13/02/2026
Carnevale...
San Valentino...
Madonna della Luce...
..in questi giorni di metร Ugento รจ interessata da importanti riti, feste ancestrali e momenti dedicati universalmente all'amore...
Noi vogliamo, per ognuna di questi eventi/celebrazioni, ricordarvi e ricordarci come sono nate, come si sono sviluppate e soprattutto "perchรฉ".
Tutte quante fanno parte del delle genti del Salento e dell'Italia intera.
..iniziamo con il , con particolare riferimento alla nostra Provincia ed a tutti i salentini, con un breve estratto di un articolo di Lucio Causo, apparso nel 2024 sul blog della rivista "Cultura Salentina":
"Il Carnevale nel Salento ha radici molto antiche. Fino agli anni โ50 del secolo scorso, il Carnevale era una festa popolare che aveva la sua anima nelle focareddhe, ossia i falรฒ che venivano accesi nelle piazze e nei crocicchi delle strade cittadine. Le numerose cataste di foglie e rami di albero dโulivo si trasformavano in breve tempo in lingue di fuoco che il 17 gennaio, festa di SantโAntonio Abate, ardevano fino allโimbrunire. Erano i fuochi (focare) di SantโAntonio, protettore del fuoco e degli animali domestici, che ardevano in suo onore per tutta la sera, fino a diventare brace.
Intorno ai falรฒ si raccoglievano in cerchio giovani tamburellisti che suonavano e cantavano tarantelle, invitando le coppie ad esibirsi in una fantastica danza propiziatoria carica di antichi significati e colori. Alla fine della serata, alcune donne, con il coppu di argilla annerito dallโuso, e la paletta di ferro, raccoglievano la brace per scaldarsi le mani e una volta diventata cenere la spargevano sul terreno che coltivavano per propiziarsi una buona annata agraria. La raccolta della cenere allโinizio della baldoria carnascialesca era un rito che segnava la fine del Carnevale e lโinizio della Quaresima: il mercoledรฌ delle Ceneri. La sacralitร della cenere dei falรฒ derivava dal fatto che il fuoco fosse un tributo di ringraziamento a SantโAntonio. Nelle cittร di mare, si utilizzava la cenere dei falรฒ per lanciarla verso le onde in tempesta per propiziarsi il rientro dei propri congiunti impegnati a pescare al largo nei malaugurati giorni di inatteso fortunale.
Il fuoco รจ sempre stato usato per significare gioia e allegria e per celebrare avvenimenti felici. In alcune occasioni si sparavano fuochi dโartificio e in altre si accendevano falรฒ e candele. La tradizione delle focareddhe col passare del tempo andรฒ scemando anche se ancora oggi in alcuni paesi del basso Salento lu focu te SantโAntonio ( focara di antica memoria) continua ad essere acceso con un unico grande falรฒ. (...) "
๐ธCarnevale di Corsano (LE) 2026 Gruppo "Picca ma boni", presa dal sito internet della La Gazzetta del Mezzogiorno