Itanica Viterbo ODV

Itanica Viterbo  ODV Itanica Viterbo Organizzazione di Volontariato

Il Circolo di Viterbo dell’Associazione Italia-Nicaragua si è costituito alla nascita dell’Associazione ITANICA ed immediatamente ha partecipato a tutte le grandi campagne nazionali degli anni ’80, realizzando numerose iniziative locali con l’adesione ed il patrocinio di istituzioni e un arco vastissimo di movimenti democratici. Negli anni ’80, inizia anche la pubblicazione di un proprio bollettin

o bimestrale, che sarebbe diventato “Quelli che solidarietà…”, testata autonoma regolarmente iscritta, dal 1997, presso il Tribunale di Viterbo. Con gli anni ’90, il Circolo di Viterbo continua la sua solidarietà con il Nicaragua, sostenendo i nuovi attori popolari e le loro lotti sociali, eredi dell'esperienza degli anni '80, con una vitalità propria e rinnovata autonomia, distanti da ogni rigidità dogmatica. Quasi sempre diretti da militanti popolari degli anni ’70 & ‘80, ma ora senza l'appoggio organico del partito sandinista (FSLN) e senza gli orientamenti dal vertice alla base (struttura verticista), capitalizzando (nelle componenti migliori) l'esperienza partecipativa e di interpellanza del sandinismo originario. Con questa aspettativa vengono promossi numerosi convegni (in molti casi vedremmo la pubblicazione degli atti), che sono occasioni di incontro, coordinamento, riflessione e lavoro comune tra soggetti diversi impegnati per la pace, la solidarietà, i diritti umani. Dal 2004, iscritto nell’Albo Regionale Lazio delle Associazioni di Volontariato (determinazione n° D00081 del 20/01/04) Sezione Cultura, il Circolo ha promosso la costituzione del Comitato Viterbese per la Cooperazione Decentrata, iniziando così la collaborazione con il Comune di Acquapendente per la realizzazione del progetto sovranità alimentare in favore delle famiglie contadine di Lechecuagos (Leon), con referente l’Ong nicaraguense Cipres.

Accadde ieri: 10 giugno 1924, i sicari fascisti assassinavano Giacomo Matteotti. Politico, giornalista e antifascista it...
12/06/2026

Accadde ieri: 10 giugno 1924, i sicari fascisti assassinavano Giacomo Matteotti.
Politico, giornalista e antifascista italiano, segretario del Partito Socialista Unitario.

Rapito e assassinato il 10 giugno 1924 da una squadra fascista capeggiata da Amerigo Dumini, a causa delle sue denunce delle illegalità commesse dalla nascente dittatura di Benito Mussolini.
Il corpo di Matteotti fu ritrovato oltre due mesi dopo l'omicidio, il 16 agosto 1924.
Nel discorso del 3 gennaio 1925 di fronte alla Camera dei deputati, Benito Mussolini si assunse pubblicamente la «responsabilità politica, morale e storica» del clima nel quale l'assassinio si era verificato.
A tale discorso fece seguito, nel giro di due anni, l'approvazione delle cosiddette leggi fascistissime e la decadenza dei deputati che avevano partecipato alla secessione dell'Aventino come protesta per il delitto Matteotti.
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UN PROMEMORIA PER IL TUO 5x1000 - ITANICA VITERBO OdV
Per sostenere la Solidarietà Internazionale “Tenerezza dei Popoli”
Se non hai già una Associazione o un Ente di Ricerca a cui sei particolarmente legato, ti chiediamo di destinare il 5 per mille ad ITANICAVITERBO OdV (Organizzazione di Volontariato).
Nella prossima dichiarazione dei redditi basta firmare nel riquadro dedicato al “Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni” e scrivere il numero di codice fiscale di ITANICA VITERBO OdV 90068210567.
Anche la più piccola quota versata è determinate, essendo il nostro lavoro totalmente volontario.
I contributi raccolti verranno utilizzati, come negli anni passati, a sostegno dei nostri progetti di solidarietà con il popolo del Nicaragua.
In particolare in favore del Progetto “La Mascota” Ospedale Pediatrico Managua, il più importante ospedale per bambini del paese, specializzato nella cura della leucemia, ha un reparto di oncologia
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SCHEGGE LATINOAMERICANE su RADIO SVOLTA
“Passato & futuro di Cuba” https://radiosvolta.it/ #1665135020577-7e40e20d-4f12
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Uno sguardo ai siti dell’Associazione Italia-Nicaragua:
www.itanicaviterbo.org;
www.itanica.org;
www.itanica.it;
www.itanicalivorno.it;
Giulio Girardi:
http://host.uniroma3.it/docenti/girardi/ - collegamento momentaneamente interrotto)

