03/09/2026
🔴 Approvata la Legge Regionale veneta che regolamenta l’accesso al : un fatto positivo con qualche chiaroscuro
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- Comunicato stampa n.4/2026 -
Il Consiglio Regionale Veneto ha approvato, con una maggioranza trasversale di 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti, una legge regionale che regolamenta alcuni aspetti inerenti all’attuazione del sui*idio medicalmente assistito.
Da oggi la Regione Veneto, come prima di essa la Toscana, la Sardegna e l’Emilia-Romagna, si è dotata di uno strumento che offre alle singole ULSS e Aziende Ospedaliere della Regione una cornice entro cui uniformare le modalità di presa in carico e di valutazione delle richieste di sui*idio medicalmente assistito – una pratica socialmente accettata dalla grande maggioranza della popolazione del Veneto. Il testo si inserisce nel perimetro stabilito dalla sentenza della Corte costituzionale 242/2019 e dalle successive sentenze 204/2025 e 148/2026 che hanno confermato la legittimità dell’intervento legislativo regionale in tal senso.
La Consulta di Bioetica esprime soddisfazione per questo importante passaggio, conseguito grazie a una mobilitazione condotta con tenacia e lungimiranza dall’Associazione Luca Coscioni e che si inserisce nella fase attuale in cui, a fronte dell’assenza dell’intervento del Parlamento, alcune Regioni hanno mostrato la disponibilità a intervenire con leggi e regolamenti che rispondano alle esigenze delle persone malate.
Esprimiamo tuttavia alcune preoccupazioni che ci inducono a mantenere alta l’attenzione affinché questa legge regionale sia realmente uno strumento utile per la piena realizzazione dell’autodeterminazione di coloro che richiedono il suic*dio assistito.
Da quanto si apprende dalla stampa, la legge non prevede tempi certi per la presa in carico della richiesta della persona malata e per la sua attuazione in concreto, anche se afferma che deve avvenire senza ingiustificati ritardi e con una tempistica compatibile con le condizioni e le esigenze della persona malata.
Stabilisce la composizione della Commissione Tecnica Multidisciplinare, che ha il compito di valutare la sussistenza dei requisiti previsti dalla sentenza 242 del 2019. Si segnala l’inserimento della possibilità, per le persone che ne fanno richiesta, di ricevere informazioni relative agli enti e alle associazioni che perseguono statutariamente finalità di tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale. La previsione stessa di questa possibilità introduce un elemento di condizionamento rispetto alla libertà di scelta della persona, richiamandola a riconsiderare una decisione che ha già avuto modo di maturare nel corso della malattia.
Appare inoltre poco comprensibile la necessità di assegnare al medico palliativista, inserito opportunamente nella Commissione Tecnica Multidisciplinare, il compito di esprimere un parere “rafforzato”, che possa assumere un rango sovraordinato rispetto agli altri specialisti coinvolti, dal momento che questi ultimi hanno già tutte le specifiche competenze per valutare i requisiti previsti dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale.
La Consulta di Bioetica auspica che l’attuazione della legge sappia valorizzarne gli aspetti positivi, evitando che procedure, ritardi o forme di dissuasione finiscano per comprimere l’autodeterminazione delle persone malate.
Piergiorgio Donatelli
Presidente
Davide Mazzon
Consiglio Direttivo
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