SI Cobas Torino

SI Cobas Torino Sindacato Intercategoriale Cobas

Orario apertura sede di Torino in corso Palermo 60:
* martedì ore 15 - 19
* mercoledì ore 10 - 19
* giovedì ore 10 - 19
* venerdì 15 - 19
* sabato 10 - 13

Contatti:
331 599 6477 / 348 264 0440
[email protected]

02/09/2026
31/08/2026

SOLIDARIETÀ CON LA POPOLAZIONE DEL KASHMIR

Intervento del compagno Mahmoud per il nostro sindacato in piazza Castello alla manifestazione di domenica scorsa partita da Porta Palazzo per solidarietà con la popolazione del Kashmir contro guerre ed economia di guerra.

Come organizzazione del movimento operaio contribuiamo alla protesta contro la repressione del regime del Pakistan che da settimane attacca, imprigiona e uccide i manifestanti scesi in piazza anche in Kashmir per rivendicare un miglioramento delle condizioni di vita e lavoro.

CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI
PROLETARI DI TUTTI I PAESI DEL MONDO UNITEVI

La morte improvvisa e senza senso del compagno Alex della Cub ci lascia senza parole.Lo ricordiamo come compagno entusia...
30/08/2026

La morte improvvisa e senza senso del compagno Alex della Cub ci lascia senza parole.

Lo ricordiamo come compagno entusiasta, volenteroso di superare steccati e divisioni sindacali, sempre vicino ai lavoratori e alle lavoratrici in lotta.

Le condoglianze più sentite alla famiglia, agli amici e ai compagni in particolare della Cub per la grave perdita.

Ciao Alex, ti porteremo nelle lotte..

SOLIDARIETÀ CON LA POPOLAZIONE DEL KASHMIRCondividiamo la manifestazione di domenica 30 agosto a Torino ore 16 a Porta P...
25/08/2026

SOLIDARIETÀ CON LA POPOLAZIONE DEL KASHMIR

Condividiamo la manifestazione di domenica 30 agosto a Torino ore 16 a Porta Palazzo
Con i lavoratori e i giovani che manifestano per rivendicare migliori condizioni di vita
Contro guerre, economia di guerra e il regime del Pakistan che imprigiona e uccide i manifestanti

CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI
PROLETARI DI TUTTI I PAESI DEL MONDO UNITEVI

30/07/2026

FIACCOLATA IN BARRIERA DA PORTA PALAZZO IL 20/7
CONTRO ODIO, RAZZISMO E CAROVITA
GIUSTIZIA PER FAKIR E I PROLETARI UCCISI DI TUTTI I PAESI DEL MONDO
CONTRO VIOLENZA POLIZIESCA E RAZZISMO DI STATO

Come a Genova 25 anni fa nelle manifestazioni di protesta contro il G8 del 2001 e come succede continuamente dagli Stati Uniti alla Francia, le forze dell'ordine ammazzano i proletari: il 19 luglio scorso a Bologna la polizia ucciso Fakir Abderrahim, già un operaio della logistica; il video dimostra l'efferatezza della polizia italiana contro un giovane lavoratore.

Come organizzazione del movimento operaio e sindacato di classe, il SI Cobas ha subito proclamato lo stato di agitazione per la provincia di Bologna.

In particolare, la notte del 20 luglio dalle ore 22 uno sciopero ha fermato tutte le aziende dell'interporto logistico di Bologna.

Anche compagni degli altri luoghi di lavoro e di fuori città di hanno partecipato alle azioni operaie cosicché più forte è risultata la denuncia contro l'uccisione di questo nostro compagno per rafforzare l'opposizione contro economia di guerra e guerre a partire dalla lotta contro il razzismo di stato per la dignità della persona umana e per la difesa della vita contro sfruttamento e oppressione.

