Istituto Liberale

Istituto Liberale Combattiamo la tua battaglia culturale contro lo Stato, il collettivismo e il totalitarismo. Unisciti a noi!

I socialisti tentano di imporre l’uguaglianza di risultati, non solo di opportunità.Il problema è che biologia e mercati...
03/09/2026

I socialisti tentano di imporre l’uguaglianza di risultati, non solo di opportunità.

Il problema è che biologia e mercati non funzionano così.

Le persone non nascono tutte uguali: talenti, intelligenza, carattere e inclinazioni sono diversi. I mercati, dal canto loro, premiano chi crea più valore, non chi ha più bisogno o chi grida più forte.

Quando si vuole forzare l’uguaglianza dei risultati nonostante queste realtà, non bastano le buone intenzioni. Servono regole, pressione sociale, censura di chi osa dire il contrario e, in ultima istanza, coercizione.

Ed è qui che il progetto diventa immorale: usa la forza per realizzare un’idea che la realtà rifiuta.

Di fronte a ogni problema, la risposta della politica è sempre la stessa: aggiungere un bonus, un vincolo, un’autorizzaz...
02/09/2026

Di fronte a ogni problema, la risposta della politica è sempre la stessa: aggiungere un bonus, un vincolo, un’autorizzazione o un nuovo ufficio.

Questo non risolve MAI i problemi, ma ne crea altri, direttamente e indirettamente.

1. STIPENDI TROPPO BASSI
Obbligare le imprese ad aumentare le retribuzioni non crea automaticamente le risorse necessarie per farlo, anzi, può spingere le imprese a licenziare. Per alzare davvero gli stipendi bisogna lasciare più denaro in busta paga, riducendo tasse e contributi, e favorire investimenti e produttività.

2. CASE TROPPO CARE
Bloccare gli affitti può aiutare temporaneamente chi ha già una casa, ma scoraggia i proprietari dall’affittare e riduce ulteriormente l’offerta. La soluzione duratura è permettere di costruire di più, recuperare gli immobili inutilizzati e ottenere i permessi in tempi ragionevoli.

3. GIOVANI SENZA LAVORO
Assunzioni pubbliche e incentivi temporanei non creano occupazione stabile, ma spostano il costo sui contribuenti o fanno durare il posto finché dura il sussidio. Servono meno tasse sul lavoro, contratti più semplici e meno rischi burocratici per chi assume.

4. IMPRESE CHE NON CRESCONO
Bandi e crediti d’imposta premiano soprattutto chi sa orientarsi nella burocrazia e consentono alla politica di scegliere quali attività favorire. Le imprese hanno bisogno di regole semplici e stabili, concorrenza aperta e meno autorizzazioni, non di chiedere periodicamente un favore allo Stato.

Il problema dei liberali che propongono sempre la stessa soluzione - meno tasse e meno burocrazia - è che questa soluzione non dà l'idea di portare automaticamente al risultato sperato.

Quando tu senti un politico dire che bloccherà gli affitti, vedi il tuo problema già risolto: il tuo canone resta stabile, non aumenterà, e sei felice.

Ma c'è un effetto collaterale invisibile: la diminuzione degli alloggi, che magari vengono destinati a uso turistico anziché ad uso abitativo, perché quest'ultimo diventa meno remunerativo.

Le soluzioni stataliste sembrano sempre quelle giuste, ma nascondono molte insidie.

La soluzione liberale, invece, funziona sempre, ma fa meno scena.

L’ingerenza dello Stato avanza quasi sempre attraverso obiettivi condivisibili. Ogni restrizione viene presentata come e...
02/09/2026

L’ingerenza dello Stato avanza quasi sempre attraverso obiettivi condivisibili. Ogni restrizione viene presentata come eccezionale, necessaria e proporzionata.

Poi l’eccezione diventa permanente, la burocrazia crea nuovi interessi intorno alla propria esistenza, e una libertà prima considerata normale si trasforma improvvisamente in una minaccia alla sicurezza, e viene soppressa.

Assurdità come il chat control, l'identificazione obbligatoria online, il controllo sulle notizie, le limitazioni all'uso del tuo denaro, la pianificazione dell'industria, il tracciamento di ogni pagamento, sono tutte norme che hanno l'obiettivo dichiarato di proteggerti o combattere qualche illecito, ma vanno tutte nella stessa direzione: un controllo totale sull'individuo da parte di una tecnoburocrazia che si auto alimenta e auto legittima.

Borges scriveva queste parole nel 1946, quando gli stati non avevano ancora raggiunto il livello di controllo che hanno oggi. Persino regimi come quello sovietico o nazista avevano strumenti di controllo molto più blandi di quelli che oggi offre la tecnologia.

