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Centro Psicoterapeutico Teco Il Centro Psicoterapeutico Te.C.O. Associazione psicoterapeuti per il disagio psicologico In questa prospettiva il Centro Te.C.O.

Il Centro Psicoterapeutico Te.C.O. è un’Associazione che nasce dal desiderio dei fondatori di costruire uno spazio dove chi soffre di un disagio psicologico, personale, relazionale o sociale, può trovare un ascolto competente e la possibilità di accedere a percorsi differenziati, che rispettino le esigenze specifiche di ciascuno. ha avviato una rete di collaborazione con specialisti di diversi settori, che interagiscono con psicologi e psicoterapeuti per offrire un intervento integrato e polifunzionale. Presso il Centro Te.C.O è inoltre attivo un ambito di ricerca permanente e di diffusione, che permetta di mantenere vivi l’interesse e la cultura sulla realtà delle diverse forme di difficoltà e disagio del nostro tempo. A questo scopo promuove attività di formazione, prevenzione, consulenza e divulgazione, indirizzate a singoli operatori o a Enti e Istituzioni che a diverso titolo si trovano a contatto con le problematiche inerenti le diverse forme del disagio.

DIRITTI E SCELTE ALLA FINE DELLA VITAAbbiamo scelto di trattare questo tema stimolati dalla notizia che Torino ospiterà ...
30/10/2026

DIRITTI E SCELTE ALLA FINE DELLA VITA

Abbiamo scelto di trattare questo tema stimolati dalla notizia che Torino ospiterà prossimamente un seminario che lavorerà proprio intorno a questo argomento
Si tratta di una materia delicata che esplora una realtà che, in modo diretto o più sotterraneo, ci riguarda tutti

La morte ci coglie sempre impreparati. Per quanto il suo approssimarsi si sia fatto sentire bussando alla soglia della nostra vita, non siamo mai pronti a lasciarla questa vita, o a lasciare andare chi è giunto al termine della sua
Non siamo mai pronti a rinunciare a chi ci è caro e non sarà più lì dove ci saremmo sempre aspettati di ritrovarlo

In un’epoca che coltiva il sogno di una giovinezza inossidabile, caparbiamente ignara del suo limite, la prospettiva della morte porta con sé il trauma angosciante dell’incontro con l’impossibile
Il limite della nostra vita, come di quella di chi ci è caro, ci sorprende sguarniti di fronte a ciò che è impossibile tanto evitare, quanto rappresentare

È proprio in questa condizione di estrema fragilità che viene in primo piano il valore del rapporto con chi ci è vicino
Non si può che morire da soli, ma questo non significa in solitudine

Il seminario "Diritti e scelte alla fine della vita" propone esperienze e offre la competenza di chi ha saputo stare a fianco di coloro che si avviano a quel confine
Testimonianze di chi era presente per alleviare le sofferenze del corpo, e di chi ha saputo fare quello che si può quando non c’è più nulla da fare: esserci

Il Centro Psicoterapeutico Te.C.O. invita quanti si trovano a vivere questi momenti e gli operatori che li assistono a partecipare al seminario Diritti e scelte alla fine della vita

Di seguito il link: https://www.apsic.it/formazione/diritti-e-scelte-alla-fine-della-vita

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Credits foto:
Foto 1: C. Monet, Nymphéas et branches de saule pleureur (Water Lilies and Weeping Willow Branches), 1916 - 1919
Foto 2: C. Monet, Impression, soleil levant, 1873
Foto 3: C. Monet, La Falaise et la Porte d’Aval, 1885
Foto 4: C. Monet, Promenade sur la falaise, Pourville, 1882

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DIPENDENZE Le dipendenze, tutte, crescono all’ombra di un’ambizione di indipendenza. È un desiderio legittimo, ma oggi v...
01/10/2026

DIPENDENZE

Le dipendenze, tutte, crescono all’ombra di un’ambizione di indipendenza. È un desiderio legittimo, ma oggi viviamo in un’epoca che promuove un ideale di persona che basta a se stessa, che può fare a meno degli altri, e su questa strada ogni inciampo è spesso vissuto come una colpa
Per Freud la differenza tra un errore e un’illusione sta nel fatto che un’illusione è un errore che si nutre del desiderio di crederci. Sostanzialmente l’uomo contemporaneo vuole credere in sé, nella propria compattezza, si vuole autonomo e indipendente dagli altri

