Noi Donne ODV

Noi Donne ODV Associazione, laica, antifascista e femminista

L’associazione, laica, antifascista e femminista, si ispira ai valori fondamentali della Costituzione
Italiana, di cui intende valorizzare soprattutto quegli aspetti che mirano alla piena uguaglianza e alla
realizzazione delle pari opportunità di tutti i cittadini, che promuovono la pace e la cultura e salvaguardano il
territorio e i suoi valori paesaggistici. Si perseguono finalità civiche, solid

aristiche e di utilità sociale in particolare intende rendere
possibile alle donne il superamento degli ostacoli sessisti che impediscono loro di essere riconosciute e
valorizzate, in altre parole di essere libere. L’associazione vuole agire nel rispetto della volontà delle donne, sostenendone e promuovendone i processi di
autodeterminazione, di autonomia e responsabilità. Pertanto potrà svolgere le seguenti attività specifiche:

1.⁠ ⁠Creazione di un Centro Donna che proponga momenti di confronto, aggregazione e
informazione con serate a tema, dibattiti, laboratori e gruppi;

2.⁠ ⁠Collaborazione alla creazione di una Biblioteca Civica al servizio di cittadini, studenti e famiglie che
consenta accesso online alla rete di biblioteche territoriali e nazionali;

4.⁠ ⁠Attenzione alle esigenze della terza e quarta età e soggetti fragili in generale;

5.⁠ ⁠Cura e promozione delle scuole del territorio, per favorire il lavoro femminile.

Ieri sera abbiamo accolto la nostra ospite e socia, Valentina Spinetti, con la quale abbiamo parlato di un tema affascin...
13/06/2026

Ieri sera abbiamo accolto la nostra ospite e socia, Valentina Spinetti, con la quale abbiamo parlato di un tema affascinante, denso e straordinariamente attuale: il legame profondo tra le donne e il viaggio.
Quando parliamo di "Donne e Viaggi", non stiamo parlando semplicemente di vacanze, di mete turistiche o di svago. Significa proporre una controtendenza culturale potente.
Mettere al centro la figura della viaggiatrice oggi significa scardinare un paradigma storico in cui viaggiare apriva spesso la strada all'appropriazione, alla colonizzazione, alla sottomissione. Le donne che viaggiano non cercano spazi da conquistare, ma ponti da gettare. Il viaggio declinato al femminile diventa ascolto, immersione, rispetto profondo per l'identità dei luoghi e delle persone che li abitano. È un modo di attraversare il mondo che non lascia cicatrici, ma raccoglie storie.
Ed è qui che il viaggio si spoglia della sua dimensione puramente geografica per diventare metafora di crescita e di conoscenza. Viaggiare significa accettare di perdersi per poi ritrovarsi cambiate. È un percorso intimo, interiore, un cammino di emancipazione e di scoperta dei propri limiti e, soprattutto, della propria forza. Ogni viaggio vero ci trasforma, ci costringe a guardare noi stesse con occhi nuovi.
Questa stessa metafora del viaggio come crescita, come percorso interiore e, soprattutto, come cammino condiviso, è ciò che ci tocca più da vicino come associazione. Due anni fa, infatti, abbiamo iniziato il nostro viaggio.
Esattamente come una viaggiatrice che prepara la valigia con un misto di trepidazione e coraggio, due anni fa abbiamo messo nella nostra valigia la voglia di cambiare, l'entusiasmo, la determinazione, i nostri valori, il coraggio e la passione e abbiamo mosso i primi passi. E del nostro viaggio avevamo chiarissima la direzione: volevamo camminare insieme, creare uno spazio di conoscenza, di supporto, di crescita personale e collettiva per le donne del nostro territorio. In questi due anni abbiamo incontrato storie, abbiamo attraversato difficoltà, abbiamo celebrato traguardi. È stato, ed è tuttora, un percorso intimo, collettivo e condiviso allo stesso tempo, un viaggio che ci sta cambiando e che continua ad arricchirci ogni giorno.
Per celebrare questo nostro secondo compleanno e per continuare a tracciare la nostra rotta, abbiamo voluto con noi Valentina Spinetti. Attraverso i suoi occhi, la sua esperienza e la sua sensibilità di viaggiatrice, abbiamo esplorato quelle strade del mondo che sono anche, inevitabilmente, le strade dell'anima

‘Pensare, progettare e realizzare una città ecologicamente compatibile - sia sotto il profilo dei materiali che sotto il...
12/06/2026