Eppure, oggi siamo convinti in un'epoca in cui il totalitarismo è stato sconfitto.

Ogni anno l’Italia perde all’estero circa 20 mila giovani laureati al netto di quelli che rientrano. Questo accade perch...
01/09/2026

Ogni anno l’Italia perde all’estero circa 20 mila giovani laureati al netto di quelli che rientrano.

Questo accade perché in Italia le opportunità di lavoro sono scarse, mal retribuite e precarie. E questa è una naturale conseguenza di un'economia malsana, drogata di assistenzialismo, iper-burocratizzata e iper-regolamentata.

L'imprenditore è diventato una persona che deve sprecare il 90% del proprio tempo a compilare moduli, ottenere autorizzazioni, interpretare norme contraddittorie e rispettare adempimenti che cambiano continuamente.

Ogni nuova regola ha un costo. Per una grande azienda può significare assumere un altro consulente; per una piccola impresa può significare rinunciare a crescere, a investire o ad assumere.

A questo si aggiunge una tassazione del lavoro che crea un’enorme distanza tra quanto costa un dipendente e quanto gli rimane in tasca. Ogni nuovo dipendente costa circa il doppio di quanto guadagna.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: imprese che rimangono piccole, investimenti insufficienti, produttività stagnante, salari bassi e giovani qualificati che cercano altrove un Paese disposto a valorizzarli.

La propaganda socialista funziona sempre perché le belle parole, le belle promesse e le utopie stuzzicano sempre la fant...
31/08/2026

La propaganda socialista funziona sempre perché le belle parole, le belle promesse e le utopie stuzzicano sempre la fantasia delle persone.

Il problema è che l'attuazione del socialismo è sempre, inevitabilmente, violenta, e porta sempre allo stesso inevitabile risultato: uno stato potentissimo e onnipresente, un apparato burocratico che risponde solo a sé stesso, una casta di politici-burocrati che fanno di tutto per mantenere il loro privilegio, e il resto della popolazione che arranca nella povertà e perde ogni speranza di una vita migliore.

Ti sei mai chiesto come sia possibile che il Venezuela, seduto sulla più grande riserva petrolifera del pianeta, sia div...
30/08/2026

Ti sei mai chiesto come sia possibile che il Venezuela, seduto sulla più grande riserva petrolifera del pianeta, sia diventato un Paese così povero?

Possiede oltre 300 miliardi di barili, circa il 17% del totale mondiale. Eppure, tra il 2013 e il 2021, il suo PIL reale è crollato di oltre il 75%: secondo il FMI, il peggior collasso economico registrato in cinquant’anni da un Paese non in guerra.

Quasi 7,9 milioni di venezuelani hanno lasciato la propria patria, 1/3 della popolazione del Paese. Non per la guerra, non perché invasi, non per qualche tragedia esterna, ma solo e semplicemente perché il comunismo applicato causa povertà e miseria.

Nazionalizzazioni, espropri, controlli dei prezzi, moneta distrutta e potere politico senza limiti hanno trasformato un’immensa ricchezza naturale in miseria, corruzione e fuga di massa. Il petrolio è il bottino con cui il regime ha comprato consenso e finanziato il proprio potere.

Il confronto è impietoso. Singapore e Svizzera non possiedono grandi riserve petrolifere, eppure nel 2025 hanno raggiunto un PIL pro capite di circa 99.000 e 115.000 dollari. Il Venezuela è rimasto sotto i 4.000.

Hanno costruito la loro prosperità "semplicemente" garantendo proprietà privata, apertura commerciale, stabilità e libertà economica.

La vera ricchezza di una nazione non è il petrolio, l’oro o la terra fertile. È la libertà concessa alle persone di lavorare, investire, innovare e conservare ciò che hanno creato.

Le risorse si esauriscono. Le istituzioni che proteggono la libertà continuano a generare prosperità.

Il socialismo è la più grande truffa che l'umanità abbia mai inventato.La verità è che da oltre un secolo vende miseria ...
29/08/2026

Il socialismo è la più grande truffa che l'umanità abbia mai inventato.

La verità è che da oltre un secolo vende miseria usando belle parole, e nessun bene o servizio al mondo sopravvivrebbe sul mercato con un simile rapporto tra costo e risultato.

Si riempie la bocca di fratellanza, giustizia ed empatia, promette cose gratis e si presenta come ideologia che difende gli ultimi. Poi presenta il conto proprio a loro.

Perché nulla è gratis. Dietro ogni promessa socialista c’è qualcuno costretto a pagare, produrre o rinunciare alla propria libertà. E quando tasse e debito non bastano, arrivano il controllo, la censura, il razionamento e la repressione.

