Luciano Atzeni

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Luciano Atzeni Sono cittadino in trappola nel mondo da me stesso creato, vi racconto come viverci o uscirne.

21/10/2026

Proteste e scontri di piazza anche in Albania

Malcontento degli studenti, accuse di corruzione al governo, caro-vita: la protesta arriva anche sull'altra sponda dell'Adriatico.

Scene di guerriglia urbana a Tirana.

📢Il primo ministro Edi Rama ha già puntato il dito contro la Russia, sulla falsariga della tesi sostenuta dal ministro della Difesa Guido Crosetto sulle proteste dello scorso fine settimana a Milano e in altre città, che sono frutto di una "guerra ibrida, che qualcuno sta portando nelle nostre nazioni con strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, YouTube".

Tanto per cantaaaaaa....
21/10/2026

Tanto per cantaaaaaa....

VVT, l’operatore del trasporto pubblico di Vilnius, riceverà 110 milioni di euro da BEI e CEB per introdurre fino a 160 ...
21/10/2026

VVT, l’operatore del trasporto pubblico di Vilnius, riceverà 110 milioni di euro da BEI e CEB per introdurre fino a 160 autobus a emissioni zero.

Le due banche mettono a disposizione 55 milioni ciascuna: i prestiti finanzieranno mezzi elettrici e a idrogeno, 145 stazioni di ricarica e l’ammodernamento dei depositi.

Sostituiranno i vecchi autobus diesel e GPL, con l’obiettivo di ridurre smog e rumore per oltre 600.000 abitanti.

Il progetto sarà completato entro fine 2027, nel percorso verso la neutralità climatica che la città punta a raggiungere nel 2030.

«Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della «guerra ibrida». L’espressione, ormai di uso comune nel gergo gior...
21/10/2026

«Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della «guerra ibrida». L’espressione, ormai di uso comune nel gergo giornalistico e politico, indica le azioni ostili, attribuite quasi sempre alla Russia, che non ricorrono agli strumenti militari tradizionali ma alla propaganda, agli attacchi informatici, ai sabotaggi, alla disinformazione. Un tema serio, senza dubbio, che negli ultimi anni viene tuttavia evocato con una superficialità tale da averlo completamente svuotato di significato. Scoppia un caso scomodo, si accende una piazza, un risultato elettorale non piace? Eccola, puntuale, a offrire la spiegazione più rassicurante: la colpa è sempre di qualcun altro. È la guerra ibrida.

Il termine «guerra ibrida» è tanto scorretto quanto vago. Nel non-paper firmato da Crosetto lo scorso anno finivano nella categoria fake news, sabotaggi ferroviari, cavi tranciati, pressione migratoria, elezioni annullate. Quando una categoria contiene tutto, giustifica tutto.
Lo spiega bene il professor Andrea Beccaro, docente di Studi Strategici e collaboratore di , nel bel saggio Guerra e strategia nel XXI secolo: «Si potrebbero citare decine di casi per dimostrare come le azioni oggi identificate come guerra ibrida russa siano in realtà condotte anche da altri attori, oggi come nel passato, e spesso dagli stessi che imputano alla Russia il muovere guerra ibrida».
E ancora: «Per quanto riguarda la riflessione strategica la nozione di guerra ibrida è problematica perché non descrive nulla di nuovo, né tanto meno di esclusivamente russo. In generale molti “esperti” di Hybrid Warfare sottolineano che essa è un modo per evitare la forza militare del nemico e disarticolarlo da un punto di vista economico, politico e sociale più che militare. L’idea in sé è valida ma tutt’altro che nuova e ancor meno è russa, infatti fu espressa in modo simile in un’opera di uno dei massimi pensatori strategici occidentali del XX secolo, ovvero l’inglese Sir Basil Liddell Hart».

Il coglioncello di turno è arrivato. Eccolo, lui, con 2000 euro e più di vestiti indosso, è la figura perfetta che mette...
21/10/2026