11/06/2026
Accadde oggi: 11 giugno 1984, muore Enrico Berlinguer, Segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1972 al 19...
11/06/2026

Accadde oggi: 11 giugno 1984, muore Enrico Berlinguer, Segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1972 al 1984.

(…) Si è spento un nostro compagno, ci pesa come quando si chiude un pezzo di vita con la morte di chi ha avuto peso nella nostra vita.
È che si è spento un comunista.
Che la sua linea fosse del tutto diversa da quella che, a nostro avviso, il Partito comunista avrebbe dovuto seguire, non lo fa meno comunista. Nel modo di essere, nel pensarsi rispetto a un compito, un destino, con l’arroganza e l’umiltà che occorre per pensarsi in questo modo.
Nell’aver messo questo al centro della sua vita.
Nell’aver dato risposte, giuste o errate che siano state, a una sola domanda: che fare per il popolo, per quella classe operaia così duramente battuta dal muoversi del capitale, per chi vuole cambiare, e come, e che cosa.
Questo è da comunisti, con tessera e senza, segretari di partito o di sezione che siano.
Come è da comunisti quel lavorare sino allo sfinimento, quel non lasciare il palco mentre ci si sente soffocare, quel sapere che si rappresenta, al di là di sé stessi, una anche se sempre più incerta speranza e questa va conservata, mantenuta, difesa, a qualsiasi costo.
A costo della vita.
E poi, a costo della vita? Questa vita i comunisti la vogliono.
Non si sacrificano, hanno dato a se stessi questo segno, se lo inchiodano dentro mentre da ogni parte viene messa in causa la loro identità e non dai soli nemici, ma da dubbi che li travagliano. Non sono eroi, appartengono alla gente che crede che l’arco breve della nostra esistenza è meglio abbia un senso, uno scopo, gente che conosce quanto sia elusiva e crudele la lotta nel mondo, ma quanto più elusiva e crudele quella limitata alle mura del proprio io e più immiserente.
Sono dei privilegiati, coloro che vivono e muoiono come Enrico Berlinguer.
(Il tempo di Enrico Berlinguer – di Rossana Rossanda, da “il manifesto” 12 giugno 1984).
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Anche la più piccola quota versata è determinate, essendo il nostro lavoro totalmente volontario.
I contributi raccolti verranno utilizzati, come negli anni passati, a sostegno dei nostri progetti di solidarietà con il popolo del Nicaragua.
In particolare in favore del Progetto “La Mascota” Ospedale Pediatrico Managua, il più importante ospedale per bambini del paese, specializzato nella cura della leucemia, ha un reparto di oncologia
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10/06/2026