‘Pensare, progettare e realizzare una città ecologicamente compatibile - sia sotto il profilo dei materiali che sotto il profilo umano - una città che parta dai bisogni dei suoi cittadini più deboli, che sia economicamente sostenibile - anche sotto l’aspetto del reperimento delle risorse - è possibile’

Giovedì 18 giugno, alle ore 18, presso l’Auditorium della biblioteca San Girolamo, l’Associazione Noi Donne, con il patrocinio dell’Università degli studi di Urbino Carlo Bo e del CUG di Ateneo, invita la cittadinanza e la Comunità universitaria alla presentazione del saggio dell’Arch. Tiziana Gallo sulle città intelligenti - modelli di rigenerazione urbana.

Per parlare di piani regolatori redatti secondo la metodologia “città Intelligenti” in cui si punta allo sviluppo rispettando il paesaggio e l’ambiente, progettando, dove si può, con comunità energetiche nelle aree industriali e commerciali, con grandi impianti di rinnovabili in aree idonee. Dove l’innovazione green viene vista come uno strumento per consegnare ai nostri giovani un’Italia migliore, per offrire loro quelle occasioni che oggi non hanno, costringendoli, di fatto, ad abbandonare il nostro Paese.

Parleremo di “città delle donne” e come realizzarla.

Parleremo di progettazione nel rispetto della bellezza.

Comitato Unico di Garanzia Università di Urbino Stefano Testa

“Per promuovere l’integrazione e l’autonomia delle donne provenienti da contesti stranieri”L’associaIone Noi Donne odv i...
10/06/2026

“Per promuovere l’integrazione e l’autonomia delle donne provenienti da contesti stranieri”

L’associaIone Noi Donne odv in collaborazione con Caritas diocesana di Urbino-Urbania-Sant Angelo in Vado
Presentano:
DONNA LAB
Uno Spazio per conoscersi e migliorare le competenze linguistiche.
Da Mercoledì’ 10 GIUGNO ore 17.00 e poi tutti i LUNEDI’ e VENERDI’ di giugno ore 17.00
Presso il centro culturale e religioso di Ponte Armellina - Urbino

Nel giorno della festa della Repubblica, facciamo nostro il contributo dell'avvocato Marcello Fagioli, che ringraziamo p...
02/06/2026

Nel giorno della festa della Repubblica, facciamo nostro il contributo dell'avvocato Marcello Fagioli, che ringraziamo per la disponibilità e la gentilezza.
Ricordiamo così il contributo femminile alla costruzione della nostra Repubblica, nell' ottantesimo anniversario del primo voto alle donne.