Il coglioncello di turno è arrivato.
Eccolo, lui, con 2000 euro e più di vestiti indosso, è la figura perfetta che mette tutti d'accordo: destra, reazionari, borgheesucci e liberal chic, con il suo razzismo verso i migranti e i poveri disgraziati, lui che parla di svegliarsi alle 5 del mattino per andare a lavorare, quando alle 10 si è appena alzato nel suo attico in centro che gli ha tegalato il papi, mentre beve la sua tisanina macrobiotica e parla di sacrifici.
Poi lo aspettano nel bar di grido per il suo cappuccio con latte di asina per la riunione di lavoro, dove dovranno parlare degli ultimi licenziamenti ai danni dei poveri lavoratori. Nel mio mondo ideale, lui sarebbe già in Siberia, insieme a voi che per colpa di quattro imbecilli (ammesso e non concesso che non siano stati i soliti infiltrati) ignorate questi ragazzi a cui avete rubato il futuro.
E comunque fare finta di ignorare cosa provano i nostri giovani sciorinando una serie di luoghi comuni in cui si proiettano rancori e frustrazioni personali non fa di voi persone rispettose, anzi.

dal web

Protesta tir contro il caro carburanti, Al Bano: "Ho vissuto la povertà, li capisco"📢Al Bano si schiera con gli autotras...
20/10/2026

Protesta tir contro il caro carburanti, Al Bano: "Ho vissuto la povertà, li capisco"

📢Al Bano si schiera con gli autotrasportatori che stanno paralizzando il Sud, in particolare Puglia e Calabria, per il caro carburanti. All'Adnkronos il cantante di Cellino San Marco dice di capirli e di soffrirne:

So cosa vuol dire povertà: l'ho conosciuta molto bene e per moltissimi anni.

🍷Lui, che in Puglia ha attività agricole e vitivinicole, racconta di riuscire a fare il contadino solo grazie al lavoro di cantante.

Ogni volta che il miracolo economico comincia a nascere, c'è una forza pronta a distruggerlo». Per uscirne servono l'unione di tutte le forze intellettuali e culturali.

L'auspicio è che le istanze dei camionisti siano accolte: «Mi auguro che ci sia benzina per tutti».

Nessuno se ne fa nulla delle nostre giustificazioni, delle nostre condanne, delle nostre elucubrazioni, del nostro tifo ...
20/10/2026

Nessuno se ne fa nulla delle nostre giustificazioni, delle nostre condanne, delle nostre elucubrazioni, del nostro tifo o del nostro schifo per i nuovi rivoluzionari. Vi siete entusiasmati? Sarete presto placati. Vi siete messi paura? Invocate l'esercito? Lo avrete, non vi piacerà. Non aspettavano altro, tenuto conto di quello che sta per arrivare.

La società sta implodendo nelle sue contraddizioni, le città degli squilibri sociali l'hanno creata ai piani alti, gli schiavi della deflazione salariale li hanno voluti ai piani alti, l'immigrazione a queste quote folli è stata imposta dai piani alti e adesso i ghetti suppurano centinaia di migliaia di sbarbi di seconda e terza generazione che hanno interiorizzato la nostra vomitevole scala di disvalori e non hanno la minima intenzione di fare gli schiavi sottopagati come i loro genitori. Hanno capito che il gioco è truccato e la possibilità di accedere agli ultimi rimasugli del risparmio privato sarà concessa ai loro pochi compagni bianchi delle medie. Non resta che spaccare tutto e gridare "No future".

I comparti stagni, le bolle immobiliari, l'inferno in terra degli istituti professionali, il feticcio dei brand e delle merci, l'emulazione, l'educazione degli adolescenti lasciata in mano agli speculatori commerciali, la profilazione assoluta di un immaginario giovanile tenuto rigorosamente distinto da quello adulto, la sua capacità di attrazione verso gli stessi adulti, l'ideologia del ghetto che invade tutto il corpo sociale.

Arrivare più in alto possibile, con qualunque mezzo e alla faccia del prossimo, le dipendenze, le compulsività, le paranoie egoiche, i disturbi narcisistici, la violenza. Eccola qui la comunità educante, eccola l'immondizia che gira dentro le cuffie da almeno vent'anni, rigorosamente destinata a un pubblico di dodicenni, e la componente "maranza" è ridicolmente minoritaria.

Duecentosessanta genitori per lo più italianissimi hanno passato il sabato notte davanti al commissariato, ad aspettare il figlio quattordicenne.

Cavallette impazzite che si scambiano informazioni a mezzo di ordigni derivati da tecnologie militari e sono capaci di addensarsi in settemila in meno di mezz'ora.

La way of life della malavita, la certezza di non avere niente da perdere, abbiamo tutti visto tremila film, letto centinaia di saggi e di romanzi, adesso che la realtà ci si squaderna davanti agli occhi peschiamo le più folli categorie e ci mettiamo a tifare per lotta al capitalismo o a sacramentare contro l'islamizzazione dell'Europa, e invece stiamo solo portando a compimento l'interiorizzazione assoluta del modello americano. La cronaca di questi giorni sembra scritta da Mario Puzo, da John Fante, da Bukowski, da Richard Wright, messa in scena da Scorsese, da Eastwood, da Stallone, da altri diecimila.

