivi dell’intero territorio Abruzzese, (e non solo), il Borgo di Laturo. Costruito su uno sperone di roccia, ormai molti secoli fa, nasce come centro agro-pastorale.
É stato progettat

o e costruito esclusivamente con materiale reperibile nelle vicinanze, questo perché il borgo ha la particolarità di non esser mai stato raggiunto da una strada carrabile. La vita condotta in questo piccolo centro era semplice e modesta e non prevedeva l’accesso ai comfort tipici della modernità e tantomeno godeva di un’ottima viabilità. Completamente estraneo al progresso della civiltà, questo paesino sembra sospeso nel tempo e nello spazio, quasi ai confini della realtà. Sicuramente il boom economico e il cambiamento del mercato lavorativo, hanno costretto pian piano, gli ex abitanti ad abbandonare del tutto le proprie case, diventando intorno agli anni ’70 un vero e proprio borgo fantasma. Inoltre, con il passare degli anni l’unica via d’accesso è stata sommersa dalla vegetazione, lasciando che il borgo sparisse nel nulla, senza lasciare traccia. Fu un puro caso che nel 2010 mi imbattei in questo luogo dimenticato dal mondo. Raggiungerlo fu una vera impresa: costretto a percorrere un sentiero a malapena visibile, tra rovi e piante selvagge, mi ritrovai di colpo catapultato in un’altra epoca. Era circondato da ruderi, dove la natura regnava sovrana e non vi era alcuna traccia di inquinamento. Insomma, una piccola oasi dove respirare a pieni polmoni! Quell’esperienza mi toccò a tal punto da doverla condividere con il resto del mondo. Volevo attivare a tutti i costi un processo di recupero, dunque mi rimboccai le maniche e decisi di far partecipare alla mia iniziativa chiunque fosse sensibile al problema, fondando l’Associazione “Amici di Laturo”. Ad oggi sono molti i progressi già realizzati dall’associazione: per prima cosa è stato necessario fare una manovra puramente pratica, ovvero ripulire il sentiero e segnalarlo a dovere. Una volta reso accessibile, l’idea principale era quella di salvare i resti dell’architettura, attivando una tecnica edilizia conservativa. Per iniziare, ne acquistai immediatamente una, per poi diventare due, e poi tre grazie all’intervento monetario gentilmente donato dagli associati, ma ovviamente c’è ancora molto lavoro da fare. Federico Panchetti

Siamo stati capaci per 15 anni di regalare un momento di gioia ad uno dei borghi più inaccessibili in appennino. Uno spr...
09/12/2025

Siamo stati capaci per 15 anni di regalare un momento di gioia ad uno dei borghi più inaccessibili in appennino. Uno sprazzo di poche ore di "indigestione" emozionale che portava gioia e buon cibo tra le tenebre. Il Natale a Laturo per alcuni anni è stato un appuntamento atteso per mesi, al pari dei film natalizi dei fratelli Vanzina. Ma questa folla festosa ha avuto ben presto connotati di predazione. Non si veniva per donare al borgo ma per godere e scappare.
Non era quello che volevamo. Ai molti che ancora attendono l'invito dico:

Se non siete associati alla nostra associazione il Natale lo passate in città. Associarsi vuol dire un gesto d'amore verso il Borgo.

Un albero sobrio ma di effetto ogni anno ricorda che un tempo anche a Laturo una comunità rurale e resiliente si preparava all'avvento.

Buon Natale, da Laturo

🎅 🎅🎅🎅🎅🎅🎅🎅🎅

Raramente facciamo in questa pagina menzioni o promozioni ad attività commerciali.  Ma nel caso del Bar Mediterraneo dal...
18/11/2025

Raramente facciamo in questa pagina menzioni o promozioni ad attività commerciali. Ma nel caso del Bar Mediterraneo dal 1985 di Pietro Egidi l'eccezione la facciamo volentieri. In questi anni Pietro ci ha sempre sostenuto. Con donazioni, convenzioni e con del buon cibo. In questo caso durante il Discovery Trek 2025 ci ha omaggiato con squisiti panini caldi con porchetta. Una delizia arrivata con zaino a spalla grazie al socio Forrest Cardinali.
Voglio far conoscere questa realtà Ascolana sita in via mediterraneo 2 appena usciti da Porta Cartara. Troverete ottime colazioni aperitivi e pranzi che cambiano giornalmente.
Grazie Pietro e famiglia per il vostro sostegno!
Avanti tutta

DISCOVERY TREK 2025Un viaggio in traversata da Valle Castellana a Olmeto passando da Basto e Laturo. Sei ore di trek, ri...
10/11/2025

