04/09/2026
𝗢𝗦𝗖𝗔𝗥 𝗪𝗜𝗟𝗗𝗘
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼. 𝗖𝗮𝘂𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼. 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗼.
Oscar Wilde fu massone. Fu iniziato nel 1875 all’Apollo University Lodge di Oxford, a vent’anni. La sua appartenenza alla Massoneria rimase però legata agli anni della giovinezza e non proseguì per tutta la vita.
Scrittore, poeta, drammaturgo, dandy per vocazione e provocatore per intelligenza, Wilde aveva un talento particolare: sapeva vedere l’ipocrisia dietro le buone maniere. La società vittoriana lo applaudì, lo invitò nei suoi salotti, rise delle sue battute. Poi, quando la sua vita privata divenne pubblica, gli presentò il conto.
Nel 1895 fu processato e condannato per i rapporti omosessuali. Trascorse quasi due anni in carcere. Ne uscì provato nel corpo, economicamente distrutto e socialmente emarginato. Morì a Parigi nel 1900, a soli 46 anni.
Oggi possiamo dirlo senza giri di parole: 𝗻𝗼𝗻 𝗰’𝗲𝗿𝗮 𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗼𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗼𝗺𝗼𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀. Era il suo tempo a trasformare la diversità in colpa e la morale dominante in una sentenza sulla vita degli altri.
Per una Massoneria che riconosce nella 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀, 𝗨𝗴𝘂𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗙𝗿𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮𝗻𝘇𝗮 principi fondamentali, la storia di Wilde pone una questione che riguarda anche noi. È facile parlare di libertà quando riguarda ciò che approviamo. Molto meno quando riguarda qualcuno che vive o ama diversamente da noi.
𝑳’𝒖𝒐𝒎𝒐 𝒅𝒐𝒗𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒔𝒐𝒇𝒇𝒓𝒊𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒎𝒊𝒏𝒊𝒎𝒐 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒆𝒓𝒄𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆.
— 𝑶𝒔𝒄𝒂𝒓 𝑾𝒊𝒍𝒅𝒆
Wilde era tutto tranne che un uomo facile da catalogare. Brillante, ironico, vanitoso, provocatorio, contraddittorio. E anche fragile. Non serve farne un santo per riconoscerne il valore.
Basta guardare ciò che gli accadde.
Una società convinta di difendere la propria morale distrusse un uomo perché non corrispondeva alla morale della maggioranza.
E allora la domanda è semplice:
𝗤𝘂𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮 «𝗙𝗿𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼» 𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮 «𝗦𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮»?