I sociologi più onesti ci avevano avvertiti, l'immigrazione di massa non è Imagine di John Lennon. La decadenza economica, sociale, valoriale ed esistenziale della comunità di approdo non aiuta. Non abbiamo ancora visto niente.
G. Busti

LIBIA ORIENTALE APPROVA MOE DEL 2019 CON LA TURCHIA. COSA CAMBIA PER GRECIA E UEOggi 20 ottobre 2026 la Camera dei Rappr...
20/10/2026

LIBIA ORIENTALE APPROVA MOE DEL 2019 CON LA TURCHIA. COSA CAMBIA PER GRECIA E UE
Oggi 20 ottobre 2026 la Camera dei Rappresentanti libica (con sede a Bengasi/Tobruk, allineata a Khalifa Haftar) ha votato all’unanimità per approvare il memorandum d’intesa del 2019 firmato tra la Turchia e il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli. Il testo delimita le zone marittime (piattaforma continentale e ZEE) nel Mediterraneo orientale. Lo stesso parlamento ha contemporaneamente revocato due risoluzioni del 2020: quella che aveva dichiarato nullo l’accordo e quella che aveva interrotto i rapporti politici con Ankara.

L’accordo del 2019 è stato a lungo contestato da Grecia ed Egitto (che lo considerano lesivo dei propri diritti marittimi) e, fino a ieri, anche dalle autorità orientali libiche. La Turchia lo ha sempre difeso come legittimo. Negli ultimi mesi si è intensificato il dialogo tra Ankara e il campo di Haftar (contatti militari, visite, possibile apertura commerciale).

L’accordo rafforza la posizione giuridica e politica di Ankara nel Mediterraneo orientale. Essendo ora accettato anche dalla parte orientale della Libia, diventa più difficile da contestare unilateralmente. Apre la strada a possibili attività di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi nelle aree rivendicate e consolida l’influenza turca su entrambe le fazioni libiche, dopo anni in cui Ankara era legata quasi esclusivamente a Tripoli.

Per la Libia, l’accordo è un segnale di avvicinamento tra est e ovest (o almeno tra le autorità orientali e la Turchia). Potrebbe facilitare accordi economici, militari e commerciali. Non risolve la divisione del Paese, ma riduce una fonte di frizione esterna.

Per contro, l’accordo tra Libia orientale e Turchia aumenta le tensioni nel Mediterraneo orientale. Atene e Il Cairo hanno sempre considerato l’accordo del 2019 illegittimo perché ignora i diritti delle isole greche (in particolare Creta) e sovrappone le proprie rivendicazioni. Apre la strada a una possibile escalation diplomatica o ad ostacoli a progetti energetici comuni come EastMed o altre cooperazioni. L’UE dovrà gestire un ulteriore elemento di frizione con la Turchia, in un contesto già complesso (migranti, energia, Siria, Ucraina).

20/10/2026

"La signora Kallas vuole umiliare la Russia ogni singolo giorno. I Paesi baltici vogliono umiliare la Russia ogni singolo giorno. Il signor Sikorski vuole umiliare la Russia ogni singolo giorno. E sono felice di fare nomi, perché ho lavorato con tutti i loro governi"

Jeffrey Sachs gela l'aula e rimprovera l'Europa citando Kennedy:
"Il 10 giugno 1963 disse al popolo americano che occorreva fare la pace con l’altra parte. Era la crisi dei missili, a un secondo dall'armageddon. Non pose richieste all’Unione Sovietica. Disse agli americani: pensiamoci, perché altrimenti si muore tutti. Quando Chruščëv lesse il discorso, disse: voglio fare la pace. Perché Kennedy non aveva detto «fai questo, fai quello, sei malvagio». Aveva detto: dobbiamo ripensare il nostro atteggiamento per poter fare la pace. E Chruščëv rispose: anche noi. E la pace ebbe inizio”.

Una foto aerea di Parigi con incendi e fumo circola come prova dei danni delle proteste studentesche in Francia, ma è ge...
20/10/2026

Una foto aerea di Parigi con incendi e fumo circola come prova dei danni delle proteste studentesche in Francia, ma è generata con l'AI

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