28/08/2026
La SICUREZZA si costruisce togliendo ostacoli, non alzando muri
In questi giorni si torna a parlare, anche sulle pagine dei giornali locali, di accoglienza, sicurezza e "carte dei doveri" per i minori stranieri e i richiedenti asilo. Come OIKOS vogliamo dire la nostra, a partire da quello che facciamo ogni giorno, non da quello che si dice nei titoli o si strumentalizza personalizzando.
Nei nostri servizi — rivolti ad adulti richiedenti asilo e a minori stranieri non accompagnati — il lavoro sull'educazione alla legalità e ai doveri di cittadinanza non è un'ipotesi allo studio: è già PRASSI quotidiana. Percorsi di alfabetizzazione linguistica, formazione professionale, orientamento ai servizi del territorio, accompagnamento nei percorsi scolastici e lavorativi, educazione civica: chi accogliamo viene messo nelle condizioni di conoscere le regole per rispettarle, non solo per subirle.
Per questo ci sembra fuori fuoco chi propone, come ricetta, un ulteriore decalogo di doveri da sottoscrivere. Il problema non è che manchino le regole o che i ragazzi e le ragazze che seguiamo non le conoscano: il problema è che troppo spesso mancano gli strumenti concreti — casa, lavoro, percorsi linguistici, tempo — per poterle davvero esercitare come cittadini.
L'articolo 3 della Costituzione non chiede alla Repubblica di limitarsi a proclamare l'uguaglianza: le chiede di rimuovere gli ostacoli che di fatto la impediscono. È un principio che vale per tutti, e che vale anche per chi arriva da altrove e prova a costruirsi un futuro qui.
Chiediamo che la POLITICA, e in particolare chi governa, si occupi con la stessa energia investita nei controlli alle frontiere anche di questo: dare concretezza a quell'articolo, invece di limitarsi ad alzare barriere contro chi, semplicemente, non ce la fa da solo.
La sicurezza di una comunità non si misura solo dai varchi o dai quartieri presidiati, ma da quante persone quella comunità riesce davvero a includere.
I dirigenti di Oikos