Non è così: nessuno di noi può fare a meno degli altri. Il desiderio di riconoscimento è la forza fondamentale che ci spinge l’uno verso l’altro su una strada senza garanzie
Le relazioni sono complesse e inevitabili, e le dipendenze nascono di lì, dall’incertezza che le accompagna e ci lascia sospesi a una parola o a uno sguardo inafferrabile

Allora, pian piano, una pratica o un oggetto possono finire per prenderne il posto. Su questa strada ognuno trova il suo modo
C’è chi non si sente all’altezza e cerca un aiuto per affrontare gli altri: può essere l’alcool, il cibo, la droga o un farmaco. Altri si isolano in una stanza e riducono gli incontri sul piano virtuale, dove alla prima sorpresa si può interrompere il collegamento

Per un verso infatti si rivolge a un oggetto inanimato, disponibile e misurabile, che tiene al riparo morto
Per un verso infatti si rivolge a un oggetto inanimato, disponibile e misurabile, che tiene al riparo dal capriccio dell’altro
Per altro verso sancisce l’appartenenza ai fedeli di una pratica o al consumo di un oggetto

Ci si riconosce in ciò che accomuna, al prezzo della rinuncia a se stessi; alla propria preziosa unicità
Per un po’ sembra la soluzione migliore perché è l’unicità, propria e dell’altro, quel punto opaco in cui non ci riconosciamo, che fa soffrire
È una scorciatoia, però, che poi prende la mano e mette in ombra la vita. Quello è il momento di trovare una via d’uscita

Se vuoi alla Te.C.O. siamo qui per questo: per cercare insieme una via d’uscita verso una strada nuova

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Credits foto:
Foto 1: M. Turner, The New London Law Court, 2016
Foto 2: M. C. Escher, Convesso e concavo, 1955
Foto 3: M. C. Escher, Mano con sfera riflettente (Autoritratto allo specchio), 1935
Foto 4: M. C. Escher, Cielo e Acqua I, 1938
Foto 5: M. C. Escher, Mani che disegnano, 1948

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Sono finite le vacanze che ci hanno tenuti per un po’ fuori dal mondo. È ora che ciascuno rientri nel suo mondo, con tut...
11/09/2026

Sono finite le vacanze che ci hanno tenuti per un po’ fuori dal mondo. È ora che ciascuno rientri nel suo mondo, con tutto il bagaglio di richieste pressanti e di disagi che porta con sé
Allora parliamone di questi disagi e dei segnali con cui si manifestano. Parliamo di sintomi

A differenza del sintomo medico, che è identificabile in base a una serie di parametri oggettivi, il sintomo psicologico è squisitamente soggettivo. Cosa vuol dire?
A tutti sarà capitato di incontrare persone che si lamentano di un disagio o di una difficoltà, ma senza chiedersi perché continuano a trovarsi in quella situazione

Lamentarsi di qualcosa è un modo per continuare a indicare le coordinate di un malessere, senza riuscire ad ascoltare ciò che le proprie parole dicono
Oggi si tende spesso ad aggirare il problema trasformando tutto in malattia. Una malattia dà un nome alla propria sofferenza e nutre l’illusione di non essere i soli a soffrirne

Ma un sintomo non è una malattia, è un segnale che chiede di essere ascoltato, non zittito.
Il sintomo medico va fatto tacere, mentre il sintomo psicologico va fatto parlare, e spesso è necessario fare le due cose contemporaneamente

Pensiamo all’ansia, alla depressione, alle dipendenze, tutti sintomi che sembrano affliggere l’umanità come fossero portati da un virus. Sembrano presentarsi tutti allo stesso modo. Invece no
Per questo l’importante non è farli sparire, non solo. L’importante è dare loro voce, perché ogni sintomo racconta una storia singolare. Racconta l’inciampo che ciascuno ha incontrato sul suo percorso per l’autonomia. È su questa via che si costruisce l’occasione per aprirsi a nuove strade

Per accompagnarvi su questa strada la Te.C.O. offre spazi di ascolto in grado di assecondare i tempi e i modi di ciascuno