La nostra regione è stata un vero e proprio laboratorio di progresso civile. Prima ancora del suffragio universale, le Marche sono state la culla di pensatrici e pioniere fondamentali. Basti pensare alla jesina Maria Montessori, che nel 1906 lanciò dalle pagine del settimanale "La Vita" un appello per l'epoca "eversivo": "Donne tutte, sorgete! Chiedete il voto politico..."
Rispondendo all'appello montessoriano, nel marzo 1906 nove maestre di Senigallia e una di Montemarciano presentarono domanda di iscrizione nelle liste elettorali alla commissione elettorale di Jesi che l’accolse.
Lo fecero primariamente appellandosi alla legge che consentiva l'iscrizione a chi sapeva leggere, scrivere e pagava un'imposta, e che riconosceva i maestri tra le categorie idonee.
Le dieci maestre erano donne che portavano l'istruzione nei borghi marchigiani sfidando i pregiudizi dell'epoca.
La procura generale fece ricorso contro la decisione della commissione elettorale di Jesi.
Il 25 luglio 1906, la Corte d'Appello di Ancona, presieduta dall'insigne giurista Lodovico Mortara, emise una sentenza rivoluzionaria.
Mortara stabilì che, poiché nessuna legge dello Stato escludeva esplicitamente le donne dal voto politico - la legge comunale e provinciale del 1888 le escludeva espressamente solo dal voto amministrativo -, il diritto doveva essere loro riconosciuto.
Grazie a questa pronuncia, per la prima volta in Italia dieci donne vennero iscritte a pieno titolo nelle liste elettorali. Ma la procura generale, non paga, propose ricorso in cassazione e la suprema Corte, dopo dieci mesi lo accolse; dunque rimasero iscritte per soli 10 mesi ma non poterono in questo lasso di tempo esercitare il diritto di voto perché non vi furono elezioni politiche.
Ma la spinta all'emancipazione e alla giustizia nelle Marche non si è mai limitata alle sole aule di tribunale del 1906. Essa si è sempre nutrita di una profonda, viscerale vocazione pacifista e antimilitarista, che ha visto la nostra terra ribellarsi contro l'orrore delle guerre coloniali. Penso ai drammatici fatti del giugno 1920 alla Caserma Villarey di Ancona.", l’attuale sede di economia.
Nella notte tra il 25 e il 26 giugno 1920, i militari dell'11° Reggimento Bersaglieri si ammutinarono. Si rifiutarono cioè, categoricamente, di imbarcarsi per Valona, in Albania, dove lo Stato italiano li mandava a morire e a uccidere per difendere una sanguinosa occupazione coloniale. Fu un grido unanime: 'Non un uomo, non un soldato per la guerra di Valona!'
Quel rifiuto non rimase chiuso dentro le mura della caserma. I portuali di Ancona, i ferrovieri e i cittadini riconobbero in quei giovani soldati i propri figli. Si mobilitarono in massa, erigendo barricate e incrociando le braccia in uno sciopero generale che incendiò la regione. Fu un atto di obiezione di coscienza collettiva e pacifista.
La reazione dello Stato a quel moto di pace fu durissima e portò, nel 1922 ad Ancona, a un maxi-processo politico contro i bersaglieri e i civili ribelli. In quell'aula di giustizia, a difendere il diritto di dire di no alla guerra, ci fu una figura straordinaria: Elisa Comani, la prima donna iscritta all'Ordine degli Avvocati di Ancona nel 1919, grazie proprio alla legge, voluta da Mortara, ministro di grazia e giustizia del governo Nitti, che ammetteva le donne all’esercizio dell’avvocatura.
Suffragetta, socialista e giurista eccezionale laureatasi a Camerino, la Comani sfidò i pregiudizi di una magistratura e di una stampa conservatrice che, non potendo attaccarne la competenza, la derideva definendola una 'sirena in décolleté'. Eppure fu lei a patrocinare con passione la difesa di alcuni di quei giovani che avevano rifiutato le armi.
C'è dunque un legame indissolubile tra il 1906 (la vicenda del dieci maestre di Senigallia e Montemarciano) e il 1922: le maestre marchigiane avevano lottato per entrare nello Stato; Elisa Comani usò il diritto per difendere chi, da quello Stato, rifiutava di farsi mandare al macello.
Questo cammino di civiltà e di pace ha trovato poi la sua massima espressione negli anni bui dell'occupazione nazi-fascista.
Voglio ricordare con decisione il contributo straordinario e troppo spesso taciuto delle donne nella resistenza.
E’ ormai assodato che le donne votarono per la prima volta alle elezioni amministrative dell’aprile 1946, indi al referendum istituzionale Monarchia/Repubblica e all'elezione dell’assemblea costituente il 2 giugno, ma nel 1944 in Piemonte, nella Val D’Ossola si costituì la prima repubblica partigiana, la “Repubblica Ossolana”. Durò appena 40 giorni. Ministra della pubblica istruzione e dei servizi sociali fu una partigiana, Gisella Floreanini, nome di battaglia Amelia Valli. Segretario generale di questa Repubblica fu Umberto Terracini che qualche anno dopo mise la sua firma in calce alla Costituzione.
Nelle nostre Zone, Cantiano, Urbino Fermignano, Sant'Angelo in Vado, Mercatello e Borgo Pace – la Resistenza non è stata solo una questione di armi, ma una rete invisibile e potente di cura, protezione e solidarietà logistica interamente retta dalle donne.
Erano le madri, le sorelle, le contadine a sfamare i partigiani, a nascondere i giovani renitenti alla leva che rifiutavano di arruolarsi con i fascisti, a curare i feriti e a trasportare, come staffette, messaggi importanti rischiando la vita e sfidando i rastrellamenti. Senza quel quotidiano, silenzioso e rischiosissimo eroismo femminile la lotta di Liberazione non sarebbe stata possibile. È anche da quella solidarietà “montana” che è nata la nostra democrazia.
Ed è proprio da questo entroterra montano, da questa terra di fatiche e di fiera dignità, che emerge Adele Bei, una delle ahimè sole 21 'Madri Costituenti' elette nel giugno del 1946.
Una donna che conobbe la fame, il lavoro nei campi a 12 anni, la clandestinità e l'esilio. Condannata dal Tribunale speciale, scontò quasi 8 anni di durissimo carcere e il confino a Ventotene.
Elette all'Assemblea Costituente, quelle 21 donne – superando le divisioni ideologiche tra cattoliche, comuniste e socialiste – unirono le forze per dare all'Italia una democrazia reale e inclusiva. Il loro contributo ha cambiato per sempre l'architettura dei diritti nel nostro Paese:
Sintetizzando, fu grazie alla determinazione di Lina Merlin che vennero inserite le parole "senza distinzione di sesso" nell’art 3/1° comma e “di fatto” nel secondo, aggiunte che hanno reso l'uguaglianza formale e sostanziale un pilastro fondamentale della Repubblica.
Le Costituenti scardinarono il vecchio modello patriarcale imposto dal codice civile del 1942. Imposero il principio dell'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi (art 29), una rivoluzione che equiparava finalmente la moglie al marito; si batterono strenuamente perché l’art 37 prevedesse che la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni del lavoratore, garantendo al contempo la tutela della maternità; lottarono per garantire alle donne l'accesso a tutti gli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza, aprendo la strada – seppur dopo anni di successive battaglie – all'ingresso delle donne in magistratura.
La nostra regione, dunque, ha tracciato con coraggio la rotta della democrazia, della pace e dell'uguaglianza. Abbiamo l'onore e il dovere di ricordare queste figure che, dal basso dei nostri borghi e delle nostre montagne, hanno contribuito a cambiare per sempre il destino civile dell'intera nazione.
Fonti principali: Giorgio Bocca “una repubblica partigiana” - Romano Canosa, Il Giudice e la donna edizione Mazzotta; “Donne e diritti” a cura di Nicola Sbano – edizione “il Mulino”.

