04/07/2026
Conversioni.
Lโultima conversione di Landini: dopo quattro anni di scioperi, scopre il valore dellโunitร
Cโรจ una frase, pronunciata da Maurizio Landini al congresso della Uil, che merita di essere letta con attenzione. ยซServe stare uniti per cambiare la situazioneยป, ha detto il leader della Cgil, aggiungendo che occorre costruire fiducia e affrontare insieme la trattativa con le imprese. Parole condivisibili. Talmente condivisibili da far sorgere una domanda inevitabile: perchรฉ arrivano solo adesso?
ร singolare che, dopo quattro anni nei quali la Cgil ha scelto di privilegiare la stagione degli scioperi generali, delle contrapposizioni con il Governo e delle continue divisioni con il resto del sindacato confederale, sia proprio Landini a invocare oggi lโunitร sindacale come condizione indispensabile per ottenere risultati.
Per anni la Cisl รจ stata accusata di essere troppo dialogante, troppo pragmatica, troppo disponibile al confronto con governi e imprese. Per anni Daniela Fumarola, prima insieme a Luigi Sbarra e oggi alla guida della Confederazione, ha sostenuto che il compito di un sindacato non รจ testimoniare il dissenso, ma negoziare, contrattare, ottenere risultati concreti per lavoratori e pensionati.
Quella linea รจ stata spesso liquidata dalla Cgil come una scelta di subalternitร . Oggi, invece, lo stesso Landini sposa del tutto le posizioni della Cisl sulla partecipazione, afferma che bisogna ยซgestire la trattativa con le aziende ยป e che senza unitร non si ricostruisce la fiducia del mondo del lavoro.
ร difficile non vedere in queste parole una tardiva presa dโatto della bontร dellโimpostazione seguita dalla Cisl in questi anni. Se la prioritร diventa il negoziato, se il confronto con le imprese torna ad essere lo strumento principale dellโazione sindacale, allora significa riconoscere che la strategia della mobilitazione permanente non ha prodotto i risultati sperati.
Anche il congresso della Uil sembra confermare questo cambio di clima. Toni meno barricaderi, maggiore attenzione alla contrattazione, disponibilitร a costruire piattaforme comuni. Segnali che, fino a pochi mesi fa, sarebbero stati difficili da immaginare.
Naturalmente nessuno puรฒ cancellare le differenze tra le tre Confederazioni. La Cisl continuerร a rivendicare un modello sindacale fondato sullโautonomia dalla politica, sulla partecipazione dei lavoratori, sulla contrattazione e sulla responsabilitร . Lo ha detto bene ieri Fumarola dal palco del Congresso Uil : ยซNoi non rinunciamo al conflitto, anche aspro, quando serve.
Ma bisogna dare sostanza e struttura a riforme durature perchรฉ radicate nella progettualitร sociale.
Lo abbiamo fatto nella piattaforma unitaria, che ora deve procedere con determinazione nellโinterlocuzione con il sistema delle imprese.
Possiamo continuare a farlo con metodo, con idee, con coraggio, costruendo insieme una road map per la ripartenza. Sfidando il Governo e i nostri interlocutori sociali su obiettivi concretiยป. Ogni sindacato deve mantenere la propria identitร e le proprie scelte. Ma il conflitto deve portare risultati. Questo eโ il dato politico che esce oggi dal Congresso Uil.
Quando anche chi ha investito per anni sulla conflittualitร riconosce che ยซserve stare unitiยป e che la partita decisiva si gioca al tavolo delle trattative, significa che qualcosa รจ cambiato.
Piรน che una svolta culturale, รจ una conversione dettata dalla realtร . E, forse, il riconoscimento implicito che la strada indicata dalla Cisl di Daniela Fumarola era quella giusta fin dallโinizio: meno piazze come fine a se stesse, piรน contrattazione; meno testimonianza, piรน risultati.