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Credits foto:
Foto 1: Vincent Van Gogh, Notte stellata, 1889, oleografia su tela
Foto 2: Vincent Van Gogh, Sulla soglia dell'eternità, 1890, olio su tela
Foto 3: Edvard Munch, L'urlo, 1893, pittura a olio, tempera, pastello su cartone
Foto 4: Vincent Van Gogh, Autoritratto con l'orecchio bendato, 1889, olio su tela
Foto 5: Vincent Van Gogh, Seminatore al tramonto, 1888, olio su tela

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BUONE VACANZE"Siamo più vicini alle formiche che alle farfallePochissime persone possono sopportare molto tempo libero"-...
16/07/2026

BUONE VACANZE

"Siamo più vicini alle formiche che alle farfalle
Pochissime persone possono sopportare molto tempo libero"
- Gerald Brenan

Il tempo libero che le vacanze promettono è un tempo libero dal lavoro, dallo studio, dagli impegni quotidiani
Spesso è un momento tanto atteso quanto temuto. Perché questo? Perché gli impegni di lavoro e di studio hanno un riscontro sul piano materiale ma, soprattutto, si prestano a farsi punto di ancoraggio della propria identità

Certo il lavoro che facciamo parla di noi. Dice delle nostre passioni e delle nostre scelte, ma non siamo quel lavoro
Quando questo accade, quando il riferimento al lavoro diventa l’appiglio necessario per non precipitare nel disorientamento, può diventare serio il rischio di scivolare nella dipendenza

La dipendenza dal lavoro è tutt’altra cosa dalla passione per il lavoro, che lo rende il campo in cui può realizzarsi qualcosa di sé. Il terreno in cui può esprimersi qualcosa di assolutamente singolare
Essere all’altezza della propria unicità è impegnativo, allora perché non imboccare la scorciatoia che può offrire votarsi al lavoro?

Il principio di prestazione, regolato dalle leggi di mercato, permette di barattare la singolarità con l’individualismo. A quel punto, ben protetti da solidi parametri di riferimento, si finisce tutti contro tutti
In questa prospettiva che fine fanno le vacanze? Cosa fare del tempo che si spalanca davanti quando non si è colta l’occasione di coltivare le proprie risorse personali?

Tendenzialmente si aprono due prospettive, con numerose varianti di colore. La prima è evitarle, o patirle, finché prima o poi il burn out non imporrà un momento di arresto
La seconda è sceglierle regolate dalle stesse leggi di mercato che rendono il lavoro un porto sicuro.
Viaggi, resort tutto compreso, per tornare ben forniti di foto e video da fare invidia

Noi del Centro Te.C.O. auguriamo a tutti che le vostre vacanze possano trasformarsi in un volo di farfalle

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ADULTI In un’epoca che insegue il sogno dell’eterna giovinezza accade fin troppo spesso di constatare una non coincidenz...
08/06/2026

ADULTI

In un’epoca che insegue il sogno dell’eterna giovinezza accade fin troppo spesso di constatare una non coincidenza tra l’adultità e l’età anagrafica
Viene allora da chiedersi: cosa significa diventare adulti?

A diventare adulti si inizia da bambini. Pensate a un bambino che si mette in bocca tutto quel che trova all’instancabile ricerca di una soddisfazione. Quando smetterà?
Smetterà rinunciando pian piano a quegli oggetti capaci di dargli solo piacere, per selezionare quelli che sanno parlagli di lui. Quelli capaci di suggerirgli un nuovo gioco, perché portano in sé una traccia che viene da lontano sulla quale costruisce le sue preferenze

La crescita è scandita da scelte e ogni scelta porta con sé una perdita: se faccio questo non faccio quello. Va da sé che occorre essere all’altezza delle proprie scelte, non fosse che per darci l’occasione di correggerle. È quello che si chiama responsabilità

Non ogni scelta è una scelta adulta. Prendiamo ad esempio quella di avere un bambino, potrà esserlo se si sa rinunciare alla promessa che questo modo di dire custodisce in sé
Un bambino non si può avere. È il frutto proibito di un legame d’amore. Un frutto che non si può consumare perché abbia la possibilità di dare altri frutti

Per assumersi la responsabilità di un bambino non basta accudirlo e dargli tutto il necessario e, perché no, anche del superfluo. Significa assumersi la responsabilità di non fare di quel bambino l’oggetto delle nostre aspettative. Significa rinunciare alla nostra giovinezza, per passargli il testimone affinché possa farsene qualcosa della sua
È una strada accidentata, da percorrere ciascuno a modo suo, e anche se le loro scelte non saranno le nostre, non li porteranno lontano da noi

Su questa strada parlarsi può fare la differenza e la Te.C.O. apre ai genitori spazi di incontro per un confronto proficuo.

