20/10/2026
Nessuno se ne fa nulla delle nostre giustificazioni, delle nostre condanne, delle nostre elucubrazioni, del nostro tifo o del nostro schifo per i nuovi rivoluzionari. Vi siete entusiasmati? Sarete presto placati. Vi siete messi paura? Invocate l'esercito? Lo avrete, non vi piacerà. Non aspettavano altro, tenuto conto di quello che sta per arrivare.
La società sta implodendo nelle sue contraddizioni, le città degli squilibri sociali l'hanno creata ai piani alti, gli schiavi della deflazione salariale li hanno voluti ai piani alti, l'immigrazione a queste quote folli è stata imposta dai piani alti e adesso i ghetti suppurano centinaia di migliaia di sbarbi di seconda e terza generazione che hanno interiorizzato la nostra vomitevole scala di disvalori e non hanno la minima intenzione di fare gli schiavi sottopagati come i loro genitori. Hanno capito che il gioco è truccato e la possibilità di accedere agli ultimi rimasugli del risparmio privato sarà concessa ai loro pochi compagni bianchi delle medie. Non resta che spaccare tutto e gridare "No future".
I comparti stagni, le bolle immobiliari, l'inferno in terra degli istituti professionali, il feticcio dei brand e delle merci, l'emulazione, l'educazione degli adolescenti lasciata in mano agli speculatori commerciali, la profilazione assoluta di un immaginario giovanile tenuto rigorosamente distinto da quello adulto, la sua capacità di attrazione verso gli stessi adulti, l'ideologia del ghetto che invade tutto il corpo sociale.
Arrivare più in alto possibile, con qualunque mezzo e alla faccia del prossimo, le dipendenze, le compulsività, le paranoie egoiche, i disturbi narcisistici, la violenza. Eccola qui la comunità educante, eccola l'immondizia che gira dentro le cuffie da almeno vent'anni, rigorosamente destinata a un pubblico di dodicenni, e la componente "maranza" è ridicolmente minoritaria.
Duecentosessanta genitori per lo più italianissimi hanno passato il sabato notte davanti al commissariato, ad aspettare il figlio quattordicenne.
Cavallette impazzite che si scambiano informazioni a mezzo di ordigni derivati da tecnologie militari e sono capaci di addensarsi in settemila in meno di mezz'ora.
La way of life della malavita, la certezza di non avere niente da perdere, abbiamo tutti visto tremila film, letto centinaia di saggi e di romanzi, adesso che la realtà ci si squaderna davanti agli occhi peschiamo le più folli categorie e ci mettiamo a tifare per lotta al capitalismo o a sacramentare contro l'islamizzazione dell'Europa, e invece stiamo solo portando a compimento l'interiorizzazione assoluta del modello americano. La cronaca di questi giorni sembra scritta da Mario Puzo, da John Fante, da Bukowski, da Richard Wright, messa in scena da Scorsese, da Eastwood, da Stallone, da altri diecimila.
I sociologi più onesti ci avevano avvertiti, l'immigrazione di massa non è Imagine di John Lennon. La decadenza economica, sociale, valoriale ed esistenziale della comunità di approdo non aiuta. Non abbiamo ancora visto niente.
G. Busti