08/06/2026
ADULTI
In un’epoca che insegue il sogno dell’eterna giovinezza accade fin troppo spesso di constatare una non coincidenza tra l’adultità e l’età anagrafica
Viene allora da chiedersi: cosa significa diventare adulti?
A diventare adulti si inizia da bambini. Pensate a un bambino che si mette in bocca tutto quel che trova all’instancabile ricerca di una soddisfazione. Quando smetterà?
Smetterà rinunciando pian piano a quegli oggetti capaci di dargli solo piacere, per selezionare quelli che sanno parlagli di lui. Quelli capaci di suggerirgli un nuovo gioco, perché portano in sé una traccia che viene da lontano sulla quale costruisce le sue preferenze
La crescita è scandita da scelte e ogni scelta porta con sé una perdita: se faccio questo non faccio quello. Va da sé che occorre essere all’altezza delle proprie scelte, non fosse che per darci l’occasione di correggerle. È quello che si chiama responsabilità
Non ogni scelta è una scelta adulta. Prendiamo ad esempio quella di avere un bambino, potrà esserlo se si sa rinunciare alla promessa che questo modo di dire custodisce in sé
Un bambino non si può avere. È il frutto proibito di un legame d’amore. Un frutto che non si può consumare perché abbia la possibilità di dare altri frutti
Per assumersi la responsabilità di un bambino non basta accudirlo e dargli tutto il necessario e, perché no, anche del superfluo. Significa assumersi la responsabilità di non fare di quel bambino l’oggetto delle nostre aspettative. Significa rinunciare alla nostra giovinezza, per passargli il testimone affinché possa farsene qualcosa della sua
È una strada accidentata, da percorrere ciascuno a modo suo, e anche se le loro scelte non saranno le nostre, non li porteranno lontano da noi
Su questa strada parlarsi può fare la differenza e la Te.C.O. apre ai genitori spazi di incontro per un confronto proficuo.
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Credits foto:
Foto 1: Bruno Munari, L'Abitacolo per Robots, 1979.
Foto 2: Lab cafè
Foto 3: Paravento "Il posto dei giochi", disegnato da Enzo Mari per Danese Milano, 1967.
Foto 4: Sedia per bambini K 1340 (poi K 4999), disegnata da Marzo Zanuso e Richard Sapper per Kartell
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