28/08/2026
La maggioranza delle regole che ora governano settori come l’energia, l’agricoltura, la sanità, la moneta o il clima non vengono più da un governo che puoi mandare via. Vengono da entità che non hanno un popolo di fronte.
Vengono da organigrammi composti perlopiù da burocrati nominati o eletti indirettamente o messi là da procedure che non hanno nulla a che vedere con la legittimazione popolare.
Quando le persone non sono elette, non rendono conto ai cittadini.
E quando non rendono conto ai cittadini, a chi rendono conto, secondo voi?
A loro stesse, a chi le ha messe lì, al loro posto fisso, alla burocrazia che esse stesse producono.
La propaganda ti fa credere che non potresti vivere senza quella montagna di regolamenti, che il mondo finirebbe nel caos se quella commissione non legiferasse sui tappi delle bottiglie, e che grazie a questa montagna di carte, timbri, permessi, autorizzazioni, omologazioni, finalmente tutto andrà bene.
Tra 10 anni sarà tutto falso. Non basteranno. Saranno regole obsolete. E ne faranno di altre che si sovrapporranno.
Tutto questo si traduce in costi enormi per chi lavora, perché devono pagare di continuo esperti, consulenti, commercialisti, riorganizzare l'azienda, mettersi in regola di continuo, licenziare, assumere, cambiare macchinari e così via.
L'imprenditore è diventato uno scribacchino, non è più colui che rischia denaro sul mercato ma è colui che rischia denaro davanti ai millemila organi di controllo statali che da un giorno all'altro possono spegnerti tutto perché non eri in regola con qualche fesseria.
Tutto ciò, alla lunga, sta uccidendo l'iniziativa economica, sta uccidendo la voglia di investire in UE, e sta fiaccando la fantasia e lo spirito di chi vorrebbe mettersi sul mercato.
L'UE creperà sotto una montagna di carte.