Per Cesare Ciacci… 20 anni dopo. - Giulio Vittorangeli (Ass.ne Italia_Nicaragua Circolo di Viterbo).
Era il 10 giugno del 2006 quando, il compagno dell’Associazione Italia-Nicaragua, Cesare Ciacci inaspettamente ed improvvisamente ci lasciava. Una morte secca, imprevista, inaspettata, una frattura totale, un colpo alla testa. Solo una concezione banale e un pò ipocrita della vita può sostenere che la morte sia il suo esisto, la sua espressione normale. Mentre è solo e sempre scandalo, offesa, evento che espropria, nemico, perché intimamente altro dalla vita e non la sua anima o il suo volto. La vita (scriveva Virginia Woolf) questo alone luminoso, involucro semitrasparente che ci racchiude dall’alba della coscienza fino alla fine. Pertanto è la morte nemica della vita e dei viventi e non il contrario.
Cesare, nel 2006, aveva da poco concluso con Angela Di Terlizzi, la cura del libro “Que linda Nicaragua” (Fratelli Frilli Editori, Genova) per conto della nostra Associazione, precedentemente ne era stato Coordinatore in Nicaragua in uno degli anni più difficili e cioè durante la fase di transizione seguita alla imprevista sconfitta elettorale del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale avvenuta il 25 febbraio 1990. Da quella esperienza ne sarebbe scaturito un suo diario “Proposiciones” presentato nel 2000 all’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano dove viene inserito nella lista d’onore.
Per chi vuole conoscere sinteticamente la sua vita, il suo impegno politico e umano, dalle lotte studentesche ai movimenti giovanili degli anni Settanta, l’esperienza delle radio alternative, la solidarietà internazionale, ecc., può vedere il video pubblicato su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=KuB6sv7ImV8
Come dire allora i molti lati del prisma di un’esistenza, della persona in carne e ossa?
Quando un essere umano scompare si porta via con sé un mondo che non è stato mai visto come l’aveva visto lui e non bastano le parole di tutti i nostri dizionari per esprimere ciò che passa in un giorno nello spirito di un uomo. La malattia, il bisogno, il dolore, la morte, entrano nella nostra vita in tanti modi. È come muovere un caleidoscopio e vedere ogni volta un disegno nuovo.
Cesare aveva un humour naturale, da vero toscano, era nato a Castiglione d’Orcia (in provincia di Siena) nel 1951 e poi si era spostato a vivere in Romagna, rubando in questo arco di tempo alla vita quanti giorni ha potuto senza mai cedere al presagio timore di perderla presto. Era essenzialmente un compagno, se questa antica parola che evoca una storia di solidarietà e di lotta si può ancora pronunciare senza arrossire. Compagno, uno con cui, come vuole l’etimologia della parola “cum panis”, era bello condividere il pane.
Ed è quello che abbiamo fatto materialmente ed idealmente, in quegli anni, nelle riunioni a Borgheretto, fino a diventare quel luogo un “posto nel cuore” di Italia-Nicaragua. L’ospitalità calorosa e generosa di Cesare e Patrizia (come separarli), la convivialità di pranzi e cene, davanti inevitabilmente al classico bicchiere di chianti o vin santo e gli ancor più classici cantuccini, le discussioni, il nascere delle amicizie. Tutto questo lo abbiamo vissuto fortunatamente, generosamente sulla pelle. Tutto questo faceva parte - e fa parte - della solidarietà internazionale “tenerezza dei popoli”, che non è teoria, ma una parte di noi. Quella solidarietà che ci ha dato le chiavi di rapporti illimitati, quelli cui da soli non si arriva mai, di mondi diversi, di legami tra gente che cercava di essere uguale, mai seriale, mai dipendente, mai mercificata. Di quella solidarietà che è consapevole di come l’inferno e il purgatorio si trovano quaggiù, che la giustizia tra gli esseri umani è possibile, ma è sulla terra che bisogna metterla in opera.
