Prison Ministry Italia

Prison Ministry Italia associazione di Volontariato registrata come ETS al runts

03/09/2026
Finalmente dopo alcuni sabati un pò difficoltosi dal punto di vista logistico, ieri i blocchi A e B delle sezioni maschi...
30/08/2026

Finalmente dopo alcuni sabati un pò difficoltosi dal punto di vista logistico, ieri i blocchi A e B delle sezioni maschili, sono stati fatti scendere regolarmente in Teatro per la riunione di culto.
È stato un tempo grandemente benedetto e partecipato dai ragazzi, introdotto da alcuni canti che hanno preparato i cuori ad accogliere la Parola portata dal fratello Salvatore Barone.
Partendo da alcuni versi del libro delle Lamentazioni - 3:19-40 - sono stati incoraggiati i presenti a fare la differenza: il Signore rinnova i cuori, a noi scegliere di camminare nelle sue nuove vie.
_19 Il ricordo della mia miseria e del mio vagare è come assenzio e veleno._
_22 Le grazie del Signore non sono finite, non sono esaurite le sue misericordie._
_23 Si rinnovano ogni mattina, grande è la sua fedeltà._
Al termine ci siamo fermati ancora un pò a parlare con i ragazzi e 2 di loro hanno chiesto consigli su come poter essere luce nelle giornate per gli altri detenuti della sezione.
Entrambi hanno desiderio di coltivare il seme del Signore appena usciti.
A Dio tutta la gloria!!!
E a noi volontari un accorato appello ad essere sempre perseveranti in quest'opera di servizio nelle carceri: il Signore sta aprendo ogni volta nuove porte e la nostra gratitudine è infinita 🙏🏻

Questa mattina, come di consueto siamo stati al  BLOCCO C , inizialmente abbiamo trovato un pò di difficoltà nel portare...
29/08/2026

Questa mattina, come di consueto siamo stati al BLOCCO C , inizialmente abbiamo trovato un pò di difficoltà nel portare la Parola di Dio, ma il Signore è Grande e ci hanno concesso di fare il culto in una saletta. Purtroppo per mancanza di agenti di polizia sopratutto nel mese di agosto ed essendo questo blocco anche molto distante dal teatro, i detenuti partecipanti erano un pò demotivati di non poter andare al Teatro insieme agli altri ma grazie a Dio nonostante il numero esiguo dopo qualche canto e una preghiera iniziale, la presenza dello Spirito Santo ha riempito la saletta e il fratello Cornelio ha commentato Luca 7:1-10 ( letto da un detenuto, Gloria a Dio! ), evidenziando quanto sia la fede e non i meriti a far sì che avvengano i miracoli.
Questa mattina mi sono svegliato col pensiero al salmo 23, così lo abbiamo letto e commentato, soffermandoci su quanto Davide avesse nel cuore e su quanto descriva in poche righe tutto l'Amore, la sicurezza, la serenità e la pace che si ha quando ci si dona completamente a Dio e anticipando di mille anni la figura di Gesù come Pastore e di quanto abbiamo bisogno di Lui per essere guidati nella vita cristiana. Abbiamo concluso con un canto e prendendoci per mano con una preghiera.
Ci ha riempito il cuore di gioia la notizia che per uno di loro, oggi è l'ultimo giorno di detenzione, da domani sarà nuovamente un uomo libero.
Preghiamo affinchè frequenti una comunità che lo aiuti a rimanere fermo in Cristo e ricominci con Lui una Nuova Vita.
Beppe Porceddu

Riprendono i nostri impegni dopo una settimana di pausa vacanziera.Nell'ultimo scorcio di agosto abbiamo celebrato il cu...
29/08/2026

Riprendono i nostri impegni dopo una settimana di pausa vacanziera.
Nell'ultimo scorcio di agosto abbiamo celebrato il culto al Signore nella nostra consueta saletta, all'interno del padiglione femminile del carcere Vallette di Torino.
Lo spessore e l'atmosfera non si misurano nei numeri perché ha fare la differenza anche stavolta è stata la tangibile presenza del Signore.
Il testo, dallo scrivente meditato, era nel vangelo di Luca dove si narra l'esperienza di una donna colpita da grave malattia e che da oltre 18 anni, pur frequentando una "sinagoga", quindi un luogo religioso per antonomasia, non trovava soluzione ad una vita misera e segnata. Ma quel sabato fu speciale perché a varcare la soglia di quella sinagoga fu Gesù Cristo, non un ospite ma il padrone stesso della Torah, anzi la Parola fatta carne.
Quella donna fu guarita e altre donne in questo sabato sono state raggiunte e toccate dalla stessa mano. Una in particolare ha ricevuto la salvezza in dono.
Grazie Gesù perché raggiungi "gli ultimi", anche quelli dimenticati dalla società.
Davide Salemi

26/08/2026

«Guai al mondo se ci sente,
forestieri senza niente».

