22/05/2026
Ciao Carlin!
ADDIO, E GRAZIE, A CARLO PETRINI
«Chi semina utopia, raccoglie realtà», amava dire Carlo Petrini.
Una frase con cui rovesciava poeticamente un luogo comune: l'idea che in grande sia tempo sprecato, meglio tenere i piedi per terra. Invece non è il sogno a essere irreale, ma la mancanza di a essere sterile.
I verbi usati - , - non sono casuali. Fondatore di Slow Food e Terra Madre, Petrini conosceva bene il significato di coltivare con pazienza qualcosa di piccolo, per vederlo diventare frutto concreto. Il seme dell’ richiede tempo, cura e, soprattutto, la convinzione che germoglierà.
In questa frase che sintetizza la sua vita c'è anche una sfida implicita alla collettiva. In un'epoca in cui il viene spesso scambiato per realismo, Petrini propone una terza via: né l’ ingenuo di chi ignora gli ostacoli, né il di chi si ferma prima di iniziare.
L'utopia concreta di era fatta di passione, coinvolgimento e un senso di che continuerà a renderla non solo desiderabile, ma perseguibile. Perché sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili.
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Carlo Petrini (1949-2026) è stato gastronomo, giornalista, scrittore e instancabile promotore di un sostenibile e giusto.
Nel gennaio 2008 fu l'unico italiano inserito dal quotidiano inglese The Guardian tra le 50 persone che «potrebbero salvare il pianeta».
Nel settembre 2013 gli venne conferito dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) il premio Campione della Terra.
Se ne è andato ieri sera nella sua Bra (Cn), dov’era nato 76 anni fa.
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Che la terra che hai amato e difeso ti sia lieve 🌺
Animazione Sociale