Le associazioni Noi Donne odv e Clivo Fiorito sono liete di invitare la cittadinanza all'IncontroESSERE DONNA NEL MONDO....
21/05/2026

Le associazioni Noi Donne odv e Clivo Fiorito sono liete di invitare la cittadinanza all'Incontro
ESSERE DONNA NEL MONDO.

VENERDI' 12 GIUGNO ORE 21
SALA CIVICA CASTEL CAVALLINO
VIA MARI - URBINO

Il 25 aprile si avvicina e anche Noi Donne vuole ricordare l’importante contributo della Resistenza alla lotta al nazi-f...
21/04/2026

Il 25 aprile si avvicina e anche Noi Donne vuole ricordare l’importante contributo della Resistenza alla lotta al nazi-fascismo.
In questo evento, organizzato dalla Fondazione XXV Aprile, ANPI Urbino e dall’Associazione Noi Donne, Alessandra Tempesta per Noi Donne e Cristiana Nasoni - presidente ANPI Urbino - parleranno di Resistenza al femminile.
giovedì sera, alle 21, sala Castellani - Collegio Raffaello.

Le donne, la pace e gli scenari di guerra
20/04/2026

Le donne, la pace e gli scenari di guerra

PER NON DIMENTICARE UN SOLO NOMELa mattina di sabato 18 aprile, la cittadinanza urbinate si è raccolta attorno al grande...
19/04/2026

PER NON DIMENTICARE UN SOLO NOME

La mattina di sabato 18 aprile, la cittadinanza urbinate si è raccolta attorno al grande sudario bianco con iscritti i nomi delle quasi 20.000 giovani vittime del genocidio di Gaza. Noidonne non poteva mancare.
Quanto sta accadendo nel mondo ha davvero raggiunto livelli di inaccettabilità che ci spingono a mobilitarci ancora una volta e con più urgenza. L’anno 2025-26 registra 56 conflitti nel mondo, che coinvolgono 92 paesi e causano più di 100 milioni di sfollati, oltre che la perdita di un numero esorbitante di vite umane. Tutte le guerre meritano la nostra attenzione; certamente non si possono ignorare aree di crisi del pianeta come il Sudan, lo Yemen, l’Etiopia, solo per nominarne alcune. Tuttavia, è evidente che l’azione bellicista e aggressiva di governi che detengono la leadership internazionale e un armamentario tra i più potenti del pianeta determina conseguenze ancora più disastrose e preoccupanti, come è possibile vedere a Gaza, in Libano e in Iran, che ci spingono ad attivare e promuovere, con sempre maggior forza, azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per contrastare le logiche di guerra e i governi che le promuovono.
Ringraziamo l’associazione Carnia per la pace, che ha realizzato il sudario, e tutti gli organizzatori ed i partecipanti alla manifestazione.

Iniziativa promossa da Sinistra per Urbino.

Indirizzo

Via Mazzini
Urbino
61029

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