03/09/2026
Ad agosto, mentre milioni di persone erano in vacanza, 120 lavoratrici e lavoratori hanno perso la vita a causa del lavoro o nel tragitto casa-lavoro. Un aumento del 36% rispetto allo stesso mese del 2025.
Sono numeri che non possono essere archiviati come un'emergenza passeggera. Nei primi otto mesi del 2026 le vittime sono già 959, di cui 765 morte direttamente sui luoghi di lavoro.
Dietro questi numeri ci sono storie diverse, ma un filo conduttore comune: giovani lavoratori, donne, lavoratori stranieri e persone sempre più anziane continuano a pagare il prezzo più alto. Dall'inizio dell'anno sono già 55 gli under 30 deceduti sul lavoro; tra le persone oltre i 60 anni le vittime sono 238, mentre gli stranieri continuano a registrare un tasso di mortalità molto più elevato rispetto alla media dei lavoratori italiani.
I settori più colpiti sono autotrasporto e agricoltura, ma il tema riguarda l'intero mondo del lavoro. Riguarda la precarietà, gli appalti, i ritmi insostenibili, la scarsa formazione, i controlli insufficienti e una cultura della sicurezza ancora troppo debole.
Come sappiamo che sicurezza significa anche qualità del lavoro. Significa contrastare il lavoro povero, la precarietà e l'idea che il costo del lavoro possa essere compresso all'infinito.
Perché nessun lavoratore dovrebbe rischiare la vita per guadagnarsi da vivere.