Siamo a fianco dei famigliari, degli amici e compagni di Fakir
Una classe, un fronte, una lotta
Il nemico è in casa nostra
Sciopero oggi, sciopero domani

CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI

---

ندعو الجميع للمشاركة هذا المساء الساعة السادسة (18:00) في ساحة بورتا بالاتسو بتورينو ( Porta Palazzo) احتجاجًا على عنف الشرطة ضد العمال والمهاجرين، والمطالبة بالعدالة لفقير ، العامل المغربي الذي قُتل بوحشية على يد الشرطة

Lunedì 20 luglio a Torino
- ore 18 PRESIDIO a porta palazzo davanti all'orologio
- ore 19 FIACCOLATA di protesta e solidarietà nel quartiere barriera di Milano
CONTRO GLI OMICIDI DI STATO
CONTRO LA VIOLENZA DELLA POLIZIA VERSO LAVORATORI E IMMIGRATI
SI Cobas Torino

---

Qui sotto pubblichiamo il testo della proclamazione di sciopero del SI Cobas nazionale e di Bologna, già inviata dal sindacato ai destinatari listati più in fondo e per cui si chiama a partecipare stasera al concentramento unitario alle ore 22 con il presidio operaio dall'interporto di Bologna, cui ci auguriamo aderiscano anche altre strutture sindacali e lavoratori e lavoratrici aderenti ai sindacati confederali:

"Proclamazione sciopero regionale di 24 ore per tutto il settore privato dell'Emilia Romagna.

Il Sindacato Intercategoriale Cobas proclama, per il giorno 20 luglio 2026, uno sciopero regionale di 24 ore per tutto il settore privato della regione Emilia Romagna CONTRO L’UCCISIONE DI UN LAVORATORE DA PARTE DELLA POLIZIA DI STATO.

Lo sciopero sarà articolato dalle ore 22 del 20 luglio 2026 alle ore 22 del giorno 21 luglio del 2026.

Distinti saluti,

Sindacato Intercategoriale Cobas
All'attenzione di:

Presidente del Consiglio dei
ministri Giorgia Meloni
Prefettura di Bologna
Presidente della Commissione di Garanzia Legge
146/90 Paola Bellocchi
Legacoop
Confindustria
Confetra
Fedit
Anita
Assologistica
Federmeccanica
FAI
Conftrasporto
Confcommercio
Agci
Confcooperative
Federlogistica
Stellantis - FCA Italy
AITE
AITI
AssoEspressi
CNA
Trasportounito
FIAP
CLAAI
Assarmatori
Confartigianato Trasporti"

CONDANNATI CAPO E AZIENDA PER SUICIDIO LAVORATORESTORICA SENTENZA GIURIDICA AL TRIBUNALE DI TORINOAF LOGISTICS E UN SUO ...
29/07/2026

CONDANNATI CAPO E AZIENDA PER SUICIDIO LAVORATORE
STORICA SENTENZA GIURIDICA AL TRIBUNALE DI TORINO

AF LOGISTICS E UN SUO RESPONSABILE CONDANNATI PER LA MORTE DI RENATO AUTISTA PIATTAFORMA GS-CARREFOUR

BASTA OPPRESSIONE DEI CAPI
BASTA TURNI, RITMI E CARICHI DI LAVORO MASSACRANTI

Per la prima volta in Italia sono stati condannata un'azienda e uno dei suoi responsabili per il suicidio di un lavoratore, l'autista Renato Fesce, che nel 2023 si è suicidato perché massacrato dal lavoro insostenibile e vessato dall'oppressione del capo.

Il responsabile Pasquale Martucci, che fino ancora alla scorsa settimana continuava a lavorare per Af Logistics come preposto presso la piattaforma Gs-Carrefour di Rivalta (TO) è stato condannato a 1 anno e 1 mese, mentre il presidente della società Antonio Ferrari a 8 mesi: entrambi hanno ricevuto una pena maggiore di quanto richiesto dalla procura.

Questo importante processo è stato celebrato e portato a termine grazie alla costituzione a parte civile - anch'essa pienamente riconosciuta dal tribunale nella sentenza - del sindacato SI Cobas superando non poche difficoltà per raggiungere un altro risultato per tutta la classe lavoratrice.

Infatti, da anni anche nel sito Gs-Carrefour del torinese i lavoratori hanno deciso di unirsi e organizzarsi con il SI Conas, inclusi gli stessi colleghi autisti del lavoratore ucciso, per risolvere le problematiche sul luogo di lavoro soprattutto salute e sicurezza e rivendicare forti aumenti di salario, usando le armi della solidarietà e della lotta contro discriminazioni, minacce, addebiti illegittimi di danni e multe, straordinari insostenibili, stipendi malpagati, inoltre ottenendo un premio annuale adeguato al costo della vita.