Osservava Bertolt Brecht che l’uomo non si ferma sul dolore altrui se non può essere d’aiuto e solo in questo caso, aggiungeva, è lecito guardare gli altri dall’alto al basso: per aiutarli ad alzarsi. O come scriveva Luigi Pintor: “Non c’è in un’intera vita cosa più importante da fare che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi”. Il limite può essere il luogo in cui tutti gli esseri umani si ritrovano simili e uniti, nella solidarietà. Nel limite non c’è potere, quindi la mano viene tesa non per corrispondere al bisogno di un capitalismo compassionevole, ma per camminare insieme, per cercare la giustizia per condividere ciò che si è. Abituarci alle nostre fragilità, capire quanto sono comuni gli altri esseri umani, ci aiuta a vedere il punto di vista dell’altro e non esclude nessuno. Chi non riconosce il proprio limite invece si esclude dall’umanità, dalla solidarietà con gli altri uomini. I modelli di vita, a qualunque latitudine, che fanno della fragilità un punto di forza sono quelli da cui viene la salvezza della società, perché nessuno, che non lo voglia, resta fuori. I modelli che puntano sull’autosufficienza, l’antagonismo, il potere, invece sono destinati a pochi e per poco tempo.
Per tutto questo chiamano con disprezzo o con commiserazione, chi lotta per la giustizia e la solidarietà, utopisti e sognatori. Ma al contrario degli egoisti, gli altruisti (come Cesare) non muoiono mai; che i sogni di liberazione non si chiudono in gabbie come fossero uccelli addomesticati.
Allora, nel 2006, come Coordinamento Nazionale Italia-Nicaragua, con la consapevolezza di quanto povero è il linguaggio difronte alla morte, scrivemmo queste parole per Cesare: “La morte, l’osceno nulla che a nessuno concede scampo, lo ha tratto con sé strappandocelo per sempre. Ma il suo ricordo ci resta, e ci resta finché noi non lo lasceremo svanire. E la sua vita, la sua vita sì, è stata bella: di generosità, di condivisione, di costruzione della giustizia e della pace, qui in Italia e là in Nicaragua, per l’umanità intera, per un’umanità di liberi ed eguali. E la sua lotta, la nostra lotta continua.
Quante volte ad ogni morte di un amico e un compagno abbiamo detto queste parole: che la lotta continua. E tutte le volte di queste parole abbiamo avvertito ad un tempo la falsità e la necessità. Nulla continua quando un uomo muore: tutto è finito; non si dà tragedia più grande. Ma insieme si compie una vicenda e se questa vicenda è la vicenda di un uomo buono, essa è nuvola che reca la pioggia feconda, essa è parola e seme, essa è orma e presagio di umanità. E la lotta, la lotta allora sì, continua. Poiché nulla è perduto di quanto è stata buono, e la parte dello sforzo comune che fin qui Cesare ha recato sulle sue spalle, ora tocca a chi resta e a chi verrà ripartirla sulle proprie spalle, e recarla innanzi ancora lungo il cammino della solidarietà nazionale”.
Sono trascorsi 20 anni e la situazione internazionale è decisamente peggiorata (per usare un eufemismo) in tutti i sensi, in questo storto mondo la solidarietà internazionale in Italia si è desertificata, mentre quella del resto del mondo si è ristretta. Ma non possiamo rassegnarci ed allora diciamo “Grazie alla vita” come cantava meravigliosamente Violeta Parra, che ci ha fatto incontrare Cesare. Senza di lui il mondo sarebbe stato più disperato e più grigio. Perciò grazie Cesare carissimo, di averci attraversato come una meteora sapiente, per pochi anni e per gli altri venti che hanno seguito. Averti conosciuto è stato un privilegio. Ti ho voluto bene, ti abbiamo voluto bene. Ti ricordiamo ancora, non per piangere, ma per provare a costruire, compito piccolo e grandissimo. Ti sia lieve la terra, dolce compagno.
“Vorrei che quando muoio io / il mondo non ritenga più necessario girare, / o che tutti diventino felici / perché la ragione per essere tristi / l’avrò portata via io”

