13/10/2026
Nel 1947 Gianni Lancia a soli 23 anni alla guida dell’azienda di famiglia insieme allo zio Arturo cominciò ad occuparsi dei progetti futuri della Casa di famiglia e con i suoi collaboratori realizzò la berlina-coupé A10/853 denominata L.P.01 costruita dalla carrozzeria Ghia sull’ apposito telaio tubolare disegnato ad hoc e dotato del nuovo motore ad 8 cilindri a Vu a 90° di 2 litri da 70 HP ad albero a camme centrale più il cambio semiautomatico , installato in posizione centrale-posteriore .
Tale progettazione si basava principalmente sul progetto di berlina a 3 +1 posti brevettato da papà Censin nel 1934. Tale brevetto depositato da Vincenzo Lancia il 30 aprile 1934 è relativo al progetto estremamente avveniristico definito "Vettura automobile a tre posti frontali" dalla Forma a uovo, il cui corpo totalmente aerodinamico era privo di spigoli, studiato per fendere l'aria riducendo al minimo la resistenza all'avanzamento. Si trattava di una vera e propria concept car ante litteram, rimasta allo stadio di disegno e modello geometrico, che anticipava di decenni concetti moderni come quello di monovolume. (Fonte : Storia Lancia di F. Bernabò)
• Configurazione dei sedili a tre posti frontali: Il posto di guida era posizionato al centro in posizione avanzata. Ai suoi lati, leggermente arretrati, si trovavano altri due sedili singoli per i passeggeri (una disposizione ripresa molti decenni dopo dalla McLaren F1 o dalla Fiat Multipla del 1998). Dietro a questi era presente un ulteriore grande sedile centrale.
• Aerodinamica a forma di uovo: Il corpo vettura era eccezionalmente compatto (lungo meno di 3,5 metri) e presentava linee fortemente filanti, arrotondate e a goccia.
• Struttura pionieristica: Sviluppava ulteriormente i concetti di scocca portante già introdotti da Lancia.
• Perché non fu prodotta : "La vettura venne giudicata troppo rivoluzionaria e distante dai gusti estetici dell'epoca. Molti storici dell'auto ritengono che questo studio sia nato parallelamente allo sviluppo della Lancia Augusta (già sul mercato) e che abbia rappresentato il primissimo schema concettuale e il "germe" aerodinamico da cui nacque poi la celebre Lancia Aprilia del 1937, l'ultimo grande capolavoro di Vincenzo Lancia".
La caratteristica più singolare della Lancia A10 LP01 Ghia è costituita dall'abitacolo a guida centrale che contemplava i tre posti anteriori con il guidatore in posizione centrale affiancato dai due passeggeri ed il quarto dietro. La Lancia A10 - LP01 offriva un'esperienza di guida unica che enfatizzava equilibrio e visibilità e si distingueva per la massiccia griglia anteriore completata dalla verniciatura bicolore. Questa scelta estetica aveva evidenziato l'appeal lussuoso e sofisticato della A10, con l'obiettivo di lasciare una impronta chiara nel mondo dell’automobile. Il concept del design della Lancia LP01 si ispirava chiaramente alla Isotta Fraschini Monterosa, realizzata dalla Touring.
• Lo stesso Gianni Lancia utilizzò personalmente questa vettura -prototipo registrata tipo L.P. motore n. 01 telaio 01 HP 26 targata TO 111539 A10 consegnata dalla Ghia di Torino , ma purtroppo lo lasciò a piedi per noie meccaniche proprio durante il viaggio di nozze, sfortuna nera, come raccontano gli amici di Torino. Poco dopo non se ne fece più nulla.
La foto di famiglia di Gianni Lancia é stata gentilmente concessa da Luciano Ammendola, figlio di Salvatore , il noto corridore della squadra corse LANCIA degli anni Cinquanta.
• Al salone dell’Automobile di Torino del 1948 la vettura coupé Lancia A10 tipo 853 contraddistinta dalla sigla LP01 venne esposta solo nello stand della Carrozzeria GHIA e non in quello della Lancia, suscitando in ogni modo molto interesse sia per la bellezza del suo design che per la sofisticata tecnica ingegneristica . (Fonte : Lancia and De Virgilio at the center di Goldberg.)