28/08/2026
A quel fottuto di Trump e la sua banda di sovranisti e fascisti e il silenzio dell'Italia e dell'Europa.
Non è teoria, sono fatti recenti. Washington ha imposto sanzioni con congelamento di beni e divieto d'ingresso contro giudici e vice procuratori della Corte Penale Internazionale, colpendo funzionari di paesi alleati come Canada, Francia, Fiji e Senegal, "colpevoli" solo di aver indagato su cittadini americani o israeliani senza il consenso di Washington. Quattro funzionari della Corte penale internazionale sono soggetti a sanzioni statunitensi per azioni rivolte contro americani e israeliani, tra cui la giudice canadese Kimberly Prost e il giudice francese Nicolas Yann Guillou. Un tribunale con 125 stati membri, trattato come un covo di terroristi. Alla fine è andata bene a Francesca Albanese, anche lei vittima di questa furia Maga. Ma la questone sembra non sia ancora del tutto risolta.
Sul fronte migratorio, l'amministrazione si appresta a revocare fino a 200mila visti per turismo e affari, quella che sarebbe la più vasta revoca di massa di visti nella storia degli Stati Uniti , che ha già sospeso a livello globale la gestione delle domande per i visti d'immigrazione, con appuntamenti rinviati in ambasciate e consolati di mezzo mondo, Italia compresa.
Di fronte a questo, il Vecchio Continente , e l'Italia con lui, non ha opposto una linea comune, non ha condizionato accordi, non ha fatto pesare la propria voce. Le destre sovraniste, quelle che urlano "padroni a casa nostra" quando si tratta di Bruxelles, ammutoliscono quando il padrone è Washington. Restano dichiarazioni di circostanza, mai una postura.
Non serve la rottura. Basterebbe la coerenza: chi rivendica sovranità la eserciti anche quando costa una telefonata scomoda a Washington.