20/10/2026
Il linguaggio dell’inconscio nella psicoanalisi di coppia: i due ombelichi del sogno.
L’inconscio si esprime in tutte le nostre manifestazioni. Tuttavia, non è sufficiente saperlo ascoltare: serve un contesto, come il “campo analitico”, per dare un senso e una forma alle tante comunicazioni inconsce che circolano fra l’intrapsichico e l’interpersonale. La relazione di coppia e i legami familiari sono "campi" naturali di condivisione di elementi inconsci che svolgono una funzione vitale: possono curare o, al contrario, far ammalare.
La psicoanalisi è una disciplina in continuo movimento e, nel corso del tempo, grandi autori hanno gettato luce su questa profonda dimensione relazionale dell'inconscio:
Il bisogno di sicurezza e il dialogo interiore
J. Sandler (1994) ha individuato nel “principio di sicurezza” la motivazione che spinge gli individui a ricercare relazioni profonde per ricostruire stabilità, un lavorìo che definiva “inconscio presente”. J.S. Grotstein (2000) ha poi visto nel sogno la via principale in cui differenti ‘presenze’ di sé comunicano, parlando di una vera e propria “coppia che sogna interiore”, dove un partner è il sognatore e l’altro è colui che comprende il sogno.
La conversazione al confine del sogno
T.H. Ogden (2001, 2007) descrive il discorso psicoanalitico come una conversazione al confine del sogno, dove immagini, fantasie e sentimenti inarticolati entrano in uno scambio vivificante con l'esperienza conscia attraverso la metafora (i sogni stessi, le rêverie e la creatività).
I "due ombelichi del sogno"
R. Kaës (2015) amplia la nota espressione di Freud sull'ombelico del sogno, introducendo il concetto di "due ombelichi":
Il primo è ancorato nello psicosomatico, fatto di sensazioni, percezioni e memorie del mondo interno.
Il secondo rimanda alla gamma di sensazioni e fantasie che riguardano sé e l’altro, in uno spazio interpsichico e intersoggettivo.
Entrambi poggiano sull'ignoto, dimostrando che il sogno non è solo un dialogo con se stessi, ma ha una dimensione relazionale profonda, attuale e passata.
La clinica: quando l'inconscio sconfina nell'altro
I resoconti clinici ci mostrano come l'inconscio di un individuo possa letteralmente "colonizzare" quello del partner o del figlio quando non riesce a elaborare una funzione psichica.
• H. Rosenfeld (1989), affrontando un'impasse analitica, notava come una parte della sua paziente Claire fosse proiettata nel marito, rendendo necessario "ricomporre la situazione nella mente" dell'analista per aiutare entrambi.
• A. Green (1977) ha evidenziato lo stretto legame originario tra madre e figlio: l'interpretazione di un'allucinazione negativa nella madre provocò l'improvvisa comparsa di un incubo (allucinazione positiva) nel figlio, e una successiva crisi allergica nella madre stessa.
Questa continua trasmigrazione di funzioni psichiche ci mostra quanto i legami intimi siano impenetrabili se non letti attraverso una lente allargata. Proprio per rispondere a queste sofferenze dei legami, la Commissione dell’IPA (COFAP) lavora dal 2000 per diffondere la Psicoanalisi di Coppia e di Famiglia, mettendo a punto modelli specifici (Teoria del Legame, modello Tavistock, modello Italiano e Francese).
Nella stanza d'analisi, tramite la presenza partecipe del terapeuta, il sogno in coppia diventa una forma di comunicazione affettiva fondamentale per ripristinare la naturale funzione di cura e mantenimento dell’integrità psichica che la relazione intima rappresenta. per leggere l'articolo www.spiweb.it