Polis Aperta

Polis Aperta Associazione LGBTQI+ Forze dell'Ordine, Forze Armate e sostenitori

Polis Aperta OdV è un'associazione nata nel Febbraio 2005 per volontà di un gruppo di persone che svolgono il proprio servizio nelle forze di polizia e nelle forze armate, che condividono oltre al lavoro, anche l'orientamento affettivo omosessuale. Polis Aperta OdV fa parte, di una rete europea di associazioni LGBT (acronimo di Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) di polizia, l'EGPA European

Gay Police Network. Ogni due anni tutte le associazioni del vecchio continente appartenenti all'EGPA si riuniscono per confrontare le esperienze di ciascuna nazione nell'ambito delle lotta contro le discriminazioni sessuali. Il nostro obiettivo principale è di lottare contro tutte le discriminazioni e in special modo contro quelle fondate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere. Poi ci prefiggiamo di affrontare, all'interno del mondo militare e delle forze di polizia, la questione sessuale in modo da creare un ambiente più sereno e più rispettoso delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali che servono il Paese in uniforme. Vorremmo anche trasmettere alla popolazione gay e lesbica, e non solo, una diversa immagine della funzione di polizia, cioè di una polizia aperta in una società aperta. Per la natura dei propri obiettivi l'associazione comprende tra gli iscritti anche persone ad orientamento eterosessuale ed appartenenti alla società civile.

Nei giorni scorsi, Pierre Picavet, presidente dell'associazione delle forze di polizia LGBTI+ francesi FLAG! è stato vit...
01/09/2026

Nei giorni scorsi, Pierre Picavet, presidente dell'associazione delle forze di polizia LGBTI+ francesi FLAG! è stato vittima di una grave aggressione omofoba nel quartiere Marais a Parigi. Polis Aperta esprime totale solidarietà al presidente, alla sua famiglia e a tutti i membri di FLAG!.
Un attacco a un singolo membro colpisce l'intera famiglia delle Forze di Polizia e Forze Armate e la comunità LGBTI+. Questa aggressione non è solo un atto di violenza contro una persona, ma un attacco diretto ai valori fondamentali di rispetto, dignità, uguaglianza e fraternità che difendiamo collettivamente ogni giorno.
Il Board e tutti i membri di Polis Aperta, insieme a EGPA di cui Polis è associata, si schierano fermamente al fianco di FLAG!, assicurando pieno supporto e presenza in questo difficile momento. Polis Aperta riafferma l'impegno verso tutti coloro che lavorano per un servizio di Polizia più inclusivo e per la difesa dei diritti delle persone LGBTI.
I fatti dimostrano che il lavoro di tutela di tutte le minoranze è ancora fondamentale per la costruzione di una società più giusta.

Abbiamo il piacere di condividere un nuovo libro scritto dal nostro socio Antonio Sapienza, liberamente ispirato alla st...
22/08/2026

Abbiamo il piacere di condividere un nuovo libro scritto dal nostro socio Antonio Sapienza, liberamente ispirato alla storia della prima unione civile di un poliziotto, Raffaele Brusca, in uniforme.

Ma è anche la storia di due giovani in contesti lontanissimi che, segnati dal razzismo, dall'omofobia e dalla paura, imparano a indossare un'uniforme e una corazza per proteggersi da un mondo spietato.

L'amore che ferisce senza volerlo: Il nodo complesso dei legami familiari, dove le persone che ci amano, impreparate di fronte alla diversità, finiscono per fare del male proprio mentre cercano di proteggerci o salvarci a modo loro.

Un amore controvento: quel filo rosso che guida fino a una notte di pioggia a Roma, trasformando la necessità di nascondersi nella forza di costruire una vita insieme, mattone dopo mattone, contro ogni pregiudizio.

Legati indissolubilmente (23 Ottobre 2016): la prima unione civile in Italia per un appartenente alle forze dell'ordine in uniforme. Quel giorno al Campidoglio, Raffaele ha trasformato la divisa da nascondiglio a simbolo d'orgoglio: le Istituzioni e la verità del cuore finalmente riappacificate.

