06/06/2026
Italo Bo****no ha detto una cosa oscena. E l'ha detta con la tranquillità di chi pensa di poter infangare chiunque, purché lo si faccia nel nome di Giorgia Meloni.
Alla festa per gli ottant'anni della Repubblica, Paola Cortellesi ha aperto la serata con un monologo sulle donne italiane: la conquista del voto, le battaglie, le protagoniste di ottant'anni di democrazia. Per la destra è una bestemmia, perché in quell'elenco mancava il nome di Giorgia Meloni. E così è partita la solita gogna.
Ci ha pensato Bo****no a portarla a un livello mai visto.
Prima ha liquidato Cortellesi chiamandola "faziosa".
Poi, parlando delle grandi donne ricordate sul palco, Bo****no ha lasciato cadere la frase: "Bisognerebbe capire perché queste donne di sinistra entrarono in Parlamento, perché alcune entrarono per meriti, altre non per meriti".
Le donne di cui parla hanno nomi e cognomi: Nilde Iotti, Teresa Mattei, Tina Anselmi. E vale la pena ricordargli chi erano, visto che pare averlo scordato.
Nilde Iotti: partigiana, tra le ventuno madri costituenti che scrissero la Carta, prima donna a presiedere la Camera dei deputati, carica che tenne per tredici anni. La presidenza più lunga della storia repubblicana.
Teresa Mattei: la più giovane delle madri costituenti, staffetta partigiana, espulsa dalle scuole del Regno sotto il fascismo per essersi opposta alle leggi razziali, sorella di Gianfranco, partigiano morto in un carcere naz*ita. Sua è la mano che contribuì a scrivere l'articolo 3 della Costituzione, quello sull'uguaglianza.
Tina Anselmi: staffetta partigiana a diciassette anni, prima donna ministro nella storia d'Italia, colei che nel 1978 portò al Paese il Servizio Sanitario Nazionale, la sanità pubblica e gratuita di cui tutti, Bo****no compreso, beneficiamo ancora oggi. La donna che guidò la commissione d'inchiesta sulla P2.
Di queste tre giganti, Italo Bo****no lascia intendere che qualcuna un posto in Parlamento non lo meritasse. Il sottinteso è vecchio quanto squallido: che certe donne arrivino in alto grazie a qualcosa che col valore ha poco a che spartire.
Lo stesso Bo****no che esalta Meloni come il più grande traguardo dopo il voto alle donne. Il confronto, sul piano della caratura, lo lasciamo fare a voi.
Per difendere la mancata standing ovation a Giorgia Meloni, la destra arriva a sporcare la memoria di chi la Repubblica l'ha fondata, scritta e tenuta in piedi. Donne che hanno rischiato la pelle contro il fascismo, mentre la famiglia politica di Bo****no stava comodamente dall'altra parte a fucilarle.
A Paola Cortellesi va tutta la nostra solidarietà: ha trasformato dieci minuti di palco in una lezione di storia e di dignità. Il fastidio che ha provocato è la prova migliore di aver colpito nel segno.
La caratura di Iotti, Mattei e Anselmi parla da sola. E parla una lingua che a Italo Bo****no, evidentemente, resta straniera.