Tali gavi condizioni di sfruttamento e oppressione riguardano tutta la classe lavoratrice ben oltre la categoria degli autisti e tutte le grandi aziende ben oltre la Af Logistics o il settore della logistica: sono anzi problematiche largamente diffuse e molto sentite nel mondo di autisti e autotrasportatori già schiacciati da contratti nazionali al ribasso, opportunismo sindacale, dispotismo aziendale e individualismo.

Contro questo negativo stato di cose presenti, peraltro in veloce peggioramento a causa dell'economia di guerra di padroni e governo per sostenere la competizione internazionale e la corso agli armamenti, il nostro sindacato ha chiamato lunedì scorso ad una mobilitazione realizzando due presidi uno davanti al tribunale per la sentenza sul camionista suicida e uno davanti all'ispettorato del lavoro con i lavoratori autisti appalti Brt.

I compagni camionisti Brt hanno partecipato anche al presidio davanti al tribunale per il collega di Af morto e denunciare che condotte illegittime contro i diritti dei lavoratori e del sindacato continuano pure in Brt dove nel sito Brt 178 di Settimo un autista meno poche settimane è morto schiacciato da un camion.

Quindi, anche come camionisti è ora di crescere come organizzazione sindacale per resistere a turni massacranti, stress, comportamenti discriminatori e oppressivi contro lavoratori e sindacato rafforzando il cobas e sostenendo le richieste migliorative delle condizioni di vita.

Come sindacato di classe andiamo avanti per ottenere un salario adeguato al carovita, un orario chiaro e sostenibile, il rispetto di salute e sicurezza, una vita dignitosa per tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici!

CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI

BOICOTTA FIORENTINICOOP RITIRI DAI SUPERMERCATI LE MERCI PRODOTTE DALLE AZIENDE CHE NON RISPETTANDO I DIRITTI E LA DIGNI...
29/07/2026

BOICOTTA FIORENTINI
COOP RITIRI DAI SUPERMERCATI LE MERCI PRODOTTE DALLE AZIENDE CHE NON RISPETTANDO I DIRITTI E LA DIGNITÀ DEI LAVORATORI

Contro i bassi salari e i contratti illegittimi
la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori Fiorentini
è la lotta di tutti e tutte
per un salario dignitoso e il giusto contratto
Chi tocca uno tocca tutti

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BASTA CONTRATTI ILLEGITTIMI
PRESIDIO FIORENTINI CON GLI OPERAI IN SCIOPERO GENERALE
PER IL GIUSTO CONTRATTO

Gli operai e le operaie chiedono solidarietà
No al contratto Multiservizi, no ai contratti illegittimi
Per il giusto contratto

Questo prossimo venerdì sarà una giornata importante per tutti i lavoratori.

Come organizzazione sindacale di classe ci adopereremo affinché in molti luoghi di lavoro si faccia uno sciopero "vero": lo faremo anche a Torino e sul territorio con azioni efficaci quali picchetti e astensioni.

In particolare, gran parte delle nostre energie saranno impiegate nella protesta operaia di una grande azienda la Fiorentini / Elpe in cui si consuma il peggior sfruttamento e la peggiore illegittimità contrattuale.

Siamo convinti che è questa la realtà di economia di guerra - bassi salari, precarietà, carovita, discriminazioni... - che vivono milioni di lavoratori e lavoratrici, per cui l'opposizione alla guerra passa necessariamente attraverso il coinvolgimento nella lotta per difendere il proprio interesse e migliorare le condizioni di vita.

Perciò, il sindacato chiama alla massima attenzione e solidarietà rilanciando la lotta operaia nella fabbrica alimentare di Trofarello:

- contro i contratti illegittimi per il giusto contratto, in unione con le richieste degli operai Fiorentini / Elpe contro il Ccnl Multiservizi per il Ccnl Alimentari

- per rilanciare le rivendicazioni economiche e politiche dello sciopero generale contro economia di guerra e guerre (dalla Palestina all'Ucraina, dal Sudan all'Iran, dal Libano a Cuba...)