La tempesta, la solitudine e il senso ritrovato: l'irruzione feroce della malattia nel momento di massima felicità. L'amore come salvagente, ma anche la certezza che la battaglia più intima devi combatterla da solo. La rabbia nel vedere un mondo indifferente che fuori continua a correre mentre il proprio tempo si ferma, fino a trovare la forza di spogliare la vita da ogni superfluo e riscoprire il valore di ogni singolo respiro.

È una storia di due vite legate da un filo rosso che annoda armature, silenzi, rinascite e riscatti.
Lo trovate su Amazon al link: https://amzn.eu/d/02AE4Qqu

Conferenza EGPA 2026: Polis Aperta ad Amsterdam​Dal 29 luglio al 1° agosto 2026 saremo ad Amsterdam per partecipare alla...
29/07/2026

Conferenza EGPA 2026: Polis Aperta ad Amsterdam
​Dal 29 luglio al 1° agosto 2026 saremo ad Amsterdam per partecipare alla Conferenza Europea delle Forze di Polizia LGBT (EGPA), un tavolo tecnico essenziale per le politiche di inclusione. L'evento si chiuderà sabato 1° agosto in concomitanza con l'Amsterdam Worldpride.
​La nostra delegazione, che ringraziamo per l’impegno, è composta da: Simonetta Moro, ufficiale di Polizia locale, parte del direttivo di Polis Aperta e deputy board member di EGPA, e Mattia Fiorin, esperto in marketing digitale, attivista LGBT+ e membro del board di EGPA.

26/07/2026

Quasi 4 decadi fa quando in tv guardammo il muro di Berlino cadere sotto la voglia di libertà e di unità di un popolo, la speranza riempì il cuore di noi giovani persone europee: era arrivato il wind of change. Poi abbiamo passato i successivi 30 anni a costruire muri virtuali ma altrettanto feroci, a volte invalicabili. Divisi e divise da religioni, da pensieri politici contrapposti, etero contro popolo lgbtqia+, per colore di pelle e per timbri sul passaporto. Polarizzatə ed incentratə solo sul nostro guardando l’altra persona come un nemico. Questo odio, queste vittime sono la conseguenza dei nostri muri interni. Riconoscere l’umanità nell’altrə, riconoscerci costruendo ponti, non muri, sarà sempre il nostro obbiettivo. La ragione per cui lottiamo ogni giorno come persone e come lavoratori e lavoratrici in divisa. Oggi abbracciamo la comunitá lagbtqia+ e tutta la città di Berlino per superare insieme questo momento difficile

26/07/2026

Quasi 4 decadi fa quando in tv guardammo il muro di Berlino cadere sotto la voglia di libertà e di unità di un popolo, la speranza riempì il cuore di noi giovani europei: era arrivato il wind of change. Poi abbiamo passato i successivi 30 anni a costruire muri virtuali ma altrettanto feroci, a volte invalicabili. Divisi da religioni, da pensieri politici contrapposti, etero contro popolo lgbtqia+, per colore di pelle e per timbri sul passaporto. Polarizzati, incentrati solo sul nostro guardando l’altra persona come un nemico. Questo odio, queste vittime sono la conseguenza dei nostri muri interni. Riconoscere l’umanità nell’altro, riconoscerci costruendo ponti, non muri, sarà sempre il nostro obbiettivo. La ragione per lottiamo ogni giorno come persone e come lavoratori in divisa. Oggi abbracciamo la comunitá lagbtqia+ e tutta la citta di Berlino per superare insieme questo momento difficile

Quanto successo a Camaiore porta dolore, responsabilità e necessità di un impegno sempre più forte contro l’odio. Il com...
25/06/2026

Quanto successo a Camaiore porta dolore, responsabilità e necessità di un impegno sempre più forte contro l’odio.
Il comitato del Toscana Pride esprime profondo cordoglio per i tragici omicidi avvenuti a Camaiore, dove un padre ha ucciso con un fucile il proprio figlio e la propria moglie.

Un fatto di una gravità assoluta che deve interrogare le istituzioni sul clima culturale e politico in cui episodi simili maturano.
Di fronte a una violenza così estrema, non possiamo limitarci al dolore: dobbiamo riconoscere che questo gesto non nasce nel vuoto. È il prodotto di un contesto in cui l’odio verso le persone LGBTQIA+, la delegittimazione delle famiglie non conformi e la normalizzazione di discorsi discriminatori hanno trovato spazio e legittimità nel dibattito pubblico.
Negli ultimi anni, discorsi d’odio non sanzionati, atti omotransfobici minimizzati, narrazioni politiche ostili e campagne contro i diritti civili hanno contribuito a creare un clima in cui alcune persone si sentono autorizzate a considerare l’identità dei propri figli come un problema da “eliminare”.

