Società Psicoanalitica Italiana

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Società Psicoanalitica Italiana La Società Psicoanalitica Italiana (SPI) è un'associazione scientifico professionale per lo sviluppo del metodo psicoanalitico.

La Società Psicoanalitica Italiana (SPI) è stata fondata a Teramo il 7 giugno del 1925 e riconosciuta nel 1936 dall’Associazione Psicoanalitica Internazionale (IPA) fondata nel 1910 da Sigmund Freud. Attualmente la SPI è presente in quasi tutto il territorio nazionale attraverso tredici Centri di Psicoanalisi che raggruppano gli oltre mille tra psicoanalisti e allievi che sono attivi nelle principali città italiane.

Diventare genitori non significa soltanto accogliere un figlio: significa attraversare una profonda trasformazione inter...
24/06/2026

Diventare genitori non significa soltanto accogliere un figlio: significa attraversare una profonda trasformazione interiore.

Il desiderio di genitorialità nasce molto prima della nascita di un bambino. È fatto di sogni, aspettative, paure, ricordi e legami che affondano le radici nella nostra storia personale e familiare. Con l'arrivo di un figlio, ogni genitore è chiamato a confrontarsi con il proprio passato, a rielaborare ciò che ha ricevuto e a costruire nuovi modi di prendersi cura.

La genitorialità non richiede perfezione. Come ci ha insegnato Winnicott, essere un genitore "sufficientemente buono" significa saper accogliere dubbi, errori e possibilità di riparazione. È nella capacità di amare, contenere, lasciare andare e riconoscere l'unicità dell'altro che prende forma il vero compito genitoriale.

Prendersi cura della genitorialità significa prendersi cura del futuro psichico delle nuove generazioni, ma anche di sé stessi.

✨ Essere genitori non è essere perfetti. È continuare a crescere insieme ai propri figli.

👁In occasione della morte di Edgar Morin, la redazione di SPIWEB ripropone la recensione di Paola Ferri dedicata ai suoi...
22/06/2026

👁In occasione della morte di Edgar Morin, la redazione di SPIWEB ripropone la recensione di Paola Ferri dedicata ai suoi cento anni, un volume corale che raccoglie le testimonianze di cento studiosi e intellettuali intorno alla fecondità del suo pensiero.
Nell’opera di Edgar Morin, la complessità non riguarda soltanto i sistemi di conoscenza, ma anche la costituzione stessa dell’identità. In sintonia con la prospettiva psicoanalitica, il Sé si configura come un processo in continua trasformazione, che prende forma attraverso il rapporto con l’Altro.
Da Freud a Winnicott, da Lacan a Bion, emerge una stessa intuizione: ciò che ci rende soggetti non è l’autosufficienza, ma la possibilità di essere pensati, riconosciuti e trasformati nella relazione.
In un’epoca segnata da spinte alla semplificazione e da nuove forme di isolamento narcisistico, il pensiero della complessità ci ricorda che la differenza non è una minaccia, ma una condizione generativa. La cura stessa può essere pensata come uno spazio di connessione, dove il molteplice non viene ridotto, ma accolto e integrato.
Forse, la sfida più attuale è imparare ad abitare la complessità, senza rinunciare al legame.

🖋Recensione completa su Spiweb a cura di Paola Ferri al seguente link
🔗https://www.spiweb.it/cultura-e-societa/omaggio-a-edgar-morin-recensione-di-paola-ferri/

🔵Per Winnicott, la casa non è soltanto un luogo da abitare, ma uno spazio psichico in cui sentirsi accolti, riconosciuti...
20/06/2026

🔵Per Winnicott, la casa non è soltanto un luogo da abitare, ma uno spazio psichico in cui sentirsi accolti, riconosciuti e sufficientemente al sicuro per esistere. È il primo contenitore delle nostre esperienze, delle relazioni e del senso di continuità della nostra identità.
Nella Giornata Mondiale del Rifugiato, ricordiamo che l'esperienza dello sradicamento non riguarda soltanto la perdita di uno spazio fisico, ma può rappresentare una frattura profonda nel senso di appartenenza e nella continuità del sé. Accogliere significa offrire non solo protezione, ma anche la possibilità di ritrovare legami, riconoscimento e fiducia, affinché possa ricostruirsi uno spazio umano in cui sentirsi nuovamente "a casa".

Note sulla teoria dell’angoscia in S. Freud e M. KleinDiomira PetrelliA cent’anni da Inibizione, sintomo e angoscia, Dio...
19/06/2026

Note sulla teoria dell’angoscia in S. Freud e M. Klein
Diomira Petrelli

A cent’anni da Inibizione, sintomo e angoscia, Diomira Petrelli propone una rilettura originale del pensiero freudiano, rintracciando un filo di continuità con le successive elaborazioni di Melanie Klein.

L’angoscia non viene presentata soltanto come segnale di pericolo o fonte di sofferenza, ma come elemento strutturante della vita psichica: forza che contribuisce alla costruzione dell’Io, alla formazione dei simboli, alla creatività e alla qualità delle relazioni con gli altri.

Attraverso un dialogo teorico ideale tra Freud e Klein, l’autrice mostra come alcune intuizioni contenute nell’opera freudiana abbiano trovato sviluppi fecondi nella teoria delle relazioni oggettuali, aprendo nuove prospettive cliniche sul significato e sull’elaborazione dell’angoscia.