Sono le parole di Margherita Occhiena, madre di Giovanni Bosco. A quasi due secoli di distanza, conservano intatta la loro attualità.

Ci aiutano a raccontare una bella notizia.

Oggi abbiamo accompagnato un ragazzo nel delicato passaggio dall’Istituto penale per i minorenni alla vita fuori dal carcere.

Un momento spesso segnato dall’incertezza ma che, grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni e servizi del territorio, può diventare l’inizio concreto di un percorso di autonomia.

Questo risultato è stato possibile grazie al lavoro condiviso con l’IPM Ferrante Aporti, al servizio di consulenza legale di ASGI, Associazione Studi Giuridici Immigrazione, nell’ambito del progetto NOMIS, alla disponibilità all’accoglienza di Prison Ministry Italia, all’accompagnamento socio-lavorativo dell’Ass.Con Voi con il progetto Percorso27 e alla collaborazione con l’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino.

Il sorriso con cui il ragazzo ha preso in mano il permesso di soggiorno, rilasciato oggi dalla Questura e indispensabile per terminare gli studi, cercare un lavoro e progettare il proprio futuro, ci ha ricordato quanto siano necessarie politiche migratorie diverse e una giustizia minorile che non si limiti a "incarcerare", ma sappia offrire concrete opportunità di reinserimento e relazioni per cambiare la traiettoria di una vita.

E oggi un sorriso, quando arriva al termine di un percorso complesso, restituisce calore, senso e umanità all’impegno di tutti.

È il secondo ragazzo che accompagniamo nel passaggio dall’IPM alla vita esterna. Il primo ha già un contratto di lavoro.

Non sono soltanto due buone notizie: sono la dimostrazione che il reinserimento è possibile quando alle persone vengono garantiti documenti, cura nelle relazioni e opportunità.

Queste storie non sono così diverse dalla Torino di metà Ottocento, quando molti ragazzi arrivavano dalle campagne in cerca di lavoro e finivano spesso soli, privi di mezzi e di riferimenti e si perdevano in un carcere o in strada.

Nessuno dovrebbe sentirsi «forestiero, senza niente».

Torino ha dimostrato ancora una volta, con professionalità e umanità, di saper accompagnare i giovani nella costruzione del proprio progetto di vita, senza ridurli a facili etichette, come quella di “maranza”.

Le etichette non sono mai innocue: semplificano la complessità delle persone, dividono il mondo tra un “noi” e un “loro” e alimentano distanza, diffidenza e polarizzazione. La storia ci insegna quanto queste contrapposizioni possano trasformarsi in esclusione, conflitto e odio.

Ma dietro ogni definizione c’è una persona. E i sogni, i bisogni e il desiderio di costruirsi un futuro appartengono a ogni ragazzo, senza distinzioni.

Semplicemente, grazie.







22/08/2026

Questa mattina mentre si svolgeva il culto nel Teatro, per mancanza di agenti di polizia ci è stata data una saletta nel blocco B per fare un altro culto con un numero limitato di detenuti.
Il messaggio è stato tratto dalla *Prima lettera ai Corinzi 15:12-18* "La risurrezione dai morti".
È stato messo in evidenza che in passato esisteva un gruppo (SADDUCEI) che affermava che “non c'è risurrezione dei morti”.
Ancora oggi quello stesso spirito che nega la risurrezione dai morti è presente più che mai.
La Parola ci ha ricordato la necessità della morte e risurrezione di Cristo Gesù, senza la quale nessuno potrebbe salvarsi rendendo così vana anche la nostra predicazione e la nostra fede.
Infatti il fulcro del Vangelo è che la morte è stata sconfitta proprio mediante la risurrezione di Cristo. Grazie a questo evento anche tutti coloro che credono saranno risuscitati da Cristo Gesù e vivranno per sempre alla Sua presenza.
Ulteriori passi di *Romani 3:23-25* e *6:23* hanno rafforzato la necessità del sacrificio di Cristo per la sconfitta del peccato.
Il culto si è chiuso con la preghiera e la benedizione di *Romani 16:25-27*.
Nonostante l’esiguo numero di detenuti ho riscontrato una attiva e sentita partecipazione alla gloria di Dio. 🙏
Samuele