- per forti aumenti di salario, riduzione dell'orario di lavoro e difesa del diritto di sciopero

- contro le politiche di governo e padroni per un'opposizione efficace con l'unità di tutte le lotte

CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI
UNITI SI VINCE

20 maggio,

SI Cobas Torino

ISPETTORATO DEL LAVORO DA BRTI LAVORATORI CHIEDONO RISPETTO SALUTE, SICUREZZA E DIGNITÀ Numerosi ispettori del lavoro de...
29/07/2026

ISPETTORATO DEL LAVORO DA BRT
I LAVORATORI CHIEDONO RISPETTO SALUTE, SICUREZZA E DIGNITÀ

Numerosi ispettori del lavoro della Dtl territoriale ieri hanno fatto un'ispezione nei magazzini Brt 179 di Settimo Torinese e 049 del Sito di Orbassano dove a fine giugno era morto un camionista sul piazzale davanti al deposito.

Continua la pressione della nostra organizzazione sindacale sulle aziende di committenza e appalti per il rispetto di salute, sicurezza e dignità.

Importanti le azioni di lotta dei lavoratori come gli scioperi e le assemblee sul luogo di lavoro e l'attività di segnalazione del sindacato alle aziende e agli enti preposti, sempre ribadendo lo stretto legame tra lavoro e salute nonché le violazioni del contratto nazionale e della libertà sindacale.

Le problematiche lavorative hanno pesanti conseguenze sulla salute psico-fisica dei lavoratori e quindi sulle loro relazioni personali in particolare i rapporti in famiglia, con gli amici e nella società.

Già a fine giugno lo sciopero dei lavoratori facchini e autisti aveva fermato il sito Brt 178 di Settimo per protesta contro le morti sul lavoro a seguito della morte dell'autista schiacciato da un camion.

Lunedì scorso gli autisti appalti Brt siti di Torino si sono uniti in presidio davanti prima alla sede regionale dell'Ispettorato per chiedere un incontro con la direzione e poi del tribunale di Torino per l'ultima udienza del processo in cui sono stati condannati l'azienda Af Logistics e un suo capo responsabile per il suicidio di un camionista della piattaforma Gs - Carrefour di Rivalta causato da fatica, stress e discriminazioni.

La denuncia operaia è forte e chiara: basta lavorare in condizioni di orario turni e carichi di lavoro massacranti, pressione costante e aggressiva da capi e capetti, paura di addebiti illegittimi in busta paga (danni, ritardi, multe...) dovuti a qualunque possibile problematica da affrontare in ognuna delle lunghe ore di lavoro.

Queste condizioni negative peggiorano con l'economia di guerra e in Brt non sono state modificate neppure dopo i gravi fatti sopra citati.

Solo l'organizzazione dei lavoratori e l'iniziativa sindacale possono portare almeno all'attenzione delle autorità ufficialmente preposte al controllo (come Ispettorato e Spresal) favorendo un loro intervento sul luogo di lavoro con le ispezioni.

Il sindacato continua a portare avanti la lotta per migliori condizioni di vita per difendere l'interesse di tutti i lavoratori.

Lo stress e l'oppressione nei luoghi di lavoro uccidono, è ora di dire basta!

"La profonda provincia europea"Sul presidio per Fakir contro odio, razzismo di stato e violenza poliziesca ad Alessandri...
28/07/2026

"La profonda provincia europea"
Sul presidio per Fakir contro odio, razzismo di stato e violenza poliziesca ad Alessandria

Nel cuore della logistica del nord-ovest, dove il lavoro migrante sta riscrivendo il conflitto sociale e dove il caso di Fakir Abderrahim racconta come una storia nata ai margini possa parlare all'intera Europa.

Le merci non si muovono da sole.
Dietro ogni scaffale rifornito, ogni ordine consegnato, ogni camion che parte all'alba, ci sono uomini e donne il cui lavoro rimane quasi sempre invisibile. Diventano visibili soltanto quando decidono di fermarsi.
È in quel momento che ricordano a tutti che nessun diritto è mai stato conquistato senza organizzazione e senza conflitto.