È una responsabilità che chiama in causa l’intera società e, in particolare, chi ricopre ruoli istituzionali e ha alimentato o tollerato questo clima.

Chiediamo con forza che:

- le istituzioni assumano una posizione chiara e inequivocabile contro ogni forma di odio e discriminazione
- si rafforzino gli strumenti di prevenzione e contrasto alla violenza, anche attraverso un monitoraggio più efficace dei contenuti d’odio online
- si riconosca la matrice culturale e discriminatoria che può alimentare episodi di violenza familiare e sociale

Confidiamo che la magistratura accerti rapidamente le responsabilità individuali, ma ribadiamo che la responsabilità collettiva del clima d’odio non può essere ignorata.

Non possiamo derubricare quanto accaduto a un gesto isolato o a un raptus: è necessario affrontare le radici culturali e politiche che rendono possibili tragedie come questa. Il Toscana Pride continuerà a lavorare affinché nessuna persona debba più temere per la propria vita o per la propria identità. Chiediamo una società in cui ogni figli3 sia riconosciut3, rispettat3 e protett3.

Quanto successo a Camaiore porta dolore, responsabilità e necessità di un impegno sempre più forte contro l’odio.
Il comitato del Toscana Pride esprime profondo cordoglio per i tragici omicidi avvenuti a Camaiore, dove un padre ha ucciso con un fucile il proprio figlio e la propria moglie.

Un fatto di una gravità assoluta che deve interrogare le istituzioni sul clima culturale e politico in cui episodi simili maturano.
Di fronte a una violenza così estrema, non possiamo limitarci al dolore: dobbiamo riconoscere che questo gesto non nasce nel vuoto. È il prodotto di un contesto in cui l’odio verso le persone LGBTQIA+, la delegittimazione delle famiglie non conformi e la normalizzazione di discorsi discriminatori hanno trovato spazio e legittimità nel dibattito pubblico.
Negli ultimi anni, discorsi d’odio non sanzionati, atti omotransfobici minimizzati, narrazioni politiche ostili e campagne contro i diritti civili hanno contribuito a creare un clima in cui alcune persone si sentono autorizzate a considerare l’identità dei propri figli come un problema da “eliminare”. 

È una responsabilità che chiama in causa l’intera società e, in particolare, chi ricopre ruoli istituzionali e ha alimentato o tollerato questo clima.

Chiediamo con forza che:

- le istituzioni assumano una posizione chiara e inequivocabile contro ogni forma di odio e discriminazione
- si rafforzino gli strumenti di prevenzione e contrasto alla violenza, anche attraverso un monitoraggio più efficace dei contenuti d’odio online
- si riconosca la matrice culturale e discriminatoria che può alimentare episodi di violenza familiare e sociale

Confidiamo che la magistratura accerti rapidamente le responsabilità individuali, ma ribadiamo che la responsabilità collettiva del clima d’odio non può essere ignorata.
 
Non possiamo derubricare quanto accaduto a un gesto isolato o a un raptus: è necessario affrontare le radici culturali e politiche che rendono possibili tragedie come questa. Il Toscana Pride continuerà a lavorare affinché nessuna persona debba più temere per la propria vita o per la propria identità. Chiediamo una società in cui ogni figli3 sia riconosciut3, rispettat3 e protett3.

F A V O L O S A M E N T E presenti al Roma Pride 🏳️‍🌈🏳️‍🌈🏳️‍🌈🏳️‍🌈🏳️‍🌈🏳️‍🌈🏳️‍🌈
20/06/2026

F A V O L O S A M E N T E presenti al Roma Pride 🏳️‍🌈🏳️‍🌈🏳️‍🌈🏳️‍🌈🏳️‍🌈🏳️‍🌈🏳️‍🌈

Roma PrideCi siamooooooo
20/06/2026

Roma Pride
Ci siamooooooo


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Turin

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