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Filcams CGIL Torino Filcams sta per "Federazione italiana lavoratori commercio, albergo, mensa e servizi". E altro ancora

Rappresentiamo le lavoratrici e i lavoratori del commercio, del turismo, del domestico, delle farmacie, dell'estetica, della grande distribuzione.

"L'intelligenza artificiale non può diventare l'alibi per cancellare posti di lavoro".Così Lorena Cardone, della Filcams...
21/10/2026

"L'intelligenza artificiale non può diventare l'alibi per cancellare posti di lavoro".
Così Lorena Cardone, della Filcams CGIL Torino, ha commentato la procedura di licenziamento collettivo avviata da CWT Italia. Una procedura che riguarda 190 lavoratrici e lavoratori in tutta Italia e che coinvolge anche il territorio torinese, dove sono circa 25 le persone a rischio.

In questi giorni la vicenda sta trovando sempre più spazio su testate locali e specializzate. Un segnale importante, perché quello che sta accadendo in CWT non riguarda soltanto una singola azienda: riguarda il modo in cui vengono governate le trasformazioni tecnologiche e il rapporto tra innovazione e occupazione.

La sensazione è che questa discussione sia destinata ad allargarsi ulteriormente, perché ci troviamo di fronte a una delle prime grandi vertenze italiane in cui digitalizzazione e intelligenza artificiale vengono richiamate tra gli elementi alla base di una riduzione occupazionale così pesante.

Dopo l'acquisizione di CWT e i profondi cambiamenti intervenuti negli assetti proprietari e nelle strategie aziendali, Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS avevano chiesto da tempo un confronto sulle prospettive industriali e sulle ricadute occupazionali. Un confronto che non è mai realmente partito. Poi è arrivata la procedura: 190 esuberi, pari a circa il 45% dell'intera forza lavoro italiana.

Nel primo incontro con l'azienda, venerdì scorso, Organizzazioni Sindacali hanno chiesto il ritiro della procedura e l'apertura di un vero tavolo di confronto sulle prospettive industriali e sulle possibili alternative ai licenziamenti.

Ribadiamo anche qui: l'innovazione non è il problema.
Il problema nasce quando i benefici delle nuove tecnologie si concentrano in alto e i costi sociali vengono scaricati interamente su lavoratrici e lavoratori.
Dietro quei 190 esuberi ci sono competenze, esperienza e professionalità costruite in anni di lavoro. Ci sono le vite di lavoratrici e lavoratori.

Se non arriveranno risposte concrete, il sindacato è pronto a mettere in campo tutte le iniziative necessarie, fino alla mobilitazione e allo sciopero.
Il futuro non può essere costruito cancellando il lavoro.

Negli ultimi giorni il dibattito si è concentrato sulle manifestazioni studentesche e sulle tensioni che le hanno accomp...
20/10/2026

Negli ultimi giorni il dibattito si è concentrato sulle manifestazioni studentesche e sulle tensioni che le hanno accompagnate.

Ma forse la domanda più corretta da porsi nei giorni immediatamente seguenti, cioè in questi giorni, non è cosa stia succedendo nelle piazze. La domanda è: perché sta succedendo adesso?

Per anni ci hanno raccontato che tutto sommato andava bene. Che i salari bassi erano un problema individuale. Che gli affitti impossibili erano una questione di mercato. Che la precarietà era inevitabile. Che per una visita medica bastava aspettare e avere pazienza. Che per arrivare alla fine del mese serviva essere furbi, sapersi arrangiarsi.

Intanto però il costo della vita è cresciuto, il lavoro ha perso potere d'acquisto, trovare una casa è diventato sempre più difficile, i servizi pubblici si sono indeboliti fino a quasi a sparire e intere generazioni hanno iniziato a guardare al futuro con sempre meno fiducia.

Prima o poi, un equilibrio così fragile si rompe.
Sono stati gli studenti ad aprire la questione. A rendere visibile un disagio che però non riguarda soltanto la scuola e l'università.
Riguarda chi lavora e resta povero.
Riguarda chi passa da un contratto precario all'altro.
Riguarda chi non riesce a permettersi una casa.
Riguarda chi aspetta mesi per una visita medica urgente.
Riguarda chi vede aumentare i prezzi mentre il proprio stipendio rimane fermo.

E non è un caso che, mentre le proteste studentesche si accendono, si moltiplichino anche le mobilitazioni nei luoghi di lavoro.
In Italia, ma non solo. In molti Paesi europei emergono gli stessi conflitti attorno agli stessi temi: salari, casa, servizi pubblici, disuguaglianze, costo della vita.

Per chi rappresenta lavoratrici e lavoratori il punto è chiaro.
Le proteste sono il sintomo di un malessere sociale accumulato nel tempo.
E quando il tempo di accumulo è troppo non basta chiedere "calma".
Bisogna dare risposte.