La provincia di Alessandria appare periferica solo sulle carte geografiche.
In realtà è uno dei luoghi in cui l'Europa contemporanea si manifesta con maggiore nitidezza.
Qui convergono i corridoi logistici che collegano il porto di Genova ai mercati del continente; qui lavorano migliaia di persone provenienti da decine di Paesi; qui si incontrano le grandi questioni del nostro tempo: migrazioni, sfruttamento del lavoro, razzismo, crisi del welfare, riarmo e nuove forme di solidarietà.
In questo senso, è una profonda provincia europea.
Un territorio apparentemente marginale che racconta il cuore stesso dell'Europa.

Non è un caso che proprio qui si sviluppino alcune delle esperienze di conflitto sociale più significative degli ultimi anni.
Situata al centro del triangolo Genova-Milano-Torino e attraversata dai principali corridoi europei delle merci, la provincia di Alessandria rappresenta uno snodo strategico per l'approvvigionamento del Nord Ovest. Ogni giorno migliaia di lavoratrici e lavoratori, in larga parte migranti provenienti dal Pakistan, dall'India, dal Nord Africa e da altri paesi africani, movimentano merci destinate a supermercati, industrie e piattaforme distributive.

Sono il motore invisibile di un sistema economico essenziale.
Indispensabili quando producono ricchezza, invisibili quando si parla dei loro diritti.
Prima forza lavoro che persone, prima braccia da utilizzare che cittadini da ascoltare.

Negli ultimi anni proprio questi lavoratori hanno dato vita ad alcune delle mobilitazioni operaie più significative del Paese.
Scioperi, picchetti e vertenze hanno riportato il conflitto direttamente davanti ai cancelli dei magazzini, dimostrando come l'intero sistema logistico dipenda da chi quotidianamente carica, scarica e prepara gli ordini. In molti casi il sindacalismo di base, in particolare il SI Cobas, è diventato il principale punto di riferimento per rivendicare il rispetto dei contratti, della sicurezza e della dignità sul lavoro.

Ma quelle lotte hanno prodotto qualcosa che va oltre le singole vertenze.

Non è più una somma di lotte.
Sta diventando una comunità di resistenza.

Ad Alessandria, nella profonda provincia europea, associazioni, collettivi, sindacati di base, movimenti, realtà di quartiere e semplici cittadini stanno imparando a riconoscersi come parte della stessa battaglia.
Non più mobilitazioni isolate che procedono in parallelo senza incontrarsi, ma una rete capace di condividere piazze, parole d'ordine e obiettivi.
Una comunità che prova a ricostruire un'idea di solidarietà in un territorio dove le contraddizioni del presente emergono con particolare evidenza.

Perché qui le lotte della logistica hanno insegnato qualcosa che va oltre la rivendicazione sindacale.
Hanno dimostrato che il conflitto può ancora modificare i rapporti di forza e che la solidarietà nasce quando persone con storie, lingue e provenienze diverse scoprono di condividere la stessa condizione.
Da questa esperienza è cresciuta una rete che oggi tiene insieme battaglie un tempo considerate separate.

Mentre cresce chi prova a costruire solidarietà, cresce però anche chi si sente autorizzato a manifestare pubblicamente il proprio odio.
Un clima alimentato da anni di propaganda securitaria, dalla normalizzazione di linguaggi discriminatori e da un populismo che ha trasformato il disprezzo verso il più debole in opinione legittima.
Se fino a poco tempo fa certe frasi rimanevano confinate nell'anonimato dei social network, oggi vengono pronunciate senza imbarazzo nelle piazze, nei bar, per strada.

È accaduto anche durante il presidio organizzato davanti alla sede della prefettura nel centro di Alessandria per chiedere verità e giustizia per Fakir Abderrahim, il quarantaduenne morto a Bologna nel corso di un intervento delle forze dell'ordine.
Mentre la piazza ricordava un uomo e chiedeva chiarezza sulle circostanze della sua morte, un passante ha urlato: «Uno al giorno ne devono...», riferendosi ai migranti.
L'uomo è stato successivamente allontanato dalla polizia, ma quell'episodio racconta molto più di una provocazione individuale, racconta un paese in cui l'odio, quando viene ripetuto abbastanza a lungo, smette di vergognarsi di sé stesso.