Buona lettura.

Leggi l’articolo:
https://www.spiweb.it/la-cura/note-sulla-teoria-dellangoscia-in-s-freud-e-m-klein-diomira-petrelli/

📚 Pensare la psicoanalisi di André Green (Alpes, 2025), tradotto da Nelly Cappelli, è un intenso dialogo con alcuni dei ...
17/06/2026

📚 Pensare la psicoanalisi di André Green (Alpes, 2025), tradotto da Nelly Cappelli, è un intenso dialogo con alcuni dei più importanti autori della psicoanalisi contemporanea: Bion, Winnicott, Lacan, Laplanche, Aulagnier, Anzieu e Rosolato.
Attraverso un confronto critico e appassionato, Green rilegge Freud e approfondisce temi centrali del suo pensiero: lavoro del negativo, pulsione di morte, stati limite e psicosi bianca. Particolare rilievo è dato a Bion e Winnicott, figure che hanno profondamente influenzato la sua pratica clinica e la sua riflessione teorica.
Un testo che rappresenta il testamento intellettuale di uno degli psicoanalisti più originali del Novecento, capace di intrecciare rigore teorico, esperienza clinica e dialogo critico con i suoi cont
per leggere la recensione www.spiweb.it
🎓 Disponibile in FAD asincrona sulla piattaforma Matrix dal 5 maggio 2026 al 4 maggio 2027.
📌 15 crediti ECM.

📚Un bambino, un padre riapparso dopo anni di assenza, una montagna che custodisce segreti e ferite. Nel romanzo di Del A...
16/06/2026

📚Un bambino, un padre riapparso dopo anni di assenza, una montagna che custodisce segreti e ferite. Nel romanzo di Del Amo, il trauma attraversa le generazioni come un'eredità invisibile, mettendo in scena una domanda profondamente umana: siamo destinati a ripetere il dolore che abbiamo ricevuto o possiamo trasformarlo in qualcosa di nuovo?
Il romanzo mette in scena la lotta tra l'eredità del trauma e la possibilità di trasformarla in una storia propria.

🖋Recensione completa a cura di D. Federici al seguente link⬇
🔗https://www.spiweb.it/cultura-e-societa/il-figlio-delluomo-di-j-b-del-amo-recensione-di-daniela-federici/

12/06/2026

Diniego, dolore e sofferenza nel mondo attuale.
Con Stefano Bolognini e Luis J. Martín Cabré

Un incontro con Stefano Bolognini e Luis J. Martín Cabré dedicato a una riflessione psicoanalitica su diniego, dolore e sofferenza nella contemporaneità, temi che saranno al centro del prossimo Congresso Ferenczi.

📅 18 giugno 2026, ore 20.30
📍 Formato ibrido – Asociación Psicoanalítica de Madrid

Ci sono opere che, pur appartenendo alla letteratura, riescono a parlare direttamente alla clinica, offrendo uno spazio ...
10/06/2026

Ci sono opere che, pur appartenendo alla letteratura, riescono a parlare direttamente alla clinica, offrendo uno spazio privilegiato per comprendere le dinamiche più profonde dell'animo umano.
In questo articolato contributo, Pierluigi Moressa propone una lettura psicoanalitica de Il dio Kurt di Alberto Moravia, utilizzando il dramma come una vera e propria vignetta clinica attraverso cui esplorare il rapporto tra complesso edipico, incesto, coscienza morale e distruttività nazista.
Ambientata nell'universo concentrazionario del lager, la tragedia moraviana diventa il luogo in cui si mette in scena il tentativo radicale di abolire il limite, dissolvere i legami simbolici e negare quelle differenze che fondano l'identità individuale e la convivenza umana. Attraverso la figura di Kurt emerge una riflessione profonda sulla perversione, sull'onnipotenza narcisistica e sul rifiuto dell'alterità; attraverso Saul prende forma, invece, il difficile percorso verso la responsabilità, il senso di colpa e la coscienza etica.
Il dialogo tra letteratura e psicoanalisi apre così uno sguardo prezioso sui processi che sostengono la costruzione della soggettività e sulla funzione fondamentale della coscienza morale nello sviluppo dell'individuo e della collettività.
Una lettura intensa e attuale, che invita a interrogarsi sul significato del desiderio, della legge, della libertà e della responsabilità, mostrando come il teatro possa ancora offrirci strumenti preziosi per comprendere le forme del male e le fragili architetture che sostengono il legame umano.

🎬Il film racconta il bisogno profondo di riconoscimento che fonda la costruzione dell'identità. Attraverso lo sguardo di...
08/06/2026

🎬Il film racconta il bisogno profondo di riconoscimento che fonda la costruzione dell'identità. Attraverso lo sguardo di Gerda, che accoglie e rispecchia ciò che in Einar è ancora impensabile, prende forma il suo Sé più autentico. In una prospettiva psicoanalitica, l'amore diventa funzione di contenimento e di rispecchiamento: è lo sguardo dell'altro a rendere possibile la nascita di sé.

🖋Recensione completa a cura di S. Fassone su Spiweb al seguente link
🔗https://www.spiweb.it/cultura-e-societa/the-danish-girl-di-tom-hooper-recensione-di-simona-fassone/

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