Nelle nostre moderne società sempre più globalizzate, la cultura diventa ogni giorno più ibrida ed
eterogenea ed è probabilmente per la prima volta che, su vasta scala e con tanta intensità, l'altro diventa un problema interno della cultura europea, un problema etico di tutti noi. Tuttavia, la cultura e l'uomo stesso si creano al contatto con gli altri e per questo tutto dipende dalla
qualità di t
ale contatto. Partendo dal presupposto che non esistano culture superiori e inferiori, ma solo culture diverse che
soddisfano in modo diverso i bisogni e le aspettative dei suoi rappresentanti, il dialogo e l'incontro
sembrano essere i mezzi più efficaci per una conoscenza reciproca costruttiva che vada ad arginare
stereotipi e discriminazioni. L'elemento principale dell'incontro è il dialogo, uno scambio creativo, vivace e positivo che, però,
richiede da parte degli interlocutori un grosso sforzo, una paziente tolleranza e il desiderio di capire
e intendersi. Lo scopo del dialogo deve essere la reciproca comprensione e scopo della comprensione il reciproco avvicinamento. Comprensione e avvicinamento si raggiungono sulla via
della conoscenza. Accettare l'altro benché diverso, considerando una ricchezza, un bene e un valore
proprio questa sua alterità. Caratteristica di molti paesi dell'Africa è il senso di ospitalità che si tramuta spesso in
una vera è propria cultura dell'ospitalità che impone di accogliere con benevolenza il nuovo
arrivato, sottolineando quasi un dovere etico dell'apertura e dell'avvicinamento. Il termine teranga in Senegal, ad esempio, si traduce con accoglienza, rispetto, attenzione, gentilezza, allegria e il piacere di ricevere un ospite nella propria casa. Ciò che si vuole proporre è la visione dell'estraneo quale nostro partner, corresponsabile del destino
del mondo in cui viviamo.