Non costa niente a chi lo fa, ma è essenziale per noi che lo riceviamo.In questi mesi siamo tutti impegnati con un’attiv...
09/06/2026

Non costa niente a chi lo fa, ma è essenziale per noi che lo riceviamo.
In questi mesi siamo tutti impegnati con un’attività importante che è la Dichiarazione dei Redditi. Eppure, nonostante questo sia un impegno prettamente burocratico, non dobbiamo dimenticare che possiamo trasformarlo in una bella azione di solidarietà.
In che modo? Sottoscrivendo il 5x1000.
COS'È IL 5x1000?
È una quota dell’IRPEF a cui lo Stato rinuncia per destinarla a un ente del Terzo Settore come AIN VT. È importante sapere che questa quota non costa assolutamente nulla, perché è una parte delle nostre tasse che altrimenti andrebbe allo Stato.
COME SI DONA IL 5X1000 A COOPI?
Per farlo è semplicissimo: quando facciamo la Dichiarazione dei Redditi, è sufficiente inserire il codice fiscale di AIN VT: 90068210567
nella sezione dedicata al “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale” e apporre la propria firma.
Anche la più piccola quota versata è determinante, essendo il nostro lavoro totalmente volontario.
I contributi raccolti verranno utilizzati, come negli anni passati, a sostegno dei nostri progetti di solidarietà con il popolo del Nicaragua.
In particolare in favore del Progetto “La Mascota” Ospedale Pediatrico Managua, il più importante ospedale per bambini del paese, specializzato nella cura della leucemia, ha un reparto di oncologia.
UN GRAZIE ANTICIPATAMENTE SE FARAI QUESTA SCELTA.
UN GRAZIE A TUTTE LE PERSONE CHE HANNO FATTO QUESTA SCELTA NEGLI ANNI PRECEDENTI.
Suggerite anche ad amici, familiari e conoscenti di devolvere il 5X1000: sono tantissimi coloro che non danno una preferenza lasciando il campo in bianco.
Cordiali saluti.
… e se possibile fate circolare questa comunicazione.
(Itanica Viterbo OdV)
§§§
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“Passato & futuro di CUBA”.
https://radiosvolta.it/ #1665135020577-7e40e20d-4f12

Non costa niente a chi lo fa, ma è essenziale per noi che lo riceviamo.In questi mesi siamo tutti impegnati con un’attiv...
04/06/2026

Non costa niente a chi lo fa, ma è essenziale per noi che lo riceviamo.
In questi mesi siamo tutti impegnati con un’attività importante che è la Dichiarazione dei Redditi. Eppure, nonostante questo sia un impegno prettamente burocratico, non dobbiamo dimenticare che possiamo trasformarlo in una bella azione di solidarietà.
In che modo? Sottoscrivendo il 5x1000.
COS'È IL 5x1000?
È una quota dell’IRPEF a cui lo Stato rinuncia per destinarla a un ente del Terzo Settore come AIN VT. È importante sapere che questa quota non costa assolutamente nulla, perché è una parte delle nostre tasse che altrimenti andrebbe allo Stato.
COME SI DONA IL 5X1000 A COOPI?
Per farlo è semplicissimo: quando facciamo la Dichiarazione dei Redditi, è sufficiente inserire il codice fiscale di AIN VT: 90068210567
nella sezione dedicata al “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale” e apporre la propria firma.
Anche la più piccola quota versata è determinante, essendo il nostro lavoro totalmente volontario.
I contributi raccolti verranno utilizzati, come negli anni passati, a sostegno dei nostri progetti di solidarietà con il popolo del Nicaragua.
In particolare in favore del Progetto “La Mascota” Ospedale Pediatrico Managua, il più importante ospedale per bambini del paese, specializzato nella cura della leucemia, ha un reparto di oncologia.
UN GRAZIE ANTICIPATAMENTE SE FARAI QUESTA SCELTA.
UN GRAZIE A TUTTE LE PERSONE CHE HANNO FATTO QUESTA SCELTA NEGLI ANNI PRECEDENTI.
Suggerite anche ad amici, familiari e conoscenti di devolvere il 5X1000: sono tantissimi coloro che non danno una preferenza lasciando il campo in bianco.
Cordiali saluti.
… e se possibile fate circolare questa comunicazione.
(Itanica Viterbo OdV)
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