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Crescere Associazione di Pratica Psicomotoria Aucouturier Corso B.Telesio 105 10146 TORINO www.crescere.org

Centro e scuola di formazione riconosciute EIA
Ecole International Aucouturier
Promuove la diffusione e la ricerca e la formazione in Pratica Psicomotoria Aucouturier
attività culturali ed interculturali
di ricerca e formazione nel campo
dell’aiuto alla crescita e sostegno
alla genitorialità e alla famiglia

15/10/2026

Negare ad un bambino il diritto di andare in bagno.

Il giorno in cui mio figlio è tornato a casa con i pantaloni bagnati perché gli era stato negato il permesso di andare in bagno, non ci abbiamo visto più.

Gli abbiamo detto chiaramente: «Chiedi di uscire, ma se ti scappa e la maestra dice di no, 𝗶𝗻 𝗯𝗮𝗴𝗻𝗼 𝗰𝗶 𝘃𝗮𝗶 𝗲 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮. Con la maestra ne parliamo noi».

“E se mi scappa spesso?”🥺
“Ci vai spesso!”

Ne abbiamo parlato con la maestra, che 𝗰𝗼𝗻 𝘁𝗼𝗻𝗼 𝘀𝗮𝗿𝗰𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼 ci fa:
«Eh, ma se deve andarci di nuovo dopo così poco tempo, allora mi sa che ha dei problemi!»

come fosse un’accusa.

«A maggior ragione, se pensa che abbia un problema, dovrà mandarcelo! E comunicarcelo, così possiamo parlarne con la pediatra, se necessario».

𝗨𝗻 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘁à.

Si può insegnare a rispettare le regole senza costringere un bambino a farsela addosso.

E se si sospetta che cerchi una scusa per uscire, se ne parla: non si trasforma la sua vescica in una prova di obbedienza.

13/10/2026

Grazie Casetta delle favole
Muoversi ilmovimento è
SE DOVEVO STARE FERMO NASCEVO ALBERO (cit)

Refreshed post 🌱

Durante le consulenze e le supervisioni dei professionisti e delle professioniste dell’educazione, tra le fatiche sulle quali ci si confronta, una molto ricorrente è la fatica che si fa a tenere ferme le bambine e i bambini.

Spesso il “tenerli fermi” è una necessita’ dettata da spazi troppo piccoli, altre volte un’urgenza per portare a termine delle attività, molto e ancora troppo spesso una “regola” da interiorizzare per comportarsi bene.

Perché non si può mica correre tutto il tempo come i matti!
E neanche saltare quando qualcuno sta spiegando qualcosa. Per non parlare del dondolarsi sulla sedia. O scappare sotto i tavoli. O uscire dalla stanza. In nome moltissimo anche della buona educazione.

In realtà, potremmo definirla la “mala educazione”.

Forse sarebbe ora di iniziare, come adulti, a pensare cosa possiamo fare noi piuttosto che concentrarci sul cosa non dovrebbero fare le bambine e i bambini.

Forse dovremmo riflettere su come educare e accompagnare al movimento, non contro il movimento.

Il verbo muoversi deriva dal latino movere, che significa spingere, agitare, smuovere, mettere in moto.

Agitare mi piace molto, perché è una delle cose che a noi educatrici ed insegnanti viene molto bene quando le bambine e i bambini si muovono! Vero? ♥️

Dentro di sé tiene i due suffissi che indicano movimento/cambiamento e azioni in divenire.

Che meraviglia un cambiamento in divenire! ♥️

La stessa radice la ritroviamo in parole come:
-emozione (e-movere, “portare fuori”);
-commuovere, promuovere, rimuovere: tutte parole che indicano movimenti fisici, psichici o sociali.

Dunque, muoversi significa letteralmente “mettersi in atto, in cammino”, lasciare uno stato per andare verso un altro. Non solo cambiare posizione nello spazio, ma entrare in un processo, attivarsi, trasformarsi.

Questa origine linguistica ci ricorda che muoversi è molto di più di un gesto fisico. È un atto vitale, esistenziale, che riguarda l’essere intero.

Quando un bambino e una bambina si muovono stanno diventando, stanno organizzando il loro mondo interno, stanno cercando equilibrio, orientamento, identità.

Fermarli a priori significa talvolta fermare quel processo di crescita e autoregolazione di cui hanno bisogno.

Per le bambine e i bambini, il movimento non è solo un’attività fisica: è un linguaggio, e’ organizzazione, e’ presenza, è il modo più naturale e profondo per costruire un senso di sé, per orientarsi nel mondo, per regolare ciò che sentono dentro.

Mentre il corpo si muove, la mente trova ritmo e spesso trova pace. Non è caos, ma ricerca di equilibrio. Come diceva Merleau-Ponty, “il corpo è il nostro mezzo generale per avere un mondo”. Attraverso il corpo il bambino e la bambina pensano, sperimentano, si costruiscono.

Ecco perché bloccare il corpo, per “favorire l’attenzione, la concentrazione e la calma” a volte è un errore.

In realtà, per moltissimi bambini e bambine il movimento è ciò che consente di focalizzare l’attenzione, non il contrario.

Per le bambine e i bambini, stare fermi significa perdere contatto, sprofondare nell’iperattivazione o nell’assenza. Muoversi, al contrario, significa ricomporsi, organizzarsi, tornare in sé.

Le neuroscienze oggi ci dicono chiaramente che movimento e apprendimento sono strettamente legati. Le aree del cervello coinvolte nella coordinazione motoria dialogano costantemente con quelle dedicate all’attenzione, alla memoria di lavoro, alla pianificazione.

Il corpo non è solo un veicolo per arrivare al pensiero: è parte integrante del pensiero stesso. Quando il bambino e la bambina si muovono in modo libero e intenzionale, attivano un processo neurobiologico che potenzia la regolazione, la concentrazione, l’apprendimento.

Nei nostri servizi educativi, però, il movimento è ancora troppo spesso contenuto, interrotto, tolto.

Il movimento viene sacrificato per motivi di tempo o di programma, purtroppo e troppo spesso per questioni di spazio.

Ed è qui che serve una rivoluzione gentile ma radicale: non adattare le bambine e i bambini agli spazi, ma ripensare spazi, tempi e strategie per accogliere ciò che il corpo chiede, perché il corpo chiede ciò che gli serve.

Quindi chiediamoci perché rimanere seduti?

Ma soprattutto per chi rimanere seduti?

♥️

09/10/2026
29/09/2026

*DIVENIRE ED ESSERE PSICOMOTRICISTI OGGI*, formati alla PPA ... in Piemonte a TORINO
associazione CRESCERE il corso triennale in PARTENZA
Accompagnare i bambini e le bambine in questa società così complessa e frenetica a maturare per la via del corpo e dell'integrazione fa corpo e pensiero.
[email protected]
Noi siamo controcorrente, andiamo piano con i tempi dei bimbi con l'ascolto con la risonanza tonico-corporea-emozionale per sintonizzarci sulle loro emozioni affinchè possano comprenderle esprimerle e passo passo regolarle!
condividete grazie

Gratitudine nell' ascolto della esposizione dell'elaborato del secondo anno di formazione come psicomotricisti, correspo...
20/09/2026

Gratitudine nell' ascolto della esposizione dell'elaborato del secondo anno di formazione come psicomotricisti, corresponsabilità formativa! Complimenti! E via del terzo anno!!

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Turin
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