Eppure quella stessa piazza raccontava anche un'altra Italia.

Circa cento persone si sono ritrovate in piazza della Libertà non soltanto per chiedere giustizia per Fakir Abderrahim, ma per affermare che i diritti non sono compartimenti stagni.
Hli interventi hanno ricomposto il mosaico delle vertenze che attraversano il territorio come il lavoro nella logistica, la sicurezza sui luoghi di lavoro, il diritto all'abitare, la difesa della sanità pubblica, il contrasto al razzismo e il rifiuto di un modello economico predatorio e guerrafondaio che continua a privilegiare il profitto rispetto alla vita delle persone.

Più interventi hanno denunciato quella che è stata definita "l'economia della guerra", un sistema che investe nel riarmo mentre riduce gli investimenti nel welfare, alimentando precarietà, disuguaglianze e nuove forme di sfruttamento.
Da qui anche la richiesta di fermare il genocidio del popolo palestinese e di interrompere ogni forma di sostegno politico, economico e commerciale a chi, secondo i manifestanti, ne è complice.

Nel corso della manifestazione è stato inoltre rilanciato l'appello al boicottaggio delle aziende considerate parte integrante di un sistema economico fondato sullo sfruttamento del lavoro, sulla speculazione e sulla produzione bellica.
Una scelta indicata come strumento concreto di pressione dal basso, insieme all'organizzazione sindacale, alle mobilitazioni e alla solidarietà tra lavoratori.

Perché ciò che sta prendendo forma ad Alessandria sembra andare oltre la singola vertenza o il singolo presidio.
Le lotte dei lavoratori della logistica hanno aperto una strada che oggi percorrono anche chi difende il diritto alla casa, la sanità pubblica, chi si batte contro il razzismo, chi chiede pace e giustizia per il popolo palestinese e chi pretende verità per Fakir Abderrahim.

In questa profonda provincia europea, dove ogni giorno passano merci provenienti e dirette verso tutto il continente, stanno passando anche idee, pratiche e forme di solidarietà che raccontano un'altra Europa possibile.
Una comunità che sembra aver compreso come lo sfruttamento del lavoro, il razzismo, la guerra e la disuguaglianza non siano problemi distinti, ma volti diversi dello stesso modello di società.
E che nessuna di queste battaglie possa essere vinta se rimane sola.

Alla manifestazione davanti alla Prefettura, organizzata dal sindacato SI Cobas Alessandria - Tortona e che contava un centinaio di partecipanti erano presenti oltre a liberi cittadini: Presidio Permanente Castelnuovo Scrivia, Casa di Quartiere, Partito della Rifondazione Comunista, SI Cobas Torino, Si Cobas Genova, Fronte Gioventù Comunista, Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria, Laboratorio Anarchico Perlanera, Comitato Di Lotta Per La Casa, Cub Confederazione Unitaria di Base, Coordinamento Mezz’ora per la pace, Collettivo Donne Insieme e Buzz Blog.

Il video con gli interventi sarà pubblicato nelle prossime ore.

( riceviamo e pubblichiamo questo contributo dai compagni della redazione Buzz blog già disponibile sul loro sito:
https://www.facebook.com/share/p/19EUgtERo6/ )

PASSEGGIATA DELLA FRATELLANZASiamo tutti umaniContro odio, guerre e carovitaLunedì 27 luglio ore 18:30 nel quartiere di ...
27/07/2026

PASSEGGIATA DELLA FRATELLANZA
Siamo tutti umani
Contro odio, guerre e carovita

Lunedì 27 luglio
ore 18:30
nel quartiere di Barriera di Milano
ritrovo in Largo Giulio Cesare a Torino
(angolo corso Giulio con corso Palermo)

Iniziativa che segua la fiaccolata di lunedì scorso da piazza Repubblica a Porta palazzo a piazza Montanaro in Barriera e gli scioperi sui luoghi di lavoro in particolare il picchetto dei lavoratori interporto Bologna

Per informazioni e adesioni o richiesta di fare un intervento al microfono durante la passeggiata, contattare i compagni del sindacato

Indirizzo

Corso Palermo 60
Turin
10152

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