Poi l’economia si ferma. I capitali fuggono. Le imprese chiudono. I beni scarseggiano. I prezzi esplodono. E i sacerdoti del socialismo, invece di ammettere il fallimento, danno la colpa a qualche nemico esterno o ai sabotatori interni.

Il liberalismo non compra consenso raccontando favole. Dice una verità più scomoda: la prosperità nasce dal lavoro, dal risparmio, dall’impresa, dalla proprietà privata, dalla concorrenza e dalla libertà di scambiare. Il profitto non è un furto: è il segnale che qualcuno ha creato qualcosa che altri desiderano liberamente acquistare.

Il socialismo ti fa credere che la ricchezza sia una torta fissa da dividere fra tutti. Il liberalismo ti spiega che la torta può diventare sempre più grande e che può essercene di più per tutti, se solo smetti di vivere da parassita questuante e cominci a pensare da adulto che deve provvedere a se stesso.

Il 29 agosto 1632 nasceva John Locke, il padre del liberalismo politico.Con questa frase tratta dal Secondo Trattato sul...
29/08/2026

Il 29 agosto 1632 nasceva John Locke, il padre del liberalismo politico.

Con questa frase tratta dal Secondo Trattato sul Governo, John Locke offre una visione profonda di come dovrebbe essere strutturata la società secondo i principi del liberalismo classico.

Quando dice che gli uomini sono per natura tutti liberi, uguali e indipendenti, Locke sta gettando le basi per un'idea rivoluzionaria: nessuno nasce sotto il dominio di un altro, e la legittimazione del potere politico deve ve**re dal consenso individuale.

Questo concetto è cruciale perché cambia completamente la prospettiva sullo stato. Non è più un'entità che impone la sua volontà dall'alto per legittimazione divina o ereditaria, ma un'istituzione che deriva la sua autorità direttamente dalle persone che governa.

Questo pensiero è fondamentale per il liberalismo classico perché introduce l'idea che il governo esiste per proteggere i diritti naturali dell'individuo - vita, libertà e proprietà - e non per concederli o arbitrariamente toglierli.

Locke ci sta dicendo che se vogliamo un governo, dobbiamo tutti essere d'accordo su questo patto, su questo contratto sociale. Ecco perché il suo pensiero è così importante: mette l'individuo al centro, affermando che ogni forma di potere politico deve giustificarsi davanti alla volontà e al benessere delle persone.

Questa visione ha spianato la strada alle democrazie moderne, dove il potere è limitato, dove c'è uno stato di diritto e dove i diritti individuali sono sacri.

(O almeno, dovrebbero)

La maggioranza delle regole che ora governano settori come l’energia, l’agricoltura, la sanità, la moneta o il clima non...
28/08/2026

La maggioranza delle regole che ora governano settori come l’energia, l’agricoltura, la sanità, la moneta o il clima non vengono più da un governo che puoi mandare via. Vengono da entità che non hanno un popolo di fronte.

Vengono da organigrammi composti perlopiù da burocrati nominati o eletti indirettamente o messi là da procedure che non hanno nulla a che vedere con la legittimazione popolare.

Quando le persone non sono elette, non rendono conto ai cittadini.

E quando non rendono conto ai cittadini, a chi rendono conto, secondo voi?

A loro stesse, a chi le ha messe lì, al loro posto fisso, alla burocrazia che esse stesse producono.

La propaganda ti fa credere che non potresti vivere senza quella montagna di regolamenti, che il mondo finirebbe nel caos se quella commissione non legiferasse sui tappi delle bottiglie, e che grazie a questa montagna di carte, timbri, permessi, autorizzazioni, omologazioni, finalmente tutto andrà bene.

Tra 10 anni sarà tutto falso. Non basteranno. Saranno regole obsolete. E ne faranno di altre che si sovrapporranno.

Tutto questo si traduce in costi enormi per chi lavora, perché devono pagare di continuo esperti, consulenti, commercialisti, riorganizzare l'azienda, mettersi in regola di continuo, licenziare, assumere, cambiare macchinari e così via.

L'imprenditore è diventato uno scribacchino, non è più colui che rischia denaro sul mercato ma è colui che rischia denaro davanti ai millemila organi di controllo statali che da un giorno all'altro possono spegnerti tutto perché non eri in regola con qualche fesseria.

Tutto ciò, alla lunga, sta uccidendo l'iniziativa economica, sta uccidendo la voglia di investire in UE, e sta fiaccando la fantasia e lo spirito di chi vorrebbe mettersi sul mercato.

L'UE creperà sotto una montagna di carte.

Indirizzo

Turin

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Istituto Liberale pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi