L’Associazione nacque con l’intento di valorizzare l’integrazione nella società friulana della componente rappresentata dai toscani e
dai discendenti dei Toscani in Friuli, un’immigrazione da Firenze che risale al tredicesimo secolo e che continua fino ad ora. Già nel
Medioevo infatti furono numerose le famiglie trasferitesi in Friuli per lavorare per il Patriarca nel servizio di appalto dei daz
i e nella
coniazione di monete. Numerosi furono i banchieri, i commercianti e gli artigiani toscani insediatisi in Friuli per affacciarsi ai mercati dell’Oriente e del
centro Europa. Dai documenti storici, appare che nel 1300 al Patriarca Bertrando risultava la presenza di numerosi immigrati
Toscani nella classe dirigente udinese. Si legge nei testi storici che essi furono da stimolo alla società locale. I Bardi, i Capponi, i
Chianentini aprirono imprese commerciali e banchi di cambio, divenendo filiali di grandi imprese fiorentine e senesi: Altri Toscani
gestirono imprese manifatturiere, dalle fabbriche di panni alle fonderie, ai molini, alle fucine, alle tintorie e sartorie. Numerosi furono
orefici, lanaioli, drappieri, cartai, barbieri, pittori. Ma non mancarono i notai, gli avvocati, i medici. Le casate più affermate furono i
Piccolomini a Cividale, i Brunelleschi a Spilimbergo, i Franceschini a Gemona, i Cavalcanti e i Bartolini a Udine.