Dopo la firma del rinnovo del contratto delle Farmacie Speciali, lo stallo sul rinnovo del CCNL delle Farmacie Private a...
20/10/2026

Dopo la firma del rinnovo del contratto delle Farmacie Speciali, lo stallo sul rinnovo del CCNL delle Farmacie Private appare incomprensibile.
Parliamo di un settore che rappresenta una delle reti sanitarie più diffuse del Paese: oltre 20.000 farmacie, circa 101.000 addetti, un fatturato complessivo di 27,9 miliardi di euro e milioni di cittadini che ogni giorno si rivolgono alle farmacie per cure, consulenze e servizi sanitari.

Dietro questi numeri ci sono farmaciste, farmacisti e lavoratori che garantiscono ogni giorno un presidio essenziale di prossimità, ma che attendono da anni il rinnovo del proprio contratto.

La richiesta delle organizzazioni sindacali non è straordinaria: significa riconoscere il valore professionale di chi lavora nelle farmacie, adeguare i salari al costo della vita e valorizzare competenze sempre più richieste da un sistema sanitario che affida alle farmacie funzioni e responsabilità crescenti.
Se il settore continua a espandersi, se il ruolo delle farmacie è sempre più centrale e se l'importanza del lavoro svolto viene riconosciuta da tutti, diventa difficile comprendere perché il rinnovo del contratto continui a essere rinviato.
Per questo chiediamo a Federfarma di tornare al tavolo e chiudere una trattativa che riguarda decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori.
Perché la qualità del servizio passa anche dal riconoscimento di chi quel servizio lo garantisce ogni giorno.

"Non bisogna cadere nella trappola retorica della “guerra fra poveri”: le lavoratrici e i lavoratori degli esercizi comm...
20/10/2026

"Non bisogna cadere nella trappola retorica della “guerra fra poveri”: le lavoratrici e i lavoratori degli esercizi commerciali che hanno subito aggressioni e violenze sono parte in causa, così come tutto il mondo del lavoro, in un sistema che marginalizza e impoverisce, che sottopaga e svalorizza il lavoro, che contribuisce ad allargare sempre di più i divari economici e sociali in un paese in cui la povertà cresce, anche fra chi lavora.

La politica e il governo si interroghino con urgenza: siamo di fronte a un rifiuto del capitalismo di stampo autoritario, segno di una debolezza estrema delle istituzioni democratiche e di una vera e propria crisi morale della società".

(Fabrizio Russo, Segretario generale Filcams CGIL)

La   è  .Filcams Cgil Torino è a Roma, insieme a migliaia di altre persone, per ribadirlo.Sempre!
17/10/2026

La è .
Filcams Cgil Torino è a Roma, insieme a migliaia di altre persone, per ribadirlo.
Sempre!

16/10/2026

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Da settimane la Filcams CGIL Piemonte, con Torino, Novara e VCO, denuncia problemi e criticità nella gestione del CUP Pi...
16/10/2026

Da settimane la Filcams CGIL Piemonte, con Torino, Novara e VCO, denuncia problemi e criticità nella gestione del CUP Piemonte.
Prima la vicenda delle prenotazioni, con operatori impossibilitati a comunicare ai cittadini alternative disponibili in altre province. Una disposizione che, dopo la contestazione sindacale, è stata revocata. Poi il tema del percorso di tutela, che continua a essere poco conosciuto e difficilmente accessibile per molti utenti. Infine, i disservizi dovuti a una gestione poco lucida che cittadini e lavoratori segnalano quotidianamente.

Eppure c'è una domanda che resta senza risposta.

Se, come sostiene l'assessore regionale alla Sanità, il livello di attenzione sul CUP è così alto e il monitoraggio è costante, perché la richiesta di incontro inviata dalla Filcams CGIL già a giugno per discutere della situazione del servizio e delle condizioni di lavoro non ha mai ricevuto risposta?

Mentre la Regione continua a parlare di controlli e monitoraggio, sono state ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori a portare alla luce problemi che riguardano direttamente il diritto alla cura di migliaia di cittadini piemontesi.
In questa battaglia non siamo soli. Anche la consigliera regionale Alice Ravinale ha chiesto chiarimenti in Consiglio regionale sulla gestione del CUP, sul diritto dei cittadini a ricevere tutte le informazioni necessarie e sull'accesso ai percorsi di tutela previsti dalla normativa.

Noi continuiamo a fare la nostra parte.
Lo stato di agitazione resta aperto. E resta senza risposta anche la richiesta di incontro avanzata dalla Filcams per discutere della situazione del CUP Piemonte. Una disponibilità al confronto che l'azienda ha già manifestato. Dalla Regione, invece, non è ancora arrivato alcun segnale.