Questa mattina anche nella sezione femminile abbiamo avuto la grazia di svolgere come tutti i sabati il nostro culto.La ...
22/08/2026

Questa mattina anche nella sezione femminile abbiamo avuto la grazia di svolgere come tutti i sabati il nostro culto.
La nostra sorella Jolanda ha portato la sua testimonianza e anche una donna detenuta ha voluto condividere la sua gratitudine per la pace interiore che sta ricevendo da Dio. Alleluiah! 🥰
Durante la celebrazione, le ragazze erano molto attente e partecipi ed hanno persino detto che anche senza gli strumenti musicali, (perchè il gruppo lode era assente), la lode è stata ancora più intima e sentita. 🙌
La predicazione condivisa da Paolo Tallone , si è basata sulla parabola del Buon Samaritano (Luca 10:25-37).
Il dialogo tra Gesù e il religioso ha rivelato l'incertezza di quest'ultimo riguardo il suo futuro eterno, oltre al tentativo di giustificarsi chiedendo: «E chi è il mio prossimo?»
Il testo sottolinea che il Samaritano è figura di Cristo. È stato disprezzato, è colui che arriva quando nessun altro può salvare, si avvicina all’uomo perso e si prende cura dei suoi bisogni presenti e futuri, ha provveduto a tutto ciò che è necessario alla salvezza. Gesù stesso diventa il “prossimo” per eccellenza: colui che libera, ama e salva.
La parabola del Buon Samaritano mostra che la vera domanda non è “Chi è il mio prossimo?”, ma “Chi si comporta da prossimo?”.
Non sono le religioni, le tradizioni o la presunta bontà personale a salvare, ma è la sincera riconoscenza del proprio stato di peccato, e la fede genuina nel Salvatore Gesù.
Nell’appello finale ciascuna è stata invitata a riconoscersi nell’uomo aggredito e perso per accogliere Gesù, il nostro vero prossimo; l’unico che può portare pace, perdono e una vita nuova.
È stato un messaggio incoraggiante e potente per loro che forse si sentono ancora derubate di quel vero significato e di quella vera identità di figlie Amate, che solo il remuneratore per eccellenza può garantirci ❣️
Dio ci benedica!
Tiziana a Paolo

Come ogni Sabato mattina, anche oggi con la Prison Ministry, abbiamo portato il Vangelo. A causa della continua mancanza...
22/08/2026

Come ogni Sabato mattina, anche oggi con la Prison Ministry, abbiamo portato il Vangelo. A causa della continua mancanza di personale penitenziario, però, soltanto poche persone hanno potuto raggiungere il teatro per il service (Samuele è rimasto al Blocco B). Ma questo non ci ha fermati. 👍
Perché anche se fosse stata una sola persona, sarebbe comunque valsa la pena esserci. 😇

Lino Forgianni ha predicato sul vaso d'argilla e su come Dio possa trasformare completamente la nostra vita quando scegliamo di lasciarci modellare da Lui, secondo i Suoi tempi e le Sue direttive, e non secondo le nostre.
Alessio poi ha concluso condividendo la sua storia: una vita trasformata da Cristo, che ha suscitato l'interesse e l'attenzione delle persone presenti.

Eravamo pochi, ma Dio non ha bisogno di f***e per compiere qualcosa di grande.
Perché una sola vita trasformata da Cristo è sufficiente per rendere quella giornata una giornata benedetta. 🙏🌈
E se anche soltanto una persona oggi ha ascoltato il Vangelo e ha ritrovato un briciolo di speranza, allora ne è valsa la pena.
Alessio Di Chiara

Indirizzo

Via Tanaro 31c
Turin
10156

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Prison Ministry Italia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi