04/06/2026
SCIOPERO BiblioCoop UniTo - 9 GIUGNO 2026
Siamo le lavoratrici e i lavoratori esternalizzati delle Biblioteche dell’Università di Torino. Da trent’anni il nostro lavoro permette all’Ateneo di garantire un orario di apertura che il solo personale
interno non potrebbe mai coprire. È grazie al nostro contributo se, anni fa, i vecchi punti libro dispersi nelle facoltà si sono trasformati in vere biblioteche, garantendo all'Università i relativi fondi
ministeriali. Ma noi non siamo solo numeri o ore di apertura: siamo il volto e il primo contatto per chiunque entri in biblioteca, che sia uno studente, un ricercatore, un docente o uno studioso.
Siamo il vero biglietto da visita di questo Ateneo. Accogliamo il pubblico, forniamo indicazioni, assistiamo in prima battuta nelle ricerche sulle fonti sia cartacee che digitali e troviamo soluzioni
concrete ai problemi quotidiani. In questi trent’anni il nostro lavoro è cambiato molte volte per adattarsi alle esigenze dell'Ente, e molti di noi si sono formati gomito a gomito, condividendo idee
e compiti, proprio con coloro che oggi partecipano a questo convegno.
Eppure, veniamo ancora considerati semplici lavoratori in appoggio. Il servizio al pubblico viene trattato come un aspetto secondario del lavoro in biblioteca, tanto da poter essere esternalizzato e ceduto a terzi. Ma chiunque abbia lavorato anche solo un mese in una biblioteca accademica sa bene quanto ogni singola procedura sia legata a tutte le altre. Questa separazione rigida tra la gestione amministrativa e il servizio al pubblico è controproducente per l'intero sistema. Il fine ultimo di una biblioteca deve rimanere la centralità dell'utente: chi non si confronta quotidianamente con il pubblico non può comprenderne appieno i bisogni reali, compromettendo la qualità del servizio. Allo stesso tempo, se a noi viene negata la piena consapevolezza dei processi decisionali, degli acquisti e della gestione logistica, potremo offrire agli utenti soltanto risposte parziali e frammentarie.
La verità è che per questo Ateneo siamo lavoratori di serie B, di cui si può disporre anche senza preavviso. L’ennesima dimostrazione è l& #39;annuncio a mezzo stampa delle tre settimane di chiusura
delle strutture universitarie ad agosto per il risparmio energetico. A fronte di un contratto, il nostro, che prevede solo 30 giorni di ferie l’anno e nessuna ulteriore tutela, l’Ente ci imporrà altri giorni di
chiusura forzata oltre a quelli stabiliti dal capitolato, scaricando ancora una volta i costi sulle nostre spalle.
Chiediamo a voi riuniti qui oggi di prendere in considerazione anche questi aspetti e di tenerli ben presenti quando nei prossimi mesi verrà scritto il prossimo capitolato che ci riguarda.
Per questo siamo qui ancora una volta, per chiedere la vostra solidarietà nell'affermare la centralità della nostra figura e per chiedere la dignità e la considerazione che ci spettano. Insieme per darci valore reciproco.