Per questo continuiamo a chiedere all'assessore Riboldi un'attenzione concreta e disponibilità al dialogo. Perché i problemi del CUP non si risolvono monitorandoli a distanza, ma affrontandoli insieme a chi ogni giorno quel servizio lo fa funzionare.

Domani non discuteremo come gestire 190 licenziamenti. Chiederemo che vengano ritirati.Il 16 ottobre si terrà a Milano i...
15/10/2026

Domani non discuteremo come gestire 190 licenziamenti. Chiederemo che vengano ritirati.

Il 16 ottobre si terrà a Milano il primo incontro sulla procedura avviata da CWT Italia, che mette a rischio 190 posti di lavoro, pari a circa il 45% dell'intera forza lavoro dell'azienda in Italia.

Per , e questa procedura è irricevibile.
L'azienda dovrà spiegare come sia possibile parlare di innovazione, crescita e sviluppo e, allo stesso tempo, annunciare la cancellazione di quasi un posto di lavoro su due.
L'intelligenza artificiale, la digitalizzazione e l'automazione possono rappresentare un'opportunità. Possono migliorare il lavoro, accrescere le competenze e aumentare la produttività.
Ma non possono diventare l'alibi per scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori i costi delle scelte industriali e finanziarie.

Domani chiederemo formalmente il ritiro della procedura di licenziamento, piena trasparenza sulle strategie del gruppo e l'apertura di un confronto istituzionale per salvaguardare occupazione e continuità aziendale.
Perché dietro quei 190 numeri ci sono persone, professionalità e anni di lavoro.
E perché il futuro non può essere costruito cancellando il lavoro umano.

Se questa richiesta non verrà accolta, la mobilitazione entrerà in una nuova fase.
190 lavoratrici e lavoratori non si cancellano con un algoritmo.

C'è un filo che unisce molte delle vertenze, delle assemblee e delle storie che incontriamo ogni giorno.È il filo di chi...
13/10/2026

C'è un filo che unisce molte delle vertenze, delle assemblee e delle storie che incontriamo ogni giorno.
È il filo di chi lavora e fatica ad arrivare a fine mese. Di chi aspetta mesi per una visita. Di chi non trova una casa a un prezzo sostenibile. Di chi vive la precarietà come una condizione permanente e non come una fase della propria vita.

Perché salario, sanità pubblica, diritto alla casa, pensioni, scuola, pace e diritti non sono temi separati. Sono pezzi della stessa questione: la qualità della vita delle persone e la possibilità di costruirsi un futuro dignitoso.

Nei settori che rappresentiamo, dal commercio al turismo, dagli appalti ai servizi, vediamo ogni giorno gli effetti del lavoro povero, della precarietà e della perdita di potere d'acquisto. Ma sappiamo anche che nessuna di queste battaglie può essere affrontata da sola.

Per questo il 17 ottobre porteremo anche la voce delle lavoratrici e dei lavoratori della a Roma per .

Perché i diritti scritti nella Costituzione devono essere concreti. Per tutte e tutti.

Ci sono lavoratrici e lavoratori che si prendono cura delle nostre case, dei nostri anziani, dei nostri bambini, delle n...
12/10/2026

Ci sono lavoratrici e lavoratori che si prendono cura delle nostre case, dei nostri anziani, dei nostri bambini, delle nostre famiglie. Ma quando si tratta di riconoscere diritti e sostegni, troppo spesso vengono dimenticate.

Nei giorni scorsi il Tribunale di Milano ha sollevato una questione di costituzionalità sulla norma che esclude colf e badanti dal cosiddetto "bonus mamma", riconosciuto invece alle lavoratrici dipendenti degli altri settori. Il beneficio vale 40 euro mensili nel 2025 e 60 euro nel 2026.

Secondo la giudice, questa esclusione rischia di violare il principio di uguaglianza e la tutela della maternità previsti dalla Costituzione.

Una decisione importante, perché riguarda un settore composto in larga parte da donne e nel quale le lavoratrici straniere rappresentano la componente maggioritaria. Un lavoro essenziale, spesso caratterizzato da retribuzioni basse, fragilità contrattuali e scarsa attenzione da parte delle politiche pubbliche.

Filcams CGIL sa bene quanto il lavoro domestico e di cura sia fondamentale per la tenuta sociale del Paese. Per questo non possono esistere lavoratrici di serie A e lavoratrici di serie B.
Se una misura nasce per sostenere la maternità, deve sostenere tutte le lavoratrici madri.
Perché chi si prende cura degli altri merita gli stessi diritti, le stesse tutele e lo stesso riconoscimento.

Indirizzo

Via Carlo Pedrotti 5
Turin
10152

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00

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