05/06/2026
Dal 4 giugno 2026 il DDL Valditara è ufficialmente legge. Dietro la retorica della “trasparenza verso le famiglie” si nasconde un atto di vera e propria censura ideologica che colpisce il cuore della scuola pubblica e i diritti delle nuove generazioni.
Con l’introduzione del “consenso informato” preventivo, l’educazione sessuo-affettiva, al consenso e alle differenze viene trattata come un contenuto “sensibile” e pericoloso, di fatto vietando i laboratori nelle scuole primarie e stringendo una morsa d’acciaio su quelle secondarie.
Nel frattempo, la scuola pubblica reale affronta il collasso: tagli ai collaboratori scolastici, segreterie sovraccariche e concorsi nel caos. Ma la priorità politica della destra resta alimentare la paranoia “antigender” e difendere modelli patriarcali ed eteronormativi.
Subordinare l’educazione al veto delle famiglie significa una cosa precisa: privare bambinə e adolescenti degli strumenti per leggere l’affettività e prevenire la violenza di genere, proprio laddove i dati ci ricordano che la maggior parte delle violenze avviene in ambito familiare o relazionale.
Questo provvedimento colpisce l’autonomia scolastica, la libertà di insegnamento e taglia fuori il prezioso lavoro di associazioni, centri antiviolenza e realtà transfemministe e LGBTQIA+.
Non è una questione privata, è una responsabilità collettiva. Serve una mobilitazione ampia!