DISCOVERY TREK 2025
Un viaggio in traversata da Valle Castellana a Olmeto passando da Basto e Laturo. Sei ore di trek, ricalcando antiche mulattiere di collegamento tra piccole frazioni del Castellano. Alcuni tratti solo da poco recentemente ripuliti grazie ad una poderosa azione di volontariato. Quasi 30 escursionisti, educati ed emozionati, guidati dalla Guida e Scrittore Domenico Cornacchia si sono regalati questo viaggio nel tempo e nello spazio all'interno del Parco Gransasso e Monti della Laga. Ad aiutare Domenico il socio e guida Cai, Diego Peppo Lagarainforest Jesi.Giornata grigia, nebbiosa e con una pioggia f***a tipicamente tardo autunnale ha accompagnato i partecipanti che con adeguata preparazione e vestiario in un silenzio ovattato sono arrivati dopo 4 ore nel borgo di Laturo. Ad accoglierli il presidente Federico Panchetti, il socio Forrest Cardinali e la sua compagna Anna. Un caldo focolare e un ottimo ristoro hanno allietato la piacevole sosta condita da racconti direttamente dai protagonisti della rinascita del borgo. Tra i partecipanti l'amico e socio Domenico Marinelli che ci ha aiutato nella logistica del trasporto di rientro assieme al comune di Valle Castellana.
Per l'occasione in prima assoluta è avvenuta la consegna, del nuovo lavoro di Domenico Cornacchia, A Piedi da Ascoli al Ceppo-Diario di un Territorio, al presidente dell'Associazione Amici di Laturo che ha curato una piccola sezione del Diario dove si parla del borgo.
Oltre a Domenico figurano tra gli autori Gabriele Vecchioni e Narciso Galie'.
La presentazione ufficiale si terrà il 23 novembre ore 17.30 presso la Libreria la Rinascita di Ascoli Piceno.
Di enorme spessore, il gesto di amore verso questo progetto del Bar Mediterraneo dal 1985 di Ascoli Piceno capitanato dal suo titolare Pietro Egidi . Pietro ci ha omaggiato con squisiti panini appena fatti con porchetta locale portati rigorosamente a spalla visto il meteo.

Il gesto di riconoscenza dei partecipanti verso il nostro lavoro è stato molto apprezzato.

Grazie a tutti per questa piccola meraviglia anche quest'anno ideata e svolta. Il rispetto per il luogo e la natura è la prima molla che ci spinge a sfide simili ogni anno.

Ci vediamo nel 2026?

Forse...

Laturo L'ultima Frontiera

Per sostenere Laturo anche da casa :

www.borgodilaturo.it

Quante emozioni oggi!Discovery Trek 2025Un tripudio di umida bellezza Presto il resoconto con alcune foto
09/11/2025

Quante emozioni oggi!
Discovery Trek 2025
Un tripudio di umida bellezza
Presto il resoconto con alcune foto

Un monumentale lavoro scritto da chi ama e vive il territorio.  In questo lungo cammino di quasi 500 pagine non poteva n...
27/10/2025

Un monumentale lavoro scritto da chi ama e vive il territorio. In questo lungo cammino di quasi 500 pagine non poteva non esserci Laturo. Gli autori e chi ha redatto la prefazione non hanno certo bisogno di presentazioni.
Da custodire gelosamente nella propria libreria

I posti al trek del 9 novembre sono terminati Abbiamo ancora 2 posti come lista di attesa in caso di eventuali disdette....
16/10/2025

I posti al trek del 9 novembre sono terminati
Abbiamo ancora 2 posti come lista di attesa in caso di eventuali disdette.
Grazie

Indirizzo

Borgo Di Laturo
Valle Castellana
64010

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Borgo di Laturo pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Borgo di Laturo:

Condividi

Our Story

L’amore per Laturo:

Iniziò tutto in un ottobre di 8 anni fa (anno 2010), quando in solitaria e di corsa mi avventuro per i richiusi sentieri del preappennino dei Monti Gemelli, inanellando un percorso alla scoperta di Laturo partendo da Olmeto, fino poi a Collegrato. Il luogo è richissimo di boschi completamente disabitati per chilometri, lontano dalla civiltà su ogni fronte e Laturo era nel mezzo di quella natura selvaggia. Mi meraviglio subito dell’assenza di strada e anche di una mulattiera; o meglio: un sentiero esiste ma non è indicato, è completamente richiuso dalla vegetazione e pieno di rovi.

Con enorme difficoltà, amante della wilderness (termine inglese per definire luoghi non antropizzati dove ancora risulta bello potersi perdere), arrivo a Laturo seguendo i vecchi piloni della corrente elettrica. Entro nel viale quasi in ginocchio tanto i rovi e le infestanti mi assediavano dovunque. Cerco di fiutare un’uscita, e presto arriva la sorpresa e la meraviglia di quello che vedevo davanti a me: le prime case in lontananza del borgo fantasma. Inquietante, irreale, nessun rumore. Tutto taceva sotto metri di rovi mentre l’inverno stava arrivando.

Mi prometto che di tornare. Passano 6 mesi. Da lì in poi, non so quale f***e molla mi abbia spinto, ma non mi limito più a fotografare come fanno i pochi che arrivavano al Borgo di Laturo , ma inizio a sentirmi in dovere di aiutare quel mondo e quel borgo a rinascere. Un po’ come avessi sempre avuto le mie radici in quel grappolo di case poste a 900 metri, mai raggiunte da strada carrabile. Successivamente torniamo a piedi da Olmeto, poi da Settecerri. Portiamo roncole, asce, macete. All’inizio eravamo in 2 o 3 amici, poi vado da solo, per tutto giugno e luglio, a riaprire il sentiero e poter accedere al viale del borgo abbandonato e alle sue case. Cocenti giornate passate a lavorare 2, 3, 4 ore, con seghe a mano, a tagliare, sfoltire, aprire, allargare. Il resto del tempo dedicato a riposarmi e capire qualcosa dell’antichissima rete di sentieri dell’area. Insomma: si lavorava e si spostavano le pietra e si esploravano anche i fiumi e i fossi, unica risorsa idrica. Ammiravo la splendida orografia del luogo solitario e selvaggio.