21/05/2026
🟥𝐋𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀ 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞. 𝐒𝐨𝐥𝐝𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, 𝐥𝐚 Regione Piemonte 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐞 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐨𝐧𝐨.
Così manca il personale e quello che copre i vuoti, è stremato, impotente e sfruttato, rischia la propria e la salute altrui.
E così manca anche la copertura del servizio, e le liste di attesa sono spaventose, soprattutto per chi ha bisogno di diagnosi, cure e controlli salvavita, rimettendoci in salute fisica e benessere psicologico.
Diventa più semplice obbligare quindi i cittadini a rivolgersi ai servizi sanitari privati, che però hanno un costo. Alto. Insostenibile per la maggior parte di noi. Se non te lo puoi pagare, lo paga forse l’assicurazione, ma chi paga l’assicurazione? E nel tempo, quando una malattia si aggraverà, una patologia sarà cronica, pagherà ancora? O i cittadini saranno solo un rischio d’impresa, monitorato secondo le prestazioni richieste, da evitare o sostenere secondo convenienza?
𝐋𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐛𝐮𝐫𝐧𝐨𝐮𝐭, 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐞, 𝐜𝐮𝐫𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐧𝐧𝐢.
𝐿𝑎 𝑆𝑎𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑃𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎 𝑠𝑡𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝐶𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝐴𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜 32, 𝑐𝑜𝑚𝑒 "𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑖𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑑𝑢𝑜 𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀".
È un diritto universale, sostenuto dalle tasse che ogni buon cittadino versa per il bene della collettività alla quale devono essere redistribuite sotto forma di servizi imprescindibili come questo.
𝐈𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐬𝐨, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐨 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐚̀ 𝐟𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞̀ 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 “𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐛𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨” 𝐝𝐚 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐚 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐞𝐫𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐜𝐢𝐦𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐛𝐮𝐨𝐧 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐧𝐞𝐩𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐨, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐬𝐚𝐧𝐜𝐢𝐭𝐨.
🚩𝐕𝐞𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟑 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟒 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐆𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐢𝐞𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐏𝐢𝐞𝐦𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐥𝐚
𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐞̀ 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢.
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