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Credits foto:
Foto 1: Bruno Munari, L'Abitacolo per Robots, 1979.
Foto 2: Lab cafè
Foto 3: Paravento "Il posto dei giochi", disegnato da Enzo Mari per Danese Milano, 1967.
Foto 4: Sedia per bambini K 1340 (poi K 4999), disegnata da Marzo Zanuso e Richard Sapper per Kartell

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Separarsi segna un tempo preciso, fatto di tanti brutti momenti che hanno visto evaporare un sogno che doveva durare tut...
10/05/2026

Separarsi segna un tempo preciso, fatto di tanti brutti momenti che hanno visto evaporare un sogno che doveva durare tutta la vita

Ogni legame costruisce un mondo e scioglierlo comporta inevitabilmente rinunciare a quel mondo va, fino al primo muro: decidere di separarsi
Ogni legame costruisce un mondo e scioglierlo comporta inevitabilmente rinunciare a quel mondo
Non si perde solo il partner, ma il conforto della certezza di avere un posto in quel mondo che si era costruito insieme

A quel punto ecco un altro muro da scalare: bisogna comunicare la decisione al partner, ai figli, alle famiglie. È il tempo della sofferenza e delle incomprensioni
È il tempo in cui possono scatenarsi i conflitti, allora bisogna trovare un altro modo di comunicare, per riuscire a stabilire un patto mentre non ci si capisce più. Intanto tutto attorno ne risente: i figli, gli amici, il lavoro, l’economia e l’organizzazione familiare

Quando ci sono dei figli può scattare la tentazione di attirarli dalla propria parte, per non perdere anche loro e tenerli tutti per sé. Ma anche loro sono persi in quel nuovo mondo in cui si trovano a vivere
È un momento che richiede coraggio. Il coraggio di riconoscere che non sappiamo nulla di come vivono quella situazione. Il coraggio di accettare di essere giudicati. Il coraggio di dare peso alle loro parole per costruire insieme la mappa di un nuovo mondo

Separarsi è un cammino che andrebbe fatto insieme, soprattutto quando ci sono dei figli, affinché ogni coppia che si separa riesca a trovare un suo modo di rimanere insieme in un legame costruttivo come genitori

Per affrontare situazioni complesse è necessario un approccio complessivo. Alla Te.C.O. è attiva una rete di psicologi, avvocati, mediatori e periti che lavorano insieme per accompagnare le coppie in ogni passo della vicenda separativa

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Buona Pasqua a tutti. Pasqua è una festività religiosa, ma porta con sé una promessa di pace per tuttiOggi, che la ragio...
05/04/2026

Buona Pasqua a tutti.
Pasqua è una festività religiosa, ma porta con sé una promessa di pace per tutti

Oggi, che la ragione della forza sembra prevalere sulla forza della ragione
noi della Te.C.O. auguriamo a tutti voi di trovare in sé la forza di quella pace che sa farsi contagiosa

Lo facciamo con le parole di una poesia di Bertolt Brecht
Parole aspre come i tempi che viviamo
ma parole che invitano a fermarsi un attimo a pensare alla forza che ci muove

Sulla violenza

La violenza non è una forza
È una debolezza travestita

Quando la violenza si presenta
si presenta sempre
come l’ultima risorsa
di chi non ha più ragione

Chi è forte
non ha bisogno di violenza

Chi ha ragione
non ha bisogno di gridare

Solo chi costruisce
ha davvero potere

Auguriamo a tutti, uno per uno, di trovare un suo modo di affidare le proprie ragioni alla forza di parole che sappiano incontrare le ragioni dell’altro
Auguriamo a tutti, uno per uno, di trovare in sé la forza per costruire la strada da percorrere insieme, a piccoli passi, verso il futuro

Alla Te.C.O. siamo pronti ad accogliere chi desidera costruirsi un futuro a partire da una pace ritrovata con i propri limiti e le proprie fragilità.

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Credits foto:
Foto 2: La ragazza nella valle verde, Ben Sledsens
Foto 3: Gli orfani del miracolo economico cinese, Lisk Feng
Foto 4: Untitled, Azza Matar
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Indirizzo

Via Palmieri, 